#PerNonDimenticarChiÈStato?

#InsiemeperlaGiustiziadiFalcone-Borsellino. Presidi avanti ai tribunali e nelle piazze di tutta Italia

sabato 09th, luglio 2022 / 14:42 Written by

Dall’11 luglio al 19 luglio 2022, la Società civile si mobilita avanti ai tribunali e nelle piazze di tutta Italia, in memoria di Falcone e Borsellino e delle vittime di tutte le stragi di Stato che hanno insanguinato il nostro Paese da oltre 50 anni.  

A partire da Milano, roccaforte della «Duomo connection» e della cd. «massomafia», il Movimento per la Giustizia Robin Hood – Avvocati senza Frontiere, la storica Associazione che ha dato vita dagli falcone_borsellino_mafiaanni ’80 con migliaia di denunce, anche a carico di politici e magistrati collusi, manifestazioni, girotondi, petizioni e raccolta di oltre 250.000 firme, al fenomeno conosciuto come “mani pulite“,  INVITA  la Società civile, i cittadini onesti e tutte le Associazioni impegnate nella lotta alla corruzione e alle mafie, ad una mobilitazione generale, scendendo nelle piazze di tutta Italia, per dire basta alle stragi, riaprire le indagini, punire tutti i mandanti rimasti impuniti e affermare in concreto il rispetto della legalità e l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. 

Chiunque potrà aderire liberamente e organizzare in ogni parte d’Italia sit-in, presidi, raccolta firme ed eventi socio-culturali per promuovere la cultura della legalità e della Pace e realizzare quel grande comune sogno di Giustizia, per cui hanno dato la loro vita Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, Paolo Borsellino, nonché le loro scorte e tanti altri integerrimi magistrati e fedeli servitori dello Stato che li hanno preceduti.

#InsiemeperlaGiustiziadiFalcone-Borsellino nasce dall’incontro di varie associazioni, intellettuali e artisti subito dopo le celebrazioni del 5-8 maggio scorso, avanti al Tribunale di Milano, nel trentennale di mani pulite e delle stragi di Stato di Capaci e Via D’Amelio, nel cui contesto in occasione di Civil Week, evento del Volontariato della Regione Lombardia, sono state realizzate una serie di iniziative, tra le quali la mostra fotografica “Veritas non Auctoritas facit legem“, a cura di Avvocati senza Frontiere, “Chi è Stato? – Presenze della memoria“, a cura del Comitato “NonDimenticarmi” e “Morte Accidentale di un anarchico” , nel 52° anniversario della strage di Piazza Fontana a Milano, patrocinato dalla Fondazione Dario Fo e Franca Rame, in memoria di Giuseppe Pinelli e delle 137 vittime di tutte le stragi che ne sono seguite: Gioia Tauro (1970), Peteano (1973), Questura di Milano e treno Italicus (1974), Piazza della Loggia Brescia (1976), Stazione di Bologna (1980), nel criminogeno intento statuale di arrestare il processo democratico e l’affermazione di una Giustizia uguale per tutti.

#InsiemeperlaGiustiziadiFalcone-Borsellino sta ad indicare proprio quella Giustizia irrealizzata con la G maiuscola che perseguivano con le loro inchieste Falcone e Borsellino (e prima ancora Costa, Chinnici, Livatino, Saetta e tanti altri), ben diversa cioè da quella dominante controllata dai poteri occulti che hanno lasciato trucidare i magistrati più coraggiosi e amati in tutto il mondo, per poi vilmente elevarli ad eroi dopo la loro morte, quando non potevano più nuocere.

Senza sapere che gli uomini liberi non si possono uccidere perché  le loro idee continuano a camminare sulle gambe di altri uomini liberi.

E si rafforzano. Per questo lo scorso 5/7 abbiamo aderito alla manifestazione che si è svolta a Milano a sostegno del Procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri.  Gli osservatori più attenti sono concordi nel ritenere che la situazione attuale sia del tutto speculare a quella di Giovanni Falcone 30 anni fa, calunniato dal mainstream, nonchè dai suoi colleghi in odore di mafia,  abbandonato dal C.S.M. e tradito dallo Stato e dai servizi segreti che hanno organizzato per conto di potenze straniere, in attuazione della strategia della tensione, tutte le stragi a partire da Piazza Fontana a Milano fino a Bologna, Capaci e Via D’Amelio a Palermo, per instaurare un regime autoritario.  Esattamente come auspicato e sottaciuto dai detrattori di Gratteri che, opportunisticamente, in nome di un falso garantismo, ignorano che la sua vita è in pericolo, ovvero che è uno dei pochi magistrati scomodi in Italia che denuncia le collusioni tra Stato, mafia e massoneria.

Il “Sistema Calabria” denunciato dal Procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, mutatis mutandis, viene impunemente applicato, a partire dagli anni ’70, in ogni altra regione d’Italia, con particolare riferimento a quelle del nord. A partire dalla Procura di Torino e dall’eccidio del Procuratore Bruno Caccia (26/6/1983), che secondo i figli che hanno richiesto la riapertura delle indagini sarebbe stato eliminato per fermare un’indagine sul riciclaggio di denaro sporco di Cosa nostra nel casinò di Saint-Vincent. «Uno con cui non si poteva trattare», come riferì Domenico Belfiore affiliato alla ‘ndrangheta e condannato come mandante del delitto. Frase da leggersi nel senso che con gli altri magistrati torinesi, evidentemente le ‘ndrine calabresi in Piemonte, erano in grado di scendere a patti, ammorbidendo le indagini. Almeno così hanno scritto i magistrati di Milano nel decreto di archiviazione: «Egli [Bruno Caccia], poté apparire ai suoi assassini eccessivamente intransigente soltanto a causa della benevola disposizione che il clan dei calabresi riconosceva a torto o a ragione in altri giudici. Perché «questo clan aveva ottenuto in quegli anni la confidenza, la disponibilità o, addirittura, l’amicizia di alcuni magistrati». Decisione sofferta, intervenuta solo nel ’92, dopo vari rinvii della Cassazione, che non ha peraltro messo in luce, oltre ai nomi e volti dei killer, anche i veri mandanti occulti dell’omicidio. C’è chi ha infatti ipotizzato che l’uccisione dell’altro magistrato sia maturata negli stessi ambienti giudiziari, dopo il suo rifiuto ad accettare la promozione a Procuratore Generale, mediante la quale si sarebbe inteso distoglierlo dalle indagini. [“Bruno Caccia. Il Procuratore ucciso dalla Massomafia che controlla la Procura torinese”: www.avvocatisenzafrontiere.it/?p=1932 ].

Invero, le famiglie mafiose dal Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, etc. non se ne sono mai andate. Anzi, hanno continuato a  fare indisturbatamente affari con la pubblica amministrazione e tessere relazioni con la politica e settori della magistratura. Basti ricordare lo scontro tra l’ex Procuratore capo di Milano Borrelli e  l’ex Procuratore Nazionale Antimafia Vigna che, nel 1992, grazie al Gico della Guardia di Finanza di Firenze, scoperchiò l’Autoparco della mafia di Via Salomone a Milano (una sorta di terminal di tutte le mafie), dove in piena mani pulite per oltre 10 anni, all’ombra di illecite protezioni e collusioni con ambienti massonici lombardi e della Polizia di Stato, avevano potuto gestire i loro traffici anche le mafie dell’Est europeo, tra cui il traffico di esseri umani, armi, materiali radioattivi, rifiuti tossici, riciclaggio, etc., su cui nessuna seria indagine fu mai avviata). Questa verità sottaciuta si regge su un evidente patto non scritto che lega ampi settori della magistratura e della politica alle élite dominanti,  tramite la “massomafia”, in grado di condizionare le nomine dei procuratori capo, eliminando quelli scomodi,  e delle più altre cariche dello Stato, criminalizzando ogni forma di dissenso, anche attraverso campagne massmediatiche di discredito, come quella in atto nei confronti del Procuratore Nicola Gratteri.

Invitiamo, quindi, tutti i sinceri democratici e le associazioni prive di padrini e collare politico, ad aderire al Presidio che si terrà da lunedì 11/7 p.v. fino al 19 luglio davanti a Palazzo di Giustizia di Milano #PerNonDimenticarChièStato?,  in onore di Falcone, Borsellino e delle vittime di tutte le stragi.
Le adesioni di enti, associazioni, anche a titolo personale, devono venire inviate al più presto a avvocatisenzafrontiere@hotmail.com  in  modo da poterle pubblicare.ì
Ovviamente chi non potesse partecipare a Milano, potrà liberamente organizzare in ogni altra città, tribunale e piazza d’Italia eventi analoghi, dandocene conferma, in modo da rafforzare e rendere più incisive sul piano comunicazionale le singole iniziative che possono venire promosse in maniera isolate dalle molte associazioni antimafia, antiracket, anticorruzione e/o che si battono con mezzi pacifici per il rispetto dei diritti umani e della legalità.
Vi preghiamo di dare la più larga diffusione possibile a questo importante evento che unisce idealmente tutti sinceri democratici, i cittadini e magistrati onesti e le organizzazioni noprofit, invitando ad aderire ogni altra associazione e gli intellettuali che si adoperano per una Giustizia pulita, libera da partiti, correnti, mafie e corruzione. E’ solo l’unione dal basso delle associazioni e dei cittadini che potrà allargare il sentire comune su come realizzare insieme una giustizia veramente uguale per tutti  e risvegliare le coscienze assopite degli italiani stanchi del monopolio della lotta alla corruzione e alle mafie nelle mani dei cd. professionisti dell’antimafia, che lo utilizzano come strumento di potere.
Pietro Palau Giovannetti
(Presidente O.d.V. Movimento per la Giustizia Robin Hood – Avvocati senza Frontiere)
Per capire meglio cosa si intende con il termine “massomafia”, quando e da chi è stato coniato:

https://www.avvocatisenzafrontiere.it/?p=1882

LEGA NORD–MAFIA LOMBARDA. CIO’ CHE SAVIANO NON DICE O NON SA? «STATO E MASSOMAFIE COME UNICO SISTEMA».

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