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CONCORSI TRUCCATI

sabato 05th, gennaio 2008 / 10:10 Written by

di Fulvio Castrusini Avvocato

CONCORSI TRUCCATI E CREDIBILITA’ DELLA MAGISTRATURA

Nell’approssimarsi delle prove scritte del concorso del prossimo ottobre 2007, per i futuri magistrati, ai quali saranno affidate le sorti della giustizia italiana, sempre più malata, ambigua e non rispondente al bisogno di legalità e verità del Paese, mi sorge spontaneo domandarmi di quale credibilità possa godere la magistratura, se gli stessi concorsi per entrare a farne parte non appaiono trasparenti, come denunciato negli anni da molteplici candidati, senza che si sia mai fatta piena luce sui molteplici episodi di brogli emersi in ogni parte d’Italia.

Nel corso della mia lunga carriera di avvocato e di giudice conciliatore e tributario, ne ho viste di tutte i colori,  ma ciò nonostante sono rimasto molto colpito nell’apprendere nel luglio 2005, da uno dei maggiori quotidiani nazionali, che un concorso truccato per magistrati, risalente al 1992, non aveva ancora trovato soluzione nelle aule di giustizia amministrativa italiana, ben 12 anni dopo!

"Concorso sospetto. 275 toghe rischiano il posto: giudicate idonee prove scritte copiate o che non erano neppure state terminate. Dopo 12 anni, il Consiglio di Stato deve decidere se annullare l’esame del 1992 che il TAR del Lazio ha già giudicato irregolare" (Il Giornale 7/05)

Un vero e proprio fulmine a ciel sereno anche per me anziano giurista.

Chissà per un comune cittadino, chiamato a riporre quasi ciecamente la sua somma fiducia nelle istituzioni democratiche e nella giustizia umana…?

In pratica, dopo ben 12 anni di studio e di lettura di tutti gli elaborati scritti dai candidati nel concorso per uditori giudiziari svoltosi a Roma nel maggio 1992, i giudici del T.A.R. hanno scoperto che i candidati ammessi non meritavano di esercitare l’alta funzione giudicante.

Il quotidiano precisa che, in pari data, il 23 maggio a Capaci saltava in aria il giudice Falcone e la moglie Morvillo, la quale della commissione di esami aveva fatto parte.

Tantissimi concorsi per la carriera di magistrato si sono svolti prima di quello in discussione e tanti altri anche dopo. Ma non si era mai verificato che un candidato "trombato" ricorresse al TAR dopo aver richiesto, come da suo diritto, copia dei verbali e degli elaborati scritti di tutti i candidati eletti. Scopre anche che dalle ore 09.40 alle ore 12.25 del 6 ottobre 1992 i commissari avevano esaminato 45 elaborati scritti dai candidati, impiegando soltanto tre minuti per ogni elaborato per decidere se quel candidato poteva sindacare e decidere sulla libertà di un cittadino.

Nell’ottobre del 1993, l’Avv. Pier Paolo Berardi presenta ricorso al TAR, chiedendo al Ministero il diritto di accesso ai verbali ed agli elaborati dei candidati promossi. Trascorrono tre anni prima che il materiale richiesto venga consegnato al TAR. La lettura degli elaborati risulta un "museo di orrori". Alcuni elaborati sono appena abbozzati in mezza paginetta con frasi tronche e senza segni di punteggiatura.

Qualche candidato dimostra di non avere idee abbastanza chiare sulla sostanziale differenza fra diritto penale e diritto civile.

Il caso più eclatante è quello di un elaborato che in calce, dove è apposto il timbro della commissione (gli esaminatori non se la sono proprio sentita) non viene assegnato il voto e non presenta le firme né del segretario, nè del presidente.

Di qualche altro candidato pure promosso sono spariti gli elaborati scritti.

Pare, comunque, che i promossi, 275 su 2244, hanno emesso da allora migliaia di sentenze ed hanno fatto pure carriera ed ha evidenziato, senza ombra di dubbio, sospetti nepotismi e successioni dinastiche in magistratura: la casta dei giudici si difende e si chiude come una fortezza.

Tutto questo è venuto alla luce perché c’è stato per la prima volta un candidato che ha protestato e che ha fatto ricorso al T.A.R., il quale ha impiegato 11 anni per decidere l’annullamento del concorso e per precisare che gli elaborati del candidato non idoneo erano dei capolavori giuridici, dimostrando così l’arroganza e la superbia della casta.

In tutti gli altri concorsi tenuti non c’è stato alcun candidato non idoneo che come Berardi ha avuto il coraggio di ricorrere.

Ma non è finita!

La sentenza del T.A.R. è stata scandalosamente impugnata dal C.S.M. ed il Consiglio di Stato deciderà o dovrà decidere sul da farsi.

Comunque vadano le cose 275 toghe sono state dichiarate idonee a giudicare tanti poveri ignari cittadini che inconsapevolmente sono finiti nelle loro mani inesperte e probabilmente "poco pulite".

Come ha già detto qualcuno: "Quel che è fatto è fatto!"

E’ con tanta amarezza che devo prendere atto che tale sensazionale notizia non abbia avuto alcun altro riscontro sul piano nazionale né seguito da parte dello stesso quotidiano che l’ha pubblicata, lanciando come spesso fà il sasso e tirando indietro la mano.

Tutti gli italiani, anche i giornalisti più potenti, sono rimasti ammutoliti. Come mai per altre scemenze si va avanti per settimane e settimane?

Ai lettori e ai posteri l’ardua sentenza.

Si parla tanto di "malasanità" ma mai di "malagiustizia".

Tutto questo è venuto alla luce perché il candidato Pier Paolo Berardi del concorso del 1992 ha avuto da solo il coraggio di ricorrere al T.A.R.!

Tutti gli altri, forse nel timore di risultare sgraditi alla casta,  hanno preferito tacere.

E’ lecito supporre che in tutti gli altri concorsi, prima e dopo, sia accaduto e possa continuare ad accadere anche di peggio.

 

 

 

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