#PietroPalauLibero

MAMMA E PAPA’: NON SONO UN PACCO POSTALE!

mercoledì 18th, aprile 2007 / 13:22 Written by

La mamma ed il papà mi dicono sempre che “sono la cosa più bella del loro rapporto…”, che “non potrebbero vivere senza di me…”, che “sono il loro amore”… ma…
In un epoca in cui le rotture familiari sono in costante aumento, una volta che si è dissolta l’armonia famigliare perché mamma e papà non ricordano ???
Perché fanno si che gli affetti e gli assetti famigliari vengano gestiti attraverso l’intervento della giustizia…??

Quando si sposano promettono di sostenere il nostro benessere morale e materiale, alleviando le nostre sofferenze, creando armonia fra noi per farci crescere fisicamente e psicologicamente in un clima il più sereno possibile, ma soprattutto rassicurante.  

Poi non si sa come…. tutto finisce…

E, senza rendercene conto, ci ritroviamo a fare il “pacco postale” che torna sempre al mittente – cioè, in genere, alla mamma che ci ha fatto – ma …. con una apparente innovazione!! Ci insegnano una parolona difficile ma… nuova “affidamento”… anzi meglio “affidamento congiunto”!!!

Così, forse, mamma e papà si sentono meno in colpa…

Anche se io veramente non li capisco molto…

Affidamento ad entrambi i genitori??? Affidamento condiviso??

Sembra che a mamma e papà siano concetti che piacciono molto: dicono che si tratta di un cambiamento doloroso ma necessario.

Questo è quanto almeno mi hanno spiegato ….
Sono affidata ad entrambi.

Ma la giustizia sull’affidamento condiviso dice che, anch’io ho dei diritti…
ma non capisco perché in genere nessuno me li spiega e mi consente di esercitarli veramente fino in fondo, come sarebbe giusto per il mio bene di cui tutti troppo spesso fingono soltanto di preoccuparsi…  
All’art.  155 del codice civile (Provvedimenti riguardo ai figli), come modificato dalla Legge n. 54 dell’8.2.2006, si afferma ad esempio che: “il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno  genitore”, nonché “ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale”;
Per realizzare tali finalità, prosegue la norma, accentuando il fatto che tutti si dovrebbero ricordare del mio bene: “il giudice che pronuncia la separazione personale dei coniugi adotta i provvedimenti relativi alla prole con esclusivo riferimento all’interesse morale e materiale di essa”;
All’art. 155 sexies c.c. (Poteri del giudice e ascolto del minore), si afferma, altresì, che prima di decidere: “il giudice dispone, l’audizione del figlio minore che abbia compiuto gli anni dodici e anche di età inferiore ove capace di discernimento”.
 
Ma, alla fine, la legge prevede che l’affidamento “condiviso” del minore avvenga, senza possibilità di deroga, neppure su accordo delle parti: unica eccezione perché si possa disporre l’affidamento esclusivo è rappresentata dall’accertamento di una condotta che rechi o abbia recato effetti pregiudizievoli, giudicati contrari all’interesse del minore…
Ma tutto questo, in genere, passa sempre sopra alla testa di noi bambini che corriamo il rischio di venire considerati anziché minori dei “minorati”… 
La potestà viene dunque così esercitata dai genitori congiuntamente per le decisioni di maggiore rilievo, mentre per l’ordinaria amministrazione, il giudice ha la facoltà di individuare e assegnare a ciascun genitore differenti competenze, fatta salva la possibilità  di accordo tra le parti.
 I criteri per l’assegnazione della casa famigliare dovrebbero come al solito privilegiare la riduzione al minimo dei disagi della prole. Pensate che si è giunti, addirittura, ad ipotizzare la possibilità di fare alternare padre e madre nell’abitazione, permanentemente occupata dai figli. I genitori, inoltre, dovrebbero impegnarsi, salvo gravi e comprovati motivi, a mantenere abitazioni facilmente raggiungibili.
il giudice dovrebbe indicare loro su come occuparsi dei figli e concordare se è possibile un “progetto” ovvero decidere sulla base delle proposte formulate da ciascun genitore.

Che dire a  mamma e papà

Al momento da tutto questo casino ho imparato solo che ho 2 spazzolini, 2 spazzole, 2 pigiamini, 2 etcetera….

Sono diventata doppia!   

Quante volte mi avete ripetuto… “apri bene gli occhi” …..      
Ma perché quando vi siete incontrati non l’avete fatto anche Voi????

Ho diritto alla protezione ed alle cure necessarie per il mio benessere da parte di entrambi …, ma perché non pensate che ho anche il diritto di esprimere liberamente la mia opinione e decidere del mio futuro…

E che anch’io posso desiderare di essere presa in considerazione sulle questioni che mi riguardano, perché Vi ricordo prima di esservi figlia sono un essere umano con la mia capacità di pensare e provare emozioni; piccola rispetto a Voi ma con le Vostre stesse caratteristiche.

Io prometto di crescere nel migliore dei modi.. ma anche Voi… Vi prego crescete con me e lasciate stare i giudici che è meglio si occupino di altre faccende ben più gravi dei Vostri tristi litigi da persone immature, dei Vostri egoismi e delle squallide miserie quotidiane con cui avete imparato ad inondare Tribunali, Corti d’Appello e Cassazione, con l’unico risultato di arricchire gli avvocati e gli operatori disonesti e senza scrupoli che indegnamente speculano sulle disgrazie di noi bambini indifesi.   
 
Rita Fusco

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