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VI PREGO NON LASCIATEMI MORIRE IN CARCERE!

martedì 20th, Febbraio 2018 / 11:39 Written by

 

pietro_palau_foto_modÈ il disperato appello dalle prigioni di Rebibbia di Pietro Palau Giovannetti (65 anni), gravemente malato, Presidente della Onlus Movimento per la Giustizia Robin Hood – Avvocati senza Frontiere e dell’Associazione 5 Stelle per la Legalità, con il quale si rivolge alla Società civile per denunciare l’accanimento giudiziario delle Autorità italiane nei suoi confronti e la disumanità delle condizioni di sopravvivenza  dei detenuti, sollecitando una grande generale amnistia per tutti i Paesi europei che violano i diritti fondamentali dell’uomo: come l’Italia, la Grecia e la Turchia.

Dove la privazione della libertà è solo una atroce incessante  violenza punitiva  e forma di brutale vendetta da parte dello Stato, senza alcuna funzione rieducativa.

Pietro Palau Giovannetti è un Human Rights Defender con riconoscimenti internazionali, quali quello della Fondazione Kennedy of Europe  che, nella pubblicazione “Speak Truth to Power. Coraggio senza Confini”, ha paragonato la sua figura a quella di Vera Stremkovskaya, avvocatessa bielorussa perseguitata dalla magistratura di regime per le sua attività in difesa di soggetti deboli, ritenuti scomodi.  Manuale diffuso nelle scuole in 500.000 copie dove vengono indicati gli eroi di ieri e di oggi, difensori dei diritti umani, che stanno cambiando il mondo con mezzi pacifici.

Attualmente, Pietro  dopo essere stato illegalmente detenuto nelle prigioni-lager di Korydallos (Grecia), e circa un mese nel carcere di Rebibbia, si trova nel carcere di Rieti, nonostante  le sue gravi condizioni di salute e l’intervenuto annullamento con rinvio da parte della Cassazione (Sentenza n. 51053/2017) del  provvedimento di cumulo che ne disponeva la carcerazione, senza esaminare i plurimi grossolani errori di calcolo della pena residua  e la richiesta di affidamento al servizio sociale e/o detenzione domiciliare a Milano, dove vive la sua famiglia e svolge le sue attività associative.

Da oltre 30 anni Pietro si adopera contro tutte le mafie e la corruzione,  contrastando la criminalità economica dei colletti bianchi, il racket  delle aste giudiziarie e dei fallimenti, e gli abusi giudiziari, per affermare in concreto il principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Per questo è stato persecutoriamente condannato ad oltre 10 anni di carcerazione  per fatti bagatellari e di opinione, ampiamente prescritti, in quanto  risalenti ad oltre 27 anni fa, senza avere, peraltro, mai in effetti commesso alcun reato né societario né tantomeno ideologico. L’arresto è avvenuto lo scorso 28.10.2017 all’aeroporto di Atene, mentre si accingeva a rientrare a Milano per partecipare al proprio processo di rinvio disposto dalla Cassazione con sentenza  13.7.2017.

Pietro era un piccolo imprenditore, illegalmente  dichiarato fallito nel 1992, per l’irrisoria somma di un milione di vecchie lire, poco  dopo aver rifiutato un assegno da un miliardo e mezzo di lire, che consegnava ai P.M. del pool milanese, denunciando il tentativo di corromperlo per mettere a tacere le sue denunce nei confronti dei più alti vertici della Guardia di Finanza e del  Tribunale di Milano. Esposti e attività  che diedero impulso al movimento di “mani pulite”, raccogliendo oltre 250.000 firme a sostegno della lotta alla corruzione e dei magistrati antimafia.

Ora, nel silenzio tombale dei media, rischia di morire in prigione, vedendosi  persino negare la  prescrizione prevista dall’art. 172 c.p.  e qualsiasi attenuante e  misura alternativa al carcere, neanche fosse un pericoloso mafioso.

SALVIAMOLO! FIRMA ANCHE TU E DIFFONDI LA PETIZIONE ON LINE PER LA DOMANDA DI GRAZIA

https://www.change.org/p/pietropalaulibero

 

A cura dello Staff Avvocati Senza Frontiere

SOSTIENI ANCHE TU LA CAMPAGNA PER UNA GENERALE AMNISTIA

 EUROPEA IN TUTTI I PAESI CHE VIOLANO  I DIRITTI DELL’UOMO!

 

DIARIO DI PIETRO PALAU GIOVANNETTI

A Korydallos credevo di essere entrato all’inferno, ma dopo essere stato recluso per oltre 8 giorni nel reparto “transito” di Rebibbia ho amaramente rimpianto la prigione greca, classificata già nel 2010 da Amnesty International, come la peggiore di tutta  Europa. Non avrei mai immaginato le condizioni di gravissimo degrado in cui vengono accolti i detenuti nella capitale-culla del diritto romano.

Il giorno di Capodanno abbiamo redatto una petizione alle Autorità Penitenziarie e Sanitarie, al Garante per i diritti dei detenuti, al Presidente della Repubblica e al Ministro della Giustizia, denunciando la violazione dei più elementari diritti alla salute e rispetto della dignità umana. Celle gelide e fatiscenti senza riscaldamento, pareti lerce ed ammuffite, docce fredde, fogne intasate e liquami maleodoranti che fuoriescono  dal wc.  Una sola ora d’aria al giorno in un grigio  cortile con alte mura di cemento armato, reti metalliche e filo spinato  che oscurano il cielo. Celle sovraffollate, come gabbie per animali, in cui si viene richiusi per tutto il resto della giornata. Una condizione simile ai campi di concentramento.

Abbiamo invitato Papa Francesco a venirci  a trovare, raccomandandogli di non fermarsi all’ingresso, dove vi è un bel presepe ed un grande albero di Natale.  Lo abbiamo pregato di sostenere la campagna per una grande amnistia europea e fare sentire la nostra voce nei palazzi del potere. In questi ultimi tre mesi di brutale detenzione ho visto morire vari uomini anziani e gravemente malati, taluni di oltre 80 anni detenuti per lievi reati che non avrebbero neppure dovuto entrare in carcere.   Al principio di certezza della pena va sostituito quello di certezza dell‘umanità della pena, senza il quale non vi è giustizia né tantomeno misericordia.

Vi chiedo a nome di tutti i detenuti di fare uscire la nostre disperate grida  dalle crudeli prigioni in cui siamo internati e di sollecitare visite ed interrogazioni parlamentari sulle condizioni in cui sopravvivono quasi 60.000 detenuti nelle sole  carceri italiane, oltre alle svariate centinaia di migliaia segregati negli altri Paesi  europei che violano i più elementari diritti dell’uomo.

E’ solo l’intervento delle istituzioni europee che potrà porre fine all’indifferenza dei partiti e governi interessati solo ai risultati elettorali, piuttosto che ai diritti fondamentali dell’uomo di cui dovrebbero essere portatori e paladini.

Rebibbia 10.1.18                                                                              Pietro Palau Giovannetti

 

N.B.. A causa del compatto  silenzio stampa espressione del generale appiattimento culturale  dei media alle perverse logiche di malgoverno della giustizia italiana, ci troviamo  costretti a pubblicare la presente pagina a pagamento, che vi chiediamo  di aiutarci a sostenere anche con una piccola donazione per dare voce a chi non ce l’ha non usufruendo di alcun finanziamento pubblico.

 

DONACI IL TUO 5X1000   C.F. 97156190155   ONLUS MOVIMENTO PER LA GIUSTIZIA ROBIN HOOD

ONLUS MOVIMENTO PER LA GIUSTIZIA ROBIN HOOD

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