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SFRATTO SELVAGGIO CON PLACET ALLA BUNGA BUNGA DELLA QUESTURA DI MILANO

mercoledì 24th, Novembre 2010 / 11:23 Written by

Dalle ore 10 di stamani si è appena concluso nella tarda serata di oggi lo sfratto illegittimo di un vecchietto di 78 anni nei quartieri Aler di via Viterbo n. 41, Milano, che per ammissione degli stessi funzionari della Digos intervenuti è partito da un ordine “molto in alto” della Questura di Milano, senza seguire le procedure di legge e tener conto dell’età avanzata e delle gravi patologie dell’esecutato, gettato in mezzo alla strada, senza disporre di altra dimora.

I legali del sig. Antonio Ferrari hanno denunciato infatti alla Procura della Repubblica l’illegittimità e brutalità delle operazioni di sfratto, eseguite con violenza e minaccia nei confronti di una persona malata di cuore, da poco dimessa dall’ospedale con due by-pass, e in assenza degli assistenti sociali del Comune di Milano, dei quali non è neppure stato richiesto l’intervento da parte dell’Ufficiale Giudiziario pocedente e dalla Questura di Milano.

Modalità marcatamente illegali e disumane che hanno impedito persino ai legali e volontari della Onlus Avvocati senza Frontiere di entrare nell’abitazione per prestare quantomeno la loro assistenza morale, seppur espressamente invitati dal possessore e delegati dal suo difensore di fiducia, avv. Marzio Romano del Foro di Milano.

Gli abusi denunciati dai legali sono consistiti dapprima nel fatto che è stato richiesto l’intervento dei Vigili del Fuoco per entrare dalla finestra posizionata al settimo piano e per forzare la porta di ingresso, operazioni che avrebbero dovuto, casomai, venire espletate da un fabbro privato a pagamento di Aler e non certo dai Vigili del Fuoco preposti solo ad interventi di pubblica utilità, per emergenze quali allagamenti, fughe di gas, incendi, etc. Intervento, sottolineano i legali della Onlus “che ha snaturato le nobili eroiche funzioni del Corpo dei Vigili del Fuoco di Milano, avvilendoli ad esecutori di poteri occulti in funzione antisociale“.

Ma quanto appare ancor più grave è la circostanza non risulta neppure autorizzata la concessione della forza pubblica che deve venire espressamente prevista da un provvedimento prefettizio e non già da un non meglio precisato “ordine dall’alto di qualche compiacente funzionario della Questura milanese, per favorire pressioni politiche di Aler o di qualche faccendiere o “nipote di turno del presidente Mubarak“, che ha interesse ad accellerare le operazioni di rilascio di un immobile su cui vi è in atto una controversia da oltre 35 anni, proprio nei giorni scorsi approdata alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo, tramite la Onlus Avvocati senza Frontiere.

Tutte anomalie che mettono in luce come l’Aler possa agire indisturbatamente in violazione delle procedure di legge e ai più elementari principi di diritto, avvalendosi di illecite entrature.

Ciò tenuto conto che gli agenti di Pubblica Sicurezza presenti hanno, persino, in radice, impedito ai legali e volontari della Onlus di visionare gli atti e le autorizzazioni della Questura in base ai quali veniva eseguito lo sfratto, ritenuto illegale e arbitrario, anche alla luce delle gravi condizioni di salute e dell’intrasportabilità dell’anziano 78enne esecutato, affetto da gravi patologie e provato dalla recente scomparsa della moglie.

Nel corso dell’esecuzione, gli agenti della Digos impedivano altresì fisicamente ai volontari di Avvocati senza Frontiere l’accesso all’abitazione, al fine di coartare la volontà dell’anziano esecutato per convincerlo a rilasciare l’immobile, dove abitava da oltre 35 anni, “senza l’uso della forza”, seppure come detto non avesse la disponibilità di altra dimora e non fossero stati neppure allertati preventivamente gli assistenti sociali del Comune di Milano, previsti in casi consimili per assicurare un alloggio alternativo agli anziani ultra sessantacinquenni in stato di bisogno.

Situazioni del tutto inquietanti, al pari del rifiuto opposto dal medico della Asl a dare informazioni sullo stato di salute del sig. Antonio Ferrari che a dire dell’U.G. procedente avrebbe dichiarato che nonostante le sue gravi condizioni di salute non ci sarebbero stati rischi per la sua incolumità fisica e che poteva venire gettato in mezzo alla strada in una fredda sera di fine novembre.

Altresì inquietante è la circostanza che sia il 112 dei Carabinieri sia il 113 della Questura Centrale, interpellati da Avvocati senza Frontiere, si sono rifiutati di intervenire per verificare la legittimità dell’operato dei funzionari della Digos e chi abbia presso la Questura di Milano bypassato le procedure di legge per l’esecuzione di sfratti di anziani, senza neppure l’assistenza degli assistenti sociali (la Digos peraltro non appare avere alcuna competenza funzionale sugli sfratti).

La selvaggia e incivile esecuzione degna di paesi privi di diritti certi è stata infine portata ad estreme conseguenze, grazie all’intervento di altre pattuglie della Polizia di Stato e di un cellulare con oltre una diecina di agenti in tenuta antisommossa per sgombrare un povero anziano malato e consentire all’Aler di liberare l’appartamento che probabilmente verrà occupato tramite le mafie politico-affaristiche che controllano il business delle assegnazioni delle case popolari, da decenni governato dalla ‘ndrangheta, che ha messo le mani sulla città, a cui come appurato dalle indagini e da sentenze passate in giudicato, è stato concesso di riscuotere liberamente il pizzo, non solo per veicolare le occupazioni abusive da parte di extracomunitari (pecunia non olet), nell’ordine di almeno € 3000 per ogni “apertura”,  ma persino gli stessi canoni di locazione!

Una vera e propria associazione a delinquere che gestisce il patrimonio pubblico immobiliare della capitale finanziaria con metodi illegali da cosche e scopi palesemente speculativi e contrari ai propri fini istituzionali.

Una mafia “formato Milano” lasciata libera di delinquere dalla magistratura e dalle forze dell’Ordine, come andiamo inascoltatamente denunciando da oltre 25 anni, che invece di tutelare i cittadini più deboli e inermi, vittime di prevaricazioni e abusi, si offrono come garanti e braccio violento di poteri occulti e criminali per il controllo politico-mafioso del territorio, garantendo dalla fine degli anni ’80, assoluta  libertà ad Aler di richiedere impunemente canoni di locazione extra legem e spese gonfiate, senza esercitare alcun controllo di legalità.

Per ulteriori informazioni e fotografie delle operazioni di sgombero: 329-2158780

Avvocati senza Frontiere

postato, 23 novembre 2010

 

 

 

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