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L’INSOSPETTABILE MERCATO INTERNAZIONALE DELLA PEDOFILIA

sabato 12th, Aprile 2008 / 19:12 Written by

di Rita Fusco

Secondo le stime ufficiali ogni anno scompaiono in Italia 1000 bambini. 100.000 nel mondo. Circolano enormi quantitativi di agghiaccianti video, in cui i bambini vengono stuprati, per poi essere uccisi. "Perché dal vivo è più eccitante che per finta".

Come è possibile tutto questo? Chi copre questi traffici perversi e infernali?

È un business imponente, senza confini geografici, che vede l’Italia al primo posto nel mondo come Paese nel mercimonio dei bambini.

Pedofilo letteralmente significa "innamorato dei fanciulli", seppure il termine denoti in realtà solo depravazione sessuale, violenza, desiderio di dominio e viltà.

I piccoli seviziati, stuprati, uccisi e filmati nei video messi in commercio dalla potente multinazionale dei pedofili, ben protetta dai governi di tutto il mondo, sono lo specchio di una società altamente disinformata e ormai assuefatta ad ogni forma di brutalità.

Il turpe traffico con diramazioni internazionali e basi in tutta Italia è il volto mostruoso di un mondo che abusa dei bambini in ogni modo possibile.

L’agonia e la morte di bambini per soddisfare il piacere perverso di tanti altri mostri pronti a pagare per i materiali pornopedofili.

Una tragedia immane, che dilaga sempre di più ovunque.

Le stime esatte delle giovanissime vittime sono impossibili, tuttavia le videocassette del commercio più turpe di tutti i tempi, che va dalla prostituzione forzata minorile al turismo sessuale, al sadismo, fino all’infanticidio a scopo di piacere, sono commercializzate in tutti i Paesi del mondo.

Traffici, dietro ai quali opera la multinazionale dei pedofili, che interagisce con le varie mafie internazionali ed organizzazioni criminali, che controllano i mercati del traffico d’armi, stupefacenti, materiali nucleari, rifiuti tossici, organi umani e sfruttamento di giovani donne e bambini, ridotti in stato di schiavitù.

Tutto ciò con il compiacente avvallo dei governi e della magistratura, troppo spesso inerti e indulgenti con i pedofili, come ad esempio dimostrato dall’eclatante caso di Re Baldovino del Belgio, il quale concesse la grazia a Marc Dutroux, al secolo "il mostro di Marcinelle", rimuovendo il coraggioso magistrato che spezzando l’omertoso clima di connivenze aveva liberato le due sorelline dalla prigione in cui erano state segregate. Prigione in cui i bambini rapiti subivano turpi riti e sevizie prima di venire uccisi, da parte di influenti uomini d’affari e politici vicini all’establishment.

Pratica, purtroppo, molto più diffusa di quello che possiamo immaginare, in molti Paesi occidentali, dall’Italia agli Stati Uniti d’America e alla civile Inghilterra.

Don Fortunato, il coraggioso sacerdote antipedofili del telefono Arcobaleno, alcuni anni fa già ebbe a denunciare le connivenze e il clima di forti resistenze del Parlamento italiano a contrastare il turpe fenomeno della pedofilia. Lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pornografia minorile negli ultimi cinque anni sono più che raddoppiati: il 2007 si attesta come anno record della pedofilia on line, con un incremento del 131% rispetto al quinquennio precedente. L’Europa è ormai l’epicentro assoluto di questo crimine e lo scenario dove si consumano in maniera prevalente tutti i passaggi dell’industria pedofila (Report sulla pedofilia on line 2007 di Telefono Arcobaleno).

Analoga situazione viene descritta da Maurizio Blondet in una intervista apparsa anni orsono su "Teologica" (settembre-ottobre 1996), a proposito degli Stati Uniti d’America, dove nelle macabre violenze pedofile sarebbero coinvolti personaggi molto potenti vicini al Pentagono, come a suo tempo riferito anche da autorevoli fonti giornalistiche locali che parlavano di "strani riti e violenze su bambini in un isola vicino a Washington, in un sottofondo di magia nera, da parte di personaggi molto potenti vicini al Pentagono" (www.disinformazione.it/pedofilia.htm) .

Per quanto concerne l’Inghilterra, Dianne Core, responsabile dell’Istituto Childwatch (Associazione di assistenza e protezione dei minori), ha denunciato connubi dei satanisti con lobby politiche che tendono a coprire le loro efferatezze. La dott.ssa Core ha, tra l’altro, affermato: "Purtroppo non abbiamo ancora individuato il vertice della gerarchia che controlla il satanismo in Gran Bretagna. …godono di protezioni ad altissimo livello". Pedofili satanisti sono presenti anche a Londra. Il "Corriere della Sera" del 18 marzo 1990, denuncia: "Londra. Bambini torturati e violentati nel corso di riti satanici, feti estratti a forza dal ventre di madri minorenni e immolati… Ai confini della realtà suonano, infatti, i racconti di bambine e adolescenti offerte agli alti sacerdoti di una sètta e ai loro adepti per essere violentate. Una volta gravide, le piccole verrebbero costrette ad abortire e il feto di quattro mesi sacrificato per la purificazione dei satanisti che ne berrebbero il sangue o se ne ciberebbero. …Un’inchiesta condotta da 66 gruppi di ricerca della ‘Società nazionale per la prevenzione della crudeltà contro i bambini’ nel Regno Unito conferma l’esistenza di tali pratiche…".

La pedofilia punta verso il coinvolgimento di una rete organizzata di criminali che controllano e condizionano ad alti livelli i sistemi legali delle nazioni del mondo.

Le indagini vengono, quasi sempre, insabbiate, vi è come una congiura del silenzio, coperture misteriose, su cui nessuno vuole indagare, preferendo far passare le piccole vittime e i genitori che denunciano le violenze come visionari.

Ogni più clamorosa inchiesta condotta con la massima diligenza dalle forze dell’Ordine e dai P.M. viene demolita e/o vanificata, facendo spesso svanire nel nulla anni di lavoro investigativo e incontrovertibili perizie medico-legali e prove che in molti casi coinvolgono personaggi insospettabili: ecclesiastici, parlamentari, diplomatici, professori universitari, medici, alti magistrati, gente dello spettacolo, etc. Insomma, spazzatura umana che continua a fare scempio della purezza dei bambini, rimanendo per lo più impunita.

La storia dell’impunità dei crimini contro i bambini è storia di tutti i giorni.

Ricordiamo nella buia storia della Chiesa "I legionari di Cristo" che ignorarono le responsabilità pedofile di Marcel Macial Decollando, glorificandolo.

Nel 2001, l’allora Cardnale Ratzinger impose che nei casi di abusi sessuali su minori cadesse il segreto pontificio, avocando alla propria congregazione per la fede il diritto esclusivo sulle indagini.

Nel 2006, dopo aver sottomesso le risultanze delle investigazioni ad attento studio, la congregazione per la dottrina della fede, tenendo conto dell’età avanzata del reverendo e della sua salute cagionevole, decise di inviare il padre ad una vita riservata di preghiera e di penitenza deferendolo da ogni ministero pubblico.

Ratzinger afferma sempre nella lettera del 2001 che il sacerdote pedofilo non deve essere consegnato alla legge penale del paese in cui delinque, ma va semplicemente spostato e sostenuto.

E che dire del caso della "scuola materna di Brescia" vicina alla chiesa dei Santi Faustino e Giovita, che mobilitò le più alte sfere della locale Curia per respingere l’accusa che esista una vasta rete criminale pedofila che ha un importante snodo a Brescia, conclusosi con la scandalosa assoluzione di tutti gli imputati perché "il fatto non sussiste"…? Alla conclusione del cui processo lo scorso aprile 2007, Marco Marchese, presidente dell’Associazione per la Mobilitazione Sociale Onlus, impegnata a dare voce alle vittime della pedofilia, si chiese cosa bisognasse mai fare "per dimostrare ad un giudice di aver subito un abuso pedofilo!", ipotizzando vigere nella specie il principio di san Tommaso: "se non vedo non credo".

Invero, a Brescia come altrove, è in gioco la credibilità del sistema educativo di una intera città, delle sue strutture sociali, la vocazione e l’immagine della Chiesa che a Brescia da quindici secoli ne costituisce l’anima istituzionale, politica e spirituale.

Una macchina sociale che rischia insomma di sgretolarsi per aver tradito i suoi figli: cosa che il potere non può permettere.

Difficile pensare che non sia successo nulla, impossibile ammettere che sia successo qualcosa. E allora la soluzione è una sola: aggiustare il processo e assolvere tutti…

Meglio credere che i bambini che raccontano di essere stati portati fuori dalla scuola e costretti a "giocare" con altri adulti e da questi fotografati si siano inventati tutto. Parroci che si difendono dal pulpito, sacerdoti che conducono inchieste parallele, associazioni antipedofilia che denunciano silenzi e connivenze.

In mezzo a tutto questo bailamme 23 bambini dai tre ai cinque anni e 21 famiglie rimangono travolti da una storia troppo grande per loro. I genitori schiacciati tra spese legali e terapeutiche e le motivazioni di una sentenza che costituisce una duplice violenza.

La stessa triste storia sembra oggi ripetersi alla scuola elementare di Rignano Flaminio.

Le famiglie di questo piccolo paese situato alle porte di Roma, dove ogni mattina i genitori affidano i propri figli alle cure delle istituzioni scolastiche, pensando che questo sia il luogo più sicuro e di maggiore valore educativo; e, dove, invece, un brutto giorno, come tanti, all’ora d’entrata, a spezzare l’apparente normalità, fuori dalla scuola ci sono due camionette di carabinieri.

La città si divide. La magistratura si divide.

Le piccole vittime non ne hanno bisogno. Lo sono già. Dentro.

Il problema non è ovviamente tra innocentisti e colpevolisti.

Ma capire perchè certi fatti accadano.

Da quali criteri sono ispirate le indagini e da quali valori, interessi ed ideologie le giurie dei tribunali.

Fatto questo non dovrebbe essere così difficile stabilire se siano gli educatori ad essere pedofili e cattivi maestri o i genitori a essere nevrotici e psicotici in quel di Rignano Flaminio?

Nè, tantomeno, capire se un bambino possa essersi immaginato cose così precise e turpi se non le ha vissute?

Anche in questo caso, come a Brescia, è arduo credere non sia successo nulla e che tanti bambini e genitori siano affetti da sindromi collettive di mitomania e fantasticherie.

Ma è sempre in gioco la credibilità del potere e dei colletti bianchi, oltrre che dei pedofili. E’ quindi probabile che tutto verrà messo a tacere come a Brescia e il processo si concluderà con un’altra scandalosa assoluzione, come già lascia presagire l’esito della decisione del Tribunale del Riesame.

Ciò che è certo e non trova giustificazioni è che sedici bambini innocenti (loro si lo sono di sicuro) sono a rischio psichico, presentano aggressività comportamentale e aspetti dissociativi del pensiero e regressivi a livello della gestualità del tratto relazionale. Queste le gravi patologie rilevate dal consulente della Procura di Tivoli, dopo un attento e scrupolo studio, a cui il Tribunale del riesame sulla spinta emotiva di un movimento di opinione e di probabili pressioni, non ha dato il necessario credito che meritavano.

Per altro verso, non bisogna dimenticare, perché questi non mancano, gli errori giudiziari nei casi di sospetta pedofilia.

Uno dei casi più famosi è quello del P.M. di Milano, dr. Forno, che accusò un padre di avere violentato il proprio figlio, basandosi su perizie medico-legali superficiali sul bambino di meno di tre anni, che poi si scoprì soffrire di una forma tumorale congenita al retto, a seguito della quale poi morì.

Il padre fu trattato da mostro e sbattuto in galera e ovviamente nessun risarcimento potrà mai colmare il danno subito.

Ora il dubbio dell’errore giudiziario e della psicosi collettiva della pedofilia potrebbe essere quella di Rignano Flaminio.

Innocenti o colpevoli? Curare le cause o gli effetti?

A voi libera sentenza.

Rita Fusco

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