#PietroPalauLibero

IN CARCERE PER AVER DIFESO LA GIUSTIZIA

giovedì 07th, febbraio 2013 / 12:40 Written by
IN CARCERE PER AVER DIFESO LA GIUSTIZIA

Buon Giorno!

Sono Pietro Palau Giovannetti, presidente del Movimento per la Giustizia Robin Hood e della rete "Avvocati senza Frontiere", nonché direttore responsabile del giornale on line www.lavocedirobinhood.it (1), Enti no profit che dirigo da oltre 25 anni, battendomi in prima persona per l’affermazione del principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge e una giustizia pulita libera da mafie, partiti, logge massoniche e corruzione. 

Con questa video-mail mi permetto di richiedere la solidarietà di tutti gli spiriti liberi e le persone oneste, perché tra qualche giorno sarò tratto ingiustamente in arresto, senza aver mai commesso alcun reato, se non quello che non può certo considerarsi tale, di aver denunciato, sin dai tempi di "mani pulite", la dilagante corruzione politico-giudiziaria e gli abusi nei confronti dei soggetti più deboli che non hanno mezzi o stuoli di avvocati prezzolati, in grado di condizionare le istituzioni, ostacolando il regolare corso della Giustizia.

Se nei prossimi giorni il P.G. di Brescia riterrà di arrestarmi, sono pronto ad andare in carcere a testa alta, perché credo in una Legge molto più grande di quella umana, controllata da logiche perverse e dalle varie mafie che soffocano la legalità. Sono intimamente convinto che in uno «Stato-mafia», come quello in cui viviamo che imprigiona ingiustamente i deboli e lascia deliberatamente impuniti colletti bianchi, criminali politici e mafiosi, "anche una prigione sia un luogo adatto per un uomo giusto", come affermava Henry David Thoreau, grande pensatore del Rinascimento americano, il quale nel saggio "Disobbedienza civile", sosteneva tra l’altro che è ammissibile non rispettare le leggi quando esse vanno contro la coscienza e i diritti dell’uomo, ispirando cosi i primi movimenti di protesta e resistenza non violenta.

A fronte del mio incessante impegno civile e lotta alla "massomafia" (2), ho subito oltre 750 procedimenti penali, di cui ben 114 solo in Cassazione, con le accuse più disparate per pseudoreati di natura ideologica, scaturenti dalle mie stesse denunce, ritenute assurdamente "corpi di reato", o dagli articoli pubblicati sui siti web dell’Associazione. Procedimenti da cui sono sempre stato per lo più assolto, per manifesta infondatezza delle notizie di reato. Ma ciò nonostante, dal 1986, sono stato fatto continuamente oggetto di rinvii a giudizio e addirittura di ripetute richieste di perizie psichiatriche, come in uso nelle dittature dei Paesi dell’Est, costringendomi a difendermi, senza sosta, in ogni sede, per gran parte della mia vita.

Solo attraverso una ferrea difesa e la mia fede nella vera Giustizia sono riuscito a contrastare questa impressionante mole di attività  persecutorie che non trovano precedenti nella storia del diritto internazionale, anche tenuto conto dell’enorme dispendio di risorse pubbliche impiegate per l’istruzione di svariate migliaia di udienze e centinaia di procedimenti penali, privi di qualsiasi consistenza, rilevanza e interesse sociale.

Per l’abnormità delle procedure adottate il mio caso richiama quello del pacifista nonviolento, Danilo Dolci, che dagli anni ’50, in Sicilia, dedicò la sua vita alla causa degli ultimi, lottando per l’emancipazione dalla povertà e dall’ignoranza, venendo, come me, ingiustamente arrestato e condannato per reati di opinione dalla magistratura di regime dell’epoca, tutt’oggi, purtroppo, ancora, asservita agli interessi della politica e della "massomafia", cioè di quel regime occulto trasversale ai partiti che da oltre 150 anni governa il Paese. La sua condanna venne infatti scandalosamente confermata dalla Suprema Corte di Cassazione, seppure in sua difesa avessero testimoniato Premi Nobel ed intellettuali di fama mondiale del calibro di Carlo Levi, Erich Fromm, Norberto Bobbio, Elio Vittorini, Lucio Lombardo Radice, Padre David Turoldo, Don Zeno, etc., e l’arringa fosse stata pronunciata da Piero Calamandrei, tra i padri fondatori della nostra amata Costituzione. 

Oggi anch’io rischio il carcere, stante la definitività di alcune inique condanne per oltre 5 anni di reclusione, confermate dalla Cassazione per reati di pretesa "diffamazione, calunnia, oltraggio, resistenza", nei confronti di magistrati, avvocati e altri infedeli rappresentanti delle istituzioni, seppure, come riconosciuto dallo stesso Tribunale di Sorveglianza – che qui cito testualmente – i cosidetti "precedenti penali" a me ascritti: "concernono sostanzialmente situazioni e contesti legati ad iniziative sociali quali quelle patrocinate dal Movimento per la Giustizia Robin Hood".

Ma ciò nonostante mi vogliono mandare in galera dopo avermi perseguitato per oltre un quarto di secolo, neanche rappressentassi un pericolo pubblico! 

Le condanne inflittemi non colpiscono infatti un pericoloso delinquente, bensì un Human Rights Defender che, da oltre 25 anni, si adopera a tutela della legalità, denunciando gli abusi del potere e l’impunità di cui godono gli affiliati ai vari comitati d’affari e logge massoniche, che hanno occupato lo Stato, soffocando la democrazia, attraverso il controllo capillare delle istituzioni, dell’economia, dei media e della cultura, garantendosi in tal modo il «controllo sociale» e una forma di governo parallelo, che Ernst Fraenkel denominò "Doppio Stato". Cioè, la compresenza nell’assetto statuario di "normatività" e "discrezionalità", dove a fianco di un sistema apparentemente democratico, convive un ordine perverso, che applica, come ai tempi della Germania nazista, la discrezionalità sistematica nell’applicazione e nel rispetto delle leggi, allo scopo di intimidire, reprimere e sopprimere ogni forma di dissenso, perpetuando proprio grazie a questa autoreferenziale contraddizione di sistema, l’organizzazione del consenso e il dominio sui governati, dove le istituzioni sono invase da politici, pubblici amministratori e magistrati corrotti, in simbiosi con banchieri, massoni e mafiosi, mentre una parte sana ma minoritaria e priva di mezzi dello Stato e della Società civile, cerca di contrastarli, a rischio della propria stessa vita o di venire delegittimati, come fu per Falcone, Borsellino, Cordova, De Magistris, Ingroia e tanti altri fedeli servitori dello Stato.

A riguardo, sin dagli anni ’80, ho infatti inascoltatamente segnalato, anche con grandi manifesti, che la mafia aveva messo le mani sulla città, denunciando l’imperversante speculazione edilizia e gli abusi ambientali nei quartieri metropolitani milanesi, da parte dei vari comitati d’affari che, già da allora, all’ombra di illecite protezioni, spadroneggiavano impunemente, controllando il territorio e i gangli vitali delle istituzioni, attraverso quella che i P.M. di "mani pulite" definirono come "corruzione ambientale", senza poi però riuscire ad andare sino in fondo.

Denunce, occorre ricordare, che hanno permesso alla Procura di Milano di portare alla luce massicci episodi di corruzione nella Guardia di Finanza e nella stessa magistratura, portando all’arresto, tra gli altri, del Generale Giuseppe Cerciello, e dell’allora insospettato Presidente del Tribunale di Milano, Diego Curtò, entrambi da me denunciati, sin dal 1989, venendo io, però, dapprima, incriminato per diffamazione e calunnia, nonché preso per "visionario", fino al loro arresto e alla definitiva condanna degli stessi per fatti di corruzione [quest’ultimo, come molti ricorderanno, in relazione alla megatangente Enimont e al lodo Mondadori].

Il Movimento per la Giustizia Robin Hood, spezzando in parte l’azione ostruzionistica nei suoi confronti, ottenne poi il riconoscimento quale Onlus nella sezione civile del Registro del Volontariato della Regione Lombardia, con effetto retroattivo dal 1998, in forza di due sentenze del T.A.R., di cui una per obblighi di fare (3).

Nonostante l’alto valore sociale di tali attività, come riconosciuto dallo stesso Tribunale di Sorveglianza, lo scorso 15/1/13, i giudici bresciani che avevano precedentemente sospeso il processo, rinviandolo a nuovo ruolo, in attesa dell’esito dei giudizi pendenti in Cassazione per incidente di esecuzione e avanti la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo – che se accolti comportano la revisione automatica del processo "non equo" -, hanno invece cambiato indirizzo, riservandosi sulla revoca del mio affidamento ai Servizi Sociali, cosa che implicherà nei prossimi giorni l’obbligo di arresto per scontare una pena residua di 2 anni, 8 mesi, 17 giorni, dopo aver già espiato anni 1, mesi 5 e giorni 7 di reclusione, oltre ad 1 anno di Libertà controllata, neanche fossi un mafioso o un criminale, per un totale di ben oltre 5 anni di carcerazione!

Taluni media falsamente garantisti quando si tratta di coprire i potenti, sicuramente cercheranno di gettare altro fango, insinuando ogni sorta di dubbio e calunnia nei miei confronti, a partire da il Giornale di Sallusti, che ho già avuto modo di denunciare per il contenuto diffamatorio dell’articolo: "Il nuovo eroe antipremier? E’ in realtà un bancarottiere condannato per calunnia", articolo apparso in data 14/5/11, in occasione del processo Mills e del mio fermo illegale avanti al Tribunale di Milano, ad opera della Digos, che molti forse ricorderanno, avendo destato anche presso la stampa estera, notevole indignazione e scalpore per le modalità brutali e la manifesta ingiustizia (4).

Voglio quindi si sappia che, al di là delle calunnie della stampa di regime, non ho mai subito alcuna definitiva condanna per reati societari come il padrone di Sallusti e che l’unica vera ragione dell’accanimento di settori deviati della magistratura nei miei confronti, risiede nel fatto che ho denunciato, per primo, l’esistenza di poteri esterni allo Stato, ovvero di un «Regime occulto», in grado di condizionare l’intero arco parlamentare, media, forze dell’ordine e organi giurisdizionali, sino alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, mettendo in luce il ruolo di subalternità delle mafie agli apparati dell’alta finanza e dello Stato e, quel che, sicuramente, più disturba, alla Massoneria internazionale, secondo la stessa prospettiva investigativa di Giovanni Falcone, che partendo dalle rivelazioni di Tommaso Buscetta aveva capito, sin dal 1984, come la Massoneria rappresenti il «collante» dei vari poteri criminali con la politica, le istituzioni e i servizi segreti (5).

Non credo perciò di meritare di andare in carcere per le mie denunce, come non lo meritava neppure Sallusti, seppure coltivasse ragioni diametralmente opposte alle mie, perché in un Paese veramente libero nessuno può venire incarcerato per le proprie idee.

Grazie di cuore per la Vs. attenzione e per il Vs. sostegno nelle forme che più riterrete opportune. 

P.S.: Ultimo aggiornamento del 6 febbraio 2013.

Questo è l’ordine di carcerazione che da domani potrà venire eseguito nei miei confronti per mettere definitivamente a tacere una voce libera della Società civile, senza che io abbia mai effettivamente commesso alcun reato ideologico nè a mezzo stampa o internet nè mediante le mie scomode denunce su fatti di corruzione politica e giudiziaria rimaste inesaminate.

Vi prego di divulgarlo su tutti i ns. siti con il mio video-appello (Scarica file in calce).

Se riesco Vi farò avere un appello da mandare via mail agli Avvocati e ai giornalisti italiani a partire da Milano affinché possa risorgere in questo Paese divorato dalla massomafia, lo spirito della Giustizia e della libertà d’informazione.

Usate anche per favore le Vs. pagine fb e twitter. Non esiste si parli solo di Sallusti o di Corona. Spero che il mio sacrificio possa servire a smuovere le coscienze della rete intorpidite come quelle delle TV dove i naviganti vengono mortalmente attratti come le falene dai bagliori della società della spettacolo che scambiano la luce naturale della luna con quella artificiale delle lampade che le uccide…   

Pietro Palau Giovannetti

Note:

1) Dal gennaio 2000, sono iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, in qualità Direttore Responsabile de "la Voce di Robin Hood", periodico a carattere tecnico-professionale registrato presso il Tribunale, i cui articoli diffusi tramite la rete ad oltre 50.000 utenti, unitamente alla mappa della malagiustizia in Italia, pubblicata sul sito www.avvocatisenzafrontiere.it, risultano evidentemente scomodi a poteri forti e lobby affaristico-giudiziarie, che vogliono con il mio arresto mettere a tacere una voce libera, che ha dato vita ad un network virtuoso che opera per difendere i più deboli dai soprusi della Pubblica Amministrazione e dalla piaga della malagiustizia, ovvero dalla troppo frequente mancanza di tutela dei cittadini, nei confronti di usura, estorsioni, fallimenti pilotati, esecuzioni immobiliari, vendite giudiziarie, sfratti, frodi processuali, patrocinio infedele, violenze su donne e minori indifesi, abusi d’ufficio e falsità ideologiche o materiali commesse da notai, pubblici funzionari e magistrati corrotti nell’esercizio delle loro funzioni istituzionali.

2) Il termine sincretico «massomafia» non viene quasi mai utilizzato dai mass media, nonostante sia stato coniato da uno dei più eminenti studiosi del fenomeno, ovvero dal Prof. Giuseppe D’Urso, eroe sconosciuto, Presidente per la Sicilia dell’Istituto Nazionale di Urbanistica e docente universitario che, dagli anni ’80, per primo, grazie alle sue ricerche, svolte in ambito istituzionale, svelò lo stretto connubio fra mafia, massoneria e sistema giudiziario, quale «collante» del controllo politico-economico-mafioso del territorio, denunciando inascoltatamente i cavalieri catanesi, i magistrati corrotti al loro servizio, gli appalti e le connivenze politiche-affaristiche, indicandoci che le mafie, ieri come oggi, non sono una patologia tipica delle Regioni del Sud Italia, ma un vero e proprio «braccio armato» di un regime corrotto, un «male endemico» diffuso e istituzionalizzato, protetto e organizzato su basi ben precise, espressione di una parte consistente della classe dirigente locale e nazionale. Quella che, negli ultimi decenni, sino alle più recenti vicende sulla P3 e P4, è emerso essere, in maniera sempre più nitida, collegata a doppio filo, a consorterie di stampo massonico, cricche, gruppi occulti di pressione, Opus Dei, Cavalieri di Malta, Illuminati, Bilderberg…

Fonte: "Massomafia: Mi dicevano di lasciar perdere. In onore di Giuseppe D’Urso" http://www.avvocatisenzafrontiere.it/?p=1882

3) STORIA DELLA PERSECUZIONE MASSONICO-GIUDIZIARIA DEL MOVIMENTO PER LA GIUSTIZIA ROBIN HOOD 

http://www.avvocatisenzafrontiere.it/test/?p=177

4) La Digos SEQUESTRA il presidente di Avvocati Senza Frontiere

http://www.youtube.com/watch?v=en2NYxMD3jg

5) LEGA NORD MAFIA LOMBARDA

http://www.lavocedirobinhood.it/Articolo.asp?id=205&titolo=LEGA%20NORD%96MAFIA%20LOMBARDA.%20CIO%92%20CHE%20SAVIANO%20NON%20DICE%20O%20NON%20SA?%20%ABSTATO%20E%20MASSOMAFIE%20COME%20UNICO%20SISTEMA%BB.

Per saperne di più visitate i ns. siti o consultate altre fonti in rete:

http://it.wikipedia.org/wiki/Avvocati_senza_frontiere

http://www.associazioni.milano.it/robinhood/

www.lavocedirobinhood.it

www.donnesenzafrontiere.org

www.maljustice.eu

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