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150 ANNI DI MASSOMAFIE. LA VERA STORIA D’ITALIA

venerdì 13th, maggio 2011 / 10:35 Written by
150 ANNI DI MASSOMAFIE. LA VERA STORIA D’ITALIA

L‘esclusiva ricostruzione degli ultimi 150 anni di storia del Bel Paese nelle mani delle mafie e delle logge massoniche che con Opus Dei, Cavalieri di Malta, servizi segreti deviati e altre consorterie internazionali, come Bilderberg e Trilateral Commission, soffocano da secoli la democrazia, frenando il corso della storia e l’affermazione del principio di uguaglianza di fronte alla legge.

Una ricostruzione capace di perforare il silenzio di regime e la manipolazione della storia d’Italia degli ultimi 150 anni sul rapporto tra Stato, mafia, massoneria, servizi segreti, su cui nessun testo, anche accademico, mai ci ha sufficientemente illuminato né forse mai lo potrà, per lo meno sino a quando non inizieremo a riscrivere la storia, obbedendo soltanto al dovere di verità.

Storia che, come scrive Honoré de Balzac, in “Le illusioni perdute”, non è mai quella che ci viene raccontata, ammonendoci che: “vi sono due storie: la storia ufficiale, menzognera, che ci viene insegnata, la storia ad usum delphini, e la «storia segreta», dove si trovano le vere cause degli avvenimenti, una storia vergognosa” […]. Intrisa di sangue, intrighi, corruzione, costellata da morti misteriose, scandali inenarrabili, collusioni, sete di dominio, come è appunto quella delle massomafie.

Premessa

L‘esigenza di riscrivere la storia d’Italia al di là delle verità di Stato, Chiesa, Corporazioni, Servizi segreti, Massoneria e Opus Dei, è ormai divenuta, dall’inizio del terzo millennio, un inderogabile imperativo al progresso della civiltà e della democrazia, dettato dalla necessità della Società civile di munirsi di regole certe e condivise, anche da chi è preposto all’amministrazione della cosa pubblica, magistrati inclusi, ponendo freno all’imperante arbitrio di poteri occulti e oligarchici.

Poichè crediamo che nessuno abbia la «verità in tasca» o che la verità possa provenire da una sola parte, riteniamo utile tracciare solo delle linee guida, invitando tutti i lettori a partecipare a questa ricostruzione inviandoci anche frammenti, fatti nascosti, che provvederemo ad inserire, come in un mosaico, riscrivendo insieme a voi la storia sommersa degli ultimi 150 anni.
Riscrivere la storia, al di là delle verità del potere, è un atto di giustizia e di amore non solo verso il proprio Paese e la terra d’origine ma al contempo di dovuta gratitudine verso tutti i suoi più nobili eroi, sconosciuti o dimenticati, che hanno sacrificato la loro vita per difendere il bene comune.
E’ un modo diverso di pensare il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, guardando al futuro che ci attende, non con gli occhi dell’ipocrisia delle Autorità e di vuote celebrazioni, ma con quelli della storia delle vittime, degli uomini migliori delle Istituzioni dello Stato, dando un senso comune più profondo alla vita e alla morte e alla nostra stessa esistenza, per costruire una società libera dalle mafie, dalle schiavitù e dalla miseria.
Magari anche grazie al contributo della parte sana della politica, della Chiesa e delle Associazioni antimafia, sempre pronte a ricordare con arrendevole mestizia la memoria dei martiri della giustizia e ad inscenare solenni celebrazioni, fiaccolate, dibattiti e manifestazioni di piazza, ma senza mai impegnarsi con la dovuta determinazione sul terreno della denuncia dei poteri forti e della ricostruzione storica dei fatti.
Fedeltà ricostruttiva che, come la storia insegna, senza fermarsi alle false o edulcorate «verità giudiziarie», è soltanto la Società civile nel suo insieme ad avere la forza di portare alla luce, rivelando le verità nascoste dal potere, attraverso il generoso sforzo e l’incessante impegno di uomini liberi, privi di collari ideologici e padrini politici.

Solo così si potrà veramente rendere giustizia ai tanti magistrati, fedeli servitori dello Stato, sindacalisti, giornalisti e persone comuni, che sono stati trucidati dalle «massomafie», ovvero dai poteri occulti che controllano lo Stato e condizionano la vita democratica.
A nostro avviso un «filo conduttore» unisce la malagiustizia che quotidianamente subiscono da Nord a Sud d’Italia tutti gli onesti cittadini nelle aule di giustizia, alla politica delle stragi e all’eliminazione fisica dei tanti magistrati, rappresentanti delle forze dell’ordine e della società civile, che con la loro opera hanno cercato di portare alla luce l’esistenza di questo «potere esterno», che alcuni studiosi e magistrati hanno definito «massomafia», ma che possiamo anche chiamare «Stato occulto», in quanto è un vero e proprio Stato nello Stato, in grado di condizionare l’attività giurisdizionale, legislativa, amministrativa e finanziaria.
Partiamo dall’omicidio del marchese palermitano Emanuele Notarbatolo, Direttore del Banco di Sicilia, dapprima sequestrato a scopo di estorsione per un breve periodo nel 1882, eppoi ucciso il 1 febbraio 1893, con 27 pugnalate, su ordine del deputato massone Raffaele Palizzolo, durante il governo Depretis, anch’egli massone. Gli esecutori materiali furono Matteo Filippello e Giuseppe Fontana, legati alla mafia. Fu il primo caso ad accendere il dibattito sulla collusione tra mafia, politica, massoneria, ma inizialmente nessuno osò fare nomi. Nel 1899 la Camera dei deputati autorizzò il processo contro Raffaele Palizzolo come mandante dell’assassinio. Nel 1901 venne condannato, ma nel 1905 fu scandalosamente assolto dalla Corte d’Assise di Firenze per “insufficienza di prove”, dietro intervento della Massoneria.
Ripercorrendo gli ultimi 150 di storia, parleremo di tutti i delitti di mafia, terrorismo e dei misteri d’Italia, tuttora irrisolti, ma anche dei tanti casi emblematici di malagiustizia più comune che subiscono i cittadini, dimostrando nei fatti come tutte queste storie siano intimamente interconnesse e riconducibili alle medesime perverse logiche di potere e ordine di interessi, per cui la «massomafia» riproduce gli stessi meccanismi e procedure che portano senza soluzione di continuità all’assoluzione dei propri affiliati o a pagare il minimo scotto. Ieri, il parlamentare massone Palizzolo e oggi altri analoghi pericolosi politici mafiosi o criminali, garantendo impunità ai propri affiliati o condanne attenuate, quando non si può proprio farne a meno, per l’indignazione dell’opinione pubblica, nonché viceversa punendo con durezza i magistrati e i rappresentanti della società civile che si oppongono a questo regime di malaffare.
Ci sarà sicuramente chi potrebbe non condividere questa impostazione, perché crede che la Massoneria sia ben altro o condividerla solo parzialmente, facendo dei “distinguo”. Ebbene queste sono le persone che più vivamente invitiamo a contribuire al dibattito, perché il «puzzle» della storia d’Italia degli ultimi 150 anni, che vogliamo costruire non parte da preconcetti e vuole essere fedele ai fatti, per fare emergere la verità.
Siamo comunque convinti che una volta messi insieme tutti i pezzi del mosaico il risultato sarà molto più sorprendente di quello che chiunque si possa aspettare, perché la realtà con i suoi orrori è sempre molto peggiore della più fervida immaginazione.
Come affermava il mahatama Gandhi, il mondo di oggi ha bisogno di persone che abbiano amore e lottino per la verità almeno con la stessa intensità con cui altri si battono per la sua distruzione.

I PARTE

In via di pubblicazione…

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