{"id":977,"date":"2022-04-01T18:49:57","date_gmt":"2022-04-01T18:49:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/?p=977"},"modified":"2022-04-01T19:34:36","modified_gmt":"2022-04-01T19:34:36","slug":"falcone-e-borsellino-sono-stati-uccisi-a-milano-strage-di-stato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/2022\/04\/01\/falcone-e-borsellino-sono-stati-uccisi-a-milano-strage-di-stato\/","title":{"rendered":"FALCONE E BORSELLINO SONO STATI UCCISI A MILANO &#8211; STRAGE DI STATO?"},"content":{"rendered":"\n\t\t<style type=\"text\/css\">\n\t\t\t#gallery-1 {\n\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\n\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\twidth: 33%;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 img {\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t}\n\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-977 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/2022\/04\/01\/falcone-e-borsellino-sono-stati-uccisi-a-milano-strage-di-stato\/falcone-borsellino1\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Falcone-Borsellino1-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl>\n\t\t\t<br style='clear: both' \/>\n\t\t<\/div>\n\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel trentennale di &#8220;Mani Pulite&#8221;<\/strong> e del vile eccidio di <strong>Giovanni Falcone<\/strong>,\u00a0Francesca Morvillo, degli agenti di scorta (Antonio Montinaro, Vito Schifani, Rocco Dicillo), di <strong>Paolo Borsellino<\/strong> e degli agenti di scorta (Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Claudio Traina e Vincenzo Fabio Li Muli),<strong> a distanza di oltre 52 anni dalla prima<\/strong> <strong>Strage di Stato<\/strong> (<strong>P.zza Fontana<\/strong>), pubblichiamo alcuni stralci di una interessante intervista ad Alfio Caruso \u2013 <strong>Milano ordina: \u201cUccidete Borsellino\u201d<\/strong>, rilasciata nel 2010 al blog delle stelle, in cui lo scrittore siciliano pone inquietanti interrogativi, tutt&#8217;oggi, attuali, rimasti\u00a0senza risposte. Dalla sparizione della famosa &#8220;<strong>agenda rossa<\/strong>&#8221; in cui Borsellino segnava tutto, al ruolo dei\u00a0servizi segreti, ai mandanti, sino alle rivelazioni dei pentiti e a chi ha veramente giovato fermare le indagini a tutto campo sulle connivenze Stato-mafia-massoneria, sulla vasta corruzione politico-affaristico-giudiziaria e sulle piste dei soldi che portavano alle grandi aziende del nord e ai conti cifrati svizzeri, dove da sempre <em>pecunia non olet<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Falcone e Borsellino sono stati uccisi a Milano<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mafia \u00e8 stato il braccio, altri lo hanno armato. Il numero di testimonianze, di pentiti, di indizi che, regolarmente, indicano nella politica e nell\u2019imprenditoria l\u2019origine dei delitti di Capaci e di via D\u2019Amelio potrebbero riempire intere enciclopedie. <em>Cui prodest?<\/em> Alla mafia non sembra. Da Riina, a Brusca, ai fratelli Graviano il delitto Borsellino \u00e8 costato il carcere a vita. I giudici al cimitero e i mafiosi in carcere. E gli altri?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I mandanti dove sono?<\/strong> Nessun politico, deputato, senatore, ministro \u00e8 finito in galera per i due omicidi pi\u00f9 eccellenti della Repubblica. Eppure i loro nomi emergono senza sosta, come l\u2019acqua da un catino bucato, una verit\u00e0 che non si pu\u00f2 fermare. Troppi ne sono a conoscenza e troppo pochi ne hanno goduto i benefici. Alfio Caruso spiega nel suo inquietante libro: \u201cMilano ordina: uccidete Borsellino\u201d le connessioni tra imprenditori rispettati del Nord, capitali di sangue della mafia e la corsa contro il tempo di Borsellino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il gemellaggio Milano-Palermo<\/strong><br \/>\nMi chiamo Alfio Caruso e ho scritto un libro che si intitola: \u201cMilano ordina uccidete Borsellino\u201d in cui si racconta come la strage di Via d\u2019Amelio nella quale morirono il Procuratore aggiunto di Palermo e 5 poliziotti di scorta sia strettamente collegata alla strage di Capaci in cui furono sterminati Giovanni Falcone, la moglie e 3 agenti di scorta e tutte e due queste mattanze vennero preordinate e compiute per impedire a Falcone e a Borsellino di puntare a Milano perch\u00e9 Falcone aveva capito e aveva quindi trasmesso a Borsellino questa sua idea, che la grande mafia siciliana faceva s\u00ec gli affari e i soldi in Sicilia e nel resto del mondo, ma poi investiva i propri capitali e li moltiplicava grazie a una rete di insospettabili soci e alleati che aveva a Milano.<br \/>\nFalcone viene ucciso poche settimane dopo aver pronunciato una frase fatidica: \u201c<strong>la mafia \u00e8 entrata in Borsa<\/strong>\u201d e non era la prima volta che Falcone lo affermava, l\u2019aveva gi\u00e0 detto nel 1984 quando si era accorto che uno dei principali boss mafiosi rinviati a giudizio nel maxiprocesso, Salvatore Buscemi, il capo mandamento di Passo di Rigano e dell\u2019Uditore, per evitare che la propria societ\u00e0 di calcestruzzi, che si chiamava <strong>Anonima Calcestruzzi Palermo<\/strong> fosse confiscata, aveva creato una vendita fittizia alla <strong>Ferruzzi Holding<\/strong> e quindi da quel momento incomincia una ragnatela di intensi rapporti tra il Buscemi e la Ferruzzi Holding che fa s\u00ec che da un lato la Ferruzzi abbia il monopolio del calcestruzzo in Sicilia, e dall\u2019altro lato sia i Buscemi sia altre famiglie mafiose riescono a riciclare con le banche e le finanziarie nei paradisi fiscali miliardi su miliardi. Ma Falcone aveva anche ripetuto paradossalmente la frase: \u201cla mafia \u00e8 entrata in Borsa\u201d in un convegno del 1991 a Castel Utveggio, di cui avrete sentito parlare e che forse oltre a ospitare una base clandestina del<strong> SIS<\/strong> (Servizio segreto civile), forse \u00e8 stato il luogo da cui hanno azionato il telecomando per far esplodere il tritolo in Via d\u2019Amelio. Falcone aveva deciso di puntare su Milano e di su tutte le connessioni che ormai lui conosceva e ovviamente \u00e8 lecito pensare che avesse messo a parte di questo progetto l\u2019amico del cuore, il fratello di tutte le sue battaglie, che era Paolo Borsellino, conseguentemente un minuto dopo la strage di Capaci l\u2019altro obiettivo da colpire \u00e8 Paolo Borsellino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Paolo Borsellino e i legami tra imprese del Nord e la mafia<\/strong><br \/>\nBorsellino in quei 53 giorni che lo separano dalla sua sorte, si era dato molto da fare, aveva compiuto dei passi che avevano inquietato i suoi carnefici, perch\u00e9 Borsellino il 25 giugno incontra segretamente il colonnello dei Carabinieri Mori e il capitano De Donno, in una caserma a Palermo e chiede a loro notizie particolareggiate sul dossier che avevano da poco consegnato alla Procura di Palermo che si chiamava: \u201c<strong>Mafia e appalti<\/strong>\u201c e in questo dossier figuravano i rapporti che erano stati ricostruiti, ma chiede anche conto di un\u2019altra inchiesta condotta dal Ros dei Carabinieri a Milano, quella che va sotto il nome di: \u201cDuomo connection\u201d e che aveva visto l\u2019esordio, se vogliamo, sulle scene nel mitico Capitano Ultimo, l\u2019allora Capitano De Sapio e era stata un\u2019inchiesta condotta da <strong>Ilda Boccassini<\/strong>. Quest\u2019ultima aveva anche parlato a Falcone perch\u00e9 tra i due c\u2019era un grande rapporto professionale di stima e di affetto.<br \/>\nQuindi Borsellino chiede ai Ros di entrare a conoscenza di ogni dettaglio, ma Borsellino aveva capito che la regia unica degli appalti italiani era Palermo e ce lo racconta Di Pietro, perch\u00e9 Borsellino, rivela a <strong>Di Pietro<\/strong> che \u00e8 vero che Milano \u00e8 tangentopoli, la citt\u00e0 delle tangenti, ma gli dice anche che esiste una <strong>cabina unica di regia per tutti gli appalti <\/strong>in Italia e questa cabina unica di regia \u00e8 in Sicilia.<br \/>\nIl 29 giugno del 1992, il giorno di San Pietro e San Paolo, il giorno in cui Borsellino festeggiava l\u2019onomastico, riceve a casa sua <strong>Fabio Salomone<\/strong> che \u00e8 un giovane <strong>sostituto procuratore di Agrigento<\/strong>\u00a0(<em>n.d.r.:<strong>\u00a0poi insediatosi a Brescia<\/strong><\/em>) che ha molto collaborato sia con lui, sia con Falcone in parecchie indagini, si chiudono nello studio, addirittura Borsellino fa uscire il giovane Ingroia che era il suo pupillo, il suo allievo prediletto, con Ingroia era stato gi\u00e0 a Marsala dove Borsellino aveva svolto le funzioni di Procuratore Capo. Si chiude nello studio con Salomone e parlano di tante cose, noi abbiamo soltanto ovviamente la<strong> versione di Salomone<\/strong>, crediamo a lui che dice che avevano parlato delle inchieste in corso, <strong>per\u00f2 Salomone \u00e8 anche il fratello di Filippo Salomone che scopriremo essere il re degli appalti in Sicilia e grande amico di Pacini Battaglia, il re degli appalti in tutta Italia e uno dei grandi imputati di tangentopoli. <\/strong><em>(n.d.r.: il banchiere italo-svizzero depositario dei conti segreti dell&#8217;E.N.I.).<\/em><br \/>\nQuindi Borsellino cominciava a diventare una presenza sempre pi\u00f9 inquietante, per coloro che avevano impedito a Falcone di arrivare a Milano e adesso dovevano impedirlo a Borsellino. Quel giorno Borsellino d\u00e0 anche un\u2019intervista a Gianluca Di Feo, inviato de Il Corriere della Sera e spiega a Di Feo l\u2019importanza di un arresto compiuto poche settimane prima a Milano, quello di Pino Lottusi, titolare di una finanziaria, che per 10 anni aveva riciclato il danaro sporco di tutte le congreghe malavitose del pianeta.<br \/>\nBorsellino dice a Di Feo: Lottusi ha gestito il principale business interplanetario degli anni 80, facile immaginare quale possa essere stata la reazione di quanti, il 30 giugno, leggendo quell\u2019intervista a Milano, avevano avuto un\u2019ulteriore conferma sulla intelligenza da parte di Borsellino di quanto era in atto e di quanto era soprattutto avvenuto, perch\u00e9 poi scopriremo che le societ\u00e0 di Lottusi erano molto collegate e in affari con una multinazionale, con una grande casa farmaceutica, con un famosissimo finanziere e anche con alcuni uomini politici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Milano ordina: \u201cUccidete Borsellino\u201d\u00a0<\/strong><br \/>\nBorsellino \u00e8 pronto per portare a compimento l\u2019opera di Falcone, per\u00f2 Borsellino sa, come racconta lui stesso alla moglie e a un amico fidato in quei giorni, che \u00e8 arrivato il tritolo per lui. Sa che la sua \u00e8 una corsa contro la morte, spera soltanto di poter fare in fretta, ma non gli lasceranno questo tempo. Quello che oggi sappiamo stava gi\u00e0 scritto da anni in anni in inchieste, in atti di tribunali, in sentenze di rinvio a giudizio, in testimonianze rese in Tribunale, mancavano soltanto dei tasselli utili per completare questo mosaico e questi tasselli sono stati forniti dalle dichiarazioni di Spatuzza, quest\u2019ultimo cosa si racconta? Ci racconta che lui ha rubato la 126 che poi fu imbottita di tritolo e l\u2019ha consegnata al capo del suo mandamento che si chiamava Mangano, un omonimo di Vittorio Mangano, questo si chiama Nino Mangano e c\u2019era con Mangano un estraneo e per di pi\u00f9 poi Spatuzza ci dice che in 18 anni nessuno ha mai saputo dentro Cosa Nostra, chi azion\u00f2 il telecomando della strage in Via d\u2019Amelio e dove era situato l\u2019uomo con il telecomando in mano.<br \/>\nSpatuzza ci ha anche raccontato che era tutto pronto per uccidere Falcone a Roma, che lui aveva portato le armi, che la mafia, facendo la posta a Falcone, era andata a Roma, lo squadrone dei killer con Messina Danaro, Grigoli, lo stesso Spatuzza, avevano scoperto che Falcone andava da solo, disarmato ogni sera a cena in un ristorante di Campo dei Fiori, La Carbonaia e quindi sarebbe stato facilissimo coglierlo alla sprovvista, ma poi Riina aveva stabilito che bisognasse uccidere Falcone, come dice Provenzano, bisognava montare quel pop\u00f2 di spettacolino a Capaci. Riina sapeva benissimo che la mafia avrebbe avuto un contraccolpo micidiale dopo un attentato eversivo come quello di Capaci, per\u00f2 evidentemente convinto di poter riscuotere un incasso superiore ai guasti che ne sarebbero derivati.<br \/>\nLo stesso avviene per D\u2019Amelio, \u00e8 un\u2019altra strage dal chiaro sapore eversivo, ma evidentemente viene compiuta perch\u00e9 i guadagni saranno superiori. Riina con la strage di via D\u2019Amelio ha, come ha detto suo cognato Bagarella, lo stesso ruolo che ebbe Ponzio Pilato nella crocifissione del Cristo, non disse n\u00e9 s\u00ec n\u00e9 no, se ne lav\u00f2 le mani, ha raccontato. Da quello che ci racconta Spatuzza possiamo immaginare che siano stati i Graviano a chiedere a Riina il permesso di compiere questa strage e i Graviano erano gli uomini legati a Milano, gli uomini della mafia che pi\u00f9 avevano contatti e rapporti a Milano. Borsellino quindi non viene ucciso, come peraltro scrive benissimo la sentenza d\u2019appello del Borsellino bis gi\u00e0 nel 2002, perch\u00e9 salta la trattativa tra Vito Ciancimino e il Colonnello Mori perch\u00e9 i Carabinieri respingono inizialmente il papello proposto da Riina, quello \u00e8 un falso obiettivo. Borsellino viene ucciso per impedirgli di arrivare a Milano e era lo stesso motivo per cui \u00e8 stato ucciso Falcone e mi sembra che continuare a parlare del fallimento della trattativa sia soltanto l\u2019ennesimo tentativo di nascondere i veri motivi delle due terrificanti stragi del 1992.\u00a0\u00a0<a href=\"https:\/\/www.libreriauniversitaria.it\/milano-ordina-uccidete-borsellino-caruso\/libro\/9788830427686\">https:\/\/www.libreriauniversitaria.it\/milano-ordina-uccidete-borsellino-caruso\/libro\/9788830427686<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A distanza di trent&#8217;anni dalle stragi\u00a0di Capaci e di via d&#8217;Amelio a Palermo e di oltre 52 anni dalla prima strage di Stato a Milano<\/strong> (P.zza Fontana) che ha aperto l&#8217;infinita sequela di stragi che hanno insanguinato l&#8217;Italia, siamo convinti non possa essere pi\u00f9 tollerabile per qualsiasi\u00a0sincero democratico che di quei tremendi ed oscuri fatti che hanno arrestato il corso della Giustizia e della democrazia restino ignoti i mandanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giovanni Falcone\u00a0aveva fatto saltare il sistema corruttivo nell&#8217;assegnazione dei processi in Cassazione. <\/strong>Cambi\u00f2 le \u201cregole del gioco\u201d, con l&#8217;introduzione della turnazione, evitando cos\u00ec che il maxi processo finisse assegnato al solito giudice Corrado Carnevale (cd. &#8220;ammazza-sentenze&#8221;), Presidente della I sezione penale, poi assolto dai suoi sodali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancor prima che ne fosse rivelata l&#8217;esistenza, Giovanni Falcone stava indagando sulla struttura segreta Gladio-Stay Behind. Cio\u00e8\u00a0 l&#8217;organizzazione paramilitare che si scoprir\u00e0 essere stata manovrata dalla C.I.A.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei diari di Giovanni Falcone pubblicati <em>post mortem<\/em> sul quotidiano\u00a0\u00a0<em>\u201cIl Sole 24 Ore\u201d<\/em>\u00a0emerge tutta l&#8217;amarezza del giudice per i continui \u201c<strong><em>bastoni tra le ruote<\/em><\/strong>\u201d che gli venivano frapposti ogni giorno dai colleghi nello svolgimento delle sue attivit\u00e0 di procuratore aggiunto con delega di tutte le inchieste su Cosa nostra.<br \/>\nUlteriori tracce si sarebbero potute trovare negli appunti di\u00a0<strong>Giovanni Falcone<\/strong>\u00a0se non fosse che qualcuno (certo non di Cosa nostra) riusc\u00ec a manomettere i supporti informatici del suo p.c. e nell&#8217;agenda elettronica\u00a0che si trovavano nel suo ufficio presso il Ministero della Giustizia. Dati portati alla luce grazie ai consulenti tecnici\u00a0<strong>Gioacchino Genchi<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Luciano Petrini<\/strong>\u00a0i quali analizzarono i supporti informatici, rendendo dichiarazioni testimoniali davanti alla Corte d&#8217;Assise di Caltanissetta, nel processo del 1996, in cui parlarono di memorie cancellate, di file modificati e rieditati nel periodo successivo al 23 maggio. E coincidenza vuole che tra i documenti \u201crieditati\u201d vi fossero anche le sintesi delle schede di Gladio. Possibile, si domanda &#8220;<strong>Antimafia 2000<\/strong>&#8220;, che Falcone, le cui intuizioni sul fenomeno mafioso sono pionieristiche e pi\u00f9 che mai attuali, avesse gi\u00e0 allora intuito l&#8217;esistenza di un&#8217;associazione occulta e segreta pilotata da \u201cmanine\u201d straniere, operante nel nostro Paese in maniera illegale? <strong>Possibile che proprio quell&#8217;indagine segreta potesse essere uno dei motivi che hanno portato alla condanna a morte del magistrato?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I vari processi, le inchieste e molteplici testimonianze hanno fatto emergere in maniera ormai lampante che vi furono mandanti esterni dietro ad ogni strage di Stato e su questi\u00a0misteri, interrogativi ed inquietanti verit\u00e0 taciute e nascoste chiediamo sia fatta piena luce. Come affermava Paolo Borsellino: &#8220;<strong><em>A fine mese, quando ricevo lo stipendio, faccio l&#8217;esame di coscienza e mi chiedo se me lo sono guadagnato<\/em><\/strong>&#8220;. Se veramente vogliamo incamminarci sulla strada della democrazia, restituire credibilit\u00e0 alle istituzioni e cambiare il volto della Giustizia questa domanda per onest\u00e0 intellettuale dovrebbero iniziare a farsela tutti i magistrati italiani e gli operatori di giustizia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo processo di rinnovamento istituzionale e di urgente risveglio delle coscienze intorpidite da pratiche corporative e di oscuri interessi personali di coloro che dovrebbero\u00a0tutelare i diritti, garantire la giustizia e il principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, intendiamo coinvolgere l&#8217;intera Societ\u00e0 civile, ricordando le toccanti parole di Paolo Borsellino:\u00a0 \u201c<strong><em>La lotta alla mafia [..] non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni, le pi\u00f9 adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libert\u00e0 che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell&#8217;indifferenza, della contiguit\u00e0 e quindi della complicit\u00e0<\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pietro Palau Giovannetti (sociologo)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Presidente Movimento per la Giustizia Robin Hood &#8211; Avvocati senza Frontiere<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel trentennale di &#8220;Mani Pulite&#8221; e del vile eccidio di Giovanni Falcone,\u00a0Francesca Morvillo, degli agenti di scorta (Antonio Montinaro, Vito&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":979,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-977","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-dalla-parte-della-giustizia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/977","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=977"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/977\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":982,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/977\/revisions\/982"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/979"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=977"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=977"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=977"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}