{"id":97,"date":"2009-05-27T13:32:17","date_gmt":"2009-05-27T13:32:17","guid":{"rendered":"http:\/\/lambertob.koding.io\/wordpress\/?p=97"},"modified":"2009-05-27T13:32:17","modified_gmt":"2009-05-27T13:32:17","slug":"il-patto-tra-stato-e-mafia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/2009\/05\/27\/il-patto-tra-stato-e-mafia\/","title":{"rendered":"IL PATTO TRA STATO E MAFIA"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">di Marco Travaglio<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><em>Dopo\u00a0gli attentati a\u00a0Falcone e Borsellino con le\u00a0bombe di via dei Georgofili a Firenze e di Via Palestro a Milano,\u00a0si apre la\u00a0sfida aperta\u00a0della mafia allo Stato\u00a0massonico,\u00a0reo di non avere rispettato i patti tra mafia e politica.\u00a0L&#8217;attacco militare\u00a0viene infatti dapprima portato al cuore della\u00a0culla del Rinascimento italiano,\u00a0roccaforte del potere massonico, Firenze, eppoi\u00a0 ai centri urbani di Milano e\u00a0Roma,\u00a0capitali economiche e politiche, per lanciare un forte avvertimento. Travaglio\u00a0parla di segnali trasversali e di segreti nascosti, si pone interrogativi sulla compatezza dello Stato, senza, mai, per\u00f2 esplicitare n\u00e8 interrogarsi sul determinante ruolo occulto svolto\u00a0dalla massoneria nel controllo dello Stato e\u00a0nel\u00a0patto perverso suggellato tra Stato, mafia e magistratura. L&#8217;analisi di\u00a0Travaglio comunque contiene interessanti spunti e riflessioni\u00a0che\u00a0offrono ai lettori una\u00a0nuova chiave di lettura\u00a0della storia delle stragi dei magistrati antimafia\u00a0 non collusi con la politica, la mafia e la massoneria<\/em><\/strong>\u00a0(N.d.R.).<\/p>\n<p align=\"justify\">Buongiorno a tutti!<br \/>\nOggi parliamo di un processo scomparso, un processo dimenticato. Anzi, per nulla dimenticato. Proprio perch\u00e9 chi di dovere lo sa che non ne parla. E dopo capirete il perch\u00e9. <strong>A Palermo<\/strong>, in un&#8217;aula della quarta sezione penale del Tribunale, si sta processando l&#8217;<strong>ex capo dei servizi segreti civili<\/strong>, cio\u00e8 l&#8217;ex capo del SISDE. Che \u00e8 un prefetto, ma \u00e8 anche un generale dei Carabinieri e si chiama <strong>Mario Mori<\/strong>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Un omino piccolo, un valoroso ufficiale dell&#8217;Arma, che ha lavorato con <strong>Dalla Chiesa<\/strong> ai tempi del terrorismo, che ha lavorato al R.O.S. &#8211; il Reparto Operazioni Speciali dei Carabinieri &#8211; ha guidato il R.O.S.<br \/>\nE&#8217; un pluridecorato e plurimedagliato per la cattura di Riina e altri latitanti mafiosi, eppure pare nasconda dei segreti. Pare. Nessuno \u00e8 in grado di affermarlo con certezza. Il processo \u00e8 in corso. Ma io ne sarei abbastanza certo in quanto penso che questo sia una delle massime eccellenze investigative che abbiamo avuto in Italia. E che evidentemente nella stagione delle stragi di mafia \u00e8 stato investito da un qualche potere che non conosciamo &#8211; ecco perch\u00e9 dico \u2018pare&#8217; che nasconda dei segreti &#8211; del compito, dell&#8217;ingrato compito, del terribile compito di trattare con la mafia mentre l&#8217;Italia veniva messa a ferro e fuoco dalle bombe, in Sicilia nel &#8217;92 e addirittura nel continente, a Milano, Roma e Firenze, nel &#8217;93.<br \/>\n<strong>Il mancato arresto di Provenzano nel 1995<\/strong>.<br \/>\nOra per\u00f2 non \u00e8 imputato per quello, \u00e8 imputato per una questione che potrebbe spiegare quella trattativa e potrebbe spiegare quel misterioso episodio che \u00e8 stato oggetto di un altro processo che immediatamente precede l&#8217;episodio per il quale Mori adesso \u00e8 imputato, la <strong>mancata perquisizione del covo di Riina<\/strong> dopo la sua cattura. Questo processo si riferisce a un altro episodio, che segue di due anni la mancata perquisizione del covo di Riina e risale al 1995 e precisamente al 31 ottobre 1995. <strong>Che cosa accade il 31 ottobre del 1995?<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Un colonnello dello stesso R.O.S. dei Carabinieri, grazie a un mafioso suo confidente sotto copertura &#8211; infiltrato nella mafia, ma confidente dei Carabinieri &#8211; riesce a scoprire dove \u00e8 nascosto Provenzano. Provenzano nel 1995, due anni dopo la cattura di Riina, due anni dopo le ultime stragi, \u00e8 il capo indiscusso di Cosa Nostra.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il confidente avverte il colonnello dei Carabinieri, che si chiama Michele Riccio, il consulente si chiama Luigi Ilardo. Il Carabiniere riesce a scoprire dove \u00e8 nascosto Provenzano. Di pi\u00f9, incontra Provenzano. Ha un appuntamento con Provenzano in questo capanno di Mezzojuso. \u00c8 un centro di campagna, una trentina di chilometri a sud di Palermo. Quindi dice: &#8220;Sto per incontrare Provenzano, venitemi dietro che vi faccio catturare Provenzano!&#8221;. Il colonnello Riccio entusiasta parla con i vertici del R.O.S., che sono i generali &#8211; c&#8217;\u00e8 il colonnello Mori che \u00e8 il capo operativo &#8211; c&#8217;\u00e8 il braccio destro di Mori che \u00e8 l&#8217;allora maggiore Mario Obinu, i quali decidono di non catturare Provenzano, ma semplicemente di far pedinare il confidente a distanza per vedere dove va, e poi cercare di catturare Provenzano quando saranno tutti pronti. Purtroppo passata quella occasione, Provenzano non ne consentir\u00e0 un&#8217;altra. Fino a quando, undici anni dopo, all&#8217;indomani delle elezioni vinte dal centro-sinista quasi tre anni fa, Provenzano verr\u00e0 catturato, o verr\u00e0 consegnato, o si consegner\u00e0, o si lascer\u00e0 prendere. Perch\u00e9 sapete che le catture dei boss in Sicilia destano sempre degli interrogativi, dubbi, interpretazioni pirandelliane, come quel gioco di specchi, dove non si riesce mai a capire chi ha fatto che cosa. Esattamente come la cattura di Tot\u00f2 Riina nel &#8217;93.<br \/>\n<strong>Lo Stato era compatto nella lotta alla mafia?<\/strong><br \/>\nEcco, questo processo, se uno lo conosce, consente alla gente di capire &#8211; non solo gli esperti, ma la gente comune &#8211; cosa \u00e8 successo tra lo Stato e la mafia negli ultimi quindici anni. Potrebbe riscrivere, questo processo, la storia della mafia e dell&#8217;antimafia degli ultimi quindici, vent&#8217;anni. E infatti i pubblici ministeri &#8211; il pubblico ministero principale (sono in tre che lavorano: sono Nico Gozzo, Antonio Ingroia e Nino Di Matteo), quello che si \u00e8 occupato fin dall&#8217;inizio di questa indagine \u00e8 Nino Di Matteo, il 15 luglio dell&#8217;anno scorso quando \u00e8 iniziato il processo, dopo il rinvio a giudizio di Mori e di Obinu, ha tracciato davanti ai magistrati la sua ipotesi accusatoria. Dicendo: &#8220;in questo processo intendiamo dimostrare questo, questo e quest&#8217;altro, con le seguenti prove e le seguenti testimonianze ecc.&#8221; Naturalmente \u00e8 intervenuto l&#8217;avvocato Pietro Miglio, in rappresentanza della difesa dei due ufficiali, il quale invece ha detto: &#8220;noi dimostreremo che i nostri due clienti, Mori e Obinu, sono innocenti, che non c&#8217;\u00e8 nessun mistero, che Provenzano non si faceva catturare.&#8221;<br \/>\n<strong>Qual \u00e8 l&#8217;ipotesi accusatoria che a noi interessa?<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Non \u00e8 tanto interessante sapere se Mori e Obinu hanno commesso dei reati, quelli sono fatti loro, dei magistrati, degli avvocati. Quel \u00e8 il processo nel suo aspetto giuridico. Poi c&#8217;\u00e8 l&#8217;aspetto pubblico e cio\u00e8 quello che interessa a noi, o dovrebbe interessare a noi se qualcuno ce li raccontasse, e cio\u00e8 sapere chi ha fatto che cosa e perch\u00e9. Sapere poi se quello \u00e8 un reato o no, poco importa. Importa sapere se lo Stato era tutto compatto nel combattere la mafia, se lo Stato aveva una sola strategia per combattere la mafia, se \u00e8 vero che la mafia e lo Stato si sono sempre contrapposti in questi ultimi vent&#8217;anni e se \u00e8 vero quello che ci veniva raccontato mentre esplodevano le bombe che uccidevano Falcone, la scorta e la moglie, poi Borsellino e la scorta e tanti innocenti cittadini comuni presi per caso dalle bombe di via Palestro a Milano o di via dei Georgofili a Firenze, e delle basiliche di San Giorgio al Velabro e San Giovanni in Laterano a Roma, per non parlare dell&#8217;attentato di via Fauro contro Maurizio Costanzo. Se quello che ci veniva detto, e cio\u00e8 &#8220;non abbasseremo la guardia!&#8221;, &#8220;nessuna piet\u00e0&#8221; era vero o era solo una declamazione retorica. Qui sembrerebbe che dietro le quinte, mentre lo Stato faceva la faccia feroce davanti alle telecamere, dietro le quinte fosse in realt\u00e0 affaccendato a trattare con in mafiosi evidentemente perch&amp;eacute<br \/>\n; l&#8217;aveva sempre fatto in passo, ed evidentemente perch\u00e9 l&#8217;ha sempre fatto in futuro. Ed \u00e8 interessante quindi questa storia per capire un po&#8217; tutto. Perch\u00e9 se fosse vera l&#8217;ipotesi accusatoria &#8211; il reato che viene contestato a Mori e a Obinu \u00e8 piuttosto grave: favoreggiamento aggravato e continuato a Cosa Nostra, in particolare a Provenzano. Qual \u00e8 questa tesi accusatoria? La tesi accusatoria \u00e8 che, nel 1992, mentre a Milano esplode Tangentopoli, la Corte di Cassazione conferma le condanne dei mafiosi che Falcone e Borsellino con grande fatica sono riusciti a far condannare nel maxiprocesso nato dalle dichiarazioni di Buscetta e di altri due pentiti, Contorno e Calderone. La mafia si aspetta che la Cassazione con il solito Carnevale annuller\u00e0 tutto e rimander\u00e0 liberi e belli i boss nelle loro case, e invece Carnevale non presiede il Collegio quella volta, perch\u00e9 \u00e8 stato istituito una sorta di principio di rotazione, e lo stesso Carnevale ha preferito per opportunit\u00e0, nel pieno della polemica, cedere il passo a un altro presidente. Basta il cambio di un presidente per far s\u00ec che quasi tutte le condanne vengano confermate in Cassazione. Per la mafia \u00e8 uno shock bestiale, la fine della sua impunit\u00e0 storica ed \u00e8 anche un problema materiale: i boss invece di uscire restano dentro con la prospettiva di non uscire pi\u00f9, o quasi. Anche perch\u00e9 sono piuttosto agees i boss mafiosi quando vengono presi, di solito.<br \/>\n<strong>La strategia delle stragi dopo il maxiprocesso.<\/strong><br \/>\nC&#8217;\u00e8 quindi una reazione della mafia che \u00e8 per met\u00e0 una vendetta nei confronti dei referenti politici istituzionali perch\u00e9 evidentemente non hanno mantenuto le promesse o non sono riusciti a mantenere l&#8217;immunit\u00e0, che sempre avevano garantito a Cosa Nostra, e quindi c&#8217;\u00e8 l&#8217;eliminazione di Salvo Lima il 12 marzo 1992 a Palermo, c&#8217;\u00e8 l&#8217;eliminazione di uno dei due cugini Salvo, Ignazio l&#8217;altro, Nino, era gi\u00e0 morto per conto suo. E poi c&#8217;\u00e8 l&#8217;omicidio Falcone che \u00e8 un salto di qualit\u00e0. Non \u00e8 la vendetta verso un vecchio amico della mafia che ha tradito, ci mancherebbe altro, \u00e8 semplicemente un attentato preventivo per impedire a Falcone di continuare a fare ci\u00f2 che stava gi\u00e0 facendo. \u00c8 grazie a Falcone se si era acceso un faro sulla prima sezione penale della Cassazione e sul ruolo di Carnevale e se Carnevale non aveva presieduto quel Collegio al maxiprocesso perch\u00e9 Falcone, dirigente del Ministero della Giustizia sotto il ministro Martelli, aveva metto sotto il mirino Carnevale, che era considerato da lui, e non solo da lui, il tappo che impediva le condanne definitive ai mafiosi. Viene ucciso Falcone, viene ucciso Borsellino perch\u00e9? Perch\u00e9 nel frattempo si \u00e8 avviata una trattativa. Tra chi? Tra l&#8217;allora colonnello Mori e il suo collaboratore del momento pi\u00f9 fedele, il capitano De Donno, e Vito Ciancimino, un sindaco mafioso di Palermo che in quel momento stava agli arresti domiciliari a Roma, per motivi di salute. Cio\u00e8 questi due alti ufficiali dei Carabinieri vanno da un noto mafioso, condannato per mafia, e gli chiedono di fare da tramite coi vertici di Cosa Nostra. In quel momento, siamo nel 1992, c&#8217;\u00e8 ancora la diarchia Riina &#8211; Provenzano. Ciancimino \u00e8 pi\u00f9 uomo di Provenzano che non di Riina, in ogni caso fa da tramite &#8211; i Carabinieri diranno di aver voluto avviare quella trattativa nella speranza di avere un aiuto per arrestare dei latitanti mafiosi e di iniziare in qualche modo le stragi che erano iniziate con quella di Capaci. Il risultato \u00e8 che Riina capisce esattamente a rovescio, e cio\u00e8 vede i Carabinieri, lo Stato, col cappello in mano dopo la strage di Capaci, e si felicita per aver avuto quella brillante idea di ricattare lo Stato con una strage dopo l&#8217;altra.<br \/>\n<strong>Il patto tra mafia e Stato.<\/strong><br \/>\nRiina voleva naturalmente non lo scontro con lo Stato, lui voleva punire chi aveva tradito per conto dello Stato gli accordi con Cosa Nostra e voleva fare un nuovo accordo con persone che fossero in grado di rispettarlo. Voleva un nuovo trattato di reciproca non belligeranza, convenienza, convivenza, connivenza. E dato che la classe politica se ne stava praticamente andando con l&#8217;indagine di Mani Pulite, bisognava attrarre qualche nuovo soggetto politico in grado di prendersi la responsabilit\u00e0 di fare questo nuovo accordo con la mafia. Per questo Riina mette le bombe, per questo si felicita che siano arrivati subito i Carabinieri col cappello in mano. E allora Riina dice: &#8220;perch\u00e9 cedere subito per un piatto di lenticchie? Possiamo rilanciare alzando il tiro con altre stragi e alzando quindi la posta della trattativa, cos\u00ec lo Stato ci dar\u00e0 molto di pi\u00f9&#8221;. La trattativa prosegue, parte subito dopo la strage di Capaci, e produce &#8211; questo \u00e8 molto probabile &#8211; la strage di via D&#8217;Amelio, perch\u00e9 Borsellino \u00e8 il simbolo vivente del partito della non trattativa. Adesso c&#8217;\u00e8 tutta una polemica nata dalle rivelazioni dei figlio di Ciancimino e ripresa giustamente da Salvatore Borsellino a proposito di un incontro che ci sarebbe stato al Viminale il 2 luglio del 1992 tra Borsellino e l&#8217;allora ministro dell&#8217;Interno Mancino, dove secondo alcuni avrebbe fatto capolino anche Bruno Contrada e dopo il quale incontro Borsellino sarebbe rientrato agitatissimo nell&#8217;interrogatorio che stava facendo con Gaspare Mutolo che guarda caso era uno dei primi pentiti che parlavano di Andreotti, di Contrada e di Carnevale. Agitatissimo perch\u00e9, cos\u00ec sostiene il figlio di Ciancimino, Borsellino era stato in qualche modo informato al Viminale che c&#8217;era in corso una trattativa e si chiedeva il suo consenso. E immaginate se Borsellino avrebbe acconsentito a trattare con la mafia che il mese precedente gli aveva ammazzato il migliore amico. \u00c8 evidente che Borsellino diventa l&#8217;ostacolo numero uno sulla strada della trattativa e Riina lo intende cos\u00ec tant&#8217;\u00e8 che lo elimina da quella strada, per spianare la strada della trattativa. Dopodich\u00e9 vengono pianificati gli attentati del &#8217;93 ai monumenti e ai simboli dell&#8217;arte, della religione, ai simboli dell&#8217;Italia praticamente, ma Riina il 14 gennaio del 1993 viene arrestato dagli stessi uomini del R.O.S. che stanno trattando con Cosa Nostra. E l\u00ec succede quel fatto increscioso: il R.O.S. arresta Riina promette che sorveglier\u00e0 giorno e notte la casa dove Riina era latitante per vedere se arrivavano altri mafiosi, perch\u00e9 i mafiosi non sapevano che era stato scoperto il covo, Riina era stato arrestato lontano da casa, dopodich\u00e9 ingannando la procura di Caselli, gli uomini del R.O.S. abbandonano il covo, lo lasciano incustodito e lo lasciano perquisire a Cosa Nostra. Che l&#8217;abbiano fatto apposta, che non l&#8217;abbiano fatto apposta, che si siano dimenticati, che si siano sbagliati, non lo sappiamo. Il processo che si \u00e8 tenuto fino a due anni fa a Palermo, non ha appurato il dolo, non poteva del resto appurare che Mori e l&#8217;allora capitano Ultimo avessero fatto apposta queste omissioni per favorire la mafia, questa era l&#8217;accusa, da questa sono stati assolti, ma il processo ha appurato che il covo non \u00e8 stato sorvegliato e non \u00e8 stato perquisito e quindi chi lo ha perquisito? Cosa Nostra, capeggiata da chi? Dopo l&#8217;arresto di Riina, da Provenzano.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>C&#8217;erano i segreti, le carte della trattativa? C&#8217;era il famoso \u2018papello&#8217; che il figlio di Ciancimino assicura essere stato passato da suo padre al generale Mori, con le l&#8217;elenco delle richieste che la mafia faceva allo Stato per interrompere le stragi?<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Fine dei pentiti, fine del 41bis, fine dell&#8217;ergastolo, revisione del maxiprocesso e fine del sequestro dei beni. Non lo sappiamo. Sappiamo che lo Stato rinuncia a perquisire il covo di Riina.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Cosa succede subit<br \/>\no dopo?<\/strong> Succede che due anni dopo c&#8217;\u00e8 la possibilit\u00e0 di prendere Provenzano. C&#8217;\u00e8 la possibilit\u00e0 di prendere Provenzano perch\u00e9 il confidente Ilardo porta praticamente a casa di Provenzano i Carabinieri. Ma, dice il colonnello Riccio che gestisce il confidente Ilardo, il R.O.S. dei Carabinieri Provenzano non lo voleva prendere.<br \/>\nPer chi vuole entrare nel dettaglio di questo processo, non dimenticatevi che alla fine di questo mese, il 30 gennaio, uscir\u00e0 un piccolo librino che ho curato io, un fascicoletto insieme alla rivista Micromega. L\u00ec troverete tutti i dettagli con le parole, la versione dell&#8217;accusa, la versione della difesa e tutto il racconto del colonnello Riccio, che \u00e8 spaventoso. Le parti pi\u00f9 spaventose sono due. La prima \u00e8 quando Riccio racconta che Ilardo, che nel frattempo stava decidendo di diventare un collaboratore di giustizia, di uscire da quella veste ambigua e rischiosa dell&#8217;infiltrato dentro la mafia confidente dei Carabinieri &#8211; col rischio di essere ammazzato da un giorno all&#8217;altro &#8211; e quindi di entrare con la sua famiglia nel programma di protezione dello Stato. Fanno una riunione a Roma per stabilire i termini della sua collaborazione con i magistrati interessati: Caselli, procuratore di Palermo; Tinebra, procuratore di Caltanissetta; il generale Mori, che nel frattempo ha fatto carriera. Ilardo, appena vede Mori, gli va incontro, nemmeno lo saluta, gli dice subito: &#8220;guardi, colonnello, che le stragi che abbiamo dovuto fare noi le avete commissionate voi dello Stato. Questo \u00e8 il concetto. Immaginate un ufficiale dei Carabinieri che ha combattuto il terrorismo, che ha combattuto la mafia, si sente dire da un mafioso che le stragi le ha fatte lo Stato. Che fa? Gli mette le mani addosso, gli dice &#8220;ne racconti un&#8217;altra, come si permette?&#8221;. Che ne so. Il racconto di Riccio \u00e8 agghiacciante perch\u00e9 sostiene che Mori rimase irrigidito per qualche secondo: silenzio, paralisi, tensione. Poi gira i tacchi e se ne va.<br \/>\nIl secondo episodio agghiacciante \u00e8 quello che succede subito dopo quella maledetta riunione che si tiene il 2 maggio del &#8217;96 a Roma nella quale viene deciso che Ilardo diventer\u00e0 un collaboratore di giustizia. Ilardo torna in Sicilia perch\u00e9 ha chiesto una settimana per avvertire i suoi parenti di quello che sta per succedere, perch\u00e9 dovr\u00e0 andar via poi per sempre dalla Sicilia, insomma quello che succede con in pentiti e con i testimoni di giustizia. E appena arriva in Sicilia, qualcuno fa sapere a Cosa Nostra che lui in realt\u00e0 \u00e8 un mafioso che sta tradendo Cosa Nostra che sta per cominciare a parlare e a mettere a verbale e quindi viene ucciso da un killer di Cosa Nostra a Catania. La collaborazione viene soffocata nella culla. Il giorno prima che lui entrasse nel programma di protezione, la mafia lo elimina perch\u00e9 qualcuno dei pochissimi esponenti delle istituzioni che sapevano del suo imminente pentimento ha fatto la fuga di notizie. Deve essere qualcuno che partecipava a quella riunione a Roma o che ha parlato con qualcuno che aveva partecipato a quella riunione.<br \/>\nIlardo quindi muore. Il colonnello Riccio pagher\u00e0 un prezzo altissimo perch\u00e9 due anni dopo essersi scontrato coi vertici del R.O.S. che non avevano voluto catturare Provenzano viene arrestato a sua volta dal R.O.S., cio\u00e8 da suoi colleghi, per delle operazioni antidroga a Genova, molto controverse. Secondo alcuni erano delle operazioni brillantissime &#8211; la DEA gli aveva anche dato degli encomi solenni (la DEA \u00e8 l&#8217;anti droga americana) &#8211; secondo altri erano operazioni disinvolte. Viene arrestato con dei suoi collaboratori per traffico di droga e viene condannato in primo grado a nove anni. Secondo alcuni potrebbe essere una manovra per delegittimare il suo racconto. Perch\u00e9 il colonnello Riccio aveva un&#8217;agenda dove aveva segnato tutte le confidenze che Ilardo gli faceva sui rapporti mafia-politica. E gli aveva parlato di Dell&#8217;Utri, e gli aveva parlato di Andreotti, e gli aveva parlato di Mannino, e gli aveva parlato di Salvo And\u00f2 e gli aveva parlato di altri politici che secondo lui avevano rapporti con la mafia. E gli aveva parlato anche con quel Dolcino Favi che all&#8217;epoca era in servizio a Siracusa nella magistratura e che poi arriver\u00e0 a fare il procuratore generale reggente di Catanzaro e troveremo due anni fa a togliere l&#8217;inchiesta \u2018Why Not&#8217; dalle mani di De Magistris. Tutte cosa naturalmente da verificare. Resta il fatto che alla vigilia della verbalizzazione delle rivelazioni, Ilardo viene con precisione cronometrica assassinato e quindi quello che ha detto assume una discreta importanza.<br \/>\n<strong>Gente di &#8216;casa nostra&#8217;.<br \/>\n<\/strong>In questo processo, tramite il colonnello Riccio, Ilardo dall&#8217;aldil\u00e0 parla tramite le agende del colonnello Riccio. E il colonnello Riccio conclude i tre giorni, lettura e udienza, dedicati al suo esame, alla sua deposizione ricordando che il generale Mori gli ordin\u00f2 di non scrivere nei rapporti investigativi nessun nome politico tra quelli fattigli da Ilardo, nemmeno quello di Dell&#8217;Utri.<br \/>\nMori e altri spiegarono al colonnello Riccio che Dell&#8217;Utri e Berlusconi stavano facendo le stesse battaglie contro i giudici che interessavano al R.O.S. e che insomma, questa fu l&#8217;espressione, \u2018Berlusconi e Dell&#8217;Utri sono di &#8216;casa nostra&#8217;. Cio\u00e8 noi dei R.O.S. dei Carabinieri, apparteniamo alla stessa casa di Berlusconi e di Dell&#8217;Utri&#8217;. Nel processo vedremo se questa mancata cattura di Provenzano \u00e8 reato, se \u00e8 stata fatta per favorire la mafia oppure no, gi\u00e0 sappiamo, per quello che dice Riccio, che Provenzano poteva essere catturato undici anni prima, quando era ancora un po&#8217; pi\u00f9 in carne, un po&#8217; pi\u00f9 in forze e soprattutto un po&#8217; pi\u00f9 potente, un po&#8217; pi\u00f9 importante. Soprattutto sappiamo che di questo processo non si deve parlare. Non si deve parlare perch\u00e9 ci riporta alle stragi e alle trattative tra Stato e mafia. E quello \u00e8 un tema che non pu\u00f2 essere affrontato dall&#8217;informazione italiana perch\u00e9 \u00e8 un tema che riguarda la nascita della Seconda Repubblica. Una Seconda Repubblica che non \u00e8 purtroppo nata dal sangue della Resistenza, ma \u00e8 nata dal sangue delle stragi e quindi chi ne parla o chi ne vuole parlare, letteralmente, muore. Passate parola!&#8221;<\/p>\n<p>Marco Travaglio<\/p>\n<p>(da Dvd:\u00a0&#8220;Passaparola Vol. 3 &#8211; Mafiocrazia&#8221;)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marco Travaglio Dopo\u00a0gli attentati a\u00a0Falcone e Borsellino con le\u00a0bombe di via dei Georgofili a Firenze e di Via Palestro&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":342,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-97","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-mafiocrazia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/97","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=97"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/97\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/342"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=97"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=97"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=97"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}