{"id":936,"date":"2021-01-13T18:01:45","date_gmt":"2021-01-13T18:01:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/?p=936"},"modified":"2021-01-13T19:47:13","modified_gmt":"2021-01-13T19:47:13","slug":"la-nave-dei-pazzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/2021\/01\/13\/la-nave-dei-pazzi\/","title":{"rendered":"Le Misure di sicurezza e il fantasma degli O.P.G."},"content":{"rendered":"<h2><strong>Cosa \u00e8 realmente cambiato dai tempi di Lombroso ad oggi?<\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cTutto cambia, perch\u00e9 nulla cambi\u201d, <\/em>cos\u00ec scriveva Giuseppe Tomasi di Lampedusa nel suo \u201cGattopardo\u201d. Quello che ha coinvolto le misure di sicurezza \u00e8 stato un percorso lungo, di apparente riforma normativa, di faticoso cambiamento (o tentato cambiamento) culturale, che, per\u00f2, stenta ancora a dare risultati concreti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019immaginario collettivo i manicomi sono sempre stati luoghi di terrore, di degrado e abbandono, di torture fisiche e psicologiche. E la realt\u00e0, purtroppo, non se ne discostava poi tanto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad Aversa, nella casa penale per invalidi, nasceva la prima \u201csezione per maniaci\u201d. Gli ospiti erano considerati allo stesso tempo pazzi e criminali: troppo pazzi per stare in carcere e troppo criminali per un manicomio civile. Per anni in questi manicomi giudiziari si \u00e8 consumato l\u2019inferno, di fronte all\u2019indifferenza della gente e delle istituzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Solo nel 1974<\/strong>, quando una donna, <b>perfettamente sana,<\/b>\u00a0muore bruciata viva mentre veniva sottoposta a coercizione nel suo letto, l\u2019attenzione dell\u2019opinione pubblica ritorna a concentrarsi sui manicomi giudiziari e sulla loro discutibile gestione. \u00abC<strong>i legavano come Cristo in Croce<\/strong>. <strong>Per noi piangevano anche i mattoni<\/strong>\u00bb. Sono le ultime parole pronunciate da\u00a0<strong>Antonia Bernardini,<\/strong>\u00a0prima di morire per le ustioni riportate a seguito dell\u2019incendio del letto di contenzione sul quale era legata da quarantatr\u00e9 giorni, nell&#8217;infame lager manicomiale giudiziario di\u00a0<strong>Pozzuoli<\/strong>, dove era internata da quindici mesi a seguito di un <strong>banale diverbio<\/strong>, in attesa di un processo che non si svolger\u00e0 mai.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo condusse, un anno dopo, ad una riforma dell\u2019Ordinamento Penitenziario, attuata con la L. 354\/1975, che trasformava i manicomi criminali in Ospedali Psichiatrici Giudiziari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Agli O.P.G. venivano destinati gli autori di reati ritenuti non imputabili, perch\u00e9 incapaci di intendere e di volere, ma considerati, comunque, socialmente pericolosi. L\u2019O.P.G., mediante l\u2019applicazione di una misura di sicurezza detentiva, svolgeva, dunque, una duplice funzione: di custodia, per la difesa sociale; e di cura e trattamento, per il reinserimento del soggetto nella societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019intento del legislatore era quello di cambiare la visione dell\u2019internato: da persona che doveva essere principalmente punita, a malato, che doveva essere, prima di tutto, curato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il punto pi\u00f9 alto di questo processo di riforma veniva raggiunto, per\u00f2, nel 1978, con la Legge Basaglia<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>, che segnava la dismissione dei manicomi civili e la nascita dei Servizi di salute mentale territoriale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019obiettivo, o forse l\u2019illusione, di Basaglia di convincere che <em>\u201cil matto non \u00e8 di per s\u00e9 anche pericoloso\u201d <\/em>era, per\u00f2, molto pi\u00f9 difficile quando l\u2019oggetto del discorso diventava il presunto \u201cmatto-criminale\u201d, come pu\u00f2 venire, tutt&#8217;oggi, considerato chiunque possa suo malgrado imbattersi in qualche banale diverbio, come la povera signora Antonia, oltre 50 anni fa o, pi\u00f9 recentemente <strong>Francesco Mastrogiovanni<\/strong>, maestro elementare, lasciato morire, senza cibo n\u00e9 acqua, legato mani e piedi ad un letto di contenzione, per oltre 84 ore, sino ai tanti altri casi pi\u00f9 o meno noti della storia della malasanit\u00e0 e malagiustizia italiana dal secolo scorso ad oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invero, in quest\u2019atmosfera di apparente innovazione normativa, di fatto, cambiavano solo i nomi, perch\u00e9 le pratiche rimanevano le medesime. Negli O.P.G., infatti, i \u201cfolli-rei\u201d venivano rinchiusi in condizioni drammatiche: isolamento, contenzioni abituali, condizioni igieniche precarie, disattendendo, pertanto, tutte le aspettative iniziali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima svolta epocale si ebbe nel 2003, quando la Corte Costituzionale<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a> apriva alla possibilit\u00e0 di applicare misure meno restrittive dell\u2019Ospedale Psichiatrico, valorizzando, ad esempio, lo strumento alternativo della libert\u00e0 vigilata, applicabile sia in cliniche appositamente dedicate o comunit\u00e0 terapeutiche, oppure, ove possibile, anche in famiglia e nel proprio domicilio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2008, la denuncia sulle degradanti condizioni di vita in cui versavano i malati all\u2019interno degli O.P.G., effettuata dal Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura, faceva emergere la non pi\u00f9 trascurabile necessit\u00e0 di un cambio di rotta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo passo fu il trasferimento, mediante uno strumento legislativo che negli ultimi tempi abbiamo imparato a conoscere molto bene, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) del 1\u00b0 aprile 2008<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>, delle competenze di medicina penitenziaria dal Ministero di Grazia e Giustizia a quello della Sanit\u00e0, con la \u201cregionalizzazione\u201d degli Ospedali Psichiatrici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale processo di superamento degli O.P.G., innescato dal succitato DPCM, trova il suo perfezionamento nell\u2019istituzione di strutture alternative, le REMS (Residenze per l\u2019Esecuzione delle Misure di Sicurezza), introdotte con L. 17 febbraio 2012, n. 9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Legge che ha portato alla chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari \u00e8, in realt\u00e0, la L. 22 dicembre 2011, n. 211 (c.d. svuota-carceri)<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>, scaturita da un\u2019inchiesta condotta da una Commissione parlamentare sulle condizioni di vita e di cura all\u2019interno degli O.P.G, che il Presidente Napolitano, dopo aver visionato le immagini, defin\u00ec <em>\u201cdi estremo orrore\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le nuove disposizioni introdotte fissavano il termine per la chiusura degli Ospedali Psichiatrici al 31 marzo 2015, con la conseguente entrata in funzione effettiva delle REMS.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La logica che sta alla base di queste nuove strutture \u00e8 quella riabilitativa: le REMS, infatti, hanno natura prettamente medico-sanitaria e sono demandate ad un\u2019unica, fondamentale funzione: la gestione sanitaria dei pazienti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale cambiamento nasce con lo scopo, nobile ma difficile da realizzare, di umanizzare lo sconto della pena nelle persone gi\u00e0 \u201ccondannate\u201d da un disturbo psichiatrico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema, per\u00f2, \u00e8 la visione che la societ\u00e0 ha di queste persone, spesso dimenticando che si tratta di essere umani: la malattia mentale rappresenta, ancora oggi purtroppo, uno stigma. In una bellissima canzone presentata a Sanremo nel 2007, <strong>Simone<\/strong> <strong>Cristicchi<\/strong> racconta il dramma dei manicomi e ci fa riflettere sul concetto di pazzia, sottolineando, proprio, l\u2019incapacit\u00e0 di collocare queste persone in un contesto senza che esse ne disturbino la quiete:<em> \u201c<strong>I matti sono apostoli di un Dio che non li vuole<\/strong>\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Percezione che viene ancor pi\u00f9 aggravata se il matto in questione si \u00e8 reso anche responsabile di un reato. In tal caso, prevale sempre la paura, che spinge alla neutralizzazione di questi soggetti, piuttosto che alla loro rieducazione e risocializzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E, dopo quasi 6 anni dalla chiusura degli O.P.G., la situazione non pare affatto cambiata, come, tuttora, emerge dall&#8217;abusivo ricorso all&#8217;applicazione delle misure di sicurezza personali e all&#8217;internamento nelle cd. &#8220;case di cura e custodia&#8221;, a volte veri e propri lager psichiatrici, dove a cambiare e solo la denominazione ma non la sostanza.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Italia, purtroppo, vige ancora una certa confusione e carenza di cultura giuridica, spesso anche da parte dei magistrati e operatori sanitari,\u00a0 rispetto alla necessit\u00e0 di applicare misure di sicurezza personali a soggetti affetti da disturbi psichiatrici o, presunti tali, che si siano resi responsabili di reati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il \u201csistema del doppio binario\u201d che ha ottenuto cittadinanza giuridica grazie al Codice Rocco e che, per anni, ha alimentato gli O.P.G., \u00e8 sopravvissuto a tutte le proposte di riforma del codice penale<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pertanto, accade di sovente che soggetti responsabili di reati, anche di lieve entit\u00e0, subiscano lunghi periodi di detenzione, prima in carcere e, poi, nelle REMS o nelle C.T.A, &#8211;\u00a0<strong>a volte con &#8220;fine pena mai<\/strong>&#8221; -, a causa di arcaici criteri di valutazione della pericolosit\u00e0 sociale, appartenenti ai secoli scorsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, la \u201cpericolosit\u00e0 sociale\u201d rappresenta, tutt\u2019oggi, il perno intorno al quale ruota la perizia (unico strumento valutativo attualmente riconosciuto e applicato, ma sicuramente non esaustivo e sufficiente)<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a> e, quindi, il destino di un reo infermo o seminfermo di mente; e questo fa emergere la concezione obsoleta di malattia mentale ancora vigente nel nostro Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Opinione che si riflette, altres\u00ec, nei giudizi di giudici e psichiatri, che persistono nel voler difendere ad oltranza,\u00a0 l\u2019ordine sociale e neutralizzare la presunta pericolosit\u00e0 di questi individui, come <em>\u201cHiroo Onoda, il soldato giapponese che, a guerra finita, continuava a combattere il fantasma del nemico nelle foreste filippine\u201d<\/em><strong><a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>\u00a0<\/strong>e, perci\u00f2, esulano dal considerare \u201celementi di fatto e condizioni oggettive\u201d<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>, ed effettuano valutazioni fondate, solo, su meri teoremi e congetture o generici sospetti e timori privi di riscontri oggettivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stiamo assistendo, purtroppo, ad uno svuotamento concettuale della pericolosit\u00e0 sociale, che si riempie di percezioni errate dettate da pregiudizi che, come detto, non trovano fondamento in alcun elemento concreto. Tale giudizio, infatti, \u00e8 in larga parte soggettivo e arbitrario, in quanto non \u00e8 possibile produrre dati scientificamente solidi per certificare che un soggetto, in futuro, potr\u00e0 commettere di nuovo un reato. Molte volte si utilizza l\u2019esasperazione di tali soggetti, dovuta alla loro condizione detentiva, per valutare positivamente la pericolosit\u00e0 sociale e prorogarne, senza soluzione di continuit\u00e0, la misura affittita, spingendoli sino al punto di compiere gesti autolesionistici (ingerire lamette, tagliarsi i polsi, ingerire ammoniaca, impiccarsi in cella, etc.), preferendo morire piuttosto che continuare a condurre una vita disperata, privati di ogni affetto e libert\u00e0 di cura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non di rado si \u00e8 assistito a quello che, nel tempo, \u00e8 stato definito \u201c<strong>ergastolo bianco<\/strong>\u201d: ipotesi in cui a una condanna a pena anche lieve segue, in caso di una presunta &#8220;persistenza&#8221; della pericolosit\u00e0 sociale, un internamento tendenzialmente senza fine, come in vari casi, anche di recente denunciati da pi\u00f9 parti, da ultimo, quello di <strong>Famoso Salvatore, <\/strong>internato da quasi 5 anni, dopo avere scontato l&#8217;intera pena, pari ad un 15 mesi, parte in carcere e parte in casa di cura e custodia, prima a Catania e poi a Siracusa, perch\u00e8 ritenuto socialmente pericoloso, in quanto si ostinerebbe a denunciare di essere vittima di abusi giudiziari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E, nonostante gli artt.1-<em>ter<\/em> e 1-<em>quater<\/em> della L. 81\/2014 hanno cercato di porre fine a questo fenomeno, introducendo un preciso limite di tempo alle misure di sicurezza, fissato nella pena edittale massima per il reato commesso (escludendo l\u2019ergastolo), in realt\u00e0, la percezione dell\u2019ingiusta detenzione rende, comunque, il periodo di reclusione una sorta di \u201c<strong>ergastolo ostativo<\/strong>\u201d, che preclude qualunque beneficio premiale e la prospettiva di un futuro degno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque, malgrado tutte le buone intenzioni del legislatore, non sono rinvenibili, almeno finora, evidenti mutamenti in materia. E servir\u00e0 a ben poco cambiare il nome, le competenze, le responsabilit\u00e0, se non lavoriamo, prima di tutto, sulla nostra cultura, se non abbandoniamo quella logora concezione che abbiamo delle persone affette da disturbi psichici; idea che, ormai, possiamo definire antistorica, perch\u00e8 continua a promulgare l\u2019infondato binomio <em>malattia mentale-pericolosit\u00e0<\/em> e, anche, antigiuridica, poich\u00e9 presenta tutti i vizi di un giudizio prognostico e incerto, che fornisce le stesse garanzie di un \u201ctiro a dadi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>A cura dello staff di Avvocati senza Frontiere\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">NOTE:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Legge 13 maggio 1978, n. 180 \u201cNorme per gli accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori\u201d, che successivamente confluir\u00e0 nella legge n. 833\/1978 di riforma del Sistema Sanitario Nazionale. Prende il nome dal suo promotore, lo psichiatra Franco Basaglia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Corte Costituzionale, sentenza 18 luglio 2003, n. 253: dichiara illegittimo l\u2019art. 222 c.p. nella parte in cui non consente al giudice, nei casi ivi previsti, di adottare, in luogo del ricovero in Ospedale Psichiatrico Giudiziario, una diversa misura di sicurezza prevista dalla legge, idonea ad assicurare adeguate cure all\u2019infermo di mente e a far fronte alla sua pericolosit\u00e0 sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Dal mese di ottobre del 2010 il personale sanitario che aveva un rapporto contrattuale con il Ministero della Giustizia lo ha traslato alle ASL di competenza. La responsabilit\u00e0 organizzativa nei confronti rei attinti da misure di sicurezza viene, dunque, attribuita al Servizio Sanitario Nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> L\u2019applicazione di tale norma \u00e8 stata rimandata, con proroga, per ben due volte, giungendo fino al D.L. 31 marzo 2014, n.52, convertito nella L. n. 81\/2014, recante disposizioni urgenti in materia di superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> La Commissione di riforma Grosso aveva proposto la sostituzione della \u201cpericolosit\u00e0 sociale\u201d con il \u201cbisogno di cura\u201d, mettendo, dunque, al centro le esigenze terapeutiche del paziente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Cass., sez. V, n. 43631\/2017<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> <em>\u201cLa perizia psichiatrica \u00e8 una profezia\u201d <\/em>di Peppe Dell\u2019Acqua e Silvia D\u2019Autilia, pubblicata da SosSanit\u00e0 su Forum Salute Mentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> <em>v. <\/em>Cass. pen., V, 8.01.2019, n. 27656; Corte Cost., 27.02.2019, n.24. Ma anche: Corte EDU, sentenza 13.06.2019, n. 77633 e Sentenza <em>De Tommaso c. Italia<\/em>, Corte EDU, Grande Camera, sentenza 23.02.2017<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa \u00e8 realmente cambiato dai tempi di Lombroso ad oggi? \u201cTutto cambia, perch\u00e9 nulla cambi\u201d, cos\u00ec scriveva Giuseppe Tomasi di&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":938,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[29],"tags":[],"class_list":["post-936","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-abolire-carceri-e-t-s-o"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/936","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=936"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/936\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":942,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/936\/revisions\/942"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/938"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=936"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=936"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=936"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}