{"id":905,"date":"2020-12-22T10:16:37","date_gmt":"2020-12-22T10:16:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/?p=905"},"modified":"2020-12-22T11:45:37","modified_gmt":"2020-12-22T11:45:37","slug":"bambino-di-9-anni-chiuso-in-manicomio-per-32-anni-per-ragioni-umanitarie-ma-era-completamente-sano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/2020\/12\/22\/bambino-di-9-anni-chiuso-in-manicomio-per-32-anni-per-ragioni-umanitarie-ma-era-completamente-sano\/","title":{"rendered":"Bimbo di 9 anni chiuso in manicomio per 32 anni per &#8220;ragioni umanitarie&#8221; anche se era completamente sano!"},"content":{"rendered":"<header class=\"nws__head\">\n<h1>La storia di Pino: un&#8217;infanzia e un&#8217;intera vita inghiottita per avere mangiato una pagnotta.<\/h1>\n<div class=\"share\">\u00a0A cura della Redazione de Le Iene.<\/div>\n<div class=\"bx bx-v bx-vclip bx-sml nws__embed\">\n<div class=\"vod__cont\">\n<div class=\"amp-hidden\">\n<figure>\n<div class=\"fig\"><img decoding=\"async\" class=\"i-amphtml-fill-content i-amphtml-replaced-content\" src=\"https:\/\/bin.iene.mediaset.it\/images\/2019\/12\/01\/223710832-4ae411bc-3ff0-4cb3-b2f7-3c48feeb3b75.jpg\" sizes=\"(max-width: 1920px) 636px, 100vw\" srcset=\"https:\/\/bin.iene.mediaset.it\/images\/2019\/12\/01\/223710544-ab00e385-dfc5-49b6-a084-12d960e366f5.jpg 320w, https:\/\/bin.iene.mediaset.it\/images\/2019\/12\/01\/223710832-4ae411bc-3ff0-4cb3-b2f7-3c48feeb3b75.jpg 1280w, https:\/\/bin.iene.mediaset.it\/images\/2019\/12\/01\/223711407-aedf9064-0236-4037-92be-c7dcfb23289c.jpg 384w, https:\/\/bin.iene.mediaset.it\/images\/2019\/12\/01\/223711989-c3f30f2b-e4f1-494d-a48c-dba17b5eee11.jpg 636w, https:\/\/bin.iene.mediaset.it\/images\/2019\/12\/01\/223712628-3fdd27ad-0c29-4bc6-aa1d-e7b4cfe28e20.jpg 458w, https:\/\/bin.iene.mediaset.it\/images\/2019\/12\/01\/223713255-45e3b1da-676c-4142-b91f-0f36d26383fa.jpg 302w,\" alt=\"Pino bimbo sano manicomio\" \/><\/div>\n<\/figure>\n<\/div>\n<p><iframe loading=\"lazy\" class=\"i-amphtml-fill-content\" src=\"https:\/\/static3.mediasetplay.mediaset.it\/player\/index.html?appKey=5bd1ce72a0e845001aa4d83a&amp;purl=https:\/\/www.iene.mediaset.it\/2019\/news\/giuseppe-astuto-infanzia-rubata-manicomio_617163.shtml&amp;autoplay=true&amp;guid=F309989201018C19&amp;autoplay=true#amp=1\" name=\"amp_iframe0\" width=\"300\" height=\"150\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-popups-to-escape-sandbox\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giuseppe Astuto, per tutti Pino, ha 61 anni e ci racconta la sua storia tragica e assurda, degna di un film. A soli 9 anni viene portato al manicomio. Il paradosso: non \u00e8 mai stato malato di mente e nemmeno adesso lo \u00e8. Una storia innocente e tenera della sua infanzia l\u2019ha portato all\u2019esito drammatico: \u201cPino \u00e8 malato e va portato all\u2019ospedale\u201d<\/p>\n<\/header>\n<p style=\"text-align: justify;\">Succede\u00a0<strong>un giorno del 1967<\/strong>\u00a0in cui Pino viene mandato dalla sua mamma a comprare il pane. La povert\u00e0,\u00a0<strong>la disperazione e la fame<\/strong>\u00a0lo spinge a mangiare quella pagnotta. Tra gli schiaffi e le miserie della sua famiglia, Giuseppe ha paura di tornare a casa perch\u00e9 \u201cmenavano a volte i genitori\u201d. Decide di tornare indietro e di\u00a0<strong>rubare un altro pane<\/strong>\u00a0per portarlo a casa sua e non si accorge che in quel momento rimane chiuso dentro. Quel buio segner\u00e0 per sempre la sua vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le bont\u00e0 che Pino non ha mai visto a casa sua: carne, formaggio, castagne, inizia ad assaggiare tutto di quel \u201cparadiso\u201d e si addormenta l\u00ec. La mattina dopo viene\u00a0<strong>ritrovato dai carabinieri<\/strong>\u00a0accompagnati dalla sua mamma con un esito del tutto inaspettato:\u00a0<strong>\u201cSignora Teresa, vostro figlio non lo vedrete pi\u00f9\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E con questa frase, Pino si ricorda anche adesso il sollievo di sua madre: \u201cNon mi ha mai potuto vedere, io non lo so perch\u00e9\u201d. \u00c8 il grido disperato di quei ricordi. Perch\u00e9 la madre non prova nemmeno a salvare suo figlio da quel posto che gli\u00a0<strong>roviner\u00e0 la vita<\/strong>: il manicomio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quel posto crudele se lo ricorda purtroppo perfettamente: grate alte di 20 metri, medici e malati psichiatrici gravi. Pino \u00e8 un bambino sano che non c\u2019entra niente con quel mondo. La\u00a0<strong>cartella clinica del 1967 riporta<\/strong>: \u201cDiagnosi: carenza affettiva, ricoverato per ragioni umanitarie\u201d. Di umanitario in questa storia non c\u2019\u00e8 proprio nulla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cMi hanno spogliato nudo e con una scopa lunga di due metri mi hanno spinto sotto la doccia.\u00a0<strong>Erano schifati<\/strong>\u201d, racconta Pino alla Iena. Senza scarpe per 7 anni, senza cibo per 20 giorni, in\u00a0<strong>condizioni disumani<\/strong>\u00a0e trattato da malato. Il pi\u00f9 giovane a parte lui aveva 40 anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cDormivano due persone in un letto. Magari era pulito, magari qualcuno faceva la pip\u00ec mentre dormiva\u201d. Poi c\u2019erano le pillole chiamate \u201ccaramelle\u201d per calmarlo, legato al letto come una persona che va curata. Cos\u00ec passa la sua infanzia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando Pino chiede quando sar\u00e0 liberato, sente sempre la stessa frase: \u201cLuned\u00ec te ne vai\u201d, ma\u00a0<strong>quel luned\u00ec non arriva mai<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cPer me era una vita perduta, non c\u2019erano speranze\u201d, dice Giuseppe. Il suo corpo e la sua mente, anche se abituati a quel ambiente, non perdono la lucidit\u00e0. Nel 1978 la legge Basaglia\u00a0<strong>chiude i manicomi e salva anche il bambino Pino<\/strong>\u00a0ormai diventato uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mondo l\u00e0 fuori per\u00f2 lo guarda come un pazzo ricoverato: \u00e8 ancora pi\u00f9 difficile per Giuseppe che non \u00e8 mai stato malato. Ci vorranno un po\u2019 di anni per farlo capire agli altri. Anche i medici si rendono conto dell\u2019ingiustizia. Giuseppe \u00e8 un ragazzo libero, ma ostaggio della sua vita, impreparato ad affrontarla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cDove andavo io? Era troppo tardi per me\u201d<\/strong>, dice Pino. Uscire dall\u2019ospedale psichiatrico \u00e8 una sfida. Nel 1999 Giuseppe Astuto lascia per sempre il manicomio. La paura di quella vita tutta da ricostruire prevale sulla felicit\u00e0, tanto che richiede di essere accolto di nuovo all\u2019ospedale ma viene rifiutato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo tanti anni, torniamo con Giuseppe al manicomio. \u201cQuesto era il reparto pi\u00f9 brutto che esisteva nel mondo. Un camerone intero con 200 persone\u201d, dice Pino. Del\u00a0<strong>manicomio\u00a0<\/strong>oggi non \u00e8 rimasto molto, ma Pino si ricorda ogni angolo di quella struttura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vita di Giuseppe Astuto non \u00e8 stata ancora ristrutturata, \u00e8\u00a0<strong>una vita a met\u00e0<\/strong>. Anche se non \u00e8 stato cresciuto con amore, ha comunque imparato ad amare grazie a sua moglie Angela. Non riesce a fidarsi di nessuno, tutto per la colpa delle schegge di quel passato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Adesso Pino vive in una casa popolare che ha sistemato con le sue mani. Realizza un sogno nel cassetto che fa tenerezza,\u00a0<strong>colleziona penne<\/strong>: \u201cTutte le penne che non ho avuto a scuola\u201d. Sono sogni rubati da quel manicomio del 1967. Non sa scrivere niente a parte il suo nome e vive con una\u00a0<strong>misera pensione di 270 euro<\/strong>. Se dovesse avere tantissimi soldi, l\u2019unica cosa sarebbe\u00a0<strong>fare felice la sua Angela<\/strong>: \u201cLa voglio vedere con il vestito elegante, con la piega e con i denti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Purtroppo il tempo che gli \u00e8 stato rubato\u00a0<strong>non pu\u00f2 tornare indietro<\/strong>. \u00c8 riuscito a chiedere solo un risarcimento: 50mila euro per il danno di non essere stato inserito in una famiglia. Soldi e cifre che non potranno mai recuperare la sua vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Pino sono mancate tante cose: la scuola, l\u2019affetto, il mestiere, cibo decente. Noi\u00a0<strong>vorremmo aiutare<\/strong>\u00a0questo signore, soprattutto il bambino che vive dentro di lui. Cos\u00ec decidiamo di portarlo a scuola per imparare a leggere e scrivere. Giuseppe Astuto, dopo tanti momenti di scetticismo e paura,\u00a0<strong>accetta la nostra sfida<\/strong>. lo accompagniamo a scuola. Ci ricordiamo anche di sua moglie Angela e facciamo quello che vorrebbe farlo Pino, solo se avesse le possibilit\u00e0: la portiamo dal parrucchiere per farle una piega.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo passato qualche giorno insieme a Giuseppe e\u00a0<strong>abbiamo visto sul suo viso nuove speranze<\/strong>, felicit\u00e0 e voglia di vivere. Con la tenerezza di chi ne ha sofferto tanto ci ha insegnato molte cose, a modo suo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La storia di Pino: un&#8217;infanzia e un&#8217;intera vita inghiottita per avere mangiato una pagnotta. \u00a0A cura della Redazione de Le&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":908,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[29],"tags":[],"class_list":["post-905","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-abolire-carceri-e-t-s-o"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/905","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=905"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/905\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":923,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/905\/revisions\/923"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/908"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=905"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=905"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=905"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}