{"id":816,"date":"2020-02-12T12:09:48","date_gmt":"2020-02-12T12:09:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/?p=816"},"modified":"2020-04-30T17:56:17","modified_gmt":"2020-04-30T17:56:17","slug":"presidente-corte-appello-catanzaro-aggiustava-i-processi-in-cambio-di-mazzette","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/2020\/02\/12\/presidente-corte-appello-catanzaro-aggiustava-i-processi-in-cambio-di-mazzette\/","title":{"rendered":"Presidente di Corte d&#8217;Appello: Aggiustava i processi all&#8217;ombra della massoneria (deviata?) in cambio di sesso e mazzette"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">(Articolo aggiornato al 29 aprile 2020 &#8211; A cura della Redazione).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; lo stesso Gran Maestro del G.O.I. Bisi Stefano (in alto) a negare qualsiasi contatto tra la pi\u00f9 diffusa entit\u00e0 massonica italiana e il giudice reo confesso Marco Petrini<b> <\/b>(in basso).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra gli arrestati anche due avvocati: uno del foro di Catanzaro e l&#8217;altro di Locri. Figura centrale, secondo gli inquirenti, un insospettabile medico in pensione &#8220;che stipendiava mensilmente&#8221; la toga sporca. Mazzette da 500 euro, sesso e regali come cassette di pesce e champagne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono otto le persone indagate nell\u2019inchiesta della\u00a0<strong>DDA di Salerno<\/strong>\u00a0avviata nel 2018 dal Procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri: per sette, tra cui l&#8217;alto magistrato, il G.I.P. di Salerno ha disposto il carcere, con l&#8217;accusa di <strong>corruzione in atti giudiziari<\/strong>\u00a0in alcuni casi aggravati dalla\u00a0<strong>associazione mafiosa<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019inchiesta iniziata a Catanzaro\u00a0\u00e8 stata poi trasferita a Salerno per ragioni di competenza territoriale, ex art. 11 c.p.p., in quanto coinvolti magistrati che prestavano servizio presso quella sede.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo dei due avvocati arrestati del foro di Catanzaro \u00e8\u00a0<strong>Marzia Tassone<\/strong>\u00a0(domiciliari), il secondo del Foro di Locri \u00e8\u00a0<strong>Francesco Saraco<\/strong>. Ma l&#8217;ordinanza di custodia cautelare riguarda anche\u00a0<strong>Emilio Santoro<\/strong>,\u00a0<strong>medico<\/strong>\u00a0in pensione considerato un insospettabile e\u00a0<strong>Luigi Falzetta<\/strong>. Gli indagati, stando alla ricostruzione della Dda, pagavano il magistrato \u201c<strong><em>per ottenere, in processi, civili e in cause tributarie, sentenze e provvedimenti a loro sfavorevoli o favorevoli a terze persone<\/em><\/strong>\u201d. Secondo la procura di Salerno \u201cin taluni casi i\u00a0<strong>provvedimenti favorevoli<\/strong>\u00a0richiesti al magistrato a da quest\u2019ultimo promessi e\/o assicurati erano diretti a verificare, mediante assoluzioni o\u00a0<strong>consistenti riduzioni di pena<\/strong>, sentenze di condanna pronunciate in primo grado dai Tribunali del distretto di Catanzaro, provvedimenti di misure di prevenzione, gi\u00e0 definite in primo grado o sequestri patrimoniali in applicazione della normativa antimafia, nonch\u00e9 sentenze in cause civili e accertamenti tributari\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intercettato il 17 ottobre del 2018 il magistrato diceva all\u2019intermediario riguardo al suo interessamento per far riottenere il vitalizio all\u2019ex consigliere regionale\u00a0<strong>Giuseppe Tursi Prato<\/strong>\u00a0condannato in via definitiva per mafia nel 2007 e<strong>\u00a0ora arrestato<\/strong>: \u201cMario (Santoro, ndr) di\u2019 all\u2019amico tuo che \u00e8 amico mio che giorno 12 si fa\u2026\u00a0<strong>lui la causa l\u2019ha vinta al 1000 per 1000<\/strong>\u201c. Un interessamento alla vicenda pagato con un anticipo di 5oo euro e la promessa di una vacanza in una struttura in\u00a0<strong>Valle d\u2019Aosta<\/strong>\u00a0di Falzetta. A dicembre gli investigatori hanno registrato la visita a casa del magistrato, mentre l\u2019ex politico lo attendeva in macchina, l\u2019uomo aveva consegnato due cassette di polistirolo in cui c\u2019erano\u00a0<strong>gamberoni e merluzzetti<\/strong>\u00a0(valore 350 euro), una\u00a0<strong>bottiglia di champagne<\/strong>, clementine. Un cadeau per ricordare la causa di Tursi. In altri incontri tra dicembre 2018 e gennaio 2019 Petrini garantiva e \u201c<strong><em>forniva rassicurazioni sulla decisione favorevole del ricorso<\/em><\/strong>\u201d. Gli investigatori hanno documentato almeno un\u2019altra consegna di denaro e successivamente una \u201ccassetta con verdure e formaggio\u201d. Il G.I.P. ha ordinato l\u2019arresto anche per Vincenzo Arcuri e Giuseppe Caligiuri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le intercettazioni audio e video\u00a0<\/strong>hanno permesso di svelare che la corruzione \u00e8 servita tra l&#8217;altro anche a \u201cfar riottenere il vitalizio\u201d ad un condannato in via definitiva per mafia, tale\u00a0<strong>Tursi Prato<\/strong>\u00a0indagato a Catanzaro e\u00a0condannato nel 2004 a sei anni\u00a0<strong>per associazione mafiosa con interdizione perpetua e relativa decadenza del vitalizio<\/strong>. Gli investigatori hanno scoperto che Petrini aveva continuamente bisogno di soldi \u201canche per mantenere l\u2019elevato tenore di vita\u201d. Una \u201cgrave situazione di sofferenza finanziaria\u201d. Durante la perquisizione in casa al magistrato sono stati sequestrati 7 mila euro in contanti custoditi all\u2019interno di una busta. I finanzieri, su ordine della procura, sono a caccia dei documenti relativi al ricorso di<strong>\u00a0Tursi Prato<\/strong>\u00a0e altra documentazione, come sentenze e provvedimenti emessi che potrebbero essere stati aggiustati grazie alla ipotizzata corruzione di Petrini. Gli uomini delle Fiamme gialle sono stati incaricati anche di cercare documenti relativi a vacanze del magistrato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dagli stessi dati forniti dai protagonisti dell\u2019inchiesta \u201c<strong>Genesi<\/strong>\u201d &#8211; il magistrato Petrini e il suo faccendiere di fiducia Emilio Santoro (detto \u201cMario\u201d), risultano essere stati arrestati per aver trasformato la Corte d\u2019appello e la commissione tributaria di Catanzaro in un suq, dove per aggiustare una sentenza bastava pagare il giusto cachet. Nel frattempo, oltre a Petrini, sospeso dopo l\u2019arresto, sono stati allontanati altri tre magistrati per incompatibilit\u00e0 ambientale. \u00c8 stato trasferito con funzione di giudice civile a Potenza, con provvedimento confermato dal Tar, il <strong>Procuratore capo di Castrovillari, Eugenio Facciolla<\/strong>, <strong>per il quale \u00e8 stato chiesto il rinvio a giudizio per corruzione e falso<\/strong>. Stessa destinazione e stessa funzione \u00e8 stata ordinata dal C.S.M. al <strong>Procuratore aggiunto della D.D.A. di Catanzaro, Vincenzo Luberto, indagato per corruzione. \u00c8 stato spedito a Torino dal C.S.M. il Procuratore Generale Otello Lupacchini, per il fango gettato in diretta tv sui magistrati del suo distretto<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella nota firmata dal <strong>Procuratore capo di Salerno<\/strong>, Luca Masini, si legge che oltre al magistrato \u201cuna figura centrale del sistema corruttivo\u201d era un medico in pensione ed ex dirigente dell\u2019Asl della\u00a0<strong>provincia di Cosenza,<\/strong>\u00a0definito un insospettabile. Stando agli inquirenti il medico stipendiava \u201cmensilmente\u201d il magistrato \u201cper garantirsi l\u2019asservimento stabile delle funzioni dello stesso. Si prodigava per procacciare nuove occasioni di corruzione, proponendo a imputati o a aprenti di imputati condannati in primo grado, nonch\u00e9 a privati soccombenti in cause civili, decisioni favorevoli in cambio del versamento di denaro, di beni e altre utilit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel complesso, a fronte di questo sistema criminale gli arresti, tra cui vari &#8220;colletti bianchi&#8221;, sono saliti ad oltre 330, secondo i dati dell&#8217;inchiesta condotta dal Procuratore <strong>Nicola Gratteri<\/strong>,<strong>\u00a0<\/strong>che ha ricevuto ripetute minacce di morte, per metterlo a tacere come fu per Falcone, Borsellino e i tanti (<strong>ma sempre troppo pochi<\/strong>) magistrati onesti, prima di loro, che hanno cercato di mettere a nudo l&#8217;intreccio tra politica, affari, mafia, massoneria e servizi segreti. &#8220;Una minaccia per un sistema che inizia a vacillare&#8221;, ha commentato il Procuratore Gratteri, che ha mobilitato \u00aboltre 3mila carabinieri nel giro di un paio d\u2019ore\u00bb, il giorno dopo l&#8217;operazione nel commentarla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Questo \u00e8 quanto accade da nord a sud del bel Paese che denunciamo da oltre 35 anni, troppo spesso inascoltatamente, come Movimento per la Giustizia Robin Hood e Avvocati senza Frontiere. Un sentito plauso va quindi tributato al Procuratore Gratteri, che ha dato via alle indagini, al Procuratore di Salerno, alla G.d.F. e allo SCICO che hanno condotto le indagini. Invitandoli ad andare sino in fondo, anche nei casi di malasanit\u00e0 e malagiustizia rimasti impuniti, tra cui quello della morte annunciata del Prof. Franco Mastrogiovanni, assassinato nel lager psichiatrico di Vallo della Lucania e nei tanti altri processi aggiustati finiti a tarallucci e vino, grazie a perizie e sentenze ideologicamente false.\u00a0 \u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2020\/01\/15\/corruzione-arrestato-giudice-di-catanzaro-soldi-regali-e-prestazioni-sessuali-per-aggiustare-sentenze\/5671767<\/p>\n<h3><strong>AGGIORNAMENTI: PETRINI SVUOTA IL SACCO SVELANDO L&#8217;ESISTENZA DI UNA LOGGIA COPERTA CAPACE DI INTERFERIRE OCCULTAMENTE SUI PROCESSI<\/strong><strong>. INTERVIENE IL GRAN MAESTRO DEL G.O.I.<\/strong><\/h3>\n<h3><strong>(6 Marzo 2020)<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul connubio tra mafia e massoneria \u00e8 intervenuto anche il Gran Maestro del G.O.I. Bisi Stefano (in alto), rilasciando un&#8217;intervista ad Arcangelo Badolati della Gazzetta del Sud, nella quale nega qualsiasi contatto tra la pi\u00f9 diffusa realt\u00e0 massonica italiana e il giudice (per ora sospeso) Marco Petrini<strong>\u00a0<\/strong>(in basso), che nel frattempo ha iniziato a collaborare con la DDA, ammettendo <em>in toto<\/em> le proprie responsabilit\u00e0\u00a0e, andando oltre,\u00a0 riferendo di una &#8220;<strong><em>caterva di episodi corruttivi<\/em><\/strong>&#8220;, che coinvolgerebbero una struttura massonica coperta, in grado di condizionare l&#8217;esito dei processi, come aveva gi\u00e0 rivelato, nel 1992, l&#8217;inchiesta avviata dall&#8217;allora Procuratore di Palmi, <strong>Agostino Cordova<\/strong>, poi affossata su ordine della stessa massoneria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La stampa locale riferisce: &#8220;Che la Calabria brulicasse di magistrati corrotti lo sapevano ormai anche le pietre. In tutte le procure e nelle Corti d\u2019Appello le sentenze vanno a tanto al chilo: ne succedono davvero di tutti i colori. Pi\u00f9 o meno come le storie che vengono raccontate oggi per disegnare il profilo di Marco Petrini, presidente di sezione della Corte d\u2019Appello di Catanzaro e della commissione provinciale tributaria. Che oggi \u00e8 anche \u201cpentito\u201d, come ci rivelano i sempre pi\u00f9 tragicomici media di regime&#8221;. Aggiungendo che il giudice Marco Petrini (ora sospeso dal servizio)\u00a0ha rinunciato a presentare ricorso e ha iniziato a parlare con la Procura di Salerno, competente sui magistrati del distretto di Catanzaro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre, la Gazzetta del Sud, nell&#8217;articolo dal titolo: &#8220;<strong><em>Il giudice Petrini, la loggia coperta e i processi aggiustati a Catanzaro: parla il gran maestro del Goi<\/em><\/strong>&#8220;, d\u00e0 notizia che la\u00a0loggia \u201ccoperta\u201d, composta da pi\u00f9 persone. impegnate in ruoli professionali diversi, avrebbe operato lungo l\u2019asse Catanzaro, Cosenza e Castrovillari, tutelando precisi interessi e condizionando gli esiti di procedimenti giudiziari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I verbali degli interrogatori resi dal Petrini tra il 25 e il 29 febbraio scorso sono stati secretati e l&#8217;ex Presidente di Corte d&#8217;Appello, attualmente sospeso dal C.S.M., \u00e8 stato sentito alla presenza dei suoi legali. Ma nulla \u00e8 trapelato su dove si riuniva la &#8220;misteriosa&#8221; loggia &#8211; che tanto segreta non deve essere in quanto il Petrini ne parlava con disinvoltura al telefono, chi la guidi e quanti siano i suoi adepti, tra cui figurano &#8220;insospettabili&#8221; magistrati e politici. &#8220;E, ancora, chi ha cooptato Petrini? Domande per il momento senza risposta. Si tratta, ovviamente, prosegue l&#8217;articolista, di una struttura massonica o meglio di una \u201ccamera di compensazione\u201d, estranea alle maggiori Obbedienze italiane che per legge, dopo lo scandalo della P2, non possono annoverare al loro interno iscritti \u201criservati\u201d. Ma, sul punto, Arcangelo Badolati, afferma di aver intervistato Stefano Bisi, il gran maestro del Grande Oriente d\u2019Italia (Goi), &#8220;la numericamente pi\u00f9 ampia organizzazione massonica del nostro Paese. C\u2019\u00e8, infatti, l\u2019esigenza di capire di pi\u00f9 sui meccanismi interni al mondo esoterico anche perch\u00e9 dell\u2019esistenza di una sedicente loggia coperta attiva nel capoluogo di regione si parla gi\u00e0 dai lontani anni 90&#8221; (inchiesta Cordova).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<strong>Non conosco il giudice Petrini e non \u00e8 iscritto al Goi\u00bb afferma Bisi. \u00abNon so di cosa parli. <\/strong>Ha rilasciato dichiarazioni ai magistrati inquirenti. Dichiarazioni delle quali non so nulla di preciso\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ma c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 che esistano logge coperte?<\/strong> \u00abNon esistono logge coperte, n\u00e9 fratelli \u201criservati\u201d nel Goi gi\u00e0 dalla gran maestranza di Armando Corona risalente al 1982, dopo lo scandalo della P2\u00bb. Le logge segrete, tuttavia, evocano antichi fantasmi&#8230; \u00abDopo lo scioglimento della Propaganda due tutto quello che avviene nel Grande Oriente d\u2019Italia \u00e8 alla luce del sole. Noi non abbiamo nulla da nascondere. <strong>Licio Gelli<\/strong> venne espulso e mai pi\u00f9 riammesso\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dunque, nella pi\u00f9 importante organizzazione massonica italiana non esistono pi\u00f9 \u201cfratelli\u201d che sono solo \u201call\u2019orecchio del Gran maestro\u201d ?<\/strong> \u00abAssolutamente no! Non esistono logge coperte, n\u00e9 nomi riservati\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00c8 del Goi, invece, l\u2019avvocato Giancarlo Pittelli, arrestato dalla DDA di Catanzaro<\/strong> nell\u2019operazione \u201c<strong>Scott-Rinascita<\/strong>\u201d con l\u2019accusa di concorso esterno in associazione mafiosa per via dei legami mantenuti con il boss Luigi Mancuso di Limbadi. E pure di lui chiediamo a Stefano Bisi. \u00ab\u00c8 sospeso dal Grande Oriente d\u2019Italia\u00bb risponde \u00abin attesa degli sviluppi della vicenda giudiziaria\u00bb. Una sedicente loggia \u201ccoperta\u201d, tuttavia, conclude l&#8217;articolista, esisterebbe per davvero secondo quanto avrebbe riferito Marco Petrini ai magistrati inquirenti. Una \u201cloggia\u201d estranea alle Obbedienze ufficiali e, naturalmente deviata, perch\u00e9 costituita in spregio ai dettami della Legge Anselmi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Che la giustizia nel nostro Paese sia condizionata dalle lobby si sa ma \u00e8 altrettanto pacifico che in Italia \u00e8 financo vietato pensarlo<\/strong>. E, invece, l&#8217;ex giudice Petrini ha ammesso di essersi fatto condizionare, entrando a far parte attiva di una &#8220;loggia coperta&#8221; in compagnia di altri magistrati, professionisti e loschi personaggi, tra cui il noto killer, Andrea Mantella, \u201cazionista\u201d del clan dei piscopisani, fattosi passare per \u201cdepresso\u201d, onde evitare il 41 bis e trovare ospitalit\u00e0 in una clinica privata di Cosenza \u2013 \u201cVilla Verde\u201d \u2013 dove ha continuato ad organizzare i suoi affari criminali e presiedere \u201cbattesimi\u201d di nuovi affiliati alla \u2019ndrangheta. Della medesima struttura coperta ha dato conferma anche Samuele Lovato, affiliato alla cosca Forastefano di Cassano, diventato anch&#8217;egli collaboratore di giustizia insieme al Mantella e all&#8217;ex giudice Petrini. D&#8217;altronde, dell\u2019esistenza di logge coperte capaci di condizionare le attivit\u00e0 giudiziarie, fino alla Corte di Cassazione, ne hanno parlato da oltre 30 anni una miriade di collaboratori di giustizia. I primi furono Giacomo Ubaldo Lauro e Filippo Barreca, il notaio <strong>Pietro Marrapodi<\/strong>, &#8220;suicidato&#8221; dalla massomafia (<a href=\"http:\/\/www.iacchite.blog\/la-cupola-reggio-cosenza-ecco-come-hanno-ucciso-pietro-marrapodi-il-ricordo-di-boemi\/\">http:\/\/www.iacchite.blog\/la-cupola-reggio-cosenza-ecco-come-hanno-ucciso-pietro-marrapodi-il-ricordo-di-boemi\/<\/a>)\u00a0e\u00a0 l\u2019ex consulente finanziario Cosimo Virgiglio, al servizio delle cosche di Gioia Tauro, le cui\u00a0dichiarazioni sono contenute negli atti della maxinchiesta \u201c<strong>Scott-Rinascita<\/strong>&#8220;, contro i clan egemoni del Vibonese, in cui \u00e8 coinvolto il succitato <strong>Avv. Pittelli, gi\u00e0 affiliato al Grande Oriente d&#8217;Italia.<\/strong>\u00a0A questi si aggiungono Antonio Belnome, ex capolocale di \u2019ndrangheta a Giussano, e Consolato Villani, teste nel processo alla cd. \u201c\u2019ndrangheta stragista\u201d a Reggio Calabria, oltre\u00a0ai pentiti di Gioia Tauro, Antonio Russo e Marcello Fondacaro. Tra le molteplici intercettazioni vi \u00e8 quella di Pantaleone Mancuso, detto \u201cVetrinetta\u201d, di Limbadi che, ignaro d\u2019essere intercettato afferma: \u00abla \u2019ndrangheta non esiste pi\u00f9\u2026 una volta c\u2019era la \u2018ndrangheta! La \u2019ndrangheta fa parte della massoneria!\u00bb. In un&#8217;altra intercettazione\u00a0 con il boss Giuseppe Pelle di San Luca, un \u201ccompare\u201d di Bianco si lamenta del fatto che altri \u2018ndranghetisti forti d\u2019un legame massonico deviato si \u00ab<strong><em>siedono sempre con i giudici<\/em><\/strong>\u00bb traendone benefici processuali. Esiste davvero questo \u201csistema\u201d oscuro capace d\u2019influenzare i fatti giudiziari? Noi pensiamo proprio di si, da sud a nord del Bel Paese. <strong>E, voi? Scriveteci!<\/strong><\/p>\n<p>http:\/\/www.progettoalternativo.com\/2020\/03\/la-massoneria-e-unassociazione-unita-da.html<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Leggi anche:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2020\/01\/15\/ndrangheta-legami-con-il-boss-grande-aracri-arrestati-medico-e-il-presidente-di-una-banca-indagato-adamo-per-traffico-di-influenze\/5671621\/\">\u2018Ndrangheta, \u2018legami con boss Grande Aracri\u2019: arrestati medico e il presidente di una banca. Indagato Adamo per traffico di influenze<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ultimissime notizie <\/strong>(22 aprile 2020 &#8211;\u00a0ADN Kronos)<\/p>\n<h1 class=\"entry-title\" style=\"text-align: justify;\">Salerno, massomafia. Via libera al giudizio immediato per il giudice Marco Petrini<\/h1>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Gip di Salerno Giovanna Pacifico, accogliendo la richiesta della procura, ha dato il via libera al giudizio immediato nei confronti di Marco Petrini, ex giudice della Corte d\u2019Appello di Catanzaro, accusato di corruzione nell\u2019ambito dell\u2019inchiesta \u201cGenesi\u201d su un presunto giro di corruzione e favori in cambio di sentenze aggiustate e provvedimenti \u201cpilotati\u201d. La notizia \u00e8 riportata dall\u2019agenzia Adnkronos. Sul banco degli imputati, anch\u2019essi accusati di corruzione e di aver contattato l\u2019ex giudice per ottenere favori \u201cgiudiziari\u201d in cambio di denaro o altro genere di regali, ci saranno anche l\u2019avvocato Francesco Saraco, il medico in pensione Mario Santoro, l\u2019ex consigliere regionale Giuseppe Tursi Prato, Vincenzo Arcuri e Luigi Falzetta. Petrini, che si trova ai domiciliari in una localit\u00e0 tenuta segreta, dopo l\u2019arresto avvenuto il 15 gennaio scorso avrebbe deciso di collaborare coi pm, raccontando fatti e misfatti del circuito corruttivo ora svelato dai magistrati. A collaborare con gli inquirenti sarebbero anche Santoro e Saraco. La prima udienza del processo \u00e8 prevista per il prossimo 9 giugno.<\/p>\n<h2><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Il giudice Petrini torna in carcere per la seconda volta.<\/strong><\/span><\/h2>\n<p><strong>(ANSA) &#8211; CATANZARO, 29 aprile 2020<\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8220;Inquinamento delle prove&#8221;,\u00a0 magistrato di Catanzaro Petrini arrestato. Perquisita la casa della moglie\u00a0indagata per intralcio alla giustizia in concorso con persone allo stato ignote.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ex presidente della seconda sezione della Corte di assise di Appello di Catanzaro, Marco Petrini, \u00e8 stato riarrestato stamani per ordine della DDA di Salerno. Il provvedimento restrittivo \u00e8 stato eseguito dalla Guardia di finanza. Il togato, sospeso dal servizio, \u00e8 stato trasferito in carcere. Nei mesi scorsi Petrini, indagato per corruzione in atti giudiziari perch\u00e9 ripreso mentre intascava somme di denaro, aveva offerto collaborazione ai magistrati inquirenti campani, ammettendo le proprie responsabilit\u00e0 e indicando una serie di altri episodi corruttivi. Petrini avrebbe pure fatto riferimento alla presunta esistenza di strutture di potere &#8220;coperte&#8221; capaci di interferire occultamente sulle questioni giudiziarie. La nuova accusa contestata \u00e8 inquinamento delle prove in concorso ex artt. 110 e 377 c.p. con persone allo stato ignote.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In precedenza, il giudice, a seguito della sua collaborazione, aveva ottenuto i domiciliari, mentre i\u00a0suoi legali avevano chiesto un&#8217;ulteriore attenuazione della misura cautelare con l&#8217;obbligo di dimora. Inoltre la Guardia di finanza di Crotone, questa mattina, ha effettuato una perquisizione a Lamezia Terme, in casa della moglie del Petrini, Stefania Gambardella, cancelliere tuttora in servizio presso la Corte d\u2019Appello di Catanzaro, alla quale \u00e8 stato notificato l\u2019avviso di garanzia. Al centro delle accuse per la moglie di Petrini sono finite alcune telefonate nelle quali Gambardella, secondo i magistrati inquirenti e i finanzieri, a partire dal 22 febbraio scorso e in concorso con ignoti, avrebbe indotto l\u2019ex giudice a \u201crendere dichiarazioni mendaci, usando espressioni intimidatorie, in almeno tre interrogatori\u201d. Una vicenda\u00a0 alquanto ingarbugliata, secondo cui il Petrini, autoaccusandosi di corruzione in atti giudiziari e,\u00a0 a sua volta accusando terze persone, avrebbe dichiarato di aver ricevuto dall\u2019avvocato di un ex politico crotonese, per due volte e in due circostanze diverse, due biglietti per assistere a partite di calcio di serie A, in cambio di un provvedimento da aggiustare. Il Petrini stesso raccont\u00f2 ai finanzieri di aver aggiustato in effetti il provvedimento senza coinvolgere gli altri due membri del collegio. Le indagini della Guardia di Finanza trovarono riscontri nel corso di una perquisizione a casa dell\u2019ex giudice, dove i finanzieri trovarono la dichiarazione di cessione dei biglietti nominativi a firma dell\u2019ex politico crotonese con allegato la carta di identit\u00e0 di Petrini. Sennonch\u00e9, continuando a verificare il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Crotone ha da ultimo scoperto che le dichiarazioni del Petrini in merito all\u2019aggiustamento del provvedimento, sarebbero risultate mendaci. Infatti, secondo le risultanze dei finanzieri, il Petrini quel collegio non lo aveva mai composto e il giudizio della Corte d\u2019Appello non fu di accoglimento, ma di non luogo a provvedere poich\u00e9 c\u2019era stata gi\u00e0 un precedente pronunciamento di un altro organo di giustizia. Quindi i finanzieri riscontrano la cessione dei biglietti dei quali aveva parlato Petrini, ma non la parte in cui dichiarava di aver adottato una ordinanza di accoglimento per l\u2019istanza presentata dal legale dell\u2019ex politico crotonese. In un altro episodio Petrini si accusa e accusa un altro magistrato per aver fatto parte di un collegio che avrebbe aggiustato una vicenda economica per degli imprenditori di Crotone. La vicenda, per\u00f2, secondo i finanzieri, \u00e8 quanto mai controversa. Primo perch\u00e9 il magistrato accusato da Petrini, dalle risultanze delle indagini, alle Fiamme Gialle non risulta aver mai fatto parte di quel collegio giudicante, e poi \u00e8 lo stesso Petrini che venti giorni dopo ritratta tutto quello che aveva dichiarato nel precedente interrogatorio compreso il coinvolgimento, su episodi diversi, di altri tre magistrati del distretto di Catanzaro. Episodi che sono alla base della richiesta del Gip Giovanna Pacifico, e accolta dai pm Masini e Senatore, della sostituzione della misura cautelare degli arresti domiciliari con la detenzione in carcere. Per Petrini, inoltre, come si ricorder\u00e0, e per gli altri cinque imputati dell\u2019operazione \u201cGenesi\u201d (Emilio Santoro, Luigi Falzetta, Giuseppe Tursi Prato, Francesco Saraco e Vincenzo Arcuri) \u00e8 stato disposto il giudizio con rito immediato la cui prima udienza \u00e8 fissata per le ore 9:00 del prossimo 9 giungo dinanzi al collegio giudicante del Tribunale di Salerno. Vediamo come andr\u00e0 a finire e di cosa saranno capaci inventarsi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sull&#8217;assassinio del notaio Marrapodi<\/strong>:<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.iacchite.blog\/la-cupola-reggio-cosenza-ecco-come-hanno-ucciso-pietro-marrapodi-il-ricordo-di-boemi\/\">http:\/\/www.iacchite.blog\/la-cupola-reggio-cosenza-ecco-come-hanno-ucciso-pietro-marrapodi-il-ricordo-di-boemi\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Articolo aggiornato al 29 aprile 2020 &#8211; A cura della Redazione). E&#8217; lo stesso Gran Maestro del G.O.I. Bisi Stefano&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":871,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-816","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-mafiocrazia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/816","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=816"}],"version-history":[{"count":29,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/816\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":887,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/816\/revisions\/887"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/871"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=816"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=816"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=816"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}