{"id":8,"date":"2007-05-18T10:44:53","date_gmt":"2007-05-18T10:44:53","guid":{"rendered":"http:\/\/lambertob.koding.io\/wordpress\/?p=8"},"modified":"2007-05-18T10:44:53","modified_gmt":"2007-05-18T10:44:53","slug":"un-appello-di-gino-strada","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/2007\/05\/18\/un-appello-di-gino-strada\/","title":{"rendered":"UN APPELLO DI GINO STRADA"},"content":{"rendered":"<p>A cura di Beppe Grillo.<\/p>\n<p>In Italia anche le storie a lieto fine finiscono male. E\u2019 solo questione di esperienza politica. Quella della trasparenza e dei servizi a cui si ispirano da sempre Cossiga e D\u2019Alema. Il Governo chiede a <strong>Gino Strada<\/strong> di salvare Mastrogiacomo. Strada accetta, vola a Kabul dal Sudan, \u00e8 stimato dalla popolazione afghana, restituisce il giornalista alla famiglia. Senza il suo intervento avremmo un decapitato in pi\u00f9 a cui dedicare una piazza. E ora? Il manager dell\u2019ospedale di Lashkargah, Rahmatullah Hanefi, che ha trattato con i rapitori \u00e8 stato incarcerato dal governo afghano. L\u2019interprete <strong>Ajmal<\/strong> \u00e8 in mano a un gruppo di talebani. Di queste due persone sembra non interessare nulla a nessuno. Liberato il Mastrogiacomo, gabbato lo Strada.<br \/>Il Governo ha adesso altre priorit\u00e0 e tratta Gino Strada come una donna di facili costumi. A cui si pu\u00f2 chiedere tutto, ma lontano da sguardi indiscreti. Cossiga ha detto che Emergency \u00e8 vicina a <strong>Al Qaeda<\/strong>. Un po\u2019 come dire che la Democrazia Cristiana di Andreotti, Piccoli e Zaccagnini era contigua <strong>alle Brigate Rosse<\/strong> durante il sequestro <strong>Moro<\/strong>. Che per\u00f2 non \u00e8 tornato. Allora c\u2019era il partito della fermezza, oggi quello del riscatto con destrezza.<br \/>Nessuno vuole trattare con i talebani, o comunque li si voglia definire, alla luce del sole. Ma la pace si pu\u00f2 negoziare solo con i nemici. O forse si spera di sterminarli prima delle trattative? &#8230;<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p>Ecco la lettera di Gino Strada al grande Beppe, al quale va ascritto il merito di interpretrare il comune sdegno nei confronti della politica e di sapere usare con tagliente sagacia l&#8217;ironia per mettere a nudo il potere, smascherandone con la satira il suo vero volto.<\/p>\n<p>&#8220;Caro Beppe,<br \/>siamo angosciati per la sorte di Rahmatullah Hanefi, responsabile afghano dell&#8217;ospedale di Emergency a Lashkargah.<br \/>All&#8217;alba di marted\u00ec 20 \u00e8 stato prelevato dai servizi di sicurezza afghani. Da allora nessuno di noi ha potuto vederlo n\u00e9 parlargli, nemmeno i suoi familiari. Non \u00e8 stata formulata nessuna accusa contro di lui e non esiste alcun documento che ufficializzi la sua detenzione. Per ora: perch\u00e9 chi lo detiene ci ha fatto capire che le accuse, e le prove, si possono inventare.<br \/>Alcuni afghani, che lavorano nel luogo in cui <strong>Rahmatullah Hanefi<\/strong> si trova rinchiuso, ci hanno detto che si trova nella stanza degli interrogatori, dove lo stanno <strong>torturando con i cavi elettrici<\/strong>. Rahmatullah Hanefi \u00e8 stato determinante nella liberazione di Daniele Mastrogiacomo, facendo tutto e solo ci\u00f2 che il governo italiano, attraverso Emergency, gli chiedeva di fare. Per questo Prodi mi ha pi\u00f9 volte promesso di fare tutto il possibile per farlo tornare con noi. E invece sembra che tutto il possibile non sia stato fatto. Forse nemmeno una parte.<br \/><strong>Chiediamo con forza l\u2019intervento del Governo italiano<\/strong>, perch\u00e9 chieda ad alta voce la immediata liberazione di Rahmatullah Hanefi. Un amico, un prezioso collaboratore, che ora si trova in pericolo.&#8221; Gino Strada<\/p>\n<p>Ps: troverete tutti gli aggiornamenti su <a href=\"http:\/\/www.peacereporter.net\/\">PeaceReporter\u00a0<\/a>, le schede di Rahmatullah e Adjmal, le foto, e le ultime notizie sulla vicenda .<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura di Beppe Grillo. In Italia anche le storie a lieto fine finiscono male. 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