{"id":76,"date":"2008-05-02T17:48:22","date_gmt":"2008-05-02T17:48:22","guid":{"rendered":"http:\/\/lambertob.koding.io\/wordpress\/?p=76"},"modified":"2008-05-02T17:48:22","modified_gmt":"2008-05-02T17:48:22","slug":"i-veli-sui-concorsi-truccati-dei-magistrati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/2008\/05\/02\/i-veli-sui-concorsi-truccati-dei-magistrati\/","title":{"rendered":"I VELI SUI CONCORSI TRUCCATI DEI MAGISTRATI"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">&#8220;<em><strong><span style=\"font-size: xx-small;\">Il modello di magistrato al quale mi sono ispirato \u00e8 quello rappresentato da mio nonno magistrato (che ha subito anche due attentati durante l&#8217;espletamento delle funzioni), da mio padre magistrato (che ha condotto prestrema importanza in materia di terrorismo, criminalit\u00e0 organizzata e corruzione)&#8221;<\/span><\/strong><\/em>.<strong> Luigi De Magistris.<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Con questo coraggioso spunto riprendiamo dietro richiesta dei tanti lettori che cihanno scritto, la denuncia sui <strong>veli<\/strong> che avvolgono i concorsi per l&#8217;ingresso in magistratura,\u00a0gi\u00e0 pubblicata sul n. 2\/07: &#8220;<em><strong>Concorsi truccati e credibilit\u00e0 della magistratura<\/strong><\/em>&#8220;, a cura dell&#8217;avv. Fulvio Castrusini. Sul caso segnalato, tuttora insabbiato dalla massoneria giudiziaria, che risale al 1992, pubblichiamo l&#8217;intervista all&#8217;ex Procuratore Generale di Torino Silvio Pieri, il quale ebbe modo di studiare gli atti, denunciandone la gravit\u00e0, prevedendo al contempo che le molteplici interrogazioni parlamentari sulle irregolarit\u00e0 segnalate dall&#8217;<strong>avv. Berardi<\/strong> di Asti, recentemente contattato dalla nostra redazione, sarebbero finite nel<strong> porto delle nebbie<\/strong>. Di seguito pubblichiamo poi altri emblematici casi sui quali continua ad ergersi lo spesso silenzio dei palazzi del potere, tra cui un articolo di Gian Antonio Stella.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><em>&#8220;<strong>La vicenda dei compiti non corretti nel concorso del 1992<\/strong>. \u00ab<strong>NON INSABBIATE LO SCANDALO DEL CONCORSO<\/strong>\u00bb. L&#8217;ex pg del Piemonte: colpiti anche i magistrati onesti. <\/em>TORINO. Cos\u00ec, il giorno dopo le rivelazioni de \u00abLa Stampa\u00bb sul concorso per uditori giudiziari, parla l&#8217;ex procuratore generale del Piemonte, Silvio Pieri. L&#8217;alto magistrato non usa mezzi termini: \u00abQuanto \u00e8 accaduto \u00e8 gravissimo. Ho avuto modo di verificare l&#8217;intera documentazione raccolta dall&#8217;avvocato Berardi. Ho fotocopiato tutti gli atti, uno per uno. Credo che, a un certo punto, questa situazione si potesse risolvere subito, con decisione, con la necessaria trasparenza. Ma il ministero ha pervicacemente rifiutato, sino all&#8217;ultimo istante, di affrontare in modo\u00a0 diretto quanto era accaduto, quanto era sotto gli occhi di tutti. Con il risultato di mettere a pregiudizio le posizioni anche di quei magistrati che svolsero, in allora, i temi in modo corretto. Ma non credo assolutamente che si possano ulteriormente ignorare i verbali sottoscritti da gente che non c&#8217;era, la storia dei fascicoli spariti, degli elaborati giudicati &#8220;idonei&#8221; quando non lo erano affatto\u00bb. Non solo. Contro il muro\u00a0di gomma opposto dal ministero di Grazia e Giustizia (a proposito del concorso per uditori giudiziari del 20, 21, 22 maggio 1992, ora sotto accusa per aver trasformato in \u00abidonei\u00bb decine di candidati autori di prove molto discutibili) erano gi\u00e0 rimbalzate, nel corso degli anni, ben 13 interpellanze parlamentari, firmate quasi tutte da Nicky Vendola di Rifondazione Comunista, ma anche da esponenti di An e di altri partiti. <strong>Morale<\/strong>: <strong>nessun risultato<\/strong>. Acqua fresca. I vari governi \u00abprendevano atto\u00bb, e tutto ricadeva nel silenzio. Adesso, in attesa dei risultato del ricorso presto in discussione al Consiglio di Stato per ottenerne l&#8217;annullamento, emergono nuovi e sconcertanti aspetti di quelle prove d&#8217;esame, che hanno poi regolarmente trasformato in magistrati 275 candidati su 2244. I \u00abpromossi\u00bb di allora rischiano il posto, anche se le sentenze e le decisioni emesse in questi anni non perderanno la loro validit\u00e0. L&#8217;avvocato penalista Pierpaolo Berardi \u00e8 riuscito &#8211; dopo un&#8217;estenuante ed epica battaglia con il ministero &#8211; ad avere visione dei temi giudicati \u00abidonei\u00bb. \u00abUno choc -racconta ora, nel suo studio, nel centro di Asti &#8211; perch\u00e8 le irregolarit\u00e0 erano cos\u00ec palesi da rasentare il ridicolo\u00bb. I temi sono contrassegnati da numeri, in modo da non rivelare l&#8217;identit\u00e0 del candidato alla commissione. Dunque, tra i promossi, il 624 non conclude il tema; il 1050 utilizza solo settori del protocollo, lasciandone una parte in bianco, cos\u00ec come il 525 e l&#8217;848, che usa una facciata s\u00ec e una no; il 1053 fa di pi\u00f9: cambia pi\u00f9 volte la calligrafia; il 791 \u00e8 un tipo strano. Un tema lo scrive tutto in stampatello, il secondo e il terzo in corsivo; il 210 ha un singolare rapporto con le C. In alcune compare un vezzoso, insistito, ben sottolineato, \u00abricciolino\u00bb. In molte altre C, per\u00f2, niente. Ancora: il 1440 \u00abcopia interi brani, e i temi sembrano, anzi sono, l&#8217;esatta fotocopia di testi giuridici\u00bb; il 2006 cambia la grafia, come se un vento tempestoso soffiasse sulle linee verticali delle T, delle P, delle Q. Ogni tanto piegano a destra, ogni tanto a sinistra, ogni tanto ritornano al centro. Abbastanza da far impazzire un grafologo. \u00ab&#8230;Sistemi, anche rozzi, solo per farsi &#8220;riconoscere&#8221;. Ma sono solo un esempio. C&#8217;\u00e8 anche il 1457, che scrive in un modo assolutamente illeggibile. Come hanno fatto altri\u00bb, spiega l&#8217;avvocato, che spera \u00abdi avere, prima o poi, giustizia\u00bb, non solo dal Consiglio di Stato, ma anche dal gip di Perugia, che dovr\u00e0 decidere proprio in questi giorni sulla sparizione dall&#8217;archivio del ministero dei tre temi del candidato, attuale magistrato, Francesco Filocamo, e sui misteriosi verbali di quella commissione, le cui firme conclusive, all&#8217;altezza dello spazio riservato al segretario, portano talvolta questa curiosa dizione: \u00abApposta per errore\u00bb. Appunto, errori su errori. \u00abHo avuto molte prove di solidariet\u00e0, in queste ore. Decine di telefonate. Professori universitari, avvocati da tutta Italia. E soprattutto numerosi magistrati. Mi hanno detto di continuare questa battaglia, di non farmi intimidire da nessuno, che \u00e8 giusta, che difende la professionalit\u00e0 e l&#8217;integrit\u00e0 morale dei magistrati, la maggioranza, che il concorso lo hanno vinto con onest\u00e0, dopo anni di studi e sacrifici. No, non me lo aspettavo\u00bb, dice l&#8217;avvocato. Nel corso dell&#8217;interminabile iter, il Tar impose tra l&#8217;altro che le prove di Berardi fossero riesaminate. \u00abMa i miei temi finirono sotto gli occhi della stessa commissione che mi aveva gi\u00e0 dichiarato inidoneo. Il buon senso avrebbe voluto che fossero nominati altri, nuovi, esaminatori. Come avrebbero potuto, i primi, sconfessare il loro primo giudizio? Lo confermarono. E stop. Solo un magistrato, Giovanni Bellagamba, si dimise con una lettera. Spiegando che quella procedura non era corretta nei miei confronti\u00bb. Il dossier raccolto dall&#8217;avvocato di Asti sar\u00e0 oggetto di nuove interpellanze parlamentari. Con la speranza che non vadano a morire, come le altre, perdute nel porto delle nebbie.<br \/>\nTratto da &#8220;La Stampa&#8221;, 10 settembre 2004<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><strong>&#8220;<em>Ondata di ricorsi dopo il \u00abtrionfo\u00bb. Un giudice: annullare tutto. Concorsi per giudici, Napoli capitale dei promossi\u00a0. L&#8217;area coperta dalla Corte d&#8217;appello ha \u00abprodotto\u00bb un terzo degli <\/em><\/strong><strong><em>aspiranti magistrati. E un terzo degli esaminatori&#8221;. di Gian Antonio Stella<\/em>.<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">O la statistica \u00e8 birichina assai o c&#8217;\u00e8 qualcosa che non quadra nell&#8217;attuale concorso di accesso alla magistratura. Quasi un terzo degli aspiranti giudici ammessi agli orali, che cominceranno fra un mese, vengono infatti dall&#8217;area della Corte d&#8217;Appello di Napoli, che rappresenta solo un trentacinquesimo del territorio e un dodicesimo della popolazione italiana. Un trionfo. Accompagnato per\u00f2 da una curiosa coincidenza: erano della stessa area, pi\u00f9 Salerno, 7 su 24 dei membri togati della commissione e 5 su 8 dei docenti universitari. Cio\u00e8 oltre<br \/>\nun terzo degli esaminatori. Il che sta scatenando una serie di ricorsi che, insieme con l&#8217;inchiesta penale aperta dopo la scoperta dello scandalo della fotocopiatrice di cui il Corriere ha gi\u00e0 scritto e con la denuncia di un giudice indignato che ha chiesto a Ciampi l&#8217;annullamento della prova, rischiano di far saltare tutto. Sia chiaro: alla larga da ogni tentazione anti-meridionalista. Moltissime delle vittime di questa \u00abanomalia\u00bb, come provano le email furibonde inviate ai siti Internet specializzati quali\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.sarannomagistrati.it\/\">http:\/\/www.sarannomagistrati.it<\/a>, sono giovani laureati meridionali certi d&#8217;avere subito un sopruso. Meridionali (e napoletani \u00absfortunati\u00bb) sono molti dei firmatari degli esposti al Tar. E ancora meridionale \u00e8 l&#8217;avvocato Giovanni Pellegrino, gi\u00e0 senatore della sinistra, al quale sono state affidate una cinquantina di denunce. Un esempio solo: in tutta la Sardegna coloro che hanno superato sia la \u00abpreselezione informatica\u00bb sia gli scritti, sono stati 6. Uno ogni 266 mila abitanti dell&#8217;isola. Contro una media nazionale (alzata dall&#8217;impennata partenopea: uno ogni 43 mila) di un promosso ogni 137 mila che senza la Campania sale a uno ogni 187 mila. Tutti tonti, i bocciati?<\/p>\n<p align=\"justify\">Mah&#8230;<\/p>\n<p align=\"justify\">Forse vale la pena di ripartire dall&#8217;inizio. E cio\u00e8 dalla mattina del 24 settembre 2002 in cui i laureati in giurisprudenza che sognano di entrare in magistratura partendo dal ruolo di uditore giudiziario vengono convocati alla selezione preliminare, un test su una scelta di alcune decine di quiz presi dai 15.743 pubblicati dalla Gazzetta Ufficiale. Le sedi d&#8217;esame sono quattro: Torino (tutti i candidati del Nord, tranne l&#8217;Emilia), Roma (tutti quelli del Centro, pi\u00f9 l&#8217;Emilia-Romagna, la Campania e Reggio Calabria), Bari (tutti quelli della Puglia, della Basilicata e di Catanzaro) e Palermo (tutti i siciliani). I convocati sono 25.204, dei quali 1.236 di Roma e del Lazio, 1.008 del\u00a0 distretto di Corte d&#8217;Appello di Napoli (tutta la Campania, meno Salerno), 414 di quello di Milano e della Lombardia occidentale (Bergamo, Mantova e Cremona stanno con Brescia). Alla preselezione, in realt\u00e0, si presentano in 10.153. Dei quali circa un quinto (1.952, pi\u00f9 gli emiliani dirottati alla sede d&#8217;esame di Roma) delle regioni settentrionali. Una quota molto bassa, rispetto alla popolazione che, Emilia-Romagna compresa, rappresenta il 44% della popolazione italiana. Prova provata che la toga non gode, al Nord, del fascino che esercita sui giovani del centro ma soprattutto del\u00a0Sud della penisola. Una disaffezione grave. Accentuata, diciamo cos\u00ec, tra i membri della commissione esaminatrice, presieduta da Michele Cantillo, a lungo presidente della commissione tributaria di Salerno e poi di una sezione della Cassazione. Commissione che vedeva la presenza di 11 giudici (6 delle regioni settentrionali tra i quali Francesco Saverio Borrelli) del Centro-Nord, in rappresentanza del 66% per cento della popolazione italiana, e 13 del Sud, dei quali 7 di Napoli o Salerno, in rappresentanza del restante 34%. Ma ancora pi\u00f9 anomala era la composizione della fetta accademica della commissione: su 8 professori, infatti, uno veniva da Teramo e tutti gli altri dagli atenei del defunto Regno delle Due Sicilie, con una preponderanza straripante di docenti napoletani: cinque su otto. Tutto regolare, per carit\u00e0. Tutto regolare. Ma non \u00e8 questo un metodo geniale per portar acqua al mulino di quei razzisti nostrani che ragliano di una \u00abgiustizia terrona\u00bb? Non sarebbe stata pi\u00f9 saggia, moralmente e politicamente, una scelta meno squilibrata? Certo \u00e8 che il cammino del concorso \u00e8 stato fin dall&#8217;inizio accidentato. In plateale contrasto con le regole pi\u00f9 ovvie previste per un concorso che doveva assumere 350 persone nel ruolo e nel settore pi\u00f9 delicati della pubblica amministrazione, per esempio, i fogli consegnati per la prova scritta agli esaminandi non erano firmati dal presidente o da un suo incaricato ma solo timbrati. E furono distribuiti cos\u00ec disordinatamente che moltissimi sono stati portati a casa dai candidati (e se fu possibile portarli fuori \u00e8 ipotizzabile che qualcuno avesse potuto anche portarli dentro, magari gi\u00e0 compilati) per finire come prova delle irregolarit\u00e0 nei fascicoli delle denunce alla magistratura. Alla diffidenza seminata tra i giovani con questo andazzo un po&#8217; arruffone per una prova cos\u00ec delicata, fu aggiunta una scheda elettronica con i quiz, tipo la nuova patente di guida, non sorteggiata ma nominale: a Mario Rossi i quiz destinati a Mario Rossi, a Luigi Bianchi i quiz destinati a Luigi Bianchi, con tanto di fototessera dell&#8217;aspirante uditore. Viva la fiducia, ma non sarebbe stato meglio evitare anche il sospetto che il raccomandato Tizio Caio avesse avuto i suoi 90 quiz accuratamente scelti tra i pi\u00f9 facili? Non bastassero le polemiche, ecco arrivare infine lo scandalo fatto esplodere dalla \u00abfotocopiatrice legalitaria e giustizialista\u00bb.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ricordate? Una delle toghe della commissione, la napoletana Clotilde Renna, chiese ai colleghi come fosse andata una sua protetta. Ricostruzione del giornale onlineDiritto e giustizia edito dalla Giuffr\u00e8: \u00abI colleghi mostrano il risultato: respinta, c&#8217;erano alcune lacune che non consentivano un giudizio favorevole. &#8220;Ma come &#8211; chiede il magistrato-commissario &#8211; \u00e8 una ragazza molto brava&#8221;. &#8220;Sar\u00e0 &#8211; rispondono &#8211; ma la prova non va bene&#8221;. Il giudizio era gi\u00e0 stato verbalizzato, non c&#8217;era pi\u00f9 niente da fare\u00bb. A quel punto la donna, decisa comunque ad averla vinta, si introdusse di notte nella sala dov&#8217;erano custoditi i compiti, apr\u00ec la busta con l&#8217;esercizio della raccomandata, infil\u00f2 un nuovo foglio con alcune correzioni che avrebbero permesso alla sua coccola di fare ricorso al Tar contro la bocciatura. Non contenta, per dimostrare quanto aveva fatto a chi le aveva chiesto un occhio di riguardo per la pulzella, tent\u00f2 di fare una copia del falso. Al che la fotocopiatrice si ribell\u00f2 e, grazie all&#8217;errore d&#8217;impostazione nella programmazione delle copie, cominci\u00f2 a sfornarne per ore e ore, a centinaia e centinaia. Col risultato di smascherare l&#8217;imbroglio e di far scattare la denuncia, l&#8217;inchiesta, la rimozione di Clotilde Renna dalla commissione. \u00abSe irregolarit\u00e0 vi \u00e8 stata, e questo sar\u00e0 oggetto di accertamento\u00bb, avrebbe dichiarato la donna poco prima di essere sospesa, \u00abtengo a precisare che la serenit\u00e0 della commissione non pu\u00f2 essere in alcun modo messa in discussione e cos\u00ec i lavori da essa compiuti\u00bb. Grazie, ex-giudicessa: se ce lo garantisce lei! Macch\u00e9: per niente rassicurati dalla serenit\u00e0 della visitatrice notturna, i giovani laureati non ammessi agli orali hanno preso a tempestare Internet di domande. Come faceva la Renna a chiedere notizie di un nome, qualunque fosse, se i temi devono per legge restare anonimi fino al momento in cui tutti (tutti) sono gi\u00e0 stati corretti? E come potevano i colleghi della commissione risponderle che la sua protetta era stata trombata se anche per loro ogni compito doveva essere anonimo? E chi diede alla magistrata nottambula le chiavi della stanza dove stavano gli scritti? E come fece la falsaria a individuare la busta giusta se questa doveva essere priva di segni di identificazione? Insomma: siamo sicuri che noi cittadini stiamo assumendo come magistrati tutte persone perbene e non anche qualche furbetto che ha mischiato le carte per indossare la toga?<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Il ministero e il Csm hanno niente da dire?<\/strong> Ma non \u00e8 finita. Alla lista dei dubbi, infatti, se n&#8217;\u00e8 aggiunto un ultimo. Messo chiaro e netto in questi giorni in un esposto a Carlo Azeglio Ciampi, Roberto Castelli e Virginio Rognoni dal giudice onorario Carlo Michele Mancuso. Il qu<br \/>\nale, forte di un cognome siciliano che da solo spazza via ogni ipotesi di polemica anti-meridionalista o bossiana, non solo si richiama a tutte le perplessit\u00e0 gi\u00e0 riassunte (\u00abpare certo che la correzione degli scritti non \u00e8 avvenuta in modo collegiale\u00bb e senza \u00abalcuna garanzia di eguaglianza, imparzialit\u00e0 e legalit\u00e0 nei confronti di tutti\u00bb) ma chiede di annullare il concorso anche per lo strabiliante trionfo dei candidati campani: \u00abE&#8217; difficile pensare a una percentuale cos\u00ec alta di candidati appartenenti a un solo distretto giudiziario\u00bb.<\/p>\n<p align=\"justify\">Mancuso parla espressamente di \u00abprovato favoritismo\u00bb. Altri, pi\u00f9 benevoli, citano la mitica tradizione giudirica napoletana. Oppure la preparazione fornita dalle grandi scuole partenopee quali quella di Rocco Galli, cos\u00ec famosa e cos\u00ec frequentata che i corsi ormai si tengono solo a Roma in ampie sale da centinaia di posti quali il cinema \u00abNazionale\u00bb o il teatro \u00abSistina\u00bb. O ancora la preponderanza tra gli aspiranti giudici di giovani meridionali, preponderanza che fatalmente porterebbe ai risultati di oggi.<\/p>\n<p align=\"justify\">Tutto vero. I numeri, per\u00f2, danno da pensare: \u00e8 mai possibile che gli ammessi agli orali dei distretti di Napoli e Salerno (un 25\u00b0 dei candidati, inizialmente) siano 132 e cio\u00e8 il doppio di tutte le regioni del Nord che messe insieme (tolta l&#8217;Emilia Romagna) arrivano stentatamente a 74? Possibile che i ragazzi laziali passati ai preliminari e agli scritti siano stati il 3,7% e quelli campani (tolta Salerno) addirittura il 12%?<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Possibile che la Campania<\/strong> abbia poco pi\u00f9 degli abitanti della Sicilia ma il quadruplo (132 contro 36) dei quasi-giudici e tre volte la popolazione della Sardegna ma 22 volte pi\u00f9 geni del diritto? Per non parlare del rapporto con alcune regioni settentrionali come il Veneto e il Friuli, che insieme fanno pi\u00f9 abitanti della Campania ma si ritrovano con una dote di futuri magistrati otto volte pi\u00f9 bassa: 17 contro 132. Tutti mona? Domanda: c&#8217;entra qualcosa, in queste eccentriche coincidenze, un pizzico\u00a0 di campanilismo, familismo, favoritismo? A meno che non sia una domanda impertinente&#8230;<\/p>\n<p align=\"justify\">Gian Antonio Stella (La Stampa 10 09 04 &#8211;\u00a0tratto dal\u00a0Corriere della Sera) <strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><strong>&#8220;<em>Durante la prova scritta una commissaria, magistrato di Cassazione, avrebbe favorito una candidata, correggendo il suo compito\u00a0\u00abIndagate sul concorso truccato dei giudici\u00bb Il Tar chiede al Guardasigilli di far luce su presunte irregolarit\u00e0 degli esami<\/em>&#8220;<em>;\u00a0di Massino Martinelli<\/em> <\/strong>(Da Il Messagero,\u00a07 ottobre 2004).<\/p>\n<p align=\"justify\">ROMA. Il ministero della Giustizia dovr\u00e0 avviare una ispezione sulla regolarit\u00e0 del concorso per magistrato, tuttora in svolgimento. A sollecitare l&#8217;attivit\u00e0 dell&#8217;Ispettorato \u00e8 stato il Tar del Lazio, dopo che alcuni candidati esclusi dalla prova orale avevano avanzato dubbi sulla trasparenza dei criteri per la correzione dei compiti. A provocare la polemica \u00e8 stata la scoperta, lo scorso luglio, del tentativo di una commissaria d&#8217;esame, consigliere di Cassazione, di correggere il compito di una candidata sua amica. Il magistrato \u00e8 stata indagata e sospesa dalle funzioni e dallo stipendio, ma adesso molti dei 25 mila candidati chiedono di ripetere le prove. Il Tribunale amministrativo del Lazio, prima di pronunciarsi sul ricorso di alcuni esclusi, chiede &#8220;accertamenti&#8221; al Guardasigilli \u00abConcorso dei magistrati, il ministro indaghi\u00bb.<\/p>\n<p align=\"justify\">La candidata favorita da una commissaria, interviene il Tar: serve un&#8217;ispezione. Adesso nessuno potr\u00e0 far finta di niente, nei corridoi del ministero della Giustizia. La patata bollente del concorso truccato per entrare in magistratura dovr\u00e0 essere presa in mano, sbucciata e servita ben aperta a chi deve decidere se quei 25mila ragazzi che sognavano la toga dovranno ricominciare tutto daccapo oppure no. Con una decisione che ha pochi precedenti, il Tar del Lazio ha infatti &#8220;invitato&#8221; il ministero della Giustizia ad avviare una ispezione formale sull&#8217;accaduto. E&#8217; come se un controllato chiedesse al controllore di darsi una mossa per scoprire chi, e perch\u00e9, e come, ha commesso una grave irregolarit\u00e0. Eppure, su questa vicenda che vede come protagonista un (ormai ex) alto magistrato di Salerno, il consigliere di Cassazione Clotilde Renna, si sono gi\u00e0 mossi in tanti. La Procura di Roma l&#8217;ha indagata per falso e abuso in atti d&#8217;ufficio; il Csm l&#8217;ha sospesa in via cautelare dalle funzioni e dallo stipendio. Ma il ministero, niente. \u00abEvidentemente, temono che una ispezione formale possa rallentare il concorso, o peggio, bloccarlo &#8211; sussurra un alto funzionario del ministero che chiede l&#8217;anonimato &#8211; E di questi tempi, sarebbe davvero negativo rinunciare ai nuovi magistrati\u00bb. Eppure, il Tar del Lazio, questa ispezione la chiede ufficialmente. Anzi la &#8220;ordina&#8221;, come si legge nell&#8217;ordinanza del 25 settembre scorso. E assegna anche un termine al Capo dell&#8217;Ispettorato: 45 giorni. Al termine dei quali dovr\u00e0 essere depositata una relazione che risponda ad una serie di quesiti indicati nell&#8217;ordinanza.<\/p>\n<p align=\"justify\">La storia \u00e8 nota. Il sostituto procuratore generale di Salerno, Clotilde Renna, da trent&#8217;anni in magistratura, gi\u00e0 componente della commissione d&#8217;esame di quel concorso, \u00e8 accusata di aver sostituito alcune parti di un compito scritto che era gi\u00e0 stato corretto e giudicato insufficiente. L&#8217;aggiunta, che tecnicamente gli inquirenti chiamano &#8220;falso per addizione&#8221; sarebbe servita ad una giovane candidata, per ricorrere contro l&#8217;esclusione. Il pm incaricato degli accertamenti, Pietro Giordano, ha gi\u00e0 convocato l&#8217;alto magistrato per contestargli i reati; e la Renna sarebbe pronta a presentarsi la prossima settimana, assistita dal professor Alfonso Stile. Le indagini della Procura hanno ricostruito tutti i passaggi della vicenda, a cominciare dalla curiosa circostanza che port\u00f2 alla scoperta del fattaccio: la Renna avrebbe fatto alcune fotocopie del compito corretto e la macchina si sarebbe inceppata per esaurimento della carta; la mattina dopo, una volta ricaricata, avrebbe ricominciato a sfornare copie del compito riveduto e corretto, tra lo stupore degli altri commissari d&#8217;esame. E&#8217; stata identificata anche la candidata che avrebbe goduto del falso compito: si tratta di una ragazza che l&#8217;alto magistrato conosce e alla quale \u00e8 legata da un legame affettivo. Questa verifica ha permesso di escludere l&#8217;ipotesi della corruzione: se effettivamente la commissaria si adoper\u00f2 per sostituire il compito della giovane candidata, questo non avvenne dietro pagamento di denaro. Ma il Tar del Lazio, che non ha poteri investigativi ma deve basare le sue decisioni sugli accertamenti svolti da altri, ha deciso di chiedere al Csm il fascicolo sul caso Renna e di mobilitare il ministero per conoscere una serie di circostanze ancora dubbie. Ad esempio: l&#8217;alto magistrato continu\u00f2 a correggere compiti anche dopo l&#8217;episodio della fotocopiatrice? E come faceva a sapere qual&#8217;era il compito della sua protetta se gli elaborati erano contrassegnati solo da un numero e la lista dei candidati con il numero di riferimento doveva essere segreta a tutti? E ancora, come sono state formalizzate le dimissioni della dottoressa Renna dalla commissione d&#8217;esame, visto qualcuno parla di una lettera di dimissioni con la data lasciata in bianco? Insomma, il Tar del Lazio vuole sapere se qualcuno, in seno alla Commissione, abbia cercato di tenere tutto nascosto anche dopo la scoperta del fattaccio. Intanto, i cinquanta candidati che, con l&#8217;assistenza del professor Giovanni Pellegrino, si sono rivolti al Tar, aspettano fiduciosi. Chiedono che i compiti<br \/>\nsiano corretti di nuovo da una commissione aldisopra di ogni sospetto. E sembra che il Tar abbia intenzione di accontentarli.<\/p>\n<p align=\"justify\">Massimo Martinelli<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><strong>ABBIAMO LE ISTITUZIONI E LA CLASSE DIRIGENTE CHE CI MERITIAMO, NOMINATA O ELETTA IN VIRTU&#8217; DI CONCORSI PUBBLICI TRUCCATI, REGOLATI DA NEPOTISMO E CLIENTELISMO. CONCORSI GIUDIZIARI TRUCCATI ?? <\/strong>Da <a href=\"http:\/\/www.controtuttelemafie.it\/\">www.controtuttelemafie.it<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">ROMA &#8211; 6 gennaio 2008 &#8211; Verbi sbagliati, errori di grammatica e di ortografia. Un disastro per gli esaminatori che sono inorriditi di fronte a lacune da scuola dell&#8217;obbligo e incapacit\u00e0 di coniugare i verbi secondo regole elementari, e hanno respinto oltre il 90 per cento dei candidati aspiranti giudici. Al punto che, nonostante il numero da record dei partecipanti al concorso per l&#8217;accesso in magistratura (43mila domande), alla fine sono rimasti scoperti una sessantina dei 380 posti da assegnare.<br \/>\nUna situazione che ha preoccupato la categoria e ha gettato ombre sulla formazione scolastica, universitaria e non solo, visto che la maggior parte dei candidati non era costituita da semplici neo-laureati, ma da avvocati, giudici onorari, funzionari della pubblica amministrazione, titolari di dottorati di ricerca e di specializzazioni giuridiche.<br \/>\nQuesti i drammatici risultati registrati all&#8217;ultimo concorso che si \u00e8 concluso con l&#8217;immissione in servizio di 322 nuove toghe, 58 in meno dei posti da coprire. Un risultato a dir poco inaspettato tenuto conto del vero e proprio boom di domande di partecipazione che c&#8217;era stato, senza precedenti nella storia della magistratura. Dell&#8217;esercito dei 43mila, ne sono stati ammessi alle prove scritte 18mila. Oltre 6mila candidati si sono effettivamente presentati e poco pi\u00f9 di 4mila hanno consegnato tutte e due le prove scritte, il doppio dei precedenti concorsi.<br \/>\nMa nonostante il dato cos\u00ec elevato, gli ammessi agli orali sono stati appena 342, pari all&#8217;8,53%. E una ventina di loro alla fine non \u00e8 riuscita a tagliare il traguardo finale: i vincitori, proclamati dalla Commissione di esami, sono infatti stati 319 e altri 3 &#8211; che pur non avendo riportato alcuna insufficienza, non avevano raggiunto la votazione minima prevista &#8211; sono stati dichiarati tali con un provvedimento del ministro della Giustizia Mastella. Dati preoccupanti che hanno indotto uno dei componenti della commissione d&#8217;esame, il giudice della Corte d&#8217;appello di Palermo Matteo Frasca, a esprimere &#8220;non poche perplessit\u00e0 sul livello medio di preparazione dei partecipanti&#8221;, in un intervento pubblicato sul sito del Movimento per la Giustizia. E le lacune riscontrate non sono solo giuridiche : &#8220;La conoscenza della lingua italiana \u00e8 una pre-condizione per partecipare al concorso, ma alcuni candidati non ce l&#8217;avevano&#8221; racconta il magistrato. &#8220;Ci siamo trovati a fare la disarmante constatazione che in alcune prove c&#8217;erano errori di grammatica e di ortografia, oltre che di forma espositiva, testimonianze evidenti di una mancanza formativa, che non \u00e8 emendabile&#8221;.<br \/>\nDa: <em>la Repubblica 6 gennaio 2008<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Il modello di magistrato al quale mi sono ispirato \u00e8 quello rappresentato da mio nonno magistrato (che ha subito anche&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":391,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[21],"tags":[],"class_list":["post-76","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-responsabilita-dei-magistrati"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=76"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/391"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=76"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=76"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=76"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}