{"id":75,"date":"2008-04-27T18:19:19","date_gmt":"2008-04-27T18:19:19","guid":{"rendered":"http:\/\/lambertob.koding.io\/wordpress\/?p=75"},"modified":"2016-06-25T15:26:11","modified_gmt":"2016-06-25T15:26:11","slug":"ritanil-quando-la-logica-e-la-scienza-perdono-la-strada","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/2008\/04\/27\/ritanil-quando-la-logica-e-la-scienza-perdono-la-strada\/","title":{"rendered":"RITANIL. QUANDO LA LOGICA E LA SCIENZA PERDONO LA STRADA"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>di Elia Roberto Cestari .<\/p>\n<p>(Presidente Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus)<\/p>\n<p>Il saggio \u00e8 pubblicato in calce (1), unitamente alle dichiarazioni di specialisti e politici della Commissione Parlamentare Infanzia (3).<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p>Bimbi: l&#8217;argento vivo diventa &#8220;malattia&#8221;<\/p>\n<p>Poco meno di un anno fa l&#8217;agenzia italiana del farmaco Aifa ha nuovamente immesso, e questa volta in via definitiva, il Ritalin in Italia anticipando di tre settimane la data della delibera annunciata a suo tempo. Questo farmaco, gi\u00e0 tolto dal mercato italiano nel 1989 per i molti, devastanti effetti collaterali, appartiene alla famigerata famiglia delle anfetamine e dovrebbe curare la sindrome da deficit di attenzione, iperattivit\u00e0 ed impulsivit\u00e0 dei bambini. (ADHD). La reintroduzione nel mercato \u00e8 stata autorizzata dal Ministero della Salute sebbene da circa due anni la Food and Drug Administration americana abbia messo in guardia dall&#8217;uso del Ritalin perch\u00e9 pu\u00f2 causare ictus, crisi maniaco-depressive, complicazioni cardiache e morte improvvisa. I criteri diagnostici che portano alla somministrazione del Ritalin si basano essenzialmente sul Diagnostical and statistical manual, 4\u00b0 edizione (Dsm-4a) redatto dall&#8217;Apa (Associazione psichiatri americani) od anche su un altro manuale pressoch\u00e9 identico, pubblicato dall&#8217;Oms (International classification diseases), 10a edizione (Icd-10\u00b0). ADHD significa Attention Deficit Hyperactivity Disorder; in italiano \u00abDisturbo da deficit di attenzione e iperattivit\u00e0 \u00abDDAI\u00bb. Nella nostra cultura tradizionale, di un bambino vivace si diceva: \u00abHa l&#8217;argento vivo addosso\u00bb. E i familiari gioivano: era un sinonimo di salute. Ma oggi alcuni affermano che questi comportamenti sarebbero, di fatto, una specifica malattia o disturbo.<\/p>\n<p>Il dibattito \u00e8 acceso, ormai non solo in ambito scientifico. Ed \u00e8 proprio alla scienza che si dovrebbe fare riferimento, specie a quei principi basilari sanciti e descritti per la prima volta da Galileo secondo i quali &#8220;sono escluse soggettivit\u00e0 e opinioni personali e l&#8217;onere della prova \u00e8 a carico di coloro che pongono un nuovo o differente postulato.&#8221; Oggi, invece, il nuovo postulato \u00e8 : iperattivit\u00e0\/disattenzione = malattia. Voci contrarie e scettiche sostengono che gli strumenti utilizzati per diagnosticare l&#8217;ADHD sono liste di domande, non esami del sangue o altri test biologici che consentono di accertare la presenza o l&#8217;assenza di una malattia mentale. Pi\u00f9 in particolare, \u00e8 necessario che un insieme di sintomi, il cui numero oltretutto varia da manuale a manuale a dimostrazione della soggettivit\u00e0 non scientifica del termine &#8220;spesso&#8221; con il quale sono formulati i quesiti, perduri almeno per sei mesi.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 l&#8217;unico criterio diagnostico per definire l&#8217;ADHD come risulta dalla stessa parola statistical, diffusamente presente in uno dei due manuali. Ci\u00f2 significa che la diagnosi \u00e8 formulata su principi statistici e non su principi obiettivamente scientifici. D&#8217;altra parte la stessa scienza medica riconosce che al momento, con gli strumenti a disposizione, con gli attuali esami medici di laboratorio non \u00e8 in grado di diagnosticare la ADHD.<\/p>\n<p>Pur a fronte di tali criteri diagnostici, se un bambino \u00e8 distratto, se non segue le direttive e si agita, oggi pu\u00f2 essere etichettato in un&#8217;unica categoria patologica, che rappresenta secondo i suoi sostenitori, la causa di tutte le manifestazioni della sua &#8220;devianza comportamentale&#8221;. Il farmaco prescritto per la cura di questa fantomatica &#8220;malattia&#8221; \u00e8 una droga, un&#8217;anfetamina, che gi\u00e0 negli anni &#8217;70 era in voga presso alcune comunit\u00e0 di tossicodipendenti negli Usa, il metilfenidato, che ha gi\u00e0 causato vittime fra i piccoli (http:\/\/www.ritalindeath.com\/ADHD-Drug-Deaths.htm) e anche quando non se ne abusa i suoi effetti collaterali includono cambiamenti di pressione sanguigna, angina, perdita di peso e psicosi tossica e durante la fase di astinenza, il rischio di suicidio.<\/p>\n<p>L&#8217;etichettatura dei bambini avviene tramite programmi di screening e i test di domandine, spesso arrivano nelle scuole o ai genitori, sotto le seguenti diciture: &#8220;studio delle relazioni tra funzioni cognitive&#8221;, &#8220;prevenzione e rilevazione dei disturbi dell&#8217;apprendimento e comportamento&#8221;, &#8220;rilevazione del disagio e malessere psicologico&#8221; e altri simili. Solo in Italia esistono gi\u00e0 82 centri specializzati per somministrare psicofarmaci ai bambini iperattivi sebbene le Autorit\u00e0 di controllo sanitario avessero garantito di istituire un solo Centro di eccellenza per regione in modo da prevenire gli abusi. In seguito, l&#8217;anamnesi del bambino \u00e8 conservata in un registro. L&#8217;impatto di questa procedura in Italia \u00e8 un iperbole ascendente: la somministrazione di questi &#8220;farmaci&#8221; \u00e8 aumentata del 280% negli ultimi 5 anni.<\/p>\n<p>Nessuno nega che vi siano anche bambini che manifestano un&#8217; esasperata iperattivit\u00e0, disattenzione e difficolt\u00e0 di apprendimento. Tuttavia la reductio ad unum di un arcobaleno di comportamenti che rendono unico ogni bambino \u00e8 operazione in s\u00e9 semplicistica che nello spiegare tutto non riesce a spiegare nulla.<\/p>\n<p>Per favorire un&#8217;effettiva conoscenza del modus operandi con cui viene effettuata la diagnosi di ADHD, contrastare la medicalizzazione dei comportamenti, scongiurare operazioni di marketing sulla pelle e sulla psiche dei bambini hanno preso vita in Italia diverse campagne informative.<\/p>\n<p>Il pezzo che segue ne \u00e8 uno dei manifesti programmatici.<\/p>\n<p>Per maggiori informazioni:<\/p>\n<p>http:\/\/www.giulemanidaibambini.org\/;<\/p>\n<p>http:\/\/www.perchenonaccada.org\/<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;1&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p>LA QUESTIONE ADHD: QUANDO LA LOGICA E LA SCIENZA PERDONO LA STRADA (di Elia Roberto Cestari).<\/p>\n<p>Il dibattito intorno al tema ADHD \u00e8 incentrato su tre differenti piani.<\/p>\n<p>Il primo, quello su cui sembra accentrarsi l&#8217;interesse generale, consiste nelle notevoli perplessit\u00e0 relative al trattamento farmacologico ed in particolare agli effetti secondari dei farmaci utilizzati. Contrariamente all&#8217;opinione comune, ritengo tale aspetto, sebbene degno d&#8217;attenzione, del tutto secondario. Le ragioni di questo mio atteggiamento sono semplici. Oltre al metilfenidato (Ritalin), esistono vari altri farmaci che vengono utilizzati (Adderall, Strattera, ecc., ognuno con molti e a volte differenti effetti secondari). La prescrizione di un farmaco avviene solo dopo una diagnosi.<\/p>\n<p>Il medico, in scienza e coscienza, deve essere libero di praticare la medicina. Limiti a questa facolt\u00e0 di scelta possono, a mio parere, esistere, ma dovrebbero essere fondati solo sul principio ippocratico &#8220;primum non nocere&#8221;. Per il resto entreremmo qui in un dibattito ben pi\u00f9 ampio e articolato, che esula dalla questione attuale. Le persone, i pazienti, hanno il diritto assoluto di essere pienamente e completamente informati in razione agli scopi, alle attese e ad ogni possibile effetto secondario delle terapie prescritte. Una volta che venga utilizzato pienamente il consenso informato, il paziente effettua liberamente le proprie scelte. Su questo tema \u00e8 pertanto fondamentale il consenso informato e un&#8217;inequivocabile chiarezza e trasparenza nell&#8217;informazione al cittadino, in merito ad ogni possibile effetto dei farmaci utilizzati. Mi permetto inoltre di aggiungere due riflessioni. La prima \u00e8 relativa all&#8217;et\u00e0 dei piccoli pazienti di cui stiamo parlando. Un adulto od un giovane che assume una sostanza con effetti psichici, \u00e8 in grado di collegare eventuali sensazioni, percezioni, pensieri alterati che sopravvengano, all&#8217;utilizzo della sostanza stessa. Per<br \/>\nun bambino di due o tre o quattro anni di vita, questo \u00e8 impossibile, con tutte le conseguenze che potete immaginare. Infine qui, oltre agli effetti collaterali, entra in gioco anche &#8220;l&#8217;effetto educativo&#8221;: crescere una generazione che si abitua come &#8220;modus operandi&#8221; a dipendere da questa o quella pastiglia. Quest&#8217;ultimo fenomeno \u00e8 ben evidente se si ha occasione di frequentare i teenagers e i giovani americani dell&#8217;ultima generazione.<\/p>\n<p>Il secondo tema \u00e8, a mio avviso, la vera domanda: l&#8217;ADHD esiste? Esiste cio\u00e8 un&#8217;entit\u00e0 patologica specifica che corrisponde alla definizione che ne viene data? In merito a questo secondo tema, l&#8217;opuscolo &#8220;Perch\u00e9 non accada anche in Italia&#8221;, esprime chiaramente le motivazioni dell&#8217;insussistenza della ADHD. I sostenitori della ADHD parlano di un &#8220;disturbo neurobiologico&#8221;. Vorrei sapere su quali basi. Vi sono domande a cui nessuno pare sia in grado di rispondere:<\/p>\n<p>\u2022- Quale \u00e8 la specifica lesione anatomo patologica e quale \u00e8 l&#8217;alterazione funzionale biologica specifica?<\/p>\n<p>\u2022- Quali sono o sarebbero gli esami oggettivi che ne permettono la rilevazione con sufficiente sensibilit\u00e0 e soprattutto con assoluta specificit\u00e0?<\/p>\n<p>Nel caso poi vi sia una qualunque risposta alle domande 1 e 2: questo significherebbe che la diagnosi di ADHD \u00e8 una vera diagnosi medica, non psichiatrica, bens\u00ec neurologica. Preciso che ogni singola ricerca scientifica in merito alle cause organiche della ADHD \u00e8 stata non solo criticata, ma anche dimostrata come falsata o invalida, da vari autorevoli colleghi e ricercatori. Per chi volesse approfondire questo tema suggerisco la lettura di &#8221; The ADHD Fraud&#8221; di Fred A. Baughman Jr., Trafford Publishing o di visitare il sito www.adhdfraud.org , ove si possono trovare tutte le informazioni in merito.<\/p>\n<p>Ne consegue che chi risponde alle due domande precedenti, dovrebbe essere in grado di comunicare quale sia l&#8217;esame o gli esami oggettivi ed essere in grado di fare diagnosi con quegli esami oggettivi da lui stesso indicati. Li sfider\u00f2 pertanto, pubblicamente, a farlo. Comunque, a chiarimento definitivo di ogni e qualsiasi dubbio, esiste un modo di togliersi d&#8217;impaccio: se l&#8217;ADHD \u00e8 una malattia, allora si faccia diagnosi utilizzando quegli esami oggettivi (test di laboratorio, TAC, ecc.), che ne hanno dato la prova. Il resto sono chiacchiere.<\/p>\n<p>L&#8217;obiezione: &#8220;Ma test di questo genere non esistono per nessuna malattia mentale!&#8221;, non dimostra nulla, se non (e qui scrivo una frase per cui sar\u00f2 tacciato come eretico): la scarsa attendibilit\u00e0 dell&#8217;intero soggetto. Inoltre questo genere di argomentazione \u00e8 sullo stesso piano logico che si verificherebbe quando, dopo un tumulto, uno degli arrestati, rispondendo alla domanda: &#8220;Perch\u00e9 hai dato fuoco ad un&#8217;auto?&#8221;, replicasse: &#8220;Perch\u00e9 lo facevano in molti altri&#8221;.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 ho avuto occasione di confrontarmi con qualche sostenitore della ADHD (sebbene molto raramente; di fatto sono fuggiti in tutte le occasioni possibili di incontro \/ dibattito pubblico o televisivo), mi attendo le solite risposte fumose: &#8220;l&#8217;ADHD \u00e8 un disturbo multifattoriale&#8221;, &#8220;comorbilit\u00e0&#8221;, ecc. Una volta sviscerato il problema, arrivano a parlare di diagnosi differenziale: &#8220;Il bambino ADHD \u00e8 quello dove gli altri eventuali fattori, possibile causa della iperattivit\u00e0 e disattenzione, sono stati comunque esclusi&#8221;.<\/p>\n<p>Bene, questo \u00e8 un argomento di reale interesse. Quindi il bambino iperattivo e disattento perch\u00e9 ha i genitori che si stanno separando, non \u00e8 ADHD; non lo \u00e8 quello dove la causa sia una vera malattia fisica; non lo \u00e8 laddove vi siano problemi di relazione o affettivi; non lo \u00e8&#8230; Ne dobbiamo dedurre che il bambino ADHD \u00e8 quello iperattivo e disattento, per il quale non siamo stati capaci di capire o spiegare il perch\u00e9. Una diagnosi veramente interessante in questo caso poich\u00e9 diagnostica, casomai, l&#8217;incapacit\u00e0 del medico.<\/p>\n<p>Mi \u00e8 stato riferito che si tratta di una questione di gravit\u00e0: dipende da quanto \u00e8 grave questo comportamento, da quanto disturba gli altri e ostacola se stesso. Posso concordare, ma quali sono le cause di quel comportamento nello specifico caso? Se si tratta di un problema medico vero (svariate patologie mediche possono provocare questi sintomi), allora vi sar\u00e0 una diagnosi medica e una terapia conseguente. Se si tratta di un problema di relazioni umane, ci si dovr\u00e0 muovere su un altro terreno. La gravit\u00e0 della situazione, la sua intensit\u00e0, non pu\u00f2 essere confusa con le cause che la determinano.<\/p>\n<p>Alcuni mi hanno mostrato grandi quantit\u00e0 di testi scritti sulla ADHD: la vastit\u00e0 della letteratura. A costoro ho risposto e rispondo con una frase di Henri Poincar\u00e9, tratta dal libro la Scienza e l&#8217;Ipotesi: &#8220;&#8230;un ammasso di dati non \u00e8 scienza pi\u00f9 di quanto un mucchio di pietre sia una casa&#8230;.&#8221;<\/p>\n<p>Altri si appellano al numero ed alle qualifiche degli esperti a favore della ADHD. Questa argomentazione pu\u00f2 far presa sugli ingenui e si fonda sul principio d&#8217;autorit\u00e0 e sulla difficolt\u00e0 di vedere ci\u00f2 che si distacca dalla cultura in cui siamo immersi. Un neuropsichiatra infantile, non sapendo pi\u00f9 cosa rispondere, mi ha detto: &#8220;Insomma, dobbiamo pur dare un nome alle cose!&#8221;. Questa frase \u00e8 stata illuminante poich\u00e9 mi ha condotto ad una scoperta, che presto render\u00f2 pubblica.<\/p>\n<p>Il terzo tema \u00e8 la questione degli screening. I test per l&#8217;ADHD nelle scuole italiane, compilati da psicologi, insegnanti e a volte dai genitori (ma non sempre &#8211; anzi in alcuni casi i genitori non erano nemmeno stati informati), non sono limitati ai progetti di ricerca nazionali (ufficialmente conclusi): si diffondono a macchia di leopardo e proseguono, sostenuti attivamente da vari centri di neuropsichiatria infantile particolarmente attivi sul loro territorio.<\/p>\n<p>L&#8217;opera di diffusione certosina, se pur frammentaria, prosegue con alacrit\u00e0 e zelo tali da indurre persino ad ipotizzare un progetto orchestrato. Contestando un mio articolo apparso su &#8220;Il Sole 24 Ore &#8211; Salute&#8221;, sulla stessa testata, il 12 Settembre, 2006, alcuni specialisti della ADHD, scrivevano: &#8220;Lo screening di massa \u00e8 una leggenda&#8221;. Sar\u00e0 anche una leggenda, ma \u00e8 quanto sta gi\u00e0 accadendo, seppur in modo frammentario. Sono decine le segnalazioni che ricevo in merito. Inoltre non la scrissi certo io la proposta di legge, nella precedente legislatura, che all&#8217;art. 14, comma 1, recitava: &#8220;Per l&#8217;individuazione precoce delle situazioni di rischio psicopatologico e dei disturbi psichici, il Ministro della salute, con proprio decreto, stabilisce le modalit\u00e0 di realizzazione di specifici programmi atti alla diffusione di appropriati e soddisfacenti interventi presso le scuole, ad iniziare da quelle materne. I programmi devono prevedere procedure di screening e preparazione degli insegnanti&#8221;.<\/p>\n<p>Sebbene i test per l&#8217;ADHD siano solo ed esclusivamente le solite domandine* (ripeto: solo ed esclusivamente le solite domandine &#8211; o loro varianti &#8211; e l&#8217;osservazione del bambino), questo non \u00e8 un aspetto puramente scientifico o medico.<\/p>\n<p>* per chiunque non ne fosse a conoscenza, riporto qui alcune delle domande (7 su 18) del test. &#8211; &#8220;muove spesso le mani o i piedi o si agita sulla sedia?&#8221; &#8211; &#8220;\u00e8 distratto facilmente da stimoli esterni?&#8221; &#8211; &#8220;spesso ha difficolt\u00e0 a giocare quietamente?&#8221; &#8211; &#8220;spesso chiacchiera troppo?&#8221; &#8211; &#8220;spesso spiattella le risposte prima che abbiate finito di fare la domanda?&#8221; &#8211; &#8220;spesso sembra non ascoltare quanto gli viene detto?&#8221; &#8211; &#8220;spesso interrompe o si comporta in modo invadente verso gli altri; pe<br \/>\nr es. irrompe nei giochi degli altri bambini?&#8221; .<\/p>\n<p>Apparentemente potrebbe configurarsi come un tema di politica sanitaria. In realt\u00e0 \u00e8 un argomento esclusivamente, profondamente, radicalmente, politico: \u00e8 in gioco il concetto stesso della democrazia. Molti ricorderanno circa 10 anni or sono la cos\u00ec definita emergenza AIDS. Si ipotizz\u00f2 una rapida diffusione della malattia, e qualcuno propose di effettuare il test HIV a tutti i cittadini italiani.<\/p>\n<p>Il Parlamento, l&#8217;allora Presidente della Repubblica Italiana, la Corte Costituzionale , si alzarono all&#8217;unisono e dissero NO. Un no chiaro ed inequivocabile poich\u00e9 le massime autorit\u00e0 dello Stato Italiano avevano ben chiara la nostra Costituzione ed i fondamenti della democrazia. Lo Stato democratico \u00e8 al servizio dei cittadini; fornisce servizi su richiesta dei cittadini; non entra nelle loro case e nella loro vita per schedarli.<\/p>\n<p>E si trattava, in quel caso, di una vera malattia, di una malattia infettiva, di un test oggettivo e di un pericolo reale. Qui, di fronte ad una malattia non dimostrata, certamente non infettiva, di test non oggettivi, di nessun pericolo sanitario incombente, qualcuno vorrebbe fare gli screening. Che rileverebbero inoltre dati sensibili e come se non bastasse su bambini.<\/p>\n<p>I test psicopatologici nelle scuole sono l&#8217;invasione dello stato nella famiglia e nella vita dei cittadini. Si fondano su una visione di stato totalitaria e rappresentano un grave rischio per la democrazia. Il tema \u00e8 prettamente politico e la politica ha il dovere di esprimersi. Attendiamo quindi i pareri dei nostri politici e queste saranno nel futuro chiare indicazioni di voto per chiunque abbia a cuore la tutela dei bambini italiani.<\/p>\n<p>Dr. Elia. Roberto Cestari<\/p>\n<p>Presidente del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus<\/p>\n<p>Per chi volesse saperne di pi\u00f9 http:\/\/www.gi\u00f9lemanidaibambini.org\/<\/p>\n<p>http:\/\/www.perch\u00e8nonaccada.it\/<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;3&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p>DICHIARAZIONI DI ESPERTI E DI POLITICI DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE INFANZIA.<\/p>\n<p>L&#8217;istituzione di questo Registro, senza le garanzie adeguate che meriterebbe, \u00e8 una trappola: si rischia di trattare con Ritalin bimbi che non dovrebbero a monte neppure entrare in terapia. Il grande problema che sta venendo ignorato \u00e8 quello del protocollo terapeutico, carente e fortemente orientato sulla soluzione farmacologica, con il risultato che le diagnosi rischiano di venir fatte a \u2018maglie troppo larghe&#8217; e le alternative al farmaco non valutate adeguatamente come meriterebbero. Un&#8217;idea buona come quella del registro per tenere sotto controllo le somministrazioni, rischia di essere uno specchietto per le allodole, se non ci si fa carico di determinare con maggiore seriet\u00e0 i criteri di presa in carico dei bambini&#8221; (Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell&#8217;et\u00e0 evolutiva).<\/p>\n<p>&#8220;I questionari che vengono utilizzati per diagnosticare questi disagi dell&#8217;infanzia sono altamente soggettivi ed impressionistici. Le differenze d&#8217;esperienza, tolleranza e di stato emotivo dell&#8217;intervistatore e del bambino intervistato non vengono tenute in alcun conto, e nonostante questa vaghezza, e nonostante il fatto che le scale di valutazione utilizzate non soddisfino i criteri psicometrici di base, i sostenitori di questo approccio pretendono che questi questionari forniscano una diagnosi accurata, ma cos\u00ec non \u00e8, e non sar\u00e0 la sola istituzione di un Registro che risolver\u00e0 la questione&#8221;. (prof. William Carey, primario e professore di Pediatria Clinica dell&#8217;Universit\u00e0 della Pensylvania, primario del reparto di Pediatria Comportamentale dell&#8217;Ospedale di Philadelphia, membro dell&#8217;Accademia Nazionale delle Scienze USA)<\/p>\n<p>&#8220;Parlando di disturbi del comportamento, ed in particolare di sindromi quali ad esempio il deficit di attenzione e iperattivit\u00e0 (ADHD), siamo pi\u00f9 che altro di fronte ad una &#8220;moda&#8221; ed a diagnosi inconsistenti e vaghe. Queste diagnosi, cos\u00ec come vengono oggi semplicisticamente perfezionate, non si possono e non si devono fare, ed il Registro di per se servir\u00e0 a poco, se non si rivedranno completamente tutti i protocolli: cambier\u00e0 qualcosa se andremo ad iscrivere in un Registro bambini che a monte non sarebbero dovuti essere sottoposti a terapia a base di Ritalin?&#8221; (Emilia Costa, titolare della 1\u00b0 Cattedra di Psichiatria dell&#8217;Universit\u00e0 di Roma La Sapienza )<\/p>\n<p>&#8220;I medici sono chiamati ad una piena responsabilizzazione ed a tutelare davvero il diritto alla salute dei pazienti, specie se minorenni. Non si pu\u00f2 pensare di risolvere tutto con l&#8217;apertura di un registro, e si pu\u00f2 continuare a prescrivere psicofarmaci contestati ed a rischio di abuso: questo atteggiamento ormai, come dimostrano anche le cronache giornalistiche, \u00e8 definitivamente sul banco degli imputati&#8221; \u2028(prof. Claudio Ajmone, psicoterapeuta, membro dell&#8217;Associazione Europea di Psicoanalisi)<\/p>\n<p>&#8220;Il Ministero per la Salute vuole creare una \u2018rete di controllo&#8217; sui bambini, che verranno inquadrati e schedati per questi presunti problemi comportamentali, e poi verranno sottoposti a terapie a base di psicofarmaci stimolanti. Poi compileremo la lista dei morti come negli Stati Uniti. Lo voglio dire chiaramente: il Ministero non sa quello che fa ed a cosa andr\u00e0 incontro&#8221;. (prof. Giorgio Antonucci, psicoanalista, gi\u00e0 collaboratore di Franco Basaglia)<\/p>\n<p>&#8220;Queste diagnosi vengono perfezionate indipendentemente dall&#8217;ambiente, quindi si attribuisce al bambino una sofferenza \u2018sradicata&#8217; dalle sue radici sociali, e questo \u00e8 un grave errore. Inoltre la diagnosi &#8211; per come viene proposta &#8211; \u00e8 decisamente pericolosa, perch\u00e9 la terapia a base di questi psicofarmaci genera preoccupanti effetti collaterali, senza considerare le implicazioni del dire con tale leggerezza ad un piccolo bambino di 7\/8 anni \u2018tu sei un malato di mente'&#8221; (prof. Agostino Pirella, Ordinario di Storia della Psichiatria dell&#8217;Universit\u00e0 di Torino)<\/p>\n<p>&#8220;Guardate la realt\u00e0 nella quale facciamo vivere i nostri figli: troppo spesso ci sono aspettative soffocanti e motivi di disagio che si riversano sui pi\u00f9 deboli, e che noi adulti diamo per scontato. Perch\u00e9 nelle famiglie questi problemi non vengono affrontati? Non stupiamoci allora se poi i per bambini sorgono problemi, anche gravi&#8221; (prof. Franco Blezza, Ordinario di Pedagogia Generale dell&#8217;Universit\u00e0 di Chieti)<\/p>\n<p>&#8220;Ho la netta sensazione che non ci si renda pienamente conto di cosa implica somministrare psicofarmaci stimolanti ad un bambino di 5 o 10 anni, del tipo di impatto sul suo metabolismo, sul sistema ormonale, sul suo sistema nervoso in via di sviluppo&#8221; (Luigi Cancrini, psichiatra, Commissione Parlamentare sull&#8217;Infanzia)<\/p>\n<p>&#8220;Siamo molto preoccupati, e siamo contrari a questa medicalizzazione del disagio: come ha chiesto \u2018Gi\u00f9 le Mani dai Bambini, \u00e8 necessario aprire un dibattito immediatamente. Non ripetiamo gli errori degli Stati Uniti, che sono caduti vittima delle sconsiderate pressioni delle case farmaceutiche, le quali anche in Italia evidentemente sanno \u2018sussurrare&#8217; alle orecchie giuste. Il farmaco non pu\u00f2 e non deve rappresentare una scorciatoia: \u00e8 indubbio che nell&#8217;immediato alcuni psicofarmaci possano ottenere effetti positivi, ma a quale prezzo? Si agisce solo sui sintomi, ignorando completamente le cause profonde di questi disagi&#8221; (Luana Zanella, parlamentare, Commissione Parlamentare sull&#8217;Infanzia)<\/p>\n<p>&#8220;Cos\u00ec i trasforma una generazione in piccoli \u2018zombie&#8217;. In mancanza di patologie riscontrate scientificamente, i bambini vanno aiutati ed accompagnati nella loro crescita. Imbottirli di psicofarmaci li fa sentire solo dei malati quando non lo sono. In Parlamento alzeremo la voce e faremo ci\u00f2 che &amp;eg<br \/>\nrave; necessario per impedire questa follia&#8221;. (Laura Bianconi, parlamentare, Commissione Parlamentare sull&#8217;Infanzia)<\/p>\n<p>&#8220;Se consideriamo che negli 82 centri dove verr\u00e0 distribuito Ritalin ai bambini non mi risulta verranno messe a disposizione risorse aggiuntive rispetto a quelle esistenti, le famiglie verranno poste davanti a una scelta obbligata: o somministrare lo psicofarmaco ai propri figli, seppure in modalit\u00e0 controllata, oppure aggiustarsi da se, pagandosi le terapie alternative allo psicofarmaco, che pure potrebbero ottenere ottimi risultati senza esporre i bambini a rischi. Queste pastiglie hanno lo stesso profilo di rischio di eroina e cocaina e il governo inglese le ha recentemente classificato tra le 20 droghe pi\u00f9 pericolose al mondo&#8221;. (Francesco Caruso, parlamentare, Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; di Elia Roberto Cestari . 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