{"id":68,"date":"2010-12-03T12:57:29","date_gmt":"2010-12-03T12:57:29","guid":{"rendered":"http:\/\/lambertob.koding.io\/wordpress\/?p=68"},"modified":"2010-12-03T12:57:29","modified_gmt":"2010-12-03T12:57:29","slug":"tato-mafia-maoneria-come-unico-istema-ii-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/2010\/12\/03\/tato-mafia-maoneria-come-unico-istema-ii-parte\/","title":{"rendered":"$TATO, MAFIA, MA$$ONERIA COME UNICO $ISTEMA (II PARTE)"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"color: #ff0000; background-color: #ffffff;\">&#8220;<strong><em>Gli intrecci affaristici tra politica, imprenditoria, massoneria e poteri occulti rappresentano ormai un sistema collaudato. [&#8230;] Emerge da esso la spartizione del denaro pubblico, il finanziamento ai partiti, il ruolo di lobby e poteri occulti deviati<\/em>&#8220;.<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">(Dagli atti d&#8217;inchiesta del P.M. di Catanzaro Luigi De Magistris).\u00a0<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">[La prima parte di &#8220;<strong>$tato, mafia, Ma$$oneria come unico $istema<\/strong>&#8221; \u00e8 pubblicata sul n. 2\/07 ed \u00e8 scaricabile dalla pagina web: <a href=\"Articolo.asp?id=109\">www.lavocedirobinhood.it\/Articolo.asp?id=109<\/a>].<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">di <strong>Pietro Palau Giovannetti<\/strong> <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">(Presidente Onlus\u00a0Movimento per la Giustizia Robin Hood)\u00a0<\/span><span style=\"font-size: small;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p>Postato: 1\/12\/2007<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><em><strong>Io Leggo e Diffondo <\/strong><\/em><\/span><a href=\"\/\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><em><strong>www.lavocedirobinhood.it\/<\/strong><\/em><\/span><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><em><strong>Perch\u00e9 rivela i misteri nascosti dai mass media; <\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><em><strong>Perch\u00e9 denuncia i soprusi dei poteri forti; <\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><em><strong>Perch\u00e9 non esiste Vera Libert\u00e0 senza Vera Giustizia; <\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><em><strong>Perch\u00e9 credo che &#8220;Stato e mafia&#8221; siano divenuti una &#8220;Cosa sola&#8221;. <\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><strong>Lo scorso mese di luglio, le maggiori agenzie di stampa hanno diffuso la notizia che il P.M. di Catanzaro, Luigi De Magistris<\/strong>, nell&#8217;ambito di un&#8217;indagine sull&#8217;assegnazione dei fondi comunitari, a carico di soggetti appartenenti a logge massoniche, aveva inviato un avviso di garanzia al Presidente del Consiglio, <strong>Romano Prodi<\/strong>, sospettato di appartenere alla <strong>loggia di San Marino<\/strong>, chiamando in causa alcune figure vicine ai massimi vertici istituzionali. Da allora, stiamo assistendo ad una violenta campagna di delegittimazione della parte sana della magistratura, ad opera di vasti settori della politica, delle istituzioni e del C.S.M. che mirano, senza mezzi termini, a paralizzare ogni indagine in corso sul rapporto tra affari, mafia, politica e massoneria.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Secondo l&#8217;ex Gran Maestro<\/strong> venerabile <strong>Giuliano Di Bernardo<\/strong>, in un&#8217;intervista rilasciata a Ferruccio Pinotti, collaboratore della CNN e dell&#8217;International Herald Tribune, pubblicata nel recente volume, &#8220;<strong>Fratelli d&#8217;Italia<\/strong>&#8220;, edito dalla Biblioteca Universale Rizzoli, uscito nelle librerie lo scorso novembre, vi \u00e8 un&#8217;analogia tra l&#8217;attuale situazione politica italiana e quella ai tempi della prima indagine sulle logge massoniche dell&#8217;ex Procuratore Capo del Tribunale di Palmi, Agostino Cordova, nel 1992. Nell&#8217;analisi dell&#8217;ex maestro reggente che, anni orsono, lasci\u00f2 il &#8220;<strong>Grande Oriente d&#8217;Italia<\/strong>&#8220;, denunciandone le deviazioni, per fondare la comunione dei cd. &#8220;<strong>Illuminati<\/strong>&#8220;, la situazione della massoneria in Calabria &#8220;<strong>\u00e8 esattamente quella di allora, dai tempi di Cordova, per quanto riguarda la collusione mafia &#8211; massoneria<\/strong>&#8220;. Solo in Italia, continua Di Bernardo, dalla sua posizione di esperto conoscitore del problema: &#8220;<strong>la massoneria continua a nascondersi&#8230;<\/strong>&#8220;. &#8220;La realt\u00e0 massonica \u00e8 rimasta immutata&#8221;. &#8220;<strong>La differenza, oggi, potr\u00e0 farla solo la magistratura, in termini di qualit\u00e0 delle indagini<\/strong>. Quello che \u00e8 accaduto con l&#8217;inchiesta di Catanzaro \u00e8 la riprova del fatto che i problemi sui quali avevo cercato di intervenire, senza riuscirvi, sono rimasti gli stessi di allora&#8221;&#8230; &#8220;Simili anche le condizioni ambientali.&#8221;<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Non \u00e8 casuale<\/strong>, secondo Giuliano Di Bernardo, il periodo in cui questa nuova inchiesta esplode. &#8220;Se noi andiamo con la memoria all&#8217;inchiesta Cordova, vediamo che inizia nel 1992, proprio quando la crisi politica era totale e si preparavano situazioni fino ad allora imprevedibili. Secondo alcuni analisi il trasferimento dell&#8217;inchiesta Cordova al &#8220;porto delle nebbie&#8221; romano concise con la &#8220;<em><strong>pax mafiosa&#8221;,<\/strong><\/em> seguita all&#8217;assassinio di <strong>Falcone<\/strong> e <strong>Borsellino<\/strong> del 1992&#8243;. &#8220;Il 5 febbraio di quell&#8217;anno, il Sisde inviava una nota al ministro dell&#8217;Interno: &#8220;non \u00e8 da sottovalutare la possibilit\u00e0 che frange eversive stipulino con la criminalit\u00e0 organizzata accordi di collaborazione a fini operativi per la destabilizzazione del Paese&#8221;. Mentre al giudice istruttore di Bologna, Leonardo Grassi, arrivava il 4 marzo una segnalazione di &#8220;fatti intesi a destabilizzare l&#8217;ordine pubblico, al fine di instaurare &#8220;<strong>un nuovo ordine massonico deviato<\/strong>&#8220;(&#8230;)&#8221;.<\/p>\n<p align=\"justify\">Secondo Di Bernardo oggi ci ritroviamo alle prese con le stesse identiche situazioni politiche, lo stato di crisi \u00e8 esattamente quello che caratterizzava l&#8217;epoca in cui Silvio Berlusconi scese in politica per &#8220;sopperire&#8221; ad una situazione che appariva drammatica, come quella che stiamo vivendo adesso. La politica era in crisi, la gente non aveva pi\u00f9 fiducia della classe dirigente, &#8220;ecco che allora applaud\u00ec l&#8217;uomo forte, lo port\u00f2 sugli scudi e lo fece eleggere&#8221;.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>In tale ottica \u00e8 indubbio<\/strong> sia in atto uno scontro tra un &#8220;<strong>nuovo ordine massonico<\/strong>&#8221; e uno &#8220;<strong>vecchio<\/strong>&#8221; (sui quali vige un assoluto divieto d&#8217;indagare, senza soluzione di continuit\u00e0), nonch\u00e9 tra una &#8220;<strong>nuova mafia emergente<\/strong>&#8221; e una &#8220;<strong>vecchia<\/strong>&#8221; (i cui capi dei capi dopo oltre 40 anni sono stati consegnati alla giustizia per sedare la pubblica indignazione e ridisegnare gli equilibri del potere mafioso). Uno scontro del tutto sommerso e dagli oscuri contorni, dove chiunque prevalga, non c&#8217;\u00e8 logicamente spazio per la legalit\u00e0 e la verit\u00e0, a cui un Paese civile dovrebbe ambire, ovvero per quella &#8220;<strong>differenza<\/strong>&#8221; in termini di qualit\u00e0 di indagini poc&#8217;anzi citata.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Come noto, l&#8217;inchiesta di Cordova sulle logge massoniche<\/strong>, dopo il trasferimento del magistrato alla procura di Napoli (promuovere per rimuovere), venne infatti affossata dalla procura di Roma nel giugno 1994 e affidata ai P.M., Lina Cusano e Nello Rossi. Il procedimento rest\u00f2 pressoch\u00e9 fermo per quasi sei anni, eppoi nel dicembre 2000 il Giudice per l&#8217;indagine preliminare <strong>Augusta Iannini<\/strong>, moglie di <strong>Bruno Vespa<\/strong>,\u00a0dispose la formale archiviazione dell&#8217;inchiesta, nonostante fossero stati raccolti ben <strong>800 faldoni<\/strong> e innumerevoli <strong>fonti di prova<\/strong> sulle attivit\u00e0 illecite delle pi\u00f9 importanti logge italiane con ben 61 indagati, <strong>coinvolgenti influenti personaggi<\/strong> del mondo imprenditoriale, finanziario, politico e istituzionale, nonch\u00e9 della stessa <strong>magistratura<\/strong>, <strong>collusi con la \u2018ndrangheta<\/strong> con cui avevano costituito delle vere e proprie societ\u00e0 di affari, attraverso le quali si spartivano e, tuttora, <strong>continuano<\/strong> a spartirsi impunemente, i proventi leciti e illeciti derivanti dagli accordi perversi del sodalizio criminale (<em>&#8220;Oltre la cupola. Massoneria, mafia, politica&#8221; di Francesco Forgione e Paolo Mondani, con prefazione di Stefano Rodot\u00e0, 1994, Rizzoli<\/em>).<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>A distanza di oltre 16 anni dalla strage di Capaci<\/strong> la &#8220;<em><strong>pax mafiosa<\/strong><\/em>&#8221; rischiava, oggi, nuovamente di incrinarsi sotto i colpi delle nuove investigazioni delle procure di <strong>Catanzaro<\/strong>, <strong>Potenza<\/strong> e del G.I.P. di Milano, <strong>Clementina Forleo<\/strong>, ma con l&#8217;illegittima avocazione delle indagini del P.M. De Magistris, da parte del Procuratore Generale e le strumentali procedure di trasferimento avviate dal C.S.M., anche nei confronti del G.I.P. di Milano, Forleo, la storia si ripete, dando un segnale forte alla magistratura non asservita alle logiche delle logge e dei partiti di regime, che oltre un certo livello non si pu\u00f2 indagare.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Chi lo fece, come Falcone e Borsellino, pag\u00f2 con la vita<\/strong>.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Nel nuovo ordine sociale &#8220;massomafioso&#8221; il prezzo \u00e8 il pubblico discredito, la delegittimazione, la procedura di trasferimento, le minacce velate, gli incidenti mortali<\/strong>&#8230; E&#8217; ci\u00f2 che puntualmente accade quando si toccano i poteri forti e l&#8217;intreccio tra affari, mafia, politica, massoneria.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>All&#8217;interrogativo se Stato, mafia, massoneria siano divenuti una &#8220;<em>cosa sola<\/em>&#8220;<\/strong> \u00e8 pertanto legittimo rispondere che sono divenuti parte di un unico sistema, attraverso il quale si riproduce il controllo capillare del territorio e delle logiche di governo delle istituzioni democratiche, soffocando in radice la legalit\u00e0 e ogni anelito di giustizia.<\/p>\n<p align=\"justify\">Tale concezione paradigmatica costituisce una nuova prospettiva teorica per analizzare il fenomeno mafioso e il degrado delle istituzioni, fornendo una chiave per realizzare un mutamento epocale dei rapporti tra governati e governanti. E&#8217; indubbio che a taluni potr\u00e0 risultare ostico digerire che Stato, mafia e massoneria si siano coesi, tanto da fare parte di un unico sistema di malaffare criminale. In specie, per chi vive troppo lontano &#8211; o troppo vicino &#8211; all&#8217;agone politico e giudiziario, subendone il retaggio e rimanendo, in entrambi i casi, vittima di un distorto senso dello Stato e di una cultura dogmatica delle istituzioni che, nell&#8217;accezione pi\u00f9 diffusa e non condivisibile, &#8220;<em>vanno difese ad oltranza e a qualsiasi costo per non pregiudicare i cardini dello Stato di diritto e le basi sociali della pacifica convivenza&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>In verit\u00e0, cos\u00ec facendo, si ottiene l&#8217;effetto opposto di distruggere nei cittadini il senso di appartenenza e di identificazione nello Stato<\/strong>. Si distrugge la credibilit\u00e0 delle istituzioni e della magistratura, alimentando la storica diffidenza dei cittadini verso il potere.<\/p>\n<p align=\"justify\">D&#8217;altronde, l&#8217;esistenza di una &#8220;<em><strong>cupola mafiosa<\/strong><\/em>&#8221; che controlla anche la vita giudiziaria, da sud a nord del Paese, in grado di neutralizzare il lavoro dei magistrati onesti, non \u00e8 frutto di illazioni o di mere ipotesi sociologiche, bens\u00ec il risultato di appronfondite indagini a cui sono approdati, ancora prima del P.M. di Catanzaro, Luigi De Magistris, il Procuratore Antimafia di Reggio Calabria, <strong>Salvo Boemi<\/strong> e il suo sostituto <strong>Roberto Pennini<\/strong> e l&#8217;ex Procuratore di Palmi, <strong>Agostino Cordova<\/strong>.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>I primi, denunciarono<\/strong>, ripetutamente, in alcune interviste a Panorama e L&#8217;Espresso, tra il 1995 e il 1998, di essere stati abbandonati e <strong>boicottati<\/strong> dal <strong>C.S.M.<\/strong> e dallo <strong>Stato<\/strong>, in quanto ritenuti &#8220;rei&#8221; di &#8220;non essersi accontentati di colpire il braccio <strong>militare<\/strong> della \u2018<strong>ndrangheta<\/strong>&#8221; e di &#8220;avere denunciato i <strong>magistrati massoni<\/strong> che a Reggio Calabria avevano deciso di mettere una pietra sui processi anticosche&#8221;.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>In proposito, il Dr. Boemi racconta a Panorama<\/strong>: &#8220;come dopo lo scandalo della P2, nella massoneria fossero incominciati ad entrare i parenti stretti dei magistrati (i quali volevano evitare in tal modo un coinvolgimento diretto) e come le logge avessero sempre contrattato a Roma chi dovessero essere i capi degli uffici giudiziari&#8221;, aggiungendo, infine, di essere scampato a un attentato alla sua vita, solo grazie alle rivelazioni di un pentito (Panorama 21.9.95 e L&#8217;Espresso 16.7.98).<\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;intensa e proficua attivit\u00e0 investigativa del Dr. Agostino Cordova, soffocata con il suo strumentale allontanamento dalla Procura di Palmi \u00e8 invece ben documentata in &#8220;<em>Oltre la cupola. Massoneria, mafia, politica<\/em>&#8221; di <strong>Francesco Forgione<\/strong> e <strong>Paolo Mondani<\/strong>, con la prefazione di <strong>Stefano Rodot\u00e0<\/strong> e una postfazione di <strong>Agostino Cordova<\/strong>, edito da Rizzoli (1994). Il lavoro degli Autori non si limita a ricostruire l&#8217;opera del magistrato, ma ci introduce nella pi\u00f9 larga dimensione dell&#8217;agire complessivo delle istituzioni e del modo in cui esse si intrecciano con la societ\u00e0. Il libro \u00e8 il racconto delle vicende d&#8217;una regione, la Calabria, e del modo in cui venne perduta dallo Stato. Di come l\u00ec lo Stato, affermano gli Autori, &#8220;abbia cambiato natura, si sia ritirato, lasciando emergere un modo d&#8217;organizzazione dell&#8217;insieme dei poteri pubblici che perdeva progressivamente i caratteri della legalit\u00e0 e ad essa sostituiva una normalit\u00e0 modellata, invece, sull&#8217;accettazione di comportamenti illegali divenuti la norma fondante della societ\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>L&#8217;opera ben descrive la sparizione dei confini tra Stato e Antistato<\/strong>, tra <strong>diritto<\/strong> e <strong>crimine<\/strong> e mette in luce come lo Stato perda i caratteri che dovrebbero caratterizzarlo e, quasi per una forma mimetica ormai obbligata, affermano gli Autori, assuma quelli dei suoi antagonisti, di quelli che dovrebbe avversare&#8221;.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Si perde insomma la possibilit\u00e0 di individuare l&#8217;Antistato perch\u00e9 \u00e8 lo Stato ad essersi dissolto<\/strong>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Nella postfazione, lo stesso Cordova si sofferma a sottolineare come le indagini sulla massoneria deviata, avviate dalla Procura di Palmi, siano state costellate da una serie di anomali contrattempi, mai avvenuti in altri procedimenti: dal divieto di utilizzare uffici provvisori a Roma (si tenga presente che i locali erano gi\u00e0 stati reperiti sia dalla Polizia che dai Carabinieri) dove si trovava la sterminata mole di atti sequestrati, fatto che cagion\u00f2 oltre tre mesi di ritardo durante la fase iniziale delle investigazioni, precludendo l&#8217;immediato sviluppo del materiale acquisito; alla soppressione della Procura Circondariale di Palmi, determinando l&#8217;utilizzo di soli tre dei sei magistrati applicati dal Csm, e tante altre difficolt\u00e0 operative.<\/p>\n<p align=\"justify\">Eppure i risultati conseguiti, pur tra tante difficolt\u00e0, ci ricorda il Dr. Cordova, avevano consentito di riferire alla Commissione parlamentare antimafia che &#8220;<em><strong>la massoneria deviata \u00e8 il tessuto connettivo della gestione del potere, e ci\u00f2 sia per la natura che per il numero delle attivit\u00e0 illecite e degli interessi accertati, sia per la qualit\u00e0 e il numero dei personaggi coinvolti, tutti occupanti appunto posti di potere, e costituenti un enorme partito trasversale ramificato non solo in tutto il territorio nazionale, ma collegato con corrispondenti o analoghe organizzazioni in tutto il mondo<\/strong><\/em>&#8220;.<\/p>\n<p align=\"justify\">In conclusione, chiosa, il dr. Cordova, &#8220;come ho ripetutamente affermato in ogni occasione, <strong>ritengo che la societ\u00e0 italiana sia nelle mani di inesplorati gruppi occulti di potere e di altre consociazioni e congregazioni e che solo di tanto in tanto, e unicamente in occasione di vicende eclatanti, se ne renda conto. Per dimenticarsene immediatamente dopo, spesso perch\u00e9 l&#8217;attenzione \u00e8 subito distolta o sviata da altre vicende: come abitualmente avviene nel nostro Paese, in cui la memoria \u00e8 corta e non si va oltre l&#8217;episodio contingente<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p align=\"justify\">E&#8217; indubbio, quindi, siamo di fronte a verit\u00e0 storiche ed oggettive che ci offrono il nucleo di quello che pu\u00f2 definirsi un vero e proprio paradigma, da cui ripartire per analizzare i mali della societ\u00e0 e individuare i rimedi pi\u00f9 acconci; paradigma che non potr\u00e0 tardare a venire recepito dalla comunit\u00e0 scientifica, prigioniera della decadente cultura politica masso-mafiosa, la cui sudditanza alle logiche dei poteri dominanti, appare, abbondantemente, suffragata dalla generale situazione di irreversibile degrado sociale ed economico, in cui versa il Paese, da oltre 40 anni, dove la societ\u00e0 civile \u00e8, suo malgrado, costretta a convivere, fianco a fianco, della mafia e della corruzione politico-istituzionale.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il Paese ha, quindi, urgente bisogno di una magistratura indipendente e senza <strong>padrini politici<\/strong>, libera di indagare in ogni direzione, onde garantire le sue alte funzioni istituzionali di controllo della legalit\u00e0, conferitegli dalla Costituzione, e il principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Il mahatma <strong>Gandhi<\/strong> affermava che &#8220;il livello di civilt\u00e0 di un paese si misura dalla considerazione in cui viene tenuta la giustizia&#8221;. Il problema \u00e8, quindi, quello di seguire le orme di Falcone e Borsellino e di non lasciare soli quei magistrati come la Forleo e De Magistris che si adoperano per fare il loro dovere fino in fondo, senza guardare in faccia nessuno, assicurando al Paese una giustizia efficiente e uguale per tutti.<\/p>\n<p align=\"justify\">Pietro Palau Giovannetti (sociologo)<\/p>\n<p align=\"justify\">N.B.:<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>La terza parte: RAOUL GARDINI E GABRIELE CAGLIARI DUE FALSI SUICIDI RIMASTI IMPUNITI. \u00abSTATO E MASSOMAFIE COME UNICO SISTEMA\u00bb <\/strong>\u00e8 scaricabile alla pagina\u00a0<strong>\u00a0 <\/strong><a href=\"Articolo.asp?id=185\">www.lavocedirobinhood.it\/Articolo.asp?id=185<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Gli intrecci affaristici tra politica, imprenditoria, massoneria e poteri occulti rappresentano ormai un sistema collaudato. 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