{"id":664,"date":"2018-12-12T23:18:37","date_gmt":"2018-12-12T23:18:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/?p=664"},"modified":"2018-12-12T23:39:18","modified_gmt":"2018-12-12T23:39:18","slug":"piazza-fontana-strage-di-stato-valpreda-innocente-pinelli-assassinato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/2018\/12\/12\/piazza-fontana-strage-di-stato-valpreda-innocente-pinelli-assassinato\/","title":{"rendered":"PIAZZA FONTANA STRAGE DI STATO &#8211; VALPREDA INNOCENTE &#8211; PINELLI ASSASSINATO"},"content":{"rendered":"<p>Sono passati quasi 50 anni. Erano circa le 16,30 del 12\/12\/1969, quando un ordigno di elevata potenza esplode nel cuore di Milano, all\u2019interno del salone centrale della Banca Nazionale dell&#8217;Agricoltura di piazza Fontana, dove erano affluiti una moltitudine di coltivatori diretti e piccoli imprenditori agricoli. Gli effetti furono devastanti: il pavimento del salone fu squarciato e 17 persone restarono uccise e altre 100 ferite. Per la sua estrema gravit\u00e0 e rilevanza politica, la strage di Piazza Fontana \u00e8 divenuta negli anni il simbolo dello stragismo di Stato e di una giustizia protesa a coprire i crimini dei poteri occulti che controllano le istituzioni democratiche. Ovvero il momento pi\u00f9 alto di un progetto eversivo concepito ed attuato anche attraverso una serie di <strong>altre stragi rimaste impunite<\/strong> (Piazza della Loggia e treno Italicus nel 1974), volte a fomentare e utilizzare il disordine e la paura degli italiani per sbocchi di tipo autoritario. Tutto ci\u00f2 con il sostegno, come riportato nella Relazione della Commissione Stragi, da \u00abaccordi collusivi con apparati istituzionali italiani e stranieri\u00bb. L\u2019esplosivo utilizzato per la strage di P.zza Fontana, occorre ricordare, proveniva, infatti, da un <strong>deposito Nato<\/strong>, come accertato nell\u2019inchiesta del giudice <strong>Guido Salvini<\/strong>, durante la stagione processuale dal 2001 al 2005.<\/p>\n<p>Le indagini sociologiche, sulla base dei dati forniti dallo stesso Ministero dell\u2019Interno, riportano che ben l\u201983% degli atti di violenza compiuti in Italia dal 1969 al 1975 sono di marca neofascista. Da qui hanno origine gli anni di piombo e quella che verr\u00e0 definita dagli osservatori inglesi dell\u2019Observer, la \u201c<strong>strategia della tensione<\/strong>\u201d, che giunge fino ai primi anni Ottanta del secolo scorso, e seppure in termini diversi viene oggi riproposta dal cosiddetto \u201cgoverno del cambiamento\u201d, attraverso l\u2019incitamento all\u2019odio razziale e alla paura del diverso.<\/p>\n<p>Il depistaggio delle indagini sulla strage di Piazza Fontana si orient\u00f2 da subito sulla cd. \u201cpista rossa\u201d, colpendo, in particolare, gli anarchici, in quanto gruppi isolati e privi di difesa, nei cui confronti fu montata una feroce campagna stampa denigratoria, a seguito della quale venne ingiustamente arrestato <strong>Pietro Valpreda<\/strong>, con la falsa accusa di essere implicato nella strage, sulla base della testimonianza di un tassista che affermava di averlo portato in piazza Fontana.<\/p>\n<p>La sera dei funerali delle vittime della strage di Stato, una altro anarchico, <strong>Giuseppe Pinelli<\/strong>, secondo la versione ufficiale \u201c<strong>precipit\u00f2<\/strong>\u201d <strong>dal terzo piano della Questura di Milano<\/strong>, durante un brutale interrogatorio, morendo sul colpo. Le indagini non furono mai in grado di stabilire le circostanze della sua morte. Da una parte la Questura sostenne che si era trattato di suicidio, dovuto alla mancanza di un alibi credibile, mentre i gruppi dell\u2019estrema sinistra avviarono una controinchiesta collettiva, scambiandosi informazioni, raccolta in famoso testo dal titolo \u201cla Strage di Stato\u201d, accusando della morte dell\u2019anarchico Pinelli la \u201cpolizia assassina\u201d.<\/p>\n<p>Al riguardo, vale la pena ricordare che le bombe del 12 dicembre si inseriscono in un clima di forte conflittualit\u00e0 politica e sociale, contraddistinta dal cd. \u201cautunno caldo\u201d del 1969, e fanno seguito alle lotte del 1968, che avevano saldato in un fronte comune studenti e lavoratori, orientandoli verso importanti conquiste sociali, quali lo Statuto dei lavoratori, ovvero verso un cambiamento epocale dei diritti, spostando gli equilibri di governo.<\/p>\n<p>Dopo la &#8220;pista anarchica&#8221;, le indagini si concentrarono sul gruppo padovano di estrema destra, <strong>Ordine Nuovo<\/strong>, che vedeva coinvolti esponenti di spicco dei servizi segreti, che verranno, poi, tutti assolti per insufficienza di prove dall\u2019imputazione di strage, con sentenza definitiva della Cassazione, nel gennaio 1987. Stessa ingrata sorte per gli ulteriori processi definitivamente conclusi nel 2005, con la conferma da parte della Cassazione dell\u2019assoluzione per insufficienza o contraddittoriet\u00e0 delle prove, che la Corte d\u2019Assise di Appello di Milano aveva pronunciato circa un anno prima a carico di esponenti appartenenti ad Ordine Nuovo di Venezia-Mestre.<\/p>\n<p>Tuttavia, come ricostruito dal Giudice Salvini, tutte le sentenze su Piazza Fontana anche quelle assolutorie, portano alla conclusione che fu una formazione di estrema destra, e cio\u00e8 Ordine Nuovo, a organizzare gli attentati del 12 dicembre. Anche nei processi conclusisi con sentenze di assoluzione per i singoli imputati \u00e8 stato comunque ricostruito il vero movente delle bombe: spingere l\u2019allora Presidente del Consiglio, il democristiano Mariano Rumor, a decretare lo stato di emergenza nel Paese, in modo da facilitare l\u2019insediamento di un governo autoritario. Come accertato anche dalla Commissione Parlamentare Stragi, erano state seriamente progettate in quegli anni, anche in concomitanza con la strage, delle ipotesi golpiste per frenare le conquiste sindacali e la crescita delle sinistre, viste come il \u201cpericolo comunista\u201d, ma la risposta popolare rese improponibili quei piani.<\/p>\n<p>Oggi, 12\/12\/2018, ricordando anche la Giornata Mondiale dei Diritti Umani del 10\/12\/2018, che a distanza di 70 anni rimangono del tutto<strong> inattuati<\/strong> e meri \u201c<strong>diritti di carta<\/strong>\u201d non vogliamo parlare solamente di vergognosi depistaggi, processi aggiustati e assurde sentenze, ma vogliamo semplicemente ricordare le vittime di tutte le stragi rimaste impunite, unitamente ai loro famigliari. E, in particolare, Giuseppe Pinelli, Pietro Valpreda e i loro compagni, accusati solo in quanto anarchici e vittime sacrificali di aberranti logiche di regime.<\/p>\n<p><strong>La storia di Giuseppe Pinelli<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/pinelli\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-662\" src=\"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/pinelli.jpg\" alt=\"pinelli\" width=\"292\" height=\"173\" srcset=\"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/pinelli.jpg 292w, https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/pinelli-150x89.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 292px) 100vw, 292px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Dopo la strage di Piazza Fontana, gli inquirenti procedettero al fermo di oltre 150 militanti anarchici e di gruppi di estrema sinistra, \u00a0tra cui Giuseppe Pinelli, effettuando centinaia di perquisizioni. In particolare, focalizzano l\u2019attenzione sul gruppo del \u201cPonte della Ghisolfa\u201d, fondato il 1 maggio 1968. Noto circolo anarchico milanese impegnato nelle lotte operaie e studentesche. Giuseppe Pinelli, era un semplice ferroviere e uno dei suoi principali animatori. \u00a0Dietro invito del commissario Calabresi, si reca spontaneamente presso la Questura di Milano con il suo motorino, dove incontra un centinaio di anarchici che verranno tutti trasferiti al carcere di San Vittore. Pinelli, invece, viene immotivatamente trattenuto. Il suo trattenimento \u00e8 infatti palesemente illegale, in quanto la validit\u00e0 del fermo di P.G. disposto nei suoi confronti era gi\u00e0 scaduta da 24 ore, come affermato dalla sentenza del Tribunale di Milano (27 ottobre 1975), e la notte del 15 dicembre viene sottoposto ad un brutale interrogatorio in una stanza posta al quarto piano, da cui vola\u00a0 \u201cinspiegabilmente\u201d fuori dalla finestra, morendo sul colpo. Giuseppe Pinelli muore lasciando moglie e figlie, che non riceveranno mai giustizia n\u00e9 alcuna forma di risarcimento.<\/p>\n<p>Tra le cause della sua morte si \u00e8 parlato di omicidio volontariato, ipotesi fermamente respinta dalla Questura di Milano, che ha sempre parlato di suicidio. La prima inchiesta giudiziaria si \u00e8 conclusa con l\u2019archiviazione. Successivamente, a seguito di un\u2019istanza della vedova Licia Pinelli, \u00e8 stata aperta una nuova inchiesta condotta dal Giudice istruttore, Gerardo D\u2019Ambrosio, che termin\u00f2 con una scandalosa sentenza del Tribunale di Milano, facendo propria la tesi del \u201cmalore\u201d. (Sentenza 27\/10\/1975). Sentenza di proscioglimento del tutto ipocrita, unica nella giurisprudenza italiana, per cui non si tratt\u00f2 n\u00e9 di omicidio n\u00e9 di suicidio. Giuseppe Pinelli, in spregio alle pi\u00f9 elementari leggi della fisica e della medicina legale, causa un \u00abmalore attivo\u00bb fu preda, secondo questa farneticante ricostruzione, di un\u2019\u00abimprovvisa alterazione del centro di equilibrio\u00bb, che innescando \u00abmovimenti scoordinati\u00bb, lo proiett\u00f2 letteralmente fuori dalla finestra. Un fenomeno senza precedenti, mai pi\u00f9 verificatosi in nessun altro luogo e in nessun altro Paese del mondo. Ma solo quella notte, a quell\u2019ora, in quell\u2019oscuro ufficio della Questura di Milano, vittima un ferroviere, illegalmente trattenuto, in quanto \u201creo\u201d di essere anarchico.<\/p>\n<p><strong>La storia di Pietro Valpreda<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/valpreda\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-663\" src=\"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/valpreda-300x108.jpg\" alt=\"valpreda\" width=\"300\" height=\"108\" srcset=\"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/valpreda-300x108.jpg 300w, https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/valpreda-150x54.jpg 150w, https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/valpreda.jpg 556w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Qual \u00e8 l\u2019anarchico? La foto \u00e8 una ricostruzione fatta nel 1974 durante il processo di Catanzaro, del famigerato \u201criconoscimento\u201d di Valpreda da parte del tassista Rolandi, che lo avrebbe portato \u201csul luogo del delitto\u201d. Rolandi (che aveva gi\u00e0 visto la foto di Valpreda, cosa che avrebbe dovuto rendere nullo il riconoscimento) \u201criconosce\u201d Valpreda. Alla domanda di Valpreda: \u201cma mi hai guardato bene?\u201d, Rolandi risponde: \u201cBeh, se non \u00e8 lui, qui non c\u2019\u00e8 \u201c\u2026<\/p>\n<p>Nel frattempo, il gionalista del Corsera Giorgio Zicari (a libro paga del SID ed iscritto alla P2) aveva scritto della testimonianza di Rolandi il 14\/12\/1969, cio\u00e9 il giorno prima che Rolandi ufficialmente si presentasse in Questura per la prima volta. Sappiamo come fin\u00ec la storia. Valpreda sub\u00ec un ingiusto processo, basato su una falsa testimonianza e rest\u00f2 anni in carcere, per ben <strong>1101 giorni<\/strong> (oltre 3 anni), <strong>per poi risultare completamente innocente<\/strong>. Nessuno dei fedeli \u201cservitori dello Stato\u201d che gli rovinarono la vita per sempre ha mai chiesto scusa.<\/p>\n<p>All\u2019epoca dei fatti Valpreda aveva solo 36 anni e l\u2019unica colpa era quella di frequentare il circolo anarchico \u201cPonte della Ghisolfa\u201d. Nell\u2019autunno del 1969 si\u00a0 trasferisce a Roma,\u00a0 dove frequenta il circolo anarchico \u201cBakunin\u201d, da cui ritenendolo troppo moderato, alcuni militanti si distaccano per fondare il \u201c22 marzo\u201d nelle cui fila sono presenti agenti infiltrati di pubblica sicurezza e noti estremisti di destra, nonch\u00e8 informatori del Servizi segreti (S.I.D.). Pietro Valpreda viene convocato al Palazzo di Giustizia di Roma per un normale interrogarlo. Valpreda, non temendo particolari conseguenze, la mattina del 15\/12\/1969, si reca all\u2019incontro insieme a sua zia, Sig.ra Rachele Torri, ma all\u2019uscita dal palazzo viene tratto in arresto. Il giorno dopo a Roma, Valpreda incontra il giudice Vittorio Occorsio che gli contesta formalmente di essere l\u2019autore della strage di Piazza Fontana, sulla base della mera testimonianza del tassista Rolandi.<\/p>\n<p>Valpreda rimase come ricordato nel\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Carcere_di_Regina_Coeli\">carcere di Regina Coeli<\/a>\u00a0per pi\u00f9 di 3 anni, con l&#8217;eccezione di 10 giorni presso il Policlinico della capitale, per motivi di salute <strong>e sotto scorta di 100 agenti armati<\/strong> fino al 29\/12\/1972, quando, insieme ai suoi compagni, fu rimesso in libert\u00e0 provvisoria per decorrenza dei termini massimi di durata delle misure cautelari. La scarcerazione di Valpreda fu possibile grazie ad una legge\u00a0<em>ad personam<\/em> [in questo caso giusta a differenza di altre], la cosiddetta\u00a0<em>legge Valpreda<\/em>\u00a0(legge n. 773 del 15\/12\/1972), che introdusse limiti alle misure cautelari anche nei casi di reati gravissimi (tra cui la strage),<\/p>\n<p>NEL 1987 la prima sezione della Cassazione presieduta da\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Corrado_Carnevale\"><strong>Corrado Carnevale<\/strong><\/a>, pose fine ad ogni accusa, dopo 18 anni, confermando l&#8217;assoluzione per Pietro Valpreda (su conforme richiesta del Procuratore Generale) e per gli altri indagati. Venne riconosciuta, nel frattempo, anche l&#8217;innocenza del martire Giuseppe Pinelli. Durante il secondo processo d&#8217;appello il sostituto procuratore generale chiese per Valpreda l&#8217;assoluzione con formula piena, ma i giudici lo assolsero per insufficienza di prove.<\/p>\n<p>Valpreda scrisse in carcere molte poesie e un diario pubblicati negli anni &#8217;70, assieme all&#8217;epistolario, oltre ad altre numerose opere. E\u2019 deceduto all&#8217;et\u00e0 di 68 anni dopo l&#8217;aggravarsi di un tumore, che lo aveva colpito da tempo. I funerali si svolsero a\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Milano\">Milano<\/a>\u00a0al\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Circolo_anarchico_Ponte_della_Ghisolfa\">Circolo anarchico Ponte della Ghisolfa<\/a>.<\/p>\n<p>Di queste e altre menzogne \u00e8 stata nutrita, da subito e per anni, l\u2019opinione pubblica italiana, che \u00e8 spinta a credere alle fake news della stampa di regime, a dispetto della verit\u00e0, della logica e della vera Giustizia, ignorando le poche voci libere della Societ\u00e0 civile. Tra cui, vale la pena ricordare: \u201cPinelli. Una finestra sulla strage\u201d, di <strong>Camilla Cederna<\/strong>; \u201c<a href=\"http:\/\/strano.net\/stragi\/tstragi\/anarc\/index.html\">Morte accidentale di un anarchico<\/a>\u201d <strong>di Dario Fo e Franca Rame<\/strong>, noto lavoro teatrale uscito nel 1970 e <strong>Pier Paolo Pasolini<\/strong> che ebbe il coraggio di scrivere un celebre articolo di denuncia: \u201cIo so\u201c, nel 1974, di cui riportiamo alcuni stralci:<\/p>\n<p>\u201cIo so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato \u201cgolpe\u201d (e che in realt\u00e0 \u00e8 una serie di \u201cgolpe\u201d istituitasi a sistema di protezione del potere).<\/p>\n<p>Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969.<\/p>\n<p>Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974.<\/p>\n<p>Io so i nomi del \u201cvertice\u201d che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di \u201cgolpe\u201d, sia i neo-fascisti autori materiali delle prime stragi, sia infine, gli \u201cignoti\u201d autori materiali delle stragi pi\u00f9 recenti.<\/p>\n<p>Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi, opposte, fasi della tensione. Io so i nomi del gruppo di potenti, che, con l\u2019aiuto della Cia (e in second\u2019ordine dei colonnelli greci e della mafia), hanno prima creato (del resto miseramente fallendo) una crociata anticomunista, a tamponare il \u201968, e in seguito, sempre con l\u2019aiuto e per ispirazione della Cia, si sono ricostituiti una verginit\u00e0 antifascista, a tamponare il disastro del \u201creferendum\u201d.<\/p>\n<p>Io so i nomi di coloro che, tra una Messa e l\u2019altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali (per tenere in piedi, di riserva, l\u2019organizzazione di un potenziale colpo di Stato), a giovani neo-fascisti, anzi neo-nazisti (per creare in concreto la tensione anticomunista) e infine criminali comuni, fino a questo momento, e forse per sempre, senza nome (per creare la successiva tensione antifascista).<\/p>\n<p>Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro ai tragici ragazzi che hanno scelto le suicide atrocit\u00e0 fasciste e ai malfattori comuni che si sono messi a disposizione, come killer e sicari.<\/p>\n<p>Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli.<\/p>\n<p>Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.<\/p>\n<p>Io so perch\u00e9 sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ci\u00f2 che succede, di conoscere tutto ci\u00f2 che se ne scrive, di immaginare tutto ci\u00f2 che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica l\u00e0 dove sembrano regnare l\u2019arbitrariet\u00e0, la follia e il mistero.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 fa parte del mio mestiere e dell\u2019istinto del mio mestiere\u201d.<\/p>\n<p>Pier Paolo Pasolini<\/p>\n<p>A cura della Redazione di Donne per la Giustizia (postato il 12\/12\/2018)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono passati quasi 50 anni. Erano circa le 16,30 del 12\/12\/1969, quando un ordigno di elevata potenza esplode nel cuore&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":661,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,1],"tags":[],"class_list":["post-664","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-dalla-parte-della-giustizia","category-senza-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/664","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=664"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/664\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":667,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/664\/revisions\/667"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/661"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=664"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=664"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=664"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}