{"id":61,"date":"2008-02-03T18:07:33","date_gmt":"2008-02-03T18:07:33","guid":{"rendered":"http:\/\/lambertob.koding.io\/wordpress\/?p=61"},"modified":"2008-02-03T18:07:33","modified_gmt":"2008-02-03T18:07:33","slug":"la-birmania-non-violenta-leredita-spirituale-di-gandhi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/2008\/02\/03\/la-birmania-non-violenta-leredita-spirituale-di-gandhi\/","title":{"rendered":"LA BIRMANIA NON VIOLENTA. L&#8217;EREDITA&#8217; SPIRITUALE DI GANDHI"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">di&nbsp;Alexia Shiva<strong>&nbsp;<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Nel primo numero del giornale ci eravamo occupati della situazione birmana dedicando un articolo al premio Nobel per la pace Aung San Su Chi, dal titolo &quot;<em><strong>la farfalla e i generali<\/strong><\/em>&quot;. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Gi&agrave; allora covava, <span>&nbsp;<\/span>lontano dal clamore dei media, una polveriera che poi &egrave; esplosa nel modo che purtroppo tutti abbiamo potuto vedere nei telegiornali di fine settembre. Sar&agrave; difficile dimenticare i vestiti rossi dei monaci incedere con dignit&agrave; e determinazione sotto la pioggia battente o il corpo del fotografo giapponese <span>&nbsp;<\/span>trucidato durante una manifestazione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Oggi, spenti i riflettori su quell&#8217;angolo di mondo ed esaurita l&#8217;ondata emergenziale, <span>&nbsp;<\/span>&egrave; necessario fermarsi a riflettere su quello che i monaci birmani ci hanno lasciato: un insegnamento concreto e non violento su come ci si possa opporre a una dittatura militare.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Lo faremo con la lente di ingrandimento della storia, risalendo <span>&nbsp;<\/span>alla nascita e alle ragioni del movimento non violento nato nell&#8217;India coloniale di inizio Novecento e sgorgato dal cuore e dalla mente del Mahatma Gandhi. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\"><\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\">Nella tradizione filosofico-religiosa indiana gli insegnamenti dei maestri hanno valore soltanto se fondati sulla prassi, se cio&egrave; siano stati messi alla prova nel corpo e nell&#8217;anima di chi li trasmette. Pur non aspirando altro ruolo che quello di <strong>servitore dei pi&ugrave; deboli, <\/strong>Gandhi si muoveva nel solco di quella tradizione allorch&eacute; ripeteva: &quot;il mio messaggio &egrave; la mia vita&quot;. <span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Concep&igrave; la sua esistenza come una serie di esperimenti con la Verit&agrave;, una continua ricerca dell&#8217;essenza profonda della dimensione umana in cui l&#8217;agire concreto, lo sforzo di <strong>adeguare per quanto possibile la pratica agli ideali <\/strong>riconducevano all&#8217;unit&agrave; della coscienza aspetti solo apparentemente discontinui della vita pubblica e privata. <\/span><\/p>\n<p><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Questo approccio organico alla vita ha spesso<span>&nbsp; <\/span>spiazzato osservatori e studiosi occidentali, sicch&egrave; in Gandhi si &egrave; visto ora il santo o l&#8217;asceta, ora l&#8217;astuto politico. La &quot;bussola&quot; di questo<span>&nbsp; <\/span>impegno sociale politico, <span>&nbsp;<\/span>mai disgiunto dalla riflessione sulla moralit&agrave; del fare, era <strong>l&#8217;assoluta fiducia nella nonviolenza. <\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Grazie a Gandhi la non violenza, idea di vita gi&agrave; presente in alcune religioni monoteiste si emancipa dall&#8217;ambito religioso per <span>&nbsp;<\/span>irradiarsi nelle scelte politiche, economiche, sociali e da semplice negazione della violenza diviene essa stessa valore autonomo e positivo. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Alla base di questo pensiero l&#8217;idea <span>&nbsp;<\/span>che, <span>&nbsp;<\/span>dovendo il mezzo<span>&nbsp; <\/span>essere coerente con il fine,<span>&nbsp; <\/span>non si possa<span>&nbsp; <\/span>adottare un mezzo che porti alla negazione del fine. Se <span>&nbsp;<\/span>lo scopo <span>&nbsp;<\/span>della lotta per la giustizia &egrave; la <em>ahimsa<\/em>, cio&egrave; la negazione della violenza nei rapporti umani, non lo si pu&ograve; realizzare facendo ricorso alla violenza. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Ma qual &egrave; il mezzo con il quale l&#8217;uomo <span>&nbsp;<\/span>pu&ograve; proporsi di affermare la <em>ahimsa <\/em>nei rapporti umani? L&#8217;unico mezzo possibile, secondo Gandhi, &egrave; la persuasione razionale di coloro che con i loro comportamenti violenti causano ingiustizia: &laquo;<em><strong>Bisogna convertire l&#8217;avversario ad aprire le sue orecchie alla voce della ragione<\/strong><\/em>&raquo;.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Persuadere, ma non costringere; convertire, ma non obbligare.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">I mezzi della persuasione, per Gandhi, erano essenzialmente due: la discussione e la lotta non violenta. <strong>La discussione<\/strong> consiste nel battersi contro un&#8217;ingiustizia sociale e politica appellandosi alle autorit&agrave; ingiuste e all&#8217;opinione pubblica. <strong>La lotta non violenta<\/strong> (<em>satyagraha<\/em>) &egrave; la dimostrazione pratica della superiorit&agrave; morale del ribelle, il suo essere dalla parte della verit&agrave;. La prova di questa superiorit&agrave; morale sta nella sua disposizione a soffrire e ad affrontare la morte in nome della giustizia : &laquo;La dottrina della violenza riguarda solo l&#8217;offesa arrecata da una persona ai danni di un&#8217;altra. Soffrire l&#8217;offesa nella propria persona, al contrario, fa parte dell&#8217;essenza della nonviolenza e costituisce l&#8217;alternativa alla violenza contro il prossimo&raquo;.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 6pt; text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">L&#8217;uomo <span>&nbsp;<\/span>giusto<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\"> <span>&nbsp;<\/span>dimostra, con la sua sfida non violenta che la <strong>verit&agrave; <\/strong>&egrave; qualcosa che sta molto al di sopra del suo interesse individuale, qualcosa di <strong>talmente grande e importante da spingerlo a mettere da parte l&#8217;istintiva paura della sofferenza e della morte<\/strong>. <\/span><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">La capacit&agrave; di soffrire senza offendere, senza imporre con la forza la propria volont&agrave;, senza infliggere sofferenza, senza distruggere o uccidere e senza nemmeno difendersi rappresenta la pi&ugrave; potente dimostrazione pratica della validit&agrave; della causa del ribelle non violento, il suo essere dalla parte della Giustizia. <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 6pt; text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">&laquo;La sofferenza &egrave; la legge dell&#8217;umanit&agrave;, cos&igrave; come la guerra &egrave; la legge della giungla. Ma la sofferenza &egrave; enormemente pi&ugrave; potente della legge della giungla, ed &egrave; in grado di convertire l&#8217;avversario ed aprire le sue orecchie alla voce della ragione. Quando volete ottenere qualcosa di veramente importante non dovete solo soddisfare la ragione ma anche toccare i cuori. <strong>L&#8217;appello della ragione &egrave; rivolto al cervello, ma il cuore si raggiunge solo attraverso la sofferenza.<\/strong> Essa dischiude la comprensione interiore dell&#8217;uomo. La sofferenza, e non la spada, &egrave; il simbolo della specie umana&raquo;.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 6pt; text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">La differenza tra questi due metodi di affermazione della verit&agrave; sta nel fatto che la discussione fa appello esclusivamente alla ragione dell&#8217;avversario attraverso la dimostrazione teorica della sua ingiustizia mentre <strong>la lotta non-violenta fa appello anche al cuore dell&#8217;ingiusto, perch&eacute; contiene una portentosa dimostrazione pratica della sua ingiustizia. <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\"><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"margin-bottom: 6pt; text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">L&#8217;attualit&agrave; di questo pensiero &egrave; una conferma della validit<br \/>\n&agrave; universale delle parole di Gandhi. Oggi quelle parole hanno il volto di tutti quei monaci buddisti che hanno deciso di mettersi alla testa nell&#8217;opposizione alla dittatura, incoraggiando la popolazione impaurita a fare lo stesso. Digiunando, marciando, preferendo la morte, l&#8217;arresto e la tortura all&#8217;abiurare gli ideali che ne hanno animato la pacifica ribellione. Le manifestazioni sono andate intensificandosi nonostante gli arresti e la violenza, le pagode non pi&ugrave; centri di culto ma punto di riferimento per tutta la popolazione, migliaia i cadaveri ritrovati intorno a Rangoon.<span>&nbsp; <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 6pt; text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">A mani nude, come il Mahatma (grande anima),&nbsp;hanno sfidato l&#8217;ingiusto e subito la sua rappresaglia, dando <span>&nbsp;<\/span>una lezione alle cosiddette democrazie, <span>&nbsp;<\/span>incapaci di concepire una soluzione alternativa alla violenza che non sia la guerra. <\/span><\/p>\n<p><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Il 10 novembre 1998 l&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato il primo decennio del XXI secolo e del III millennio, gli anni dal 2001 al 2010, <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Decennio_internazionale_di_promozione_di_una_cultura_della_non_violenza_e_della_pace_a_profitto_dei_bambini_del_mondo\" title=\"Decennio internazionale di promozione di una cultura della non violenza e della pace a profitto dei bambini del mondo\">Decennio internazionale di promozione di una cultura della non violenza e della pace a profitto dei bambini del mondo<\/a>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\"><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: Verdana\"><em><strong>Aung San Suu Kyi, con la sua famosa frase: &quot;Non siamo ancora arrivati alla fine, c&#8217;&egrave; ancora molta strada da percorrere. Per favore non abbandonateci&quot;, ci chiede di agire subito, usando la nostra libert&agrave; per chi non ce l&#8217;ha. Ci ricorda che la Birmania &egrave; una delle pi&ugrave; crudeli dittature militari del mondo: il paese con il pi&ugrave; alto numero di soldati bambini e con il pi&ugrave; alto tasso di lavoro forzato del mondo. Un bambino su 10 muore prima dell&#8217;anno di vita. La maggioranza della popolazione vive in stato di povert&agrave; estrema e non ha accesso alle cure mediche. L&#8217;esercito stermina le minoranze etniche, costringendo i pi&ugrave; poveri ad arruolarsi, ed utilizza lo stupro di massa come strumento di controllo. I prigionieri politici che vengono torturati in carcere sono decine di migliaia. Chi ha manifestato pacificamente per le strade &egrave; accusato dal regime militare di terrorismo e per questo rischia 20 anni di carcere e torture.<span>&nbsp;<\/span><\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 12pt; text-align: justify\"><span style=\"font-family: Verdana\"><em><strong>In Birmania non c&#8217;&egrave; democrazia e non c&#8217;&egrave; libert&agrave; di stampa n&eacute; di parola. Ogni fermento democratico &egrave; represso nel sangue. Ma da Myanmar si &egrave; ormai alzato il vento della nonviolenza e il sacrificio dei monaci e della popolazione ha raggiunto ogni angolo del pianeta, toccando i cuori degli uomini, nei quali non tarder&agrave; a germogliare il seme della pace.<span>&nbsp;&nbsp; <\/span><\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><font size=\"2\"><em><\/em><\/font><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di&nbsp;Alexia Shiva&nbsp; Nel primo numero del giornale ci eravamo occupati della situazione birmana dedicando un articolo al premio Nobel per&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[17],"tags":[],"class_list":["post-61","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-pace-e-cultura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/61","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=61"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/61\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=61"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=61"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=61"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}