{"id":57,"date":"2008-02-02T13:47:32","date_gmt":"2008-02-02T13:47:32","guid":{"rendered":"http:\/\/lambertob.koding.io\/wordpress\/?p=57"},"modified":"2008-02-02T13:47:32","modified_gmt":"2008-02-02T13:47:32","slug":"violenza-e-donne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/2008\/02\/02\/violenza-e-donne\/","title":{"rendered":"VIOLENZA E DONNE"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">La porta<span>&nbsp; <\/span>per la liberazione dalla violenza sulle donne <span>&nbsp;<\/span>si apre dall&#8217;interno.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">Rapporto Istat 2007<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">Le cifre innanzitutto. Perch&eacute; se &egrave; vero che &quot;il quanto non pu&ograve; spiegare il perch&eacute;&quot; &egrave; pur vero che i numeri possono dirci da dove cominciare per capire. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">E i numeri, spaventosi, ci dicono che nel nostro Paese ci sono il vuoto e il pieno.<span>&nbsp; <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">Il vuoto delle tutele e il pieno del pregiudizio. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">La violenza, se e quando penalmente punita,<span>&nbsp; <\/span>&egrave; tale e riconosciuta come tale solo una volta avvenuta, acclarata, bilanciata. Come se il momento immediatamente prima, la paura, le minacce, le ritorsioni non fossero gi&agrave; esse stesse violenza. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">A uccidere, violentare, sottomettere, sono prevalentemente mariti, figli, padri, incapaci di tollerare pareti domestiche troppo strette, abbracci assillanti o abbandoni che lasciano scoperte fragilit&agrave; e dipendenze insospettate. Ed ecco che, quando l&#8217;aggressore non ha il volto dello sconosciuto o dello straniero che si incontra casualmente per strada, ma siede alla stessa tavola, dorme nello stesso letto, anche l&#8217;offesa perde i suoi contorni. <span>&nbsp;<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">E qui, dentro<span>&nbsp; <\/span>le mura domestiche, il vuoto e il pieno si intersecano:<span>&nbsp; <\/span>l&#8217;offesa<span>&nbsp; <\/span>trova comprensione e <span>&nbsp;<\/span>produce<span>&nbsp; <\/span>resistenze sotterranee. Proprio all&#8217;interno del rapporto di coppia possono annidarsi, infatti, forme di violenza pi&ugrave; strisciante e sottile, e perci&ograve; meno agevolmente riconoscibili,<span>&nbsp; <\/span>alla cui nascita si collocano spesso interferenze di complessi e variegati fattori quotidiani.<span>&nbsp; <\/span>Paradossalmente, <span>&nbsp;<\/span>se l&#8217;aggressore &egrave; una persona vicina, la donna, condizionata da un comune tessuto sociale preferisce non denunciare. La paura, il timore di una stigmatizzazione o di un&#8217;inversione <span>&nbsp;<\/span>del ruolo vittima-aggressore, <span>&nbsp;<\/span>invero non infrequente nei processi per stupro, fanno si che subisca senza dire anche per tutta la vita. La responsabilit&agrave; di questa mancanza di coraggio non pu&ograve; essere imputata solo a loro: tutta la societ&agrave; deve<span>&nbsp; <\/span>ridisegnare i suoi modelli e prevedere mezzi per aiutarle a &quot;uscire dal silenzio&quot;* .<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">Come il riconoscimento alla<strong> <\/strong>vittima di misure di sostegno economico-lavorative quali il<span>&nbsp; <\/span>diritto alla<span>&nbsp; <\/span>riduzione dell&#8217;orario di lavoro, alla sospensione della relazione professionale con riserva del posto accompagnato da un sussidio di disoccupazione, la partecipazione a programmi di<span>&nbsp; <\/span>reinserimento mirati o<span>&nbsp; <\/span>la concessione di sussidi addizionali alle imprese che offrono un contratto alle vittime di violenza. &Egrave; necessario, inoltre, dare peculiare importanza alla formazione degli operatori diretti e ai rappresentanti dello Stato che sono i primi, fondamentali interlocutori delle vittime. In tal senso &egrave; auspicabile la creazione di<span>&nbsp; <\/span>nuove specializzazioni: unit&agrave; speciali del Corpo Nazionale di Polizia e dei Carabinieri, giudici speciali con competenze civili e penali, personale medico-infermieristico specializzato. Spesso i soggetti collettivi a difesa delle donne non hanno veste istituzionale, appartengono all&#8217;associazionismo e colmano le<span>&nbsp; <\/span>lacune dell&#8217;ordinamento statuale. Per questo &egrave; stata ideata la creazione di nuovi organismi tra cui il Procuratore contro la violenza di genere in funzione di delegato fiscale dello Stato.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">Fino a quando la violenza sulle donne verr&agrave; considerato un problema di genere non trover&agrave; soluzione, perch&eacute; le cause che l&#8217;alimentano hanno radici secolari che non possono essere recise se si guarda con un occhio solo. <span>&nbsp;&nbsp;<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">*Movimento milanese nato nel gennaio del 2005 che ha elaborato un documento programmatico attualmente al vaglio del Ministero delle Pari Opportunit&agrave;<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">Tutte le cifre delle violenze subite dalle donne secondo l&#8217;ultimo Rapporto Istat.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">La met&agrave; delle donne italiane ha subito nella vita una violenza sessuale, fisica o psicologica. Il nostro &egrave; un paese dove ogni 7 minuti, pi&ugrave; o meno il tempo di arrivare in fondo a questa lettura, si compie o si tenta di compiere uno stupro. Lo scorso anno sono state 74.000 le violenze carnali, in venti anni il numero delle donne rimaste vittima dei soprusi di genere arriva a circa 14 milioni. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">Lascia sgomenti, ma non &egrave; una sorpresa, il risultato dell&#8217;indagine commissionata all&#8217;Istat dal ministero delle Pari Opportunit&agrave;. Le associazioni delle donne avevano spesso lanciato l&#8217;allarme. Ma per la prima volta la politica ha voluto prendere le misure del problema, riuscendo a far emergere dal sommerso situazioni privatissime e inconfessabili. La novit&agrave; infatti &egrave; che mai prima d&#8217;ora uno studio si era occupato esclusivamente di un unico tipo di violenza sulle donne. Compito non facile, che ha richiesto test capaci di superare timori e reticenze.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">Finalmente &egrave; possibile dare cifre esatte e descrivere le modalit&agrave; dell&#8217;orrore: in Italia, le donne che hanno conosciuto una violenza grave nel corso della vita sono 6 milioni e 743 mila. Per quasi un milione si tratta di uno stupro; per 5 milioni di una violenza a sfondo sessuale; per 4 milioni di una violenza fisica; e per 7 milioni e 134 mila, cio&egrave; un&#8217;italiana su 4, di una persecuzione psicologica. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">Le 25000 donne tra i 16 e i 70 anni contattate dai ricercatori <span>&nbsp;<\/span>raccontano un mondo femminile aggredito e malmenato che conosce bene, addirittura convive con i suoi persecutori.<span>&nbsp; <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">&Egrave; la propria casa, infatti, il luogo dove si consuma la quasi totalit&agrave;<span>&nbsp; <\/span>delle violenze. Chi abusa, nell&#8217;identikit disegnato dall&#8217;istituto di statistica, &egrave; la persona con cui le vittime dividono letto e famiglia. L&#8217;analisi scientifica rivela che nel 69, 7 %<span>&nbsp; <\/span>l&#8217;autore dello stupro &egrave; il partner, nel 17, 4% &egrave; un conoscente, mentre solo nel 6,2% il responsabile &egrave; un estraneo. Poi per&ograve; quella violenza non viene denunciata: solo il 5% delle aggredite si rivolge a polizia e carabinieri. Le altre preferiscono nascondere e non ammettere il furore subito, o dover spiegare ad amici e parenti come ha fatto un uomo da solo a bloccarle e prenderle. Spesso assente la consapevolezza di essere vittime di un reato, considerato semplicemente un incidente (&quot; &egrave; accaduto&quot; ha rispos<br \/>\nto il 44% delle intervistate) oppure, comunque, giustificato ( uno sbaglio per il 36%).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">Quel mondo maschile che se interrogato pubblicamente<span>&nbsp; <\/span>auspica la degna parit&agrave; garantita dalla Costituzione poi dentro le mura domestiche ricorre alle mani. Strattona, spintona, ruota il braccio (2 milioni e 245 mila i casi); molla ceffoni che fanno girar la faccia e pugni tanto forti da deformare i lineamenti (riferiscono 1 milione e 431 mila donne).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">Nel campionario non poteva mancare un fenomeno antico dal nome nuovo. Lo stalking, termine che indica minacce e comportamenti persecutori, dalle telefonata alla richiesta pressante di appuntamenti, di cui sono bersaglio 2 milioni e 77 mila donne.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">Dopo la rottura di un<span>&nbsp; <\/span>fidanzamento o la separazione, l&#8217;uomo non si rassegna: il 68% cerca insistentemente di parlare alla ex contro la sua volont&agrave;, affidandosi anche alle nuove tecnologie <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">(il 55, 4% manda valanghe di sms e lettere via e-mail); il 61,8% pretende ripetutamente un appuntamento (il 57% aspetta la ex sotto casa, a scuola, al lavoro, il 40,8% la segue o la spia.)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">Non mancano i ricatti economici (ne &egrave; vittima una donna su 3), l&#8217;umiliazione e la valorizzazione per minare nel profondo l&#8217;integrit&agrave; della compagna (quasi una donna su cinque fa i conti con la vulnerabilit&agrave; indotta dal proprio marito o fidanzato). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">I modelli culturali o pseudo- tali certo non aiutano Il resto lo fa la paura e l&#8217;assenza di tutele efficaci, sanitarie e giudiziarie. Norme in materia esistono e sono severe, ma purtroppo &egrave; ancora troppo facile aggirarle.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">Il disegno di legge elaborato dal ministro alle Pari Opportunit&agrave; Barbara Pollastrini, che il Parlamento dovr&agrave; discutere, mira a coprire clamorose lacune e punter&agrave; soprattutto sull&#8217;informazione, la prevenzione e il sostegno alle vittime. Gli esperti concordano sulla necessit&agrave; di istituzioni capaci di essere al fianco delle donne, ricordando tuttavia che i nemici pi&ugrave; antichi sono il pregiudizio e il silenzio. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">Se non verr&agrave; spezzato il circolo vizioso che porta le donne a chiudersi in se stesse, la storia della violenza di genere non cambier&agrave; mai.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">Lo stupro, per esempio, nel secondo conflitto mondiale fu arma ampiamente utilizzata in Italia contro la popolazione femminile. I fascisti lo impiegarono selvaggiamente per far parlare le partigiane, i tedeschi per punire i territori ostili, gli alleati per spaventare e addomesticare.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">Nei processi del dopoguerra si glissa, le sentenze non te tengono conto.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">Nella Convenzione di Ginevra la violenza sessuale verr&agrave; proibita solo nel 1949.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">Bisogner&agrave; aspettare gli anni novanta e le guerre nella ex Jugoslavia e in Ruanda per equiparare lo stupro ai crimini contro l&#8217;umanit&agrave;. <span>&nbsp;<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">Da: Patria Indipendente. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; La porta&nbsp; per la liberazione dalla violenza sulle donne &nbsp;si apre dall&#8217;interno. Rapporto Istat 2007 Le cifre innanzitutto. Perch&eacute;&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[17],"tags":[],"class_list":["post-57","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-pace-e-cultura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=57"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=57"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=57"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=57"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}