{"id":55,"date":"2008-02-03T18:28:26","date_gmt":"2008-02-03T18:28:26","guid":{"rendered":"http:\/\/lambertob.koding.io\/wordpress\/?p=55"},"modified":"2008-02-03T18:28:26","modified_gmt":"2008-02-03T18:28:26","slug":"permesso-di-soggiorno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/2008\/02\/03\/permesso-di-soggiorno\/","title":{"rendered":"PERMESSO DI SOGGIORNO"},"content":{"rendered":"<p>di Matteo Megna (Avvocato)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"background: white; text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">In questo numero del giornale, prendiamo spunto dalla domanda di un lettore per affrontare, a grandi linee, il tema del permesso di soggiorno per lavoro subordinato.<\/span><\/p>\n<p style=\"background: white; text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">Ci scrive il nostro lettore Kaled, egiziano, in Italia da qualche anno senza permesso di soggiorno. Costretto a lavorare in nero, ci chiede come ottenere il permesso di soggiorno, in quanto il suo nuovo datore &egrave; disponibile a stipulare con lui un regolare contratto di lavoro.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">Occorre innanzitutto premettere che la strada maestra per ottenere un permesso di soggiorno lavorativo &egrave; la procedura dei <strong>flussi d&#8217;ingresso<\/strong>. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">Ogni anno il Governo predetermina una quota di cittadini stranieri, da impiegare nei vari settori lavorativi: quest&#8217;anno tale quota &egrave; stata di 170.000 unit&agrave;, da ripartire tra le Regioni e le Province autonome.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">Se il nostro lettere intenda ad esempio lavorare in un ristorante, il suo datore di lavoro dovrebbe inoltrare una domanda di nulla osta al visto d&#8217;ingresso per lavoro subordinato.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">Ci&ograve; avviene attraverso la compilazione di domande <em>on line<\/em>, indirizzate al Ministero dell&#8217;Interno e scaricabili dal sito <em>web<\/em> che, ove la domanda soddisfi i requisiti richiesti, rilascer&agrave; per il tramite della Prefettura locale, il predetto nulla osta alla richiesta di un visto d&#8217;ingresso.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">Quindi lo straniero, munito del nulla osta trasmesso dallo Sportello Unico (cio&egrave; l&#8217;ufficio della Prefettura locale preposto all&#8217;espletamento dell&#8217;istanza) alla rappresentanza diplomatica italiana in Egitto, dovr&agrave; richiedere il visto d&#8217;ingresso presso l&#8217;Ambasciata e cos&igrave; entrare in Italia legalmente.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">Occorre sottolineare che in attesa del rilascio di tale nulla osta, il soggiorno in Italia del nostro amico, ove questi non sia munito di visto d&#8217;ingresso, deve considerarsi irregolare e punibile con un decreto di espulsione accompagnato dal divieto di reingresso nel nostro Paese per un periodo assai lungo (10 anni).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">Ci&ograve; determina un rischio per lo straniero, che non pu&ograve; essere taciuto. Cos&igrave; come per il datore l&#8217;impiego di stranieri privi del permesso di soggiorno &egrave; punito ai sensi dell&#8217;art. 22 comma 12 del T.U. D. Lgs. 286\/98, come reato contravvenzionale (punito con l&#8217;arresto fino a 1 anno e con un&#8217;ammenda).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">La domanda e l&#8217;intera procedura sino al rilascio del visto d&#8217;ingresso deve essere quindi seguita dal datore di lavoro, oppure da Enti e Patronati da questo delegati mentre lo straniero &#8211; in linea teorica &#8211; dovrebbe trovarsi nel proprio Paese.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">Oppure, ove lo straniero si trovi in Italia a diverso titolo (turismo, cure mediche) potrebbe legittimamente avviare la descritta procedura. Salvo per&ograve; effettuare la richiesta del visto d&#8217;ingresso, da inoltrare come detto presso la rappresentanza diplomatica italiana nel proprio paese.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">Purtroppo per&ograve;, il numero delle domande presentate nell&#8217;ambito della procedura dei flussi d&#8217;ingresso ha gi&agrave; abbondantemente superato &#8211; per quest&#8217;anno &#8211; il numero di posti a disposizione. Tuttavia, in linea teorica &egrave; possibile che molte domande vengano rigettate, ad esempio per mancanza dei parametri di volta in volta richiesti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">Cos&igrave; fino al termine di 6 mesi dalla pubblicazione del Decreto flussi in Gazzetta Ufficiale (avvenuta il 30.1.2007) &egrave; possibile inoltrare la domanda via internet, cosa che consigliamo al nostro lettore Kaled, scaricando un apposito software messo a disposizione sul sito del Ministero dell&#8217;Interno.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">Un&#8217;altra possibilit&agrave; di ottenere un permesso di soggiorno lavorativo consiste nella c.d. &quot;<strong>sanatoria<\/strong>&quot;, che riguarda lo straniero gi&agrave; irregolarmente presente in Italia ad una certa data, in grado cos&igrave; di ottenere un permesso di soggiorno &quot;in sanatoria&quot;. Tuttavia tale provvedimento non &egrave; attualmente previsto, e nonostante qualche voce priva di fondamento, non &egrave; cos&igrave; probabile che il Governo segua tale strada.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">L&#8217;ultima sanatoria emanata dal Governo &egrave; stata quella del 2002 <\/span><span style=\"font-size: 11pt; color: black; font-family: Verdana\">(<\/span><span style=\"font-size: 11pt; color: black; font-family: Verdana\">d.l. 9 settembre 2002, n. 195. <em>Disposizioni urgenti in materia di legalizzazione del lavoro irregolare di extracomunitari<\/em>, convertito, con modificazioni, nella legge 9 ottobre 2002, n. 222)<\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">, accompagnata dalla riforma del Testo Unico attraverso la ben nota Legge &quot;Bossi-Fini&quot; <span style=\"color: black\">(Legge 30 luglio 2002, n. 189).<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">Il quesito posto dal lettore ci offre anche la possibilit&agrave; di effettuare qualche considerazione sulla riforma della legge sull&#8217;immigrazione, la cui struttura &egrave; quella di una legge delega, che demanda cio&egrave; al Governo il potere di emanare nuove norme in materia di immigrazione, ispirate ai principi contenuti nella legge-delega.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">Tale lungo <em>iter<\/em> si concluder&agrave; solo dopo molto tempo e solo dopo l&#8217;emanazione dei c.d. decreti attuativi, necessari per dare applicazione pratica alle norme sancite della legge di riforma. In passato tali decreti di attuazione hanno creato non pochi problemi, poich&eacute; talvolta si sono distaccati sensibilmente dal contenuto della norma principale, spesso in senso pi&ugrave; sfavorevole all&#8217;interesse dello straniero.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">Un esempio pu&ograve; chiarire. Secondo la legge Bossi Fini, il contratto di soggiorno era previsto <em>unicamente<\/em> per l&#8217;ingresso dall&#8217;estero, cio&egrave; per chi ancora non era presente in Italia. Successivamente, il regolamento di attuazione D.P.R. 394\/99 ha sancito ex novo<strong><span style=\"font-family: Verdana\"> l&#8217;obbligo<\/span><\/strong> generale &#8211; anche per coloro <span>gi&agrave;<\/span> regolarmente soggiornanti in Italia &#8211; di stipulare un contratto di soggiorno ogni volta che si deve cambiare lavoro, quale condizione per poter rinnovare il permesso di soggiorno (art. 13 comma 2-bis). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">Tra le novit&agrave; di rilievo della riforma, sembra interessante l&#8217;introduzione di uno <em>sponsor<\/em>, cio&egrave; di un cittadino italiano o comunitario che richiede nominativamente lo straniero che si trovi all&#8217;estero . In realt&agrave; tale istituto era gi&agrave; presente nella c.d. l<br \/>\negge &quot;Turco-Napolitano&quot;ed aveva dato buona prova di s&eacute;.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana\">Inoltre, si parla di attribuire maggiori diritti ed una continuit&agrave; di effetti giuridici, <strong>per legge<\/strong> (e non tramite periodiche circolari ministeriali), ai numerosissimi stranieri gi&agrave; in possesso del permesso ed in attesa di rinnovo del titolo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Avv. Matteo Megna del Foro di Roma<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%; text-align: justify\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Matteo Megna (Avvocato) &nbsp; In questo numero del giornale, prendiamo spunto dalla domanda di un lettore per affrontare, a&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-55","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-migranti-e-diritti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/55","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=55"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/55\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=55"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=55"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=55"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}