{"id":52,"date":"2008-02-02T12:03:15","date_gmt":"2008-02-02T12:03:15","guid":{"rendered":"http:\/\/lambertob.koding.io\/wordpress\/?p=52"},"modified":"2016-06-25T15:28:03","modified_gmt":"2016-06-25T15:28:03","slug":"lera-dellargento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/2008\/02\/02\/lera-dellargento\/","title":{"rendered":"L&#8217;ERA DELL&#8217;ARGENTO"},"content":{"rendered":"<p>di Lavinia Grenwell<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">Era dell&#8217;argento secondo i Greci e i Romani, Treta Yuga, Era dei tre fuochi o dei riti per gli Ind\u00f9. L&#8217;era in cui il Bisonte posto a ovest per trattenere le acque della distruzione, secondo i Sioux, si reggeva su tre zampe, avendone gi\u00e0 persa una, cos\u00ec come il Toro Dharma (la legge divina) della tradizione Ind\u00f9.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">L&#8217;elemento maschile si ritira dalla dimensione del divino; nasce la separazione tra uomo e donna; nell&#8217;Era dell&#8217;Argento l&#8217;uomo rimarr\u00e0 sempre l&#8217;eterno bambino perennemente accudito dalle sagge madri e sorelle, e in grado di ritrovare il divino solo in certi casi, solo tramite la guida di donne di sapere, nella figura di paredri, di cui si parler\u00e0 pi\u00f9 avanti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">Questo ritirarsi dell&#8217;elemento maschile e allontanarsi dell&#8217;uomo, ma non ancora della donna, dall&#8217;elemento ispirante dell&#8217;era precedente, ovvero dal Divino, porta a una rottura della mela androgina primordiale, perfetta miscela di acqua e fuoco, notte giorno, e di conseguenza nasce una distinzione tra tali opposti, cos\u00ec come anche tra uomo e donna, tra gli individui umani (che appunto diventano <em>individui<\/em>, ovvero esseri internamente separati dalle forze dominanti universali di cui erano stati parte nell&#8217;Era dei primordi), e tra gli individui umani e la dimensione naturale, animale e vegetale, seppure nell&#8217;et\u00e0 dell&#8217;argento, ovvero del matriarcato, questo fluire tra i Regni di Natura, tra la dimensione umana, animale e vegetale, femminile e maschile, terrestre e celeste, umana e trascendente \u00e8 ancora fortemente presente ed accessibile, o almeno lo \u00e8 per le Donne.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">Allo stesso modo dall&#8217;eterna primavera, tempo di mitezza e fioritura, emblema dell&#8217;equilibrio tra gli opposti, si passa alle quattro stagioni, le quali riflettono su un piano naturale la rottura dagli equilibri cosmici sopra menzionata. Si ha dunque una stagione in cui l&#8217;elemento yang, maschile, \u00e8 dominante, ovvero l&#8217;estate, e una stagione in cui lo \u00e8 quello ying, il femminile, ovvero l&#8217;inverno. Similmente, dal tempo della fioritura e dell&#8217;amore (etimologicamente -come gi\u00e0 precisato precedentemente- &#8220;assenza di morte&#8221;), si arriver\u00e0 gradualmente anche al tempo della decadenza e della morte, a segnare la fine in terra dell&#8217;eterna primavera dei mondi superiori, in cui &#8220;i fiori non avevano bisogno di appassire per fiorire di nuovo&#8221;, come narrato in una poesia celtica che accenna al regno degli Dei, ovvero la fine dell&#8217;immortalit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">Anche il principio interiore divino si allontana dal complesso psico-fisico di facciata delle forme umane, e la trascendenza, prima accessibile a tutti, in quanto tutti egualmente esseri divini, diventa possibile solo tramite l&#8217;iniziazione, femminile in questa particolare era, poich\u00e9 dominata dalla Luna.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">L&#8217;uguaglianza tra gli uomini ha quindi fine, dal momento che, secondo le antiche concezioni cui si fa riferimento, la divinit\u00e0 smette di essere innata nelle genti del mondo, come lo era precedentemente, e &#8211; da qui in poi, &#8211; qualora presente, necessita di pratiche iniziatiche per essere risvegliata e resa il principio dominante all&#8217;interno dell&#8217;individuo, riconnettendolo all&#8217;indifferenziato dell&#8217;universo e facendo s\u00ec che esso smetta di essere un individuo, dalla totalit\u00e0 del tutto separato. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">Proprio per questo motivo, per il fatto che non tutti, di qui in avanti, sono egualmente vicini al divino, nasce probabilmente\u00a0 il concetto di Regalit\u00e0 sacrale, ovvero di figure in parte umane e in parte divine, o di divinit\u00e0 incarnate il cui compito \u00e8 fare da tramite tra terra e cielo per garantire ancora sulla terra la felicit\u00e0 dovuta alle benevole influenze divine.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">E seppure questo concetto \u00e8 al giorno d&#8217;oggi assai difficilmente proponibile, in quanto ci si basa su concezioni materialistiche ed empiristiche che certamente sono in opposizione a tutto ci\u00f2 che questa realt\u00e0 trascende, ovvero dei mezzi razionali e scientifici incapaci di misurare e di avere &#8220;prova&#8221; di ci\u00f2 che \u00e8 di per s\u00e9 al di l\u00e0 di ogni misura, esso aveva forse perfettamente senso in societ\u00e0 nelle quali il contatto con la dimensione divina non era da considerarsi come qualcosa di astratto, esoterico, utopico, irraggiungibile, argomento dei pi\u00f9 svariati dibattiti, in fondo sempre e solo razionali, o, ancora, del tutto impossibile, in quanto agli occhi di molti inesistente la divinit\u00e0 stessa, oppure in fine, come qualche cosa di adatto soltanto a menti ottuse che non sono in grado di relazionarsi alla cosiddetta &#8220;realt\u00e0 oggettiva&#8221;, o che da essa cercano rifugio etc.etc.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">E in ogni caso, al di l\u00e0 delle pi\u00f9 svariate opinioni che possano essere oggi espresse a tale proposito, l&#8217;et\u00e0 dell&#8217;Argento <em>fu<\/em> l&#8217;era delle Regine e delle Sacerdotesse, dei gruppi sacri (a questo proposito si confronti l&#8217;etimologia di sacro, citata nell&#8217;articolo precedente) di donne, dei gruppi iniziatici femminili in cui ancora si cercava e ritrovava la trascendenza attraverso la realizzazione interiore, ottenuta tramite l&#8217;iniziazione, dell&#8217;androginia primordiale, permettendo ancora, cos\u00ec facendo, all&#8217;armonia divina dell&#8217;era precedente di regnare sul mondo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">E&#8217; questa un&#8217;era matriarcale, in cui la discendenza \u00e8 matrilineare, in quanto il concetto di possesso, sia sulla terra che sugli animali, i bambini, gli uomini e le donne, \u00e8 inesistente come nell&#8217;era precedente, cos\u00ec come lo \u00e8 il concetto di coppia, e sarebbe quindi pressoch\u00e9 impossibile risalire al padre. Inoltre essendo i figli di tutta la comunit\u00e0, non \u00e8 rilevante quali siano i genitori fisici, in quanto tutti ugualmente responsabili della crescita dei piccoli, che vengono cresciuti insieme in comune. Anche qui, come nell&#8217;era precedente, non vi sono orfani, in quanto qualora i genitori naturali dovessero venire a mancare subentrerebbe comunque tutta la comunit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">Scrisse Esiodo: <em>&#8220;&#8230;Come seconda una stirpe peggiore assai della prima, <\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">argentea, fecero gli abitatori delle olimpie dimore,<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">\u00a0ne&#8217; per l&#8217;aspetto all&#8217;aurea simile ne&#8217; per la mente,<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">\u00a0ch\u00e9 per cent&#8217;anni il fanciullo presso la madre sua saggia<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">veniva allevato, giocoso e stolto, dentro la casa;<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">ma quando cresciuti giungevano al limitare di giovinezza<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">\u00a0vivevano ancora per poco, soffre<br \/>\nndo dolori<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">per la stoltezza, perch\u00e9 non potevano da tracotante violenza<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">l&#8217;un contro l&#8217;altro astenersi, n\u00e9 gli immortali venerare<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">\u00a0volevano, n\u00e9 sacrificare ai beati sui sacri altari, <\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">come \u00e8 legge fra gli uomini secondo il costume. Allora costoro<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">\u00a0Zeus Cronide li fece morire adirato, perch\u00e9 gli onori<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">\u00a0non vollero rendere agli Dei beati che possiedono l&#8217;Olimpo&#8230;&#8221;<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">E ancora, Ovidio: &#8220;&#8230;<em>Ma poi che Saturno fu cacciato nelle tenebre del Tartaro e il mondo soggiacque a Giove, subentr\u00f2 l&#8217;et\u00e0 argentea, men preziosa dell&#8217;oro, pi\u00f9 pregiata del fulgido bronzo. Giove contrasse la durata dell&#8217;antica primavera: con inverni, calure estive, incostanti autunni e brevi primavere fece volgere in quattro tempi l&#8217;anno. Allora, per la prima volta, l&#8217;aria riarsa da torride vampate prese a biancheggiare, e per i venti il ghiaccio si indur\u00ec in cannelli sospesi. Allora, per la prima volta, gli uomini si rintanarono nelle case; e case furono spelonche, dense macchie e verghe annodate da corteccia. Allora, per la prima volta, i semi di Cerere furono interrati nei lunghi solchi e gravati dal giogo gemettero i giovenchi&#8230;&#8221;<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">Iside, Giunone, Afrodite, Cerere, Freya, Diana, Artemide, Era, Gaia, Venere, Cibele, Devi, Brigid, Durga, Gea, Metis, Demetra, Persefone, Proserpina, Cora, Rea, Opi, Epona, Artio, Dwin, Fand, Morrigane, Danu, Arianrod, Ardvina, Flora o Floralia, Mater Matuta, Minerva, Vesta, Ishtar, Astarte, Athtar, ed ancora innumerevoli altri appellativi, per definire ci\u00f2 che \u00e8 di per s\u00e9 al di l\u00e0 di qualsivoglia definizione, la Dea multiforme, Musa ed ispiratrice della seconda Era, divina, nell&#8217;era argentea venerata in tutte le sue infinite forme, come cos\u00ec bene descrive Uberto Pestalozza in Eterno Feminino Mediterraneo e in Religione Mediterranea, nonch\u00e9 in diversi suoi altri scritti, la Dea- donna o Dea-fiore, la Dea-nuvola e la Dea-frutto, la Dea lupa o cerva, la Dea-orsa, vacca, serpente, farfalla, pecora, capra, aquila, e via dicendo, la Dea-Terra e Luna, la Dea-Mare e la Dea-Sole. La Dea Vergine o Amante, Sorella e nel suo duplice aspetto di Madre-Figlia, ma mai sposa, e <em>apateira<\/em>, senza padre, indomita, dominatrice della dominazione stessa, Madre universa, fluida nel fluire dall&#8217;uno all&#8217;altro dei suoi regni e delle sue manifestazioni.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">Con il passaggio al patriarcato, avvenuto in epoche e con modalit\u00e0 differenti in tutto il mondo, ella fu nei miti privata del suo stato di indipendenza primordiale, sottomessa al giogo del matrimonio, ed identificata in una o nell&#8217;altra delle sue forme, in uno o nell&#8217;altro ruolo a ciascuna delle sue manifestazioni preposto, in una visione statica che sia allontana dalla fluida e cangiante versatilit\u00e0 originaria, e che la vede ora protettrice di una o di quell&#8217;arte, delle partorienti o degli innamorati, dedita alla guerra o alle arti d&#8217;amore, vergine o amante o ancora sposa o figlia, vecchia saggia, Sibilla, bambina Vestale o Amazzone, Fata, bellissima Ninfa, o Maga, Strega, Guaritrice, o ancora Guardiana terrifica, ma mai l&#8217;intende, come in origine, quale essenza, quale forza divina sia maschile che femminile che pu\u00f2 assumere le pi\u00f9 svariate forme, tutte quelle sopra menzionate e altre ancora, come infinite sfaccettature, che in realt\u00e0 sono sempre Lei, l&#8217;Uno, ovvero il tutto, in quanto ci\u00f2 che \u00e8 Madre-Padre del cosmo \u00e8 allo stesso tempo il cosmo stesso in tutte le sue forme. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">Pu\u00f2 essere problematico tuttavia intendere pi\u00f9 in profondit\u00e0 in cosa poteva consistere la vita nel mondo nell&#8217;Era dell&#8217;Argento, per via sia della segretezza di cui le sacerdotesse addette all&#8217;iniziazione femminile amavano circondarsi, sia perch\u00e9 le fonti che narrano della leggenda delle quattro ere, cos\u00ec come quelle che analizzano gli usi e i costumi, le religioni e le impostazioni sociali del matriarcato in tempi e luoghi diversi, di gruppi femminili autonomi presenti ovunque in tempi antichi differenti, e di sopravvivenze in epoche storiche meno remote di riti e modi di vita risalenti alla mitica era dell&#8217;argento, sono per lo pi\u00f9 scritte e riportate alla luce da uomini, per i quali, sia in tempi antichi che in tempi moderni, potrebbe essere molto difficile comprendere, forse ancor pi\u00f9 che per le donne, il pi\u00f9 autentico e antico modo di essere femminile dell&#8217;Era dell&#8217;Argento, cos\u00ec lontano da quello di tutte le ere che lo hanno succeduto, inclusa ovviamente quella moderna.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">Questo anche per il motivo che, seppure ci\u00f2 ancora una volta possa essere oggigiorno considerato inaccettabile o addirittura &#8220;politicamente scorretto&#8221;, le vie iniziatiche femminili e maschili, furono sempre nettamente separate, in quanto, a parte rarissime eccezioni, le energie latenti da risvegliare per raggiungere la trascendenza erano profondamente differenti; dato che si trattava generalmente di vie secche che prescindevano dai rapporti, dalla sensualit\u00e0 e dalle emozioni per gli uomini e di vie umide e dolci, legate all&#8217;intima coralit\u00e0 femminile, alla volutt\u00e0, alla sfrenatezza, al riso, al gioco e al ritrovamento del cuore di bambina per le donne. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">Anche una curiosit\u00e0 o interesse nei confronti dell&#8217;una o dell&#8217;altra via preclusa al proprio sesso, sarebbe stata allora da considerarsi profana e pericolosa, spesso causa della perdita della vita, come per esempio accadde in numerose leggende ai pi\u00f9 svariati uomini che avevano osato spiare le Baccanti, le Ninfe, o altri gruppi di Vergini arcaiche, vergini non nel senso di fisicamente caste ma nel senso etimologico citato nell&#8217;articolo 4. &#8220;Il vocabolo italiano \u2018vergine&#8217; deriva infatti dalla parola latina <em>virgo<\/em>, ritunetua da alcuni etimologicamente affine a <em>vir<\/em> che significa \u2018uomo robusto e forte&#8217; o a vireo, \u2018verdeggio&#8217;. Partendo dalla radice <em>Varg<\/em>, in sanscrito <em>Urg<\/em>&#8216;, il significato del termine pu\u00f2 essere ricondotto ad un essere turgido, gonfio, pieno di succo, forte, vigoroso, lussureggiante, pieno di energia. Al di l\u00e0 quindi dell&#8217;attuale interpretazione di questo vocabolo, la sua nascita lo avvicina a qualcosa di assolutamente distante dalla verginit\u00e0 fisica, ovvero ad uno stato di natura potente e selvaggia, di verde lussureggiante, di energia travolgente od ebbrezza. L&#8217;etimologia, conducendo innanzitutto ad una condizione di prorompente vitalit\u00e0 naturale che poteva caratterizzare un particolare modo d&#8217;essere femminile pieno di forza, non ha evidentemente nulla a che vedere con l&#8217;avere avuto un rapporto sessuale completo con un uomo e mette in luce come il senso moderno della parola sia totalmente distante da quello antico che, a questo punto, risulta un concetto da ricostruire ed esplorare.&#8221; E ancora: &#8220;la radice della parola rimand<br \/>\na anche al greco <em>ergon<\/em>, cio\u00e8 \u2018attivit\u00e0, movimento, spinta, lavoro&#8217; e piu precisamente ad<em> orgao<\/em>, che ha proprio il medesimo senso dell&#8217;essere pieno, ricco d&#8217;umore fecondo, rigoglioso, traboccante e colmo di ardore&#8217; cui e&#8217; strettamente associata la parola greca <em>orgas<\/em>, ovvero \u2018terra fertile, umida, feconda, fiorente e florida&#8217;, orgia che significa \u2018cerimonia segreta, culto misterico, rito sacro&#8217;, <em>orghiasticos<\/em> che signifiica \u2018ispirato da un Dio&#8217;, infine <em>orghiazo<\/em> che ha il senso di \u2018celebrare, prendere parte ad una festa orgiastica, vernerare, onorare, inziare ai Misteri&#8217; (&#8230;) Cosi&#8217; si puo&#8217; capire perche&#8217; Virgilio, nelle Georgiche, si riferisce ai riti bacchici definendo Vergini le fanciulle spartane che li praticavano.&#8221;***<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">***[Op. cit.<em> Le Vergini Arcaiche, <\/em>Leda Barne&#8217;, Edizioni della Terra di Mezzo, 2006]<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">Di quest&#8217;epoca incentrata sulle donne e sul femminile, per quanto come si \u00e8 detto, si trattasse di donne e di un femminile dalla doppia natura, ossia in grado di avere attivi in s\u00e9 sia i principi ying quanto quelli yang, o- secondo la tradizione alchemica- sia il serpente bianco che quello rosso, vi sono numerose tracce che la farebbero risalire al neolitico od anche ad un periodo ancora precedente, oscillando dal 7000 al 2000 a.C. per quanto riguarda i ritrovamenti sparsi un po&#8217; ovunque in India, Europa e Medio Oriente, fino ad arrivare addirittura al 30000 a.C. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">Tuttavia vi sono casi di civilt\u00e0 ancora matriarcali in epoche molto pi\u00f9 recenti, come certamente lo fu Creta, ampiamente descritta da Pestalozza nelle sue ricerche, ove il passaggio al patriarcato per opera degli Achei avvenne in maniera relativamente graduale, dal momento che, seppure i miti vennero distorti in chiave patriarcale e gli usi e i costumi nonch\u00e9 la struttura stessa della societ\u00e0 precedente vennero modificati ed adattati a quella delle genti guerriere che subentrarono, molti aspetti di essa sopravvissero pi\u00f9 a lungo, anche se in maniera meno esplicita e mascherata, ad esempio nella mitologia, dalla simbologia adottata con l&#8217;avvento del patriarcato, come per esempio l&#8217;avere mantenuto divinit\u00e0 femminili venerate precedentemente, che per\u00f2 furono appunto come gi\u00e0 detto viste unicamente e staticamente nel ruolo loro assegnato, spesso anche in funzione del maschile, vedendole appunto anche nel ruolo prima inesistente di spose gelose, come nel caso per esempio di Era, distaccandole cos\u00ec dal loro archetipo, dalla matrice originaria che le racchiudeva tutte nelle loro pi\u00f9 svariate forme, e svuotando cos\u00ec di senso il mito stesso, che in origine poteva forse avere il ruolo di inviare un messaggio, o dischiudere porte su vie alla trascendenza alle donne, a seconda delle diverse inclinazioni.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">Le vie di iniziazione femminile, protette dal pi\u00f9 assoluto segreto iniziatico, pare consistessero in\u00a0 tecniche dolci volte al raggiungimento di dimensioni trascendenti tramite la realizzazione interiore del perfetto equilibrio androgino primigenio tra gli opposti, e legate alla gioiosa coralit\u00e0 femminile e alla condivisione materiale e immateriale, interiore ed esteriore di ogni cosa, come mezzo per svincolarsi dall&#8217;individualit\u00e0 e dall&#8217;individualismo umano per accedere all&#8217;indifferenziato universale. Tecniche basate sulla danza, sul canto corali, sulla gioia e sul riso, sull&#8217;incanto, e sull&#8217;Eros evocato come potente energia creativa e rigeneratrice nonch\u00e9 mezzo di trascendenza. In questi gruppi di sorelle sacre, ove l&#8217;ingresso al maschio \u00e8 severamente precluso, il contatto e non divisione condal mondo naturale, quale parte della dimensione divina, venerata nelle sue manifestazioni animali, acquatiche, terrene, vegetali e celesti, \u00e8 quindi ancora presente, come testimoniato da varie narrazioni che vedono per esempio le Baccanti allattare cerbiatti, o da diversi reperti d&#8217;arte preistorica e di tempi successivi, ove donne appartenenti a tali gruppi iniziatici sono rappresentate con i visi dei pi\u00f9 diversi animali, -come per esempio accade nelle raffigurazioni rimaste delle Yogini,- o avvolte di serpenti, come nelle raffigurazioni delle Potnie mediterranee,- o nell&#8217;atto di trasformarsi in uccelli, o di allattare volatili.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">Cos\u00ec descrisse Euripide le seguaci di Dioniso: <em>&#8220;&#8230;tenevano al seno cerbiatti e lupacchiotti selvaggi e li allattavano offrendo loro mammelle gonfie, e tutte s&#8217;inghirlandavano il capo con corone d&#8217;edera, di quercia, di smilace fiorito. Una percosse una roccia con il tirso, e ne sgorg\u00f2 una sorgente d&#8217;acqua fresca. Un&#8217;altra pianto il bastone al suolo, e di l\u00ec il Dio fece zampillare una fonte di vino. E quelle che avevano\u00a0 desiderio della bianca bevanda graffiando il suolo con le dita traevano rivi di latte, e gocce di miele dolce, a gocce, distillavano dai tirsi d&#8217;edera&#8230;&#8221;<\/em> Euripide, <em>La letteratura greca<\/em>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p>Gruppi iniziatici di donne, sacerdotesse, guerriere, trib\u00f9 e civilt\u00e0 risalenti alla mitica Era dell&#8217;Argento, si mescolano tra la storia, la preistoria, la mitologia, e la leggenda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">Numerosi reperti archeologici, preistorici e storici, provano dell&#8217;esistenza di tali gruppi femminili e civilt\u00e0 matriarcali. Ad essi si uniscono numerosi miti e fiabe, cos\u00ec come fraintendimenti, fantasie dettate dall&#8217;ignoranza, dalla paura, dall&#8217;invidia o dalla misoginia dei tempi e le pi\u00f9 colorite calunnie, come ad esempio quelle che hanno descritto le Streghe come mangiatrici di bambini, sacrificatrici di animali e autrici degli arti pi\u00f9 turpi, o le Baccanti come madri degenere che abbandonavano i propri figli o le Amazzoni come mutilatrici dei bambini maschi e via dicendo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">Per quanto riguarda le &#8220;streghe&#8221;, come furono definite ai tempi dell&#8217;Inquisizione, esse altro non erano che le seguaci dell&#8217;antica religione (religione nel senso etimologico, -precedentemente menzionato,- di ricollegarsi alla sfera metafisica) della Dea, spesso guaritrici ed esperte di erbe e rimedi naturali, -in quanto intrinsecamente connesse e partecipi delle energie rigeneratrici della Natura,- e strettamente connesse alle Fate, tanto da essere ad esse identificabili, come testimonia ampliamente Margaret Alice Murray nei suoi scritti <em>Le streghe nell&#8217;Europa occidentale<\/em> e <em>Il Dio delle streghe<\/em>, censurati dalla Chiesa e poi rimessi in circolazione in seguito. D&#8217;altra parte molte delle donne che furono catturate dall&#8217;Inquisizione e torturate in maniera abominevole, cos\u00ec da fare loro &#8220;ammettere&#8221; qualsiasi cosa fosse stato nell&#8217;interesse della Chiesa, spesso non erano affatto streghe, anche se forse alcune di loro si credettero realmente tali, ma piuttosto donne succubi delle isterie collettive dei tempi o delle sfortunate donne normali, magari semplicemente incapaci di nascondere un modo di essere ai tempi eccentrico o un carattere, o un modo di pensare troppo in contrasto con i modi di vita imposti dalla Chiesa nella comunit\u00e0 di appartenenza.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">Certo \u00e8 che i sacrifici di animali, considerati sacre manifestazioni della Dea stessa e<br \/>\nrano nell&#8217;Era dell&#8217;Argento qualcosa di inconcepibile, cos\u00ec come qualsiasi atto di violenza sarebbe da considerarsi estraneo alla atmosfera dolce di quest&#8217;era lunare, e quindi una calunnia infondata; ma se d&#8217;altra parte vi furono sacrifici di animali nell&#8217;ambito di sedicenti gruppi iniziatici femminili in tempi meno remoti essi furono certo segno di decadenza e prova del fatto che tali gruppi iniziatici non fossero pi\u00f9 tali, ovvero non fossero pi\u00f9 in grado di iniziare chicchessia alla trascendenza. D&#8217;altra parte per\u00f2 si potrebbe supporre che durante l&#8217;era del Bronzo, di cui si narrer\u00e0 pi\u00f9 avanti, in cui la violenza, la brutalit\u00e0, gli uomini e la guerra dominavano il mondo, divenire guerriere come lo furono le Amazzoni, ed essere in grado di proteggersi con le armi se necessario, fosse in molti casi l&#8217;unico modo per proteggersi dall&#8217;essere violentate ed assoggettate. Ma probabilmente le Amazzoni non furono semplicemente donne-guerriere, ma bens\u00ec donne dedite ai culti dell&#8217;Era dell&#8217;Argento, che per continuare a vivere insieme secondo le antiche leggi, libere, sensuali ed inviolate, Vergini nel senso etimologico sopra citato, senza essere sottomesse dall&#8217;uomo, usavano le armi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">E&#8217; vero tuttavia che numerose fiabe e leggende antiche narrano di uomini che avendo osato spiare tali gruppi sacri di Ninfe e Donne devote agli Dei, profanandone il segreto con i loro occhi di mortali, incontrassero la morte, e ci\u00f2 potrebbe avere senso in un ambito nel quale la vita umana \u00e8 incentrata sul culto degli Dei e sulla realizzazione interiore quando ancora in vita (e non solo dopo la morte, come in religioni successive) della divinit\u00e0 come unico scopo, e in cui quindi la vita fisica ha in confronto ben poca importanza, e diventa irrilevante o addirittura non auspicabile soprattutto se prolungata quando in opposizione alle leggi divine, ovvero quando smette di essere un mezzo per perfezionare la propria anima e renderla sempre pi\u00f9 vicina e simile al divino, come si credeva fosse auspicabile e necessario. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">I riti delle donne erano spesso celebrati in templi tondi a cielo aperto, oppure nei boschi e nelle radure pi\u00f9 nascoste agli occhi dei profani, nei pressi di sacre fonti o sulle cime dei monti, ove la natura era pi\u00f9 viva e incontaminata, anch&#8217;essa vergine, dato che si riteneva che tali luoghi\u00a0 sarebbero stati certamente pi\u00f9 propizi al risveglio delle energie latenti divine che permettevano la trascendenza. Questo per il motivo che si credeva che il simile chiama il simile, e quindi una Natura incontaminata, vergine, e di conseguenza sacra e divina, avrebbe facilitato l&#8217;accesso a tale dimensione, interiore cos\u00ec come esteriore, in quanto tali realt\u00e0, in un contesto trascendente, sono parte di un uno e di un tutto indifferenziato. I templi tondi, ricorrenti come gi\u00e0 accennato nelle pi\u00f9 varie culture, farebbero pensare all&#8217;uso del Calderone, anch&#8217;esso simbolo da sempre associato alla magia erotica femminile ed alla trascendenza, nonch\u00e9 all&#8217;abbondanza e alla guarigione, presente in svariate culture, cos\u00ec come ad esempio nella simbologia celtica, ove era definito \u2018Calderone dell&#8217;abbondanza&#8217; o \u2018recipiente di Dagd\u00e8&#8217; ed era ritenuto essere uno dei quattro doni divini portati dai Tuatha d\u00e9 Danann dall&#8217;Isola Bianca (Avallon, ovvero Tir Na Nog, la Terra della Giovinezza) al loro arrivo in Irlanda, assieme alla Spada di Nuadu, alla Lancia di Lug ed alla Pietra del Destino.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">Alla simbologia del calderone si potrebbe ricondurre anche la leggendaria coppa del Graal, custodito da divine figure femminili e foriero di una meravigliosa conoscenza, facendo anche presente che la parola <em>gr\u00e0<\/em> in antico celtico significa amore.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">Spesso, sia il senso originario delle fiabe e delle leggende, che quello dei reperti storici e preistorici, fu pi\u00f9 o meno distorto, se non completamente occultato. Ci\u00f2 avvenne principalmente per via dell&#8217;avvento delle societ\u00e0 patriarcali guerriere, avvenuto ovunque nel mondo in tempi diversi, e successivamente per opera delle religioni monoteiste, cos\u00ec come pure di filosofie ispirate per esempio alla scuola aristotelica, o al pensiero empiristico, o materialista, o illuminista, o decadentista, o realista, o verista e via dicendo, nonch\u00e9 della psicologia moderna e dell&#8217;accettazione da parte della stragrande maggioranza dei popoli di un mondo relativamente antico, ed anche moderno, di una visione e di un approccio all&#8217;antropologia e allo studio della storia e della preistoria, le cui fondamenta sono gi\u00e0 di per s\u00e9 una distorsione in opposizione alla realt\u00e0 originaria, e dunque incapaci di rendersi effettivamente un possibile mezzo per ricercarla, riportarla alla luce ed intenderla al di l\u00e0 delle visioni ed ideologie vigenti nella societ\u00e0 di appartenenza, le quali hanno quasi sempre creato una rete di preconcetti, assunzioni erronee e presupposti di per s\u00e9 devianti che hanno quasi sempre costituito una barriera quasi insormontabile, un filtro che ha portato a fraintendere alcuni dettagli cruciali e a tralasciarne altri, cos\u00ec da costituire tesi, ipotesi e teorie spesso molto lontane da ci\u00f2 che era la realt\u00e0 allora.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">Tuttavia, rianalizzando, con occhi diversi, tali fiabe e leggende, nonch\u00e9 tracce lasciate nel corso della storia da queste misteriose figure femminili facenti parti di catene iniziatiche che parrebbero risalire alla notte dei tempi, si potrebbe forse meglio intendere ci\u00f2 che l&#8217;Era dell&#8217;Argento avrebbe potuto essere.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">Si pensi dunque, guardando a ci\u00f2 in \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 questa diversa prospettiva, alle Vestali, al culto di Estia (seppure in tempi di decadenza, come accadde per numerosi altri ad esso analoghi, fu utilizzato per scopi volgarmente politici e nel primo secolo d.C. il fuoco un tempo considerato sacro e di pertinenza esclusivamente femminile in quanto da sempre simbolo dell&#8217;iniziazione e della trascendenza delle donne, che attraverso di esso garantivano tra le altre cose la buona influenza della Dea su tutta la comunit\u00e0, fu affidato ad uomini); alle seguaci di Brigid, considerata in Irlanda l&#8217;incarnazione della grande Dea primordiale che la onoravano nel cosiddetto recinto di Brigid, tondo come il tempio delle Vestali e delle Yogini della tradizione tantrica addette al rito di Kaula; si pensi alle praticanti del Sehidr devote a Freya, alle figlie degli Homoi (ovvero \u2018gli uguali&#8217;, le genti pi\u00f9 nobili tra gli Spartani), agli Agelai spartani, alle Menadi, alle Baccanti, alle Tiadi e alle Lenee, dedite al Dio androgino Dioniso, od alle praticanti del culto della Bona Dea, e alle seguaci di Artemide, alle Orsette, bambine che veneravano la Dea sotto forma di orsa in un tempio a lei dedicato vicino ad Atene e alle sue giovanissime sacerdotesse di Sparta. Si pensi alle Gallisenae, nove Vergini addette all&#8217;oracolo di una divinit\u00e0 gallica nell&#8217;isola di Sena, o alle Sacerdotesse celtiche dedite al culto di Dioniso in un&#8217;isola inaccessibile agli uomini alle foci della Loira. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">Si pensi ancora ai riti tenuti a Cipro in onore di Afrodite-Arianna, ove Arianna viene da <em>ariane, <\/em>ovvero la \u2018massimamente pura&#8217; o la \u2018massimamente vergine&#8217;, in quanto <em>agnes<\/em>, epiteto spesso riferito ad Afrodite ed alle sue seguaci, t<br \/>\nra cui per esempio Saffo, significa appunto pura, Vergine nel senso antico. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">Si pensi ai tanto fraintesi Tiasi greci, come appunto quello di Saffo, che forse non era affatto gruppi di omosessuali n\u00e9 una scuola per fanciulle nobili dove apprendere le arti della danza e della poesia, n\u00e9 una sorta di\u00a0 istituzione sociale dove le giovani nobili venivano preparate al matrimonio imparando tutto ci\u00f2 che avrebbero dovuto sapere, anche a livello intimo, ma era bens\u00ec un gruppo iniziatico femminile, dedito al culto delle Muse e di Afrodite, cui Saffo \u00e8 sovrapponibile in quanto Maestra spirituale il cui compito era di insegnare alle fanciulle del Tiaso a rendersi simili, fino a divenirne esse stesse incarnazione e manifestazione nel mondo, al loro archetipo divino, ovvero alla Dea dell&#8217;Amore sacro, svincolato dal matrimonio e dall&#8217;uomo (e pur tuttavia non dalla sensualit\u00e0 e dall&#8217;erotismo trascendente) al contrario di quanto si crede e credette con l&#8217;avvento del patriarcato. Ma della Dea autonoma senza padre n\u00e9 madre, libera dal giogo del matrimonio, a cui il maschile si pu\u00f2 unire solo nella forma di Paredro, e quindi di pari, ma mai di superiore, di padre, marito, maestro o padrone, si parler\u00e0 pi\u00f9 avanti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">Si pensi poi alle Fraubunden germaniche, segreti gruppi di donne dedite al culto di Frau Holle, Dea germanica; alla Dea Sole celebrata dai Celti a Bath, detta dai Romani \u2018Minerva Sulis&#8217;; si pensi alle Raganas, le Streghe baltiche. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">Alle Yaksini, divinit\u00e0 femminili in India associate alla fertilit\u00e0 e alla fioritura, alle Driadi, Ninfe dei boschi; alle Asparas, Ninfe abitanti la montagna detta Kailasa, sede del Dio Siva; si pensi alle Anguane del popolo dei Fanes, posto a nord del Trentino, creature leggendarie delle acque sorgive e profetesse del futuro e del passato ma non del presente, e alle Mjanines, che potevano guidare gli uomini nella valle dei desideri, dove era possibile riavvolgere il filo del destino. Si pensi certo alle Muse ispiratrici delle arti, alle Moire ed alle Norne tessitrici di destini, alle Amazzoni, indomite Vergini guerriere, alla leggenda di Tem Eyos Ki delle Native Americane dell&#8217;isola di Vancoover, o alla fiaba di Baba Yaga, ma anche di Circe che non a caso trasformava gli uomini in animali, di Cenerentola, di Biancaneve, o anche della Bella Addormentata nel bosco. Tutte queste favole, e questi gruppi di donne, reali o mitici citati, celano vie iniziatiche femminili alla trascendenza, al ricongiungimento simbolico degli opposti (per esempio il Principe Azzurro e la Fanciulla protagonista nelle favole classiche e la sconfitta della matrigna malvagia, simboleggiante l&#8217;ego tiranno), poi fraintese, cos\u00ec che le fiabe e le leggende furono rinarrate in chiave diversa e i reperti archeologici, e le tracce nella storia e nella preistoria letti in maniera differente.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">Si pensi alle Vergini custodi dei pi\u00f9 svariati oracoli, come per esempio le Sacerdotesse di Dodona o alla Pizia Delfica, ove il nome di Delfi derivava dalla parola <em>delfis<\/em>, che in Greco significa <em>&#8220;oltre che \u2018delfino&#8217;,\u00a0 \u2018utero&#8217; ed era utilizzata anche per designare i genitali femminili. Questo potrebbe suggerire che tale luogo, sacro alla Dea, poteva essere considerato simbolicamente proprio come un magico e potente grembo della Madre Terra&#8230;&#8221;<\/em> [Le Vergini Arcaiche, op. cit.]<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">Si pensi al Wuismo, lo sciamanesimo femminile cinese e alle profetesse dette Wu, intermediatrici in terra del Divino, o alle <em>Miko <\/em>(letteralmente \u2018figlie degli Dei&#8217;)\u00a0 giapponesi dell&#8217;isola di Okinawa, ove la discendenza era matrilineare e le donne rivestivano un ruolo fondamentale in ambito religioso<em>, <\/em>anch&#8217;esse con un ruolo di intermediarie<em>, <\/em>oppure <em>Kuchiyose <\/em>(il cui significato letterale \u00e8 \u2018ascoltare la voce degli Dei e degli Spiriti&#8217;, \u2018consultare gli oracoli&#8217;, \u2018donne che fungono da intermediarie&#8217;);.si pensi poi alle <em>Yuta<\/em>, o <em>Yuta-Monoshiri<\/em>, donne di conoscenza e profetesse che avevano il ruolo di comunicare con gli Dei. [Le Vergini Arcaiche, op. cit.]<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">Si pensi anche alle Sibille, praticanti dell&#8217;arte della mantica; &#8220;<em>&#8230;Ecco davvero quanto \u00e8 degno di essere addotto a testimonianza, cio\u00e8 che fra gli antichi la mania [follia&#8217;] non fu ritenuta cosa vergognosa n\u00e9 oggetto di biasimo neppure da coloro che stabilivano i nomi: altrimenti infatti non avrebbero connesso questo stesso nome alla pi\u00f9 bella delle arti, con cui si discerne il futuro, e non l&#8217;avrebbero chiamata manik\u00e8 [\u2018arte folle&#8217;]. Ma poich\u00e9 ritenevano che la follia fosse una cosa bella, quando nasce per una sorte divina, stabilirono questo nome. Gli uomini di oggi invece, con ignoranza del bello, hanno inserito una -t- e l&#8217;hanno chiamata mantik\u00e9 [\u2018arte divinatoria&#8217;]&#8221;. <\/em>Scrive Platone nel Fedro.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">Con il passare del tempo, come accadde a molte altre Sacerdotesse il cui ruolo era anche legato al riversare i buoni influssi divini nel loro ambito per il benessere di tutta la comunit\u00e0 di appartenenza,\u00a0 anche tutte le figure divine di profetesse e di tramiti con il Divino, a cui erano attribuiti poteri soprannaturali oltre a quelli profetici, persero queste caratteristiche e furono viste solo come profetesse di cui servirsi per scopi personali o politici e quindi profani, in modo assai simile a quanto avvenne per esempio come gi\u00e0 accennato con le Vestali e le addette al culto di Vesta o di Brigid, le quali erano originariamente custodi del Fuoco sacro, a simboleggiare la permanenza della luce divina nel mondo, di una via per ricongiungersi ad essa, nonch\u00e9 di mezzi iniziatici femminili connessi all&#8217;accensione interiore del Fuoco umido per raggiungere tale scopo, cos\u00ec come di mantenere l&#8217;armonia e la giustezza sulla terra di mezzo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">Ci si potrebbe chiedere a questo punto quale fosse il ruolo del maschile all&#8217;interno di una simile societ\u00e0 lunare di dominazione femminile, nonostante come gi\u00e0 detto, la divinit\u00e0 ispirante in quanto tale fosse sempre e necessariamente androgina, cos\u00ec come lo \u00e8 la Luna quando \u00e8 piena, in quanto riflette il principio solare.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">Il maschile, che sia esso nella forma di uomo, Dio o animale, facente parte della dimensione sacra dell&#8217;era dell&#8217;Argento, assume le forme del Paredro, figlio, fratello e amante della Dea.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">Un maschile divino in grado di fluire armonicamente da un regno all&#8217;altro della Dea, ovvero di Natura, vegetale, animale ed anche \u2018umano&#8217; -non in senso strettamente etimologico-; un maschile che mai si impone e sempre \u00e8 pari, ma in nessun caso padre o unico sposo, n\u00e9 padrone, ovvero mai \u00e8 al di sopra, mai \u00e8 prevaricante, mai \u00e8 minaccia dell&#8217;intatta e incorrotta pienezza primordiale, della purezza dell&#8217;incontaminato, di ci\u00f2 che fu in Grecia definita <em>agne<\/em>, la verginit\u00e0 magica (non castit\u00e0) nel senso citato nell&#8217;articolo precedente, descritto nel gi\u00e0 citato\u00a0 &#8220;Le Vergini arcaic<br \/>\nhe&#8221; di Leda Barn\u00e8.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">Un maschile che dopo avere superato le innumerevoli prove a cui esso deve essere necessariamente sottoposto dalla Dea stessa per provarsi degno di esserle al fianco, \u00e8 completamente in grado di percepire, quali che siano le forme da Lei assunte, la sacralit\u00e0 dell&#8217;essenza dietro ciascuna di esse, ed in tali forme amarla, onorarla e venerarla, sia essa donna, albero o fiore, nuvola, volatile o animale della terra, dei fiumi o del mare, fondendosi anch&#8217;egli in tale forma e quindi nel grembo della Grande Madre; cos\u00ec come \u00e8 del resto raffigurato da numerosissime statue, e descritto da fiabe e leggende che narrano di Dei e Dee che assumono le forme dei pi\u00f9 svariati animali per congiungersi. Esemplari rappresentazioni del maschile solare divino e paredri erano il toro, l&#8217;ariete ed il cervo. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">Vi sono poi figure di paredri descritti dai miti come entit\u00e0 fatate maschili met\u00e0 umane e met\u00e0 caprine, quali i Panischi, i Fauni, i Centauri e i Satiri, parte dei cortei di Fate e Ninfe nonch\u00e9 di Dei androgini, e quindi detentori anche dei Misteri della Grande Dea primordiale, quali per esempio Odino, Bacco, Dioniso e Libero, che guidarono, -al pari di Dee quali Freya, Artemide, Frau Holle, Berta, Afrodite e molte altre-, e incitarono le donne a lasciare le loro case e a seguirli sulle cime dei monti per tornare a praticare i loro antichi riti di gioia e di libert\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana;\">Pare vi furono anche rarissimi casi in cui giovani dai tratti animici femminei fossero ammessi ai riti delle Donne, come ad esempio nei Riti Tantrici, spesso oggigiorno grossolanamente fraintesi e distorti, cos\u00ec da creare una visione infinitamente lontana da ci\u00f2 che probabilmente erano in origine, ovvero tecniche erotiche -e dunque di dominio femminile- di iniziazione, a cui\u00a0 i maschi erano probabilmente solo in rari casi ammessi, e soltanto nella pi\u00f9 che mai rara eventualit\u00e0 che essi recassero in se stessi la doppia natura, ovvero anche femminile, e soprattutto che fossero in grado di intendere il sacro nelle Donne, nonch\u00e9 privi di desiderio di dominare e possedere. Essi non erano mai, infatti, in posizione dominante rispetto alle Sacerdotesse (a meno che certamente non si trattasse di Dei incarnati, come vedremo pi\u00f9 avanti, che pur avendo caratteristiche fisiche maschili erano in realt\u00e0 androgini, e quindi anche Dee essi stessi), n\u00e9 certamente indispensabili, come vorrebbe la visione che del tantra hanno i moderni, che propone -distorcendoli oltre misura- tali antichissimi riti in best sellers spesso reperibili in un qualunque supermercato, come mezzi per migliorare il sesso di coppia, oppure in corsi aperti a chiunque (purch\u00e8 si paghi) per uomini e donne attratti dall&#8217;esoterico che dicono di volere raggiungere il divino, che sicuramente non diverr\u00e0 mai accessibile, ma anzi diverr\u00e0 sempre pi\u00f9 lontano, attraverso tali messe in scena, spesso riprovevoli, o anche solo umane, che aprono intimamente alle energie oscure e caotiche del mondo moderno dominato da Kali. E ci\u00f2 in quest&#8217;ottica proverebbe ancora una volta come tutto ci\u00f2 che significava luce in quei tempi lontanissimi celati dalle favole e divenuti una leggenda sia stato capovolto nelle ere successive, cos\u00ec lontane dalle dimensioni di gioia divina dell&#8217;Era della Luna.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Segue\u00a0quarta parte, &#8220;Era del bronzo&#8221;, sul numero 1 di gennaio, febbraio, marzo 2008, prossimamente on line.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Lavinia Grenwell Era dell&#8217;argento secondo i Greci e i Romani, Treta Yuga, Era dei tre fuochi o dei riti&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[],"class_list":["post-52","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-mitologia-dei-diritti-umani"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/52","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=52"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/52\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":446,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/52\/revisions\/446"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=52"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=52"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=52"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}