{"id":51,"date":"2008-02-01T16:31:29","date_gmt":"2008-02-01T16:31:29","guid":{"rendered":"http:\/\/lambertob.koding.io\/wordpress\/?p=51"},"modified":"2008-02-01T16:31:29","modified_gmt":"2008-02-01T16:31:29","slug":"dossier-anna-un-omicidio-di-stato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/2008\/02\/01\/dossier-anna-un-omicidio-di-stato\/","title":{"rendered":"DOSSIER ANNA: UN OMICIDIO DI STATO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\"><strong>Da anni, dopo essere stata avvelenata, denunciava di essere minacciata per le sue battaglie di verit&agrave; e giustizia.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Nell&#8217;Anniversario<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\"> del suo vile assassinio, da parte della mafia di Stato russa, avvenuto a Mosca, il 7 ottobre 2006, desideriamo rendere onore alla valorosa collega Anna Politkovskaya, giornalista famosa in tutto il mondo per i suoi reportage sugli orrori della guerra in Cecenia e le brutalit&agrave; compiute dalle truppe federali. Anna &egrave; stata freddata dai killer del potere nell&#8217;ascensore della sua abitazione moscovita con un colpo secco alla testa e i vili mandanti, come gli esecutori materiali, sono rimasti ovviamente &quot;ignoti&quot; alla magistratura asservita al Cremlino, nonostante<span>&nbsp; <\/span>la polizia russa abbia rinvenuto l&#8217;arma dell&#8217;esecuzione politico-mafiosa e sequestrato il computer della Politkovskaja con tutto il materiale che la coraggiosa giornalista stava per pubblicare, tramite l&#8217;editore della <em><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Novaya_Gazeta\" title=\"Novaya Gazeta\">Novaya Gazeta<\/a>,<\/em> <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Dmitry_Muratov&amp;action=edit\" title=\"Dmitry Muratov\"><span style=\"color: #cc2200\">Dmitry Muratov<\/span><\/a>, proprio il giorno in cui &egrave; stata uccisa. Un lungo articolo sulle torture commesse dalle forze di sicurezza cecene legate al Primo Ministro <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ramsan_Kadyrov\" title=\"Ramsan Kadyrov\">Ramsan Kadyrov<\/a>. Muratov aggiunge che risultano sparite anche due foto. Gli appunti non ancora sequestrati vengono pubblicati il 9 ottobre stesso, sulla <em>Novaya Gazeta.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Anna aveva 48 anni e due figli<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">. Scriveva per il quotidiano dell&#8217;opposizione <em>Novaya Gazeta<\/em>. Nel settembre del 2004, mentre si apprestava a recarsi a Beslan per seguire il sequestro e il massacro degli ostaggi nella scuola numero 1 del capoluogo dell&#8217;Ossezia del Nord, era rimasta vittima di un <strong>misterioso avvelenamento<\/strong> da lei attribuito ai servizi segreti russi. Alle vicende del conflitto ceceno si era appassionata alla fine degli anni &#8217;90, e non solo come cronista: nel dicembre del 1999 fu lei a organizzare, sotto una pioggia di bombe, l&#8217;evacuazione dell&#8217; ospizio di Grozny, mettendo in salvo 89 anziani. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Dimitri Muratov, direttore del quotidiano <em>Novaia Gazeta<\/em>, ha dichiarato che l&#8217;omicidio &quot;<strong><em>sembra essere una punizione per i suoi articoli<\/em><\/strong>&quot;. Politkovskaia aveva fra l&#8217;altro lavorato a una rigorosa inchiesta sulla corruzione in seno al ministero della Difesa e del contingente russo in Cecenia. Nella sua lunga attivit&agrave; di paladina dei diritti umani nella piccola repubblica caucasica, si era fatta molti nemici, sia fra le forze russe che fra i guerriglieri. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Senza mai farsi intimorire, la Politkovskaya in passato era stata arrestata e anche pi&ugrave; volte minacciata per la sua opposizione al governo e per le sue denunce di violazioni dei diritti umani. Nell&#8217;ottobre del 2002, durante l&#8217;assalto al teatro Dubrovka di Mosca da parte di un commando di una cinquantina di terroristi ceceni aveva tentato di fare da mediatrice, ma poi l&#8217;irruzione delle forze speciali russe aveva vanificato i suoi sforzi. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Intervistata spesso anche dagli organi di stampa italiani in qualit&agrave; di preziosa fonte indipendente sulle vicende dell&#8217;ex repubblica sovietica, nel 2004 Anna Politkovskaya era stata insignita con il premio intitolato all&#8217;ex premier svedese Olaf Palme in quanto &quot;<strong><em>simbolo della lunga battaglia per i diritti umani in Russia<\/em><\/strong>&quot;. Nel suo paese aveva vinto il &quot;Penna d&#8217;oro&quot;, l&#8217;equivalente del Pulitzer. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Tra i tanti messaggi di dolore per la morte di Anna Politkovskaya anche quella dell&#8217;ex presidente dell&#8217;Urss <strong>Mikhail Gorbaciov<\/strong> che ha definito l&#8217;omicidio &quot;un crimine grave contro il Paese, un crimine contro tutti noi, &egrave; un colpo all&#8217;intera stampa democratica e indipendente&quot;.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Con l&#8217;omicidio della cronista russa sale a 56 il numero dei giornalisti uccisi nel mondo nel 2006, secondo i dati diffusi dall&#8217;organizzazione <strong>Reporters sans frontieres<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center\" align=\"center\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">IL PERCH&Eacute; DI UNO SPECIALE SU ANNA<\/span><\/strong><\/p>\n<p><em><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Perch&eacute; riteniamo che la vera informazione non possa prescindere dalla lotta per il <span>&nbsp;<\/span>rispetto dei diritti umani,<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">perch&eacute; la lotta al terrore non diventi una comoda etichetta per giustificare le torture, <\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">perch&eacute; giunga il tempo della legge in quelle parti del mondo dove oggi <span>&nbsp;<\/span>il piombo sostituisce la risoluzione dei conflitti,<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">perch&eacute; quegli oppressi che lei &quot;riabilitava&quot;alla storia con le sue denunce non entrino nell&#8217;oblio, <\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">perch&eacute; la sua sete di verit&agrave; non si esaurisca con la sua morte,<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">perch&eacute; l&#8217;eco di quello che ha scoperto giunga nei<span>&nbsp; <\/span>palazzi della politica internazionale,<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">perch&eacute; &egrave; stata lasciata sola e non potevamo permettercelo.<\/span><\/em><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\"><\/p>\n<hr \/>\n<p>&quot;Il paradosso di dire quello che altri fanno finta di non vedere ed essere per questo relegata ai margini dell&#8217;establishment giornalistico nel suo Paese, la consapevolezza di rischiare la vita e andare avanti, comunque, incorruttibile&quot;. <\/span><\/strong><\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify\"><span><span style=\"font-size: 10pt; color: black\"><strong>IL MIO LAVORO AD OGNI COSTO&nbsp;<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span><span style=\"font-size: 10pt; color: black\"><strong>di Anna Politkovskaja<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Sono una reietta. &Egrave; questo il risultato principale del mio lavoro di giornalista in Cecenia e della pubblicazione all&#8217;estero dei miei libri sulla vita in Russia e sul conflitto ceceno. A Mosca non mi invitano alle conferenze stampa n&eacute; alle iniziative in cui &egrave; prevista la partecipazione di funzionari del Cremlino: gli organizzatori non vogliono essere sospettati di avere delle simpatie per me.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Eppure tutti i pi&ugrave; alti funzionari accettano d&#8217;incontrarmi quando sto scrivendo un articolo o sto conducendo un&#8217;indagine. Ma lo fanno di nascosto, in posti dove non possono essere visti, all&#8217;aria aperta, in piazza o in luoghi segreti che raggiungiamo seguendo st<br \/>\nrade diverse, quasi fossimo delle spie. Sono felici di parlare con me. Mi danno informazioni, chiedono il mio parere e mi raccontano cosa succede ai vertici. Ma sempre in segreto.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">&Egrave; una situazione a cui non ti abitui, ma impari a conviverci: erano queste le condizioni in cui lavoravo durante la seconda guerra in Cecenia, scoppiata nel 1999. Mi nascondevo dai soldati federali russi, ma grazie ad alcuni intermediari di fiducia riuscivo comunque a stabilire dei contatti segreti con le singole persone. In questo modo proteggevo i miei informatori.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Dopo l&#8217;inizio del piano di &quot;cecenizzazione&quot; di Putin (ingaggiare i ceceni &quot;buoni&quot; e fedeli al Cremlino per uccidere i ceceni &quot;cattivi&quot; ostili a Mosca), ho usato la stessa tecnica per entrare in contatto con i funzionari ceceni &quot;buoni&quot;. Molti di loro li conoscevo da tempo dato che, prima di diventare &quot;buoni&quot;, mi avevano ospitato a casa loro nei mesi pi&ugrave; duri della guerra.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Ormai possiamo incontrarci solo in segreto perch&eacute; sono considerata una nemica impossibile da &quot;rieducare&quot;. Non sto scherzando. Qualche tempo fa Vladislav Surkov, viceresponsabile dell&#8217;amministrazione presidenziale, ha spiegato che alcuni nemici si possono far ragionare, altri invece sono incorreggibili: con loro il dialogo &egrave; impossibile. La politica, secondo Surkov, dev&#8217;essere &quot;ripulita&quot; da questi personaggi. Ed &egrave; proprio quello che stanno facendo, non solo con me.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">L&#8217;imboscata<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\"><br \/>Il 5 agosto del 2006 mi trovavo in mezzo a una folla di donne nella piccola piazza centrale di Kurchaloj, un villaggio ceceno grigio e polveroso. Portavo una sciarpa arrotolata sulla testa come fanno molte donne locali della mia et&agrave;. La sciarpa non copriva completamente il capo ma non lo lasciava neanche scoperto. Era fondamentale non essere identificata, altrimenti mi sarebbe potuto succedere di tutto. Su un lato della piazza, appesa al gasdotto che attraversa Kurchaloj, c&#8217;era una tuta da uomo intrisa di sangue. La testa, invece, non c&#8217;era pi&ugrave;. L&#8217;avevano portata via. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Nella notte tra il 27 e il 28 luglio due guerriglieri ceceni sono caduti in un&#8217;imboscata tesa alla periferia di Kurchaloj da alcuni uomini fedeli all&#8217;alleato del Cremlino, Ramzan Kadyrov, il primo ministro ceceno. Adam Badaev &egrave; stato catturato mentre Hoj-Ahmed Dushaev, originario di Kurchaloj, &egrave; stato ucciso. Verso l&#8217;alba una ventina di Zhiguli piene di uomini armati hanno raggiunto il centro del villaggio dove si trova il commissariato di polizia. Portavano la testa di Dushaev. Due uomini l&#8217;hanno fissata al gasdotto al centro del villaggio e sotto hanno appeso i pantaloni macchiati di sangue. Poi hanno trascorso le due ore successive a fotografare la testa con i cellulari.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">La testa mozzata &egrave; rimasta esposta per ventiquattr&#8217;ore. Alla fine gli uomini della milizia l&#8217;hanno portata via, lasciando i pantaloni appesi alla tubatura. Gli agenti dell&#8217;ufficio del procuratore generale intanto stavano esaminando la scena dell&#8217;imboscata. Gli abitanti del paese assicurano di aver sentito uno degli agenti chiedere a un subordinato: &quot;Hanno finito di ricucire la testa?&quot;. Il corpo di Dushaev, con la testa ricucita al collo, &egrave; stato riportato sul luogo dell&#8217;imboscata, e l&#8217;ufficio del procuratore generale ha avviato l&#8217;indagine seguendo le normali procedure investigative. Ho scritto un articolo per raccontare l&#8217;episodio, senza fare commenti ma fornendo una ricostruzione dei fatti. Sono tornata in Cecenia proprio quando in edicola usciva il giornale con il mio articolo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">In piazza le donne hanno cercato di nascondermi. Erano sicure che gli uomini di Kadyrov mi avrebbero sparato se avessero saputo che ero l&igrave;. Tutte mi hanno ricordato che il premier aveva giurato pubblicamente di uccidermi. Era successo durante una riunione dell&#8217;esecutivo: Kadyrov aveva dichiarato di averne abbastanza e aveva aggiunto che Anna Politkovskaja era una donna spacciata. Me lo hanno raccontato alcuni membri del governo. Perch&eacute; tanto odio? Forse non gli piacevano i miei articoli? &quot;Chi non &egrave; dei nostri &egrave; un nemico&quot;. Lo ha detto Surkov, il principale sostenitore di Kadyrov nell&#8217;entourage di Putin.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">&quot;&Egrave; talmente stupida che non conosce neanche il valore dei soldi. Le ho offerto del denaro ma non lo ha accettato&quot;, ha detto Kadyrov a un mio vecchio conoscente, un ufficiale delle forze speciali della milizia. &Egrave; &quot;uno dei nostri&quot;, e se ci avessero sorpresi a parlare di certo avrebbe passato dei guai. Al momento di salutarci, fuori era buio. L&#8217;ufficiale mi ha pregato di non uscire, perch&eacute; aveva paura che mi uccidessero. &quot;Non andare. Ramzan &egrave; molto arrabbiato con te&quot;. Sono uscita lo stesso. Quella notte a Grozny avrei dovuto incontrare una persona di nascosto.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Si &egrave; offerto di farmi accompagnare con un&#8217;auto della milizia, ma l&#8217;idea mi sembrava ancora pi&ugrave; rischiosa: sarei diventata un bersaglio per i guerriglieri. &quot;Ma almeno nella casa dove stai andando sono armati?&quot;, mi ha chiesto con aria preoccupata. Durante tutta la guerra sono stata tra due fuochi. Quando qualcuno minaccia di ucciderti i suoi nemici ti proteggono. Ma domani la minaccia verr&agrave; da qualcun altro. Perch&eacute; mi dilungo su questa storia? Solo per spiegare che in Cecenia le persone sono preoccupate per me, e questo fatto mi commuove profondamente. <strong>Temono per la mia vita pi&ugrave; di me<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Perch&eacute; Kadyrov vuole uccidermi? Una volta l&#8217;ho intervistato e ho pubblicato le sue risposte senza cambiare una virgola, rispettando tutta la loro incredibile stupidit&agrave; e ignoranza. Kadyrov era convinto che avrei riscritto completamente l&#8217;intervista, per farlo apparire pi&ugrave; intelligente. In fondo oggi la maggior parte dei giornalisti, quelli che fanno parte &quot;dei nostri&quot;, si comporta cos&igrave;.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Basta questo per attirarsi una minaccia di morte? La risposta &egrave; semplice come la visione del mondo incoraggiata dal presidente russo Vladimir Putin. &quot;Dobbiamo essere spietati con i nemici del reich&quot;. &quot;Chi non &egrave; con noi &egrave; contro di noi&quot;. &quot;Gli oppositori devono essere eliminati&quot;.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">&quot;Perch&eacute; ti sei fissata sulla storia della testa tagliata?&quot;, mi ha chiesto a Mosca Vasilij Panchenkov, che dirige l&#8217;ufficio stampa delle truppe del ministero degli interni, pur essendo una persona per bene. &quot;Non hai altro a cui pensare?&quot;. Mi sono rivolta a lui per avere un commento su Kurchaloj per la Novaja Gazeta. &quot;Lascia perdere, fai finta che non sia successo niente. Lo dico per il tuo bene!&quot;.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: bla\nck; font-family: Verdana\">Ma come posso dimenticare? Detesto la linea del Cremlino elaborata da Surkov, che divide le persone tra chi &quot;&egrave; dalla nostra parte&quot; e chi &quot;non lo &egrave;&quot; o addirittura &quot;&egrave; dall&#8217;altra parte&quot;. Se un giornalista &egrave; &quot;dalla nostra parte&quot; otterr&agrave; premi e rispetto, e forse gli proporranno perfino di diventare un deputato della duma, il parlamento russo. Ma se &quot;non &egrave; dalla nostra parte&quot;, sar&agrave; considerato un sostenitore delle democrazie europee e dei loro valori, diventando automaticamente un reietto. Questo &egrave; il destino di chiunque si opponga alla nostra &quot;democrazia sovrana&quot;, alla &quot;tradizionale democrazia russa&quot;.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Riferire i fatti<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Non sono un vero animale politico. Non ho aderito a nessun partito perch&eacute; lo considero un errore per un giornalista, almeno in Russia. E non ho mai sentito la necessit&agrave; di difendere la duma, anche se ci sono stati anni in cui mi hanno chiesto di farlo. Quale crimine ho commesso per essere bollata come &quot;una contro di noi&quot;? Mi sono limitata a riferire i fatti di cui sono stata testimone. Ho scritto e, pi&ugrave; raramente, ho parlato.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Pubblico pochi commenti, perch&eacute; mi ricordano le opinioni imposte nella mia infanzia sovietica. Penso che i lettori sappiano interpretare da soli quello che leggono. Per questo scrivo soprattutto reportage, anche se a volte, lo ammetto, aggiungo qualche parere personale. Non sono un magistrato inquirente, sono solo una persona che descrive quello che succede a chi non pu&ograve; vederlo. I servizi trasmessi in tv e gli articoli pubblicati sulla maggior parte dei giornali sono quasi tutti di stampo ideologico. I cittadini sanno poco o niente di quello che accade in altre zone del paese e a volte perfino nella loro regione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Il Cremlino ha reagito cercando di bloccare il mio lavoro: i suoi ideologi credono che sia il modo migliore per annullare l&#8217;effetto di quello che scrivo. Ma impedire a una persona che fa il suo lavoro con passione di raccontare il mondo che la circonda &egrave; un&#8217;impresa impossibile. La mia vita &egrave; difficile, certo, ma &egrave; soprattutto umiliante. A 47 anni non ho pi&ugrave; l&#8217;et&agrave; per scontrarmi con l&#8217;ostilit&agrave; e avere il marchio di reietta stampato sulla fronte. Non parler&ograve; delle altre gioie del mio lavoro &#8211; l&#8217;avvelenamento, gli arresti, le minacce di morte telefoniche e online, le convocazioni settimanali nell&#8217;ufficio del procuratore generale per firmare delle dichiarazioni su quasi tutti i miei articoli. La prima domanda che mi rivolgono &egrave; sempre la stessa: &quot;Come e dove ha ottenuto queste informazioni?&quot;.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Naturalmente gli articoli che mi presentano come la pazza di Mosca non mi fanno piacere. Vivere cos&igrave; &egrave; orribile. Vorrei un po&#8217; pi&ugrave; di comprensione. Ma la cosa pi&ugrave; importante &egrave; continuare a fare il mio lavoro, raccontare quello che vedo, ricevere ogni giorno in redazione persone che non sanno dove altro andare. Per il Cremlino le loro storie non rispettano la linea ufficiale. L&#8217;unico posto dove possono raccontarle &egrave; la Novaja Gazeta.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\"><em>Da <span>Another sky<\/span>, Antologia curata dall&#8217;associazione English Pen (<\/em><a href=\"http:\/\/www.englishpen.org\/\"><span><em>www.englishpen.org<\/em><\/span><\/a><em>). Profile Books, Aprile 2007. <\/p>\n<hr \/>\n<p><\/em><\/span><\/p>\n<p><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\"><em><strong>&quot;Anna amava moltissimo il suo Paese, per questo non poteva stare zitta. C&#8217;era chi non voleva sentirla, chi aveva paura di ascoltarla, chi non era in grado di reggere la pesantezza delle sue denunce. Ma per tanti costituiva un esempio di impegno e coraggio&quot; <\/strong><\/em>(Un ritratto attraverso gli occhi di chi ha potuto conoscerla apprezzare sul campo il suo lavoro).<em><strong> <\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p><span><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\"><strong>UNA VOCE SCOMODA, SILENZI COMODI<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\"><span>di Maddalena Parolin <\/span><\/span><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Non c&#8217;&egrave; nessuno in Russia in grado di sostituire il coraggio, l&#8217;esperienza, le capacit&agrave; di Anna Politkovskaya. &quot;Uccisa l&#8217;ultima voce libera&quot;, hanno commentato molti. &quot;Morta l&#8217;ultima espressione della libert&agrave; di stampa&quot;. Ed ora gli attivisti per i diritti umani e tutti coloro che in vario modo cercano di approfondire l&#8217;intricata realt&agrave; della Russia sempre meno libera, e la sua politica nel Caucaso, si sentono colpiti duramente e privati di una voce diventata ormai un punto fermo, con la responsabilit&agrave; di reagire e il timore per un avvenire sempre pi&ugrave; difficile.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">La Cecenia<\/span><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\"> &egrave; il nodo che collega e ingigantisce tutti i mali che affliggono la Russia: arbitrio, corruzione, xenofobia, crisi economica, disagio sociale, degrado del sistema giudiziario e dell&#8217;esercito. Anna si &egrave; tuffata a fondo nel tentativo di fare chiarezza su quel nodo complesso e per anni ha rischiato la vita senza mai smettere di denunciare la &quot;guerra sporca&quot; e di parlare ai suoi cittadini, ai potenti, al mondo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Il ruolo dell&#8217;informazione durante la prima guerra cecena era stato determinante per mobilitare l&#8217;opinione pubblica e giungere agli accordi che nel 1996 avevano messo fine ad una guerra impopolare. Il Cremino ha fatto tesoro della lezione e con la seconda campagna, dal 1999, ha efficacemente impedito in tutti i modi l&#8217;informazione libera nel Paese e soprattutto la documentazione delle violazioni dei diritti umani nella Repubblica Cecena. Anna inizi&ograve; ad occuparsi di Cecenia proprio quando farlo diventava ancora pi&ugrave; rischioso e con gli anni la sua figura era diventata un punto di riferimento internazionale, non solo come giornalista ma anche come difensore dei diritti umani.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Se qualcosa del conflitto ceceno &egrave; trapelato, moltissimo &egrave; merito del suo lavoro, della sua professionalit&agrave; e tenacia, e della sua passione per il suo popolo e per la libert&agrave;.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Anna amava moltissimo il suo Paese, per questo non poteva stare zitta. C&#8217;era chi non voleva sentirla, chi aveva paura di ascoltarla, chi non era in grado di reggere la pesantezza delle sue denunce, cos&igrave; contrastanti con la versione ufficiale del Cremlino e della televisione. E c&#8217;era chi la ammirava: per tanti costituiva un esempio di impegno e coraggio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span><strong>Ma forse Anna &egrave; stata uccisa anche dai colleghi che l&#8217;hanno lasciata sola<\/strong> a raccontare quello che anche loro avrebbero dovuto raccontare, quelli che hanno preferito diventare cronisti di corte e hanno abdicato alla loro dignit&agrave; di giornalisti. Sembrava che il suo nome, la sua notoriet&agrave; e il suo essere al di sopra delle parti e contro tutte le forme di violenza fossero in grado di p<br \/>\nroteggerla, e forse per molto tempo &egrave; stato cos&igrave;.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Anna &egrave; stata uccisa in pieno centro a Mosca, nell&#8217;androne di casa sua. Oggi pi&ugrave; che mai la Cecenia non &egrave; solo un posto pericoloso in cui andare, ma anche e soprattutto un argomento pericoloso di cui scrivere o anche solo parlare, indipendentemente da dove ci si trovi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Silenzio in patria e dall&#8217;estero espressioni di sdegno, anche dai tanti leader che si vantano dell&#8217;amicizia personale di Putin e portano la loro parte di responsabilit&agrave; nel non aver mai affrontato la questione dei diritti umani in Russia, nell&#8217;aver lasciato che la Cecenia divenisse una &quot;tragedia dimenticata&quot;. Quante persone dovranno morire prima che l&#8217;Europa passi all&#8217;azione dopo aver preso coscienza di quello che sta succedendo in Russia e in Cecenia?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Il mondo intero reclama a gran voce indagini chiarificatrici e accurate che svelino i colpevoli e le responsabilit&agrave;. Ma per avere ottimismo in merito occorrerebbe negare l&#8217;evidenza, e dimenticare i depistaggi che hanno circondato gli attentati di Mosca dell&#8217;autunno &#8217;99, le omissioni che circondano i terribili eventi del Nord-Ost (il sequestro del teatro di Mosca) e le verit&agrave; nascoste della tragedia di Beslan. E non c&#8217;&egrave; pi&ugrave; Anna ad indagare con la sua tenacia, a dare voce ai testimoni, ai superstiti, ai parenti, a tutti i dimenticati dopo le tragedie che hanno sconvolto il mondo intero.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Anna &egrave; andata al cuore delle questioni, mostrando alla Russia e al mondo le tante drammatiche conseguenze del conflitto intricato, gli attori che ne traggono profitto cos&igrave; come le vittime, da entrambe le parti, documentando con rigore e professionalit&agrave; ogni sua singola affermazione, ogni sua denuncia, ogni pi&ugrave; piccolo avvenimento.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Ci ha insegnato i motivi per cui i diritti umani in Russia e specialmente in Cecenia dovrebbero preoccupare tutti noi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Aveva dato voce alle madri dei soldati russi, all&#8217;abbandono, da parte dello stato che avevano servito, dei propri figli con terribili ferite fisiche e traumi psicologici, del loro divenire pericolosi per s&eacute; stessi e per la societ&agrave;, sbandati, alcolizzati, violenti. Aveva raccontato il degrado del sistema militare, i pestaggi, le violenze. Andando avanti nonostante l&#8217;odio e a volte le minacce dei militari a causa del suo lavoro in Cecenia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Aveva dato voce ai ceceni, entrando clandestinamente nel Paese e spiegandoci che per far sentire parte della Federazione Russa un popolo stremato sin dalle deportazioni di Stalin degli anni &#8217;40, e ora decimato da un decennio di guerra, ci vuole ben altro che una costituzione scritta a Mosca, elezioni farsa in odore di brogli e signori della guerra che nascosti dietro alte cariche dello stato sguinzagliano bande armate irregolari che terrorizzano il Paese, lasciandolo in un clima di paura che terrorizza quanto le bombe.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">La vita e gli scritti di Anna Politkovskaya dimostrano senza mezzi termini che l&#8217;umanitarismo militare in realt&agrave; &egrave; solo la faccia pulita del terrorismo di stato. &quot;Terrorismo di stato contro terrorismo di gruppo&quot;, l&#8217;aveva definito.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Anna ha tentato fino alla fine di mettere questa drammatica realt&agrave; sotto gli occhi dei cittadini russi e dei potenti che li manipolano nascondendosi dietro la vuota retorica della guerra. Ora che manca una delle menti piu&#8217; lucide e coraggiose della Russia, il futuro della Federazione sembra ancora pi&ugrave; buio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Chiunque sia stato il vero mandante di questo omicidio a sangue freddo, la sparizione di questa voce scomoda &egrave; stata sicuramente un ottimo regalo di compleanno per Putin e per i suoi pretoriani in Cecenia. E far emergere la verit&agrave; sulle vittime di tutti i terrorismi, di stato e di gruppo, senza di lei sar&agrave; ancora pi&ugrave; difficile. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Maddalena Parolin Osservatorio sui Balcani &#8211; <a href=\"http:\/\/www.peacelink.it\/\">http:\/\/www.peacelink.it\/<\/a> <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\"><\/p>\n<hr \/>\n<p><em><span style=\"color: black\"><strong>Anna Politkovskaja <span>&nbsp;<\/span>verr&agrave; ricordata per le sue inchieste sulla Cecenia. <\/strong><\/span><\/em><em><span style=\"color: black\"><strong>Il suo giornale, la Novaja Gazeta, dopo la sua morte ha scelto di aprire per i<span>&nbsp; <\/span>suoi lettori una finestra inedita sulla sua vita quotidiana e<span>&nbsp; <\/span>ricordarla per la sua umana normalit&agrave;. Anna alle prese con Van Gogh, il suo cane,<span>&nbsp; <\/span>&egrave; la conferma che l&#8217;occhio che riflette il mondo esterno &egrave; anche lo specchio della coscienza interna. <\/strong><\/span><\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: black\"><strong>ALLE PRESE CON VAN GOGH<\/strong><\/span><span><br \/><\/span><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">L&#8217;estate scorsa &egrave; morto il nostro cane &#8211; vecchio, vecchissimo. Martin, un doberman di quindici anni, aveva vissuto a lungo per gli standard della sua razza. Era un cane magnifico che ci aveva difeso con onore per molti anni: durante il caos della perestrojka e poi nel periodo di banditismo totale, mentre si accumulavano capitali e crollavano le libert&agrave;.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Con lui ci sentivamo come dietro a una schiera di guardie del corpo: adorava i nostri amici, individuava immediatamente i malintenzionati e li cacciava senza esitazioni, per&ograve; non mordeva mai nessuno. Sotto gli occhi di Martin litigavamo, ci riappacificavamo, ci ritrovavamo, ci lasciavamo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">E lui ci amava disperatamente, a volte sembrava sopraffatto da questo amore. Martin ha smesso di servirci solo negli ultimi 45 minuti della sua vita, quando si &egrave; sdraiato e ha perso conoscenza. Allora siamo stati noi a servire lui: gli abbiamo tenuto le mani sul cuore finch&eacute; ha smesso di battere.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Poi ci sono stati sei mesi di tortura. Vivere senza un cane era come vivere senza una capsula dell&#8217;amore ad azione continua impiantata sotto pelle.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Ed ecco che i miei figli hanno trovato su internet un annuncio fantastico. Da un lato questo cane non somigliava a Martin &#8211; per noi era un punto irrinunciabile. Dall&#8217;altro non aveva il pelo lungo &#8211; anche questo era importante, eravamo abituati cos&igrave;. Infine, secondo le informazioni raccolte, era un animale socievole e affettuoso.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Un cucciolo bloodhound. Per chi non lo conosce &egrave; un cane con le zampe grosse, gli occhi perennemente tristi e le orecchie lunghe. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Andiamo al negozio. La commessa continua a ripetere: &quot;Questo maschietto &egrave; semplicemente una meraviglia. Il migliore della cuc<br \/>\nciolata&quot;. Il &quot;migliore&quot; non smette un attimo di fare pip&igrave;. Ci guarda e fa subito pip&igrave;. Per&ograve; &egrave; tenerissimo, giocherellone &#8211; prendetemi, vi prego. E questo decide tutto: implora da stringere il cuore.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">&quot;Quattro mesi. Ha ancora diritto di far pip&igrave;&quot;, ripete la donna con voce stridula.<br \/>A casa lo abbiamo ribattezzato Van Gogh, al posto dello stupido Hagard che gli aveva affibbiato la venditrice. E cominciamo a vivere insieme. Ben presto &egrave; chiaro che Van Gogh non fa pip&igrave; in continuazione: &egrave; una vera e propria macchina per la minzione. Appena vede un estraneo, ecco una pozzanghera. Che fare?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Abbiamo smesso di invitare esseri umani in casa (eccetto i parenti), sperando che l&#8217;abitudine gli sarebbe passata. In quanto ad alzare la voce di mezzo tono &#8211; non dico gridare, per carit&agrave;, ma appena un lieve aumento di volume &#8211; neanche a parlarne: subito un fiume.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Appena fa uno schizzetto, Van Gogh comincia ad agitarsi per la paura, si nasconde o, peggio, lo lecca, cercando di eliminare le tracce. Portarlo fuori? Van Gogh, ce ne accorgiamo subito, odia la strada, tutto gli fa orrore. Il momento migliore della passeggiata &egrave; quando varchiamo il portone, l&#8217;ascensore, la soglia del nostro appartamento. Appena riprendiamo la via di casa rizza subito la coda, felice. La nostra casa &egrave; diventata la sua fortezza.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Tutto in vendita<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Nella clinica veterinaria ci dicono che non ha quattro mesi, ma almeno cinque, e ci chiedono: &quot;Lo sapete perch&eacute; la commessa gli ha abbassato l&#8217;et&agrave;?&quot;. &quot;Perch&eacute;?&quot;. &quot;Per convincervi a prenderlo. I cani grandi non li vuole nessuno &#8211; spesso hanno gi&agrave; imparato qualcosa, e non &egrave; detto che sia qualcosa di buono&quot;.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Ed &egrave; proprio cos&igrave;. I veterinari hanno anche trovato della renella nella vescica di Van Gogh. Le analisi sono costate pi&ugrave; di dodicimila rubli. Pi&ugrave; altri duemila per gli antibiotici per curare l&#8217;infiammazione. Secondo il dottore, in et&agrave; cos&igrave; giovanile (negli esseri umani e nelle bestie, la renella e i calcoli sono appannaggio degli anziani) il problema &egrave; provocato da una cattiva alimentazione imposta da molti allevatori e commercianti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Proprio quando il cucciolo va nutrito bene, gli danno quello che capita e cos&igrave; gli alterano il metabolismo. Ma l&#8217;essenziale &egrave; smerciarlo, confondere le idee ai futuri padroni e tanti saluti. &Egrave; gente che finge affetto, insiste il dottore, ma in realt&agrave; &egrave; nemica degli animali, rovina i cani per sempre.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Per-sem-pre. &Egrave; stato l&#8217;avviso numero uno. Intanto era chiaro che Van Gogh si aggrappava a noi come a una zattera. Aveva sempre pi&ugrave; paura di chiunque entrasse in casa. E il terrore per gli estranei cresceva con lui &#8211; ormai era grande e grosso, e i suoi tentativi di nascondersi dietro di noi diventavano maniacali. Immaginate la scena: qualcuno si avvicina, ci passa accanto per strada, e lui subito dietro di me. Un bestione con le zampe possenti. Non abbaia, non ulula. Si limita a guardare gli estranei con un terrore tale da spaventare anche te.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">E alla fine abbiamo capito: aveva paura che lo portassero via. Erano stati degli uomini a portarlo via. Ed erano diventati nemici. Per-sem-pre. Di nuovo. Adesso il quadro era pi&ugrave; chiaro: ci era capitato un cane con gravi problemi psichici. Cosa c&#8217;&egrave; di peggio? Non era lui a difendere noi, ma noi a dover difendere lui&#8230;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Chiamo il negozio: cos&#8217;&egrave; successo al cane? No, non telefono per reclamare: voglio saperlo solo per aiutare il cane e noi. E la commessa cede: prima che lo prendessimo noi, il cane era stato rifiutato due volte. Non aveva idea di cosa fosse successo, dove lo avevano portato e perch&eacute; non lo avevano voluto. Ma lo avevano picchiato. E lo avevano picchiato degli uomini. Lo avevano spaventato. E poi lo avevano scaricato. Non c&#8217;erano dubbi: bisognava trovare uno psicologo o un addestratore.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Gli psicologi pi&ugrave; economici costano 1.300 rubli a visita. Per questa somma danno consigli di questo tenore: andare in vacanza, passare pi&ugrave; tempo all&#8217;aria aperta, riposarsi, cambiare casa, ambiente, citt&agrave;, paese&#8230; Ma non li danno tutti insieme. Ogni consiglio 1.300 rubli. Uff! La missione era materialmente impossibile. Ripiegammo sugli addestratori. Katja &#8211; della ditta Cane intelligente, oppure Amico fedele, costo 500 rubli all&#8217;ora &#8211; diceva di lavorare soltanto con i &quot;cani dell&#8217;&eacute;lite&quot; (non con cani d&#8217;&eacute;lite, ma con cani di gente ricca), e aveva l&#8217;agenda piena di appuntamenti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Per&ograve; &egrave; riuscita a trovare un ritaglio di tempo. Erano le sette del mattino quando &egrave; arrivata da noi, ancora mezza addormentata. Con le mani in tasca ha cominciato a darmi ordini: vai l&agrave;, fai questo e quest&#8217;altro. Niente di elitario: solo quello che c&#8217;&egrave; scritto in qualunque manuale sull&#8217;addestramento dei cani.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Addestratrice noglobal<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Quindici minuti prima della fine della lezione, e malgrado il suo aspetto noglobal &#8211; maglietta nera, stivaletti e bandana &#8211; Katja ha preteso molto globalisticamente i suoi 500 rubli, sbuffando con disprezzo quando le abbiamo fatto notare che le rimaneva ancora un quarto d&#8217;ora di lavoro. Non ci siamo pi&ugrave; rivisti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">La seconda e la terza addestratrice sono state assolutamente identiche alla prima per qualit&agrave; degli esercizi, per&ograve; la tariffa era pi&ugrave; alta: 700 e 900 rubli per la stessa ora scarsa. Non era pi&ugrave; possibile buttare altri soldi dalla finestra, tanto pi&ugrave; che la vescica di Van Gogh continuava a costarci migliaia di rubli. Cos&igrave; la vita &egrave; ripresa a scorrere come prima.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Van Gogh continuava ad avere il terrore di tutto, e io continuavo a difenderlo da tutto. Dagli uomini, dagli oggetti sconosciuti, dallo stridio della serranda del garage, dalle frenate delle macchine e dagli uomini che ci passavano accanto.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Fedele per sempre<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Man mano che cresceva, i problemi aumentavano. Nel nostro quartiere, per raggiungere il giardinetto riservato ai cani bisogna attraversare una strada molto trafficata e senza semaforo. In pratica bisogn<br \/>\na tuffarsi in un fiume di macchine che non hanno l&#8217;abitudine di rallentare.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Prima di arrivare alle strisce pedonali Van Gogh, terrorizzato, si lasciava cadere a terra e io dovevo prenderlo in braccio oppure trascinarlo: 40-50 chili di massa viva che si impuntavano disperatamente. Dopo una passeggiata di questo tipo lo sbalzo di pressione era garantito. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Ma un cane con il metabolismo irregolare, la renella e problemi di socializzazione deve assolutamente trascorrere un po&#8217; di tempo in compagnia dei suoi simili.<br \/>Allora ho deciso di caricare Van Gogh sulla mia auto per trasportarlo dall&#8217;altra parte della strada. Nel giardinetto corre timoroso senza dare troppa confidenza agli altri cani, anche se qualche volta ci gioca. In compenso si muove, annusa, si tranquillizza.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Ma la sua maggiore occupazione &egrave; guardare con nostalgia la nostra auto. E appena apro lo sportello, lui salta allegramente sul sedile posteriore. Adora viaggiare in macchina, o anche soltanto starci seduto dentro. Un piccolo spazio chiuso e isolato dal resto del mondo dove esistono solo lui e la sua padrona. Per Van Gogh &egrave; il territorio pi&ugrave; sicuro al mondo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Si calma immediatamente, osserva felice la vita al di l&agrave; del finestrino, il suo sguardo si rasserena, avvicina le orecchie al parabrezza posteriore e pu&ograve; perfino addormentarsi. Tutte le paure sono scomparse. Salta fuori dalla macchina e si infila subito nel portone del palazzo, corre verso l&#8217;ascensore &#8211; dai che siamo quasi arrivati e&#8230; finalmente: la mia casa, la mia fortezza. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Anche la mia pressione per il momento &egrave; tornata normale. Ma si pu&ograve; andare avanti cos&igrave;? I veterinari ormai si esprimono senza mezzi termini: lo sopprima. Lo stesso dicono amici e colleghi: perch&eacute; tormentarsi in questo modo? Dopo tutto &egrave; un cane, non un essere umano. Dallo via. &Egrave; solo un&#8217;elegante figura retorica per dire la stessa cosa: sopprimilo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Chi volete che se ne occupi, se non chi si &egrave; gi&agrave; affezionato con tutta l&#8217;anima a questo essere con le orecchie grandi e gli occhi malinconici, che non ha colpa di nulla.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">In una grande citt&agrave; il destino di un cane malato, se il suo padrone non ha i mezzi per curarlo e mantenerlo, &egrave; essere soppresso. Il mondo, che &egrave; diventato crudele con tutte le persone in difficolt&agrave; (disabili, orfani, malati), &egrave; diventato altrettanto crudele con gli animali. &Egrave; naturale, non potrebbe essere diversamente. Per capire fino a che punto l&#8217;odore dei soldi ci rende feroci basta portare a spasso un cane malato.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Non appartengo alla trib&ugrave; degli animalisti folli, quelli che amano i cani pi&ugrave; degli uomini. Io gli uomini li amo pi&ugrave; dei cani. Ma non sono capace di tradire. Soprattutto se so che quell&#8217;essere vivente non sopravviverebbe a un altro abbandono: morirebbe senza di me. &Egrave; completamente in mio potere, fino all&#8217;ultimo pelo del suo lungo orecchio setoso. Come &egrave; in potere di chiunque se lo ritrovi tra le mani per un capriccio della sorte.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Il mondo dei ricchi<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Questa casta sempre pi&ugrave; numerosa dei cani abbandonati, fratelli di Van Gogh, &egrave; stata generata dal mondo dei ricchi. Li comprano come se fossero un giocattolo &#8211; ci si divertono un po&#8217;, si stufano, gli mollano un calcio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Ignorano il valore dei soldi proprio come ignorano il valore di un essere vivente che ti &egrave; fedele fino alla fine. So bene cosa mi si potrebbe obiettare: non tutti i ricchi sono cos&igrave; cattivi, non tutti i veterinari sono degli squartatori. Certo. Ma allora perch&eacute; da noi si vedono branchi di cani di razza che cercano rifugio negli androni?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">&Egrave; di nuovo sera. Giro la chiave nella serratura e&#8230; Van Gogh mi vola addosso, sempre e comunque. Anche se gli fa male la pancia, anche se stava dormendo profondamente, qualunque cosa abbia mangiato. La fonte di un affettuoso moto perpetuo. Tutti ti piantano, tutti si stancano di te &#8211; il cane non smette mai di amarti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">E io lo prendo, lo carico in macchina, lo trasporto dall&#8217;altro lato della strada, corro al suo fianco per farlo saltare un po&#8217; con gli altri cani, gli faccio vedere come bisogna giocare con loro, striscio con lui lungo il percorso a ostacoli per fargli vincere la paura, lo accompagno vicino a uomini sconosciuti, prendo la loro mano, con la loro mano accarezzo le orecchie di Van Gogh e gli ripeto che sono buoni.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Internazionale 662-663, 12 ottobre 2006<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\"><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify\"><span><span style=\"font-size: 10pt; font-style: normal; font-family: Verdana\"><strong>Biografia di Anna Politkvoskaja<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Anna Politkovskaja nasce il <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/30_agosto\" title=\"30 agosto\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">30 agosto<\/span><\/a> <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1958\" title=\"1958\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">1958<\/span><\/a> con il nome di Anna Mazepa a <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/New_York\" title=\"New York\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">New York<\/span><\/a>, figlia di due diplomatici <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Unione_Sovietica\" title=\"Unione Sovietica\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">sovietici<\/span><\/a> di nazionalit&agrave; <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ucraina\" title=\"Ucraina\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">ucraina<\/span><\/a> di stanza presso l&#8217;<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/ONU\" title=\"ONU\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">ONU<\/span><\/a>. Studia giornalismo all&#8217;<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Universit%C3%A0_di_Mosca&amp;action=edit\" title=\"Universit&agrave; di Mosca\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">Universit&agrave; di Mosca<\/span><\/a>, dove si laurea nel <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1980\" title=\"1980\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">1980<\/span><\/a> con una tesi sulla <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Poesia\" title=\"Poesia\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">poetessa<\/span><\/a> <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Marina_Tsvetaeva\" title=\"Marina Tsvetaeva\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">Marina Tsvetaeva<\n\/span><\/a>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">La sua carriera inizia nel <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1982\" title=\"1982\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">1982<\/span><\/a> al famoso giornale moscovita <span><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Izvestia&amp;action=edit\" title=\"Izvestia\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">Izvestia<\/span><\/a><\/span>, che lascer&agrave; nel <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1993\" title=\"1993\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">1993<\/span><\/a>. Dal <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1994\" title=\"1994\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">1994<\/span><\/a> al <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1999\" title=\"1999\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">1999<\/span><\/a>, lavora come cronista, come responsabile della Sezione Emergenze\/Incidenti e come assistente del direttore <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Yegor_Yakovlev&amp;action=edit\" title=\"Yegor Yakovlev\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">Yegor Yakovlev<\/span><\/a> alla <span>Obshchaya Gazeta<\/span>, oltre a collaborare con altre radio e TV libere. Nel <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1998\" title=\"1998\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">1998<\/span><\/a>, si reca per la prima volta in Cecenia come inviata della <span>Obshchaya Gazeta<\/span> per intervistare <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Aslan_Mashkadov&amp;action=edit\" title=\"Aslan Mashkadov\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">Aslan Mashkadov<\/span><\/a>, all&#8217;epoca neo-eletto Presidente di Cecenia. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">A partire dal <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Giugno\" title=\"Giugno\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">giugno<\/span><\/a> <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1999\" title=\"1999\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">1999<\/span><\/a> fino alla fine dei suoi giorni, lavora per la <span><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Novaya_Gazeta\" title=\"Novaya Gazeta\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">Novaya Gazeta<\/span><\/a><\/span>. Nello stesso periodo, pubblica alcuni libri fortemente critici su Vladimir Putin, sulla conduzione della guerra in Cecenia, <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Daghestan\" title=\"Daghestan\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">Daghestan<\/span><\/a> ed <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Inguscezia\" title=\"Inguscezia\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">Inguscezia<\/span><\/a>. Spesso per il suo impegno viene minacciata di morte. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Nel <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2001\" title=\"2001\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">2001<\/span><\/a>, la Politkovskaja &egrave; costretta a fuggire a <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Vienna\" title=\"Vienna\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">Vienna<\/span><\/a> in seguito a ripetute minacce ricevute via <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/E-mail\" title=\"E-mail\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">e-mail<\/span><\/a> da Sergei Lapin, un ufficiale dell&#8217;OMON (la polizia dipendente direttamente dal ministero degli Interni con emanazioni nelle varie repubbliche russe) da lei accusato di crimini contro la popolazione civile in Cecenia. Lapin viene arrestato per un breve periodo e poi rilasciato nel <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2002\" title=\"2002\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">2002<\/span><\/a>. Il processo riprende nel <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2003\" title=\"2003\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">2003<\/span><\/a> per concludersi, dopo numerose interruzioni, nel <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2005\" title=\"2005\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">2005<\/span><\/a> con una condanna per l&#8217;ex-poliziotto per abusi e maltrattamenti aggravati su un civile ceceno e per falsificazione di documenti. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Proprio in Cecenia la Politkovskaja si reca molto spesso, sostenendo le famiglie delle vittime civili, visitando <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ospedale\" title=\"Ospedale\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">ospedali<\/span><\/a> e <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Campo_profughi&amp;action=edit\" title=\"Campo profughi\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">campi profughi<\/span><\/a>, intervistando sia militari russi che civili ceceni. Nelle sue pubblicazioni, non risparmia critiche violente sull&#8217;operato delle forze russe in Cecenia, sui numerosi e documentati abusi commessi sulla popolazione civile e sui silenzi e le presunte connivenze degli ultimi due Primi Ministri ceceni, <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Ahmad_Kadyrov&amp;action=edit\" title=\"Ahmad Kadyrov\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">Ahmad Kadyrov<\/span><\/a> e suo figlio <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ramsan_Kadyrov\" title=\"Ramsan Kadyrov\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">Ramsan<\/span><\/a>, entrambi sostenuti da Mosca.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">La Politkovskaja<\/span><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\"> gode anche di notevole considerazione negli ambienti ceceni: il suo nome &egrave; spesso apparso fra i &quot;negoziatori privilegiati&quot; dalla guerriglia, cos&igrave; come appare fra le personalit&agrave; impegnate a condurre le trattative durante la <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Crisi_del_Teatro_Dubrovka\" title=\"Crisi del Teatro Dubrovka\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">crisi del Teatro Dubrovka<\/span><\/a>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Nel <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2003\" title=\"2003\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">2003<\/span><\/a> pubblica il suo terzo libro, <span>A Small Corner of Hell: Dispatches From Chechnya<\/span> (tradotto in Italia con il titolo <span>Cecenia, il disonore russo<\/span>), in cui denuncia la guerra brutale in corso in Cecenia, in cui migliaia di cittadini innocenti sono torturati, rapiti o uccisi dalle autorit&agrave; federali russe o dalle forze cecene. Durante la stesura del libro, la Politkovskaja si &egrave; avvalsa delle testimonianze anche di militari russi e della protezione di alcuni ufficiali durante i mesi pi&ugrave; duri della guerra. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Nel <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Settembre\" title=\"Settembre\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">settembre<\/span><\/a> <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2004\" title=\"2004\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">2004<\/span><\/a>, mentre si sta recando a <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Beslan\" title=\"Beslan\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">Beslan<\/span><\/a> durante la <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Strage_di_Beslan\" title=\"Strage di Beslan\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">crisi degli ostaggi<\/span><\/a><br \/>\n, viene improvvisamente colpita da un malore e perde conoscenza. L&#8217;aereo &egrave; costretto a tornare indietro per permettere un suo immediato ricovero. Si suppone un tentativo di avvelenamento, ma la dinamica dell&#8217;accaduto non verr&agrave; mai chiarita del tutto. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Nel <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Dicembre\" title=\"Dicembre\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">dicembre<\/span><\/a> <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2005\" title=\"2005\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">2005<\/span><\/a>, durante una conferenza di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Reporter_Senza_Frontiere\" title=\"Reporter Senza Frontiere\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">Reporter Senza Frontiere<\/span><\/a> a <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Vienna\" title=\"Vienna\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">Vienna<\/span><\/a> sulla libert&agrave; di stampa denuncia:<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">&laquo;Certe volte, le persone pagano con la vita il fatto di dire ad alta voce ci&ograve; che pensano. Infatti, una persona pu&ograve; perfino essere uccisa semplicemente per avermi dato una informazione. Non sono la sola ad essere in pericolo e ho esempi che lo possono provare.&raquo;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">In un saggio che verr&agrave; pubblicato postumo nel <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2007\" title=\"2007\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">2007<\/span><\/a>, in una raccolta a cura del <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=PEN_American_Center&amp;action=edit\" title=\"PEN American Center\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">PEN American Center<\/span><\/a>, la Politkovskaja scrive: <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">&laquo;Sono una reietta. &Egrave; questo il risultato principale del mio lavoro di giornalista in Cecenia e della pubblicazione all&#8217;estero dei miei libri sulla vita in Russia e sul conflitto ceceno. A Mosca non mi invitano alle conferenze stampa n&eacute; alle iniziative in cui &egrave; prevista la partecipazione di funzionari del Cremlino: gli organizzatori non vogliono essere sospettati di avere delle simpatie per me.<br \/>Eppure tutti i pi&ugrave; alti funzionari accettano d&#8217;incontrarmi quando sto scrivendo un articolo o sto conducendo un&#8217;indagine. Ma lo fanno di nascosto, in posti dove non possono essere visti, all&#8217;aria aperta, in piazza o in luoghi segreti che raggiungiamo seguendo strade diverse, quasi fossimo delle spie.<br \/>Sono felici di parlare con me. Mi danno informazioni, chiedono il mio parere e mi raccontano cosa succede ai vertici. Ma sempre in segreto. &Egrave; una situazione a cui non ti abitui, ma impari a conviverci.&raquo;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Nello stesso saggio dice di non considerarsi &quot;un magistrato inquirente&quot;, ma piuttosto &quot;una persona che descrive quello che succede a chi non pu&ograve; vederlo&quot;, dal momento che &#8211; continua &#8211; in Russia &quot;i servizi trasmessi in tv e gli articoli pubblicati sulla maggior parte dei giornali sono quasi tutti di stampo ideologico&quot;.<a name=\"L.27assassinio\" title=\"L.27assassinio\"><\/a><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\"><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Immagine:Politkovskaya01.JPG\" rel=\"prettyphoto[51]\" title=\"Cittadini russi depongono fiori vicino al luogo del delitto.\"><\/a><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Cittadini russi depongono fiori vicino al luogo del delitto.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Anna Politkovskaja viene ritrovata morta il <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/7_ottobre\" title=\"7 ottobre\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">7 ottobre<\/span><\/a> <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2006\" title=\"2006\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">2006<\/span><\/a> nell&#8217;ascensore del suo palazzo a <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Mosca_%28Russia%29\" title=\"Mosca (Russia)\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">Mosca<\/span><\/a>. La polizia rinviene una pistola <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Makarov_PM&amp;action=edit\" title=\"Makarov PM\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">Makarov PM<\/span><\/a> e quattro <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Bossolo\" title=\"Bossolo\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">bossoli<\/span><\/a> accanto al cadavere. Uno dei proiettili ha colpito la giornalista alla testa. La prima pista seguita &egrave; quella dell&#8217;omicidio premeditato ed operato da un killer a contratto. Il mandante &egrave; ancora oggi sconosciuto. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">L&#8217;<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/8_ottobre\" title=\"8 ottobre\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">8 ottobre<\/span><\/a>, la polizia russa sequestra il computer della Politkovskaja e tutto il materiale dell&#8217;inchiesta che la giornalista stava compiendo. Il <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/9_ottobre\" title=\"9 ottobre\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">9 ottobre<\/span><\/a>, l&#8217;editore della <span><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Novaya_Gazeta\" title=\"Novaya Gazeta\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">Novaya Gazeta<\/span><\/a><\/span> <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Dmitry_Muratov&amp;action=edit\" title=\"Dmitry Muratov\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">Dmitry Muratov<\/span><\/a> afferma che la Politkovskaja stava per pubblicare, proprio il giorno in cui &egrave; stata uccisa, un lungo articolo sulle torture commesse dalle forze di sicurezza cecene legate al Primo Ministro <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ramsan_Kadyrov\" title=\"Ramsan Kadyrov\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">Ramsan Kadyrov<\/span><\/a> (chiamate dispregiativamente <span>kadiroviti<\/span>). Muratov aggiunge che mancano anche due fotografie all&#8217;appello. Gli appunti non ancora sequestrati vengono pubblicati il 9 ottobre stesso, sulla <span>Novaya Gazeta<\/span>.<sup><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Anna_Politkovskaja#_note-6#_note-6\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">[9]<\/span><\/a><\/sup><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">I funerali si svolgono il <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/10_ottobre\" title=\"10 ottobre\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">10 ottobre<\/span><\/a> presso il cimitero Troyekurovsky di Mosca. Pi&ugrave; di mille persone &#8211; fra cui i colleghi e semplici ammiratori della giornalista &#8211; partecipano alla cerimonia funebre. Nessun rappresentante del Governo russo per&ograve; vi partecipa. <a name=\"Libri\" title=\"Libri\"><\/a><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Libri<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Russia<\/span><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\"> under Putin<\/span><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">, The Harvill Press, Londra, 2001, <\/span><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\"><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Speciale:RicercaISBN&amp;isbn=1860469752\"><span style=\"color: windowtext;\n text-decoration: none; text-underline: none\">ISBN 1860469752<\/span><\/a><\/span><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\"> <\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">A Dirty War: A Russian reporter in Chechnya<\/span><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">, The Harvill Press, Londra, 2001, <\/span><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\"><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Speciale:RicercaISBN&amp;isbn=1860468977\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">ISBN 1860468977<\/span><\/a><\/span><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\"> <\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">A Small Corner of Hell: Dispatches from Chechnya<\/span><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">, University of Chicago Press, Chicago, 2003, <\/span><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\"><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Speciale:RicercaISBN&amp;isbn=0226674320\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">ISBN 0226674320<\/span><\/a><\/span><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\"> <\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Putin&#8217;s Russia<\/span><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">, The Harvill Press, Londra, 2004, <\/span><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\"><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Speciale:RicercaISBN&amp;isbn=1843430509\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">ISBN 1843430509<\/span><\/a><\/span><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\"> <\/span><\/li>\n<\/ul>\n<h3 style=\"text-align: justify\"><a name=\"Edizioni_italiane\" title=\"Edizioni_italiane\"><\/a><span><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Edizioni italiane<\/span><\/span><\/h3>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Cecenia, il disonore russo<\/span><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">, Fandango, Roma, 2003, <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Speciale:RicercaISBN&amp;isbn=888751755X\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">ISBN 888751755X<\/span><\/a> <\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">La Russia<\/span><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\"> di Putin<\/span><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">, Adelphi, Milano, 2005, <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Speciale:RicercaISBN&amp;isbn=8845919749\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">ISBN 8845919749<\/span><\/a> <\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Proibito parlare<\/span><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">, Mondadori, Milano, 2007, <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Speciale:RicercaISBN&amp;isbn=8804567805\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">ISBN 8804567805<\/span><\/a> <\/span><\/li>\n<\/ul>\n<h2 style=\"text-align: justify\"><a name=\"Riconoscimenti_e_premi\" title=\"Riconoscimenti_e_premi\"><\/a><span><span style=\"font-size: 10pt; font-style: normal; font-family: Verdana\">Riconoscimenti e premi<\/span><\/span><\/h2>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\"><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2001\" title=\"2001\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">2001<\/span><\/a>: <span>Premio dell&#8217;Unione dei Giornalisti Russi<\/span> <\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">2001: <span>Global Award for Human Rights Journalism<\/span> (<\/span><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\"><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Amnesty_International\" title=\"Amnesty International\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">Amnesty International<\/span><\/a><\/span><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">) <\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\"><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2002\" title=\"2002\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">2002<\/span><\/a><\/span><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">: <span>Freedom to Write Award<\/span> (<\/span><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\"><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=PEN_American_Center&amp;action=edit\" title=\"PEN American Center\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">PEN American Center<\/span><\/a><\/span><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">) <\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">2002: <span>Courage in Journalism Award<\/span> (<\/span><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\"><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=International_Women%27s_Media_Foundation&amp;action=edit\" title=\"International Women's Media Foundation\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">International Women&#8217;s Media Foundation<\/span><\/a><\/span><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">) <\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\"><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2003\" title=\"2003\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">2003<\/span><\/a>: <span><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Lettre_Ulysses_Award&amp;action=edit\" title=\"Lettre Ulysses Award\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">Lettre Ulysses Award<\/span><\/a><\/span> <\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">2003: <span><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Medaglia_Hermann_Kesten&amp;action=edit\" title=\"Medaglia Hermann Kesten\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">Medaglia Hermann Kesten<\/span><\/a><\/span> <\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\"><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2004\" title=\"2004\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">2004<\/span><\/a>: <span>Premio <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Olof_Palme\" title=\"Olof Palme\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">Olof Palme<\/span><\/a><\/span> (assieme a <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Lyudmila_Alekseeva&amp;action=edit\" title=\"Lyudmila Alekseeva\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">Lyudmila Alekseeva<\/span><\/a> e <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Sergei_Kovalev&amp;action=edit\" title=\"Sergei Kovalev\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">Sergei Kovalev<\/span><\/a>) <\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\"><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2005\" title=\"2005\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">2005<\/span><\/a>: <span>Premio per la Libert&agrave; ed il Futuro dei Media<\/span> (Media City Leipzig) <\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\"><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2006\" title=\"2006\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">2006<\/span><\/a>: <span>International Journalism Award<\/span> <\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\"><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2007\" title=\"2007\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none\">2007<\/span><\/a>: <span>Premio Internazionale <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Tiziano_Terzani\" title=\"Tiziano Terzani\"><span style=\"color: windowtext; text-decoration: no\nne; text-underline: none\">Tiziano Terzani<\/span><\/a><\/span> <\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"margin-left: 18pt; text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Verdana\">Estratto da <a href=\"http:\/\/www.wikipedia.it\/\">http:\/\/www.wikipedia.it\/<\/a> <\/span><\/p>\n<p><a name=\"Note\" title=\"Note\"><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><\/span><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da anni, dopo essere stata avvelenata, denunciava di essere minacciata per le sue battaglie di verit&agrave; e giustizia. Nell&#8217;Anniversario del&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-51","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cronache-giudiziarie"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/51","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=51"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/51\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=51"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=51"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=51"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}