{"id":481,"date":"2017-04-08T16:39:09","date_gmt":"2017-04-08T16:39:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/?p=481"},"modified":"2020-12-30T15:30:40","modified_gmt":"2020-12-30T15:30:40","slug":"in-onore-di-franco-mastrogiovanni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/2017\/04\/08\/in-onore-di-franco-mastrogiovanni\/","title":{"rendered":"In onore di Franco Mastrogiovanni"},"content":{"rendered":"<p><strong>In onore di Franco Mastrogiovanni, assassinato da \u201cT.S.O.\u201d. <\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Per dire no alla tortura e alla contenzione psichiatrica!<\/strong><\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Mastrogiovanni.png\" rel=\"prettyphoto[481]\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-482\" src=\"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Mastrogiovanni-300x106.png\" alt=\"Mastrogiovanni\" width=\"707\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Mastrogiovanni-300x106.png 300w, https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Mastrogiovanni-768x271.png 768w, https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Mastrogiovanni-1024x362.png 1024w, https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Mastrogiovanni-150x53.png 150w, https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Mastrogiovanni.png 1354w\" sizes=\"auto, (max-width: 707px) 100vw, 707px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Per dire no alla banalit\u00e0 del male e dell\u2019ingiustizia!<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff;\"><strong><u>I Motivi per cui Avvocati senza Frontiere ha chiesto al P.G. di Salerno di impugnare la sentenza d\u2019appello che, ribaltando le pene e sanzioni inflitte, garantisce sostanziale impunit\u00e0 a medici ed infermieri (<a href=\"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/documenti\/Istanza_impugnazione_PG_SALERNO.pdf\">Vedi atto<\/a>)<\/u><\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>L\u2019avevamo promesso.<\/strong> Ed, infatti, sin dall&#8217;inizio, il\u00a0nostro impegno \u00e8 stato quello di monitorare il corretto svolgimento del processo, evitando le solite facili assoluzioni dei \u201c<strong><em>colletti bianchi<\/em><\/strong>\u201d, troppo spesso protetti dalla magistratura inquirente e giudicante, pi\u00f9 propensa a perseguire per resistenza, oltraggio, minacce, diffamazione o calunnia, chi denuncia i reati contro la pubblica amministrazione e i cittadini inermi, vittime di violenze e abusi di ogni ordine e specie, piuttosto che chi li commette (forze dell\u2019ordine, pubblici ufficiali, professionisti, politici, magistrati). Come accaduto al povero Franco Mastrogiovanni, perseguitato per oltre 30 anni dalle Autorit\u00e0 locali, fino alla sua atroce morte, che aveva preannunciato implorando: \u201c<strong><em><span style=\"color: #ff0000;\"><u>non portatemi a Vallo perch\u00e9 l\u00e0 mi ammazzano<\/u>!<\/span>\u201d. <\/em>E\u2019 cos\u00ec \u00e8 stato. <\/strong>Proprio l\u00e0, nel lager psichiatrico di Vallo della Lucania la sua profezia si \u00e8 avverata. L\u00ec, \u00e8 stato lasciato, cinicamente, morire, dopo oltre 86 ore di incessante agonia, legato mani e piedi, senza acqua n\u00e9 cibo, ignorando ogni sua supplica e invocazione di aiuto a coloro che avrebbero dovuto assisterlo, curarlo e proteggerlo, nel rispetto della vita umana e dei codici internazionali etici per lo svolgimento della professione, dallo statuto delle Organizzazioni mediche mondiali (1948) allo statuto dell\u2019Associazione psichiatrica mondiale (1976).<\/p>\n<p><strong>Ed, ora, i suoi torturatori (primario, medici e infermieri), possono tornare indisturbatamente ad esercitare la<em> \u201cprofessione medica e paramedica\u201d<\/em>, grazie alla sentenza della Corte d\u2019Appello di Salerno, che pur riconoscendone la penale responsabilit\u00e0, revoca le misure interdittive, concede le attenuanti e sospende la pena, riducendo le condanne al di sotto dei minimi edittali, rispetto a quelle gi\u00e0 assai miti inflitte in primo grado<\/strong> (da un 1 anno e 2 mesi per gli infermieri, fino ad un massimo di 2 anni per i medici e il <em>benemerito<\/em> primario). Tutto pu\u00f2 tornare come prima. E, a Vallo della Lucania, come in altri ospedali, si continuer\u00e0 a morire di \u201ccontenzione di comodo\u201d: cio\u00e8, legare i pazienti, non perch\u00e9 vanno \u201c<em>fuori di testa<\/em>\u201d o per esigenze terapeutiche, ma per mera comodit\u00e0 di medici ed infermieri, disumanit\u00e0, cinismo, assenza di controlli, carenza di personale, ma, principalmente, <strong><u>certezza di impunit\u00e0<\/u><\/strong>, come denunciato dallo stesso P.M. Francesco Rotondo, che prima di venire trasferito a Salerno [<em>promuovere per rimuovere<\/em>] aveva fatto in tempo a disporre il giudizio immediato degli imputati, chiedendo le misure cautelari, oggi, incautamente revocate, sebbene la sentenza di primo grado avesse interdetto per <strong><u>5 anni<\/u><\/strong> tutti i medici dai pubblici uffici.<\/p>\n<p><strong>Di fronte a questa scandalosa assoluzione di fatto e realt\u00e0 sanitaria non possiamo tacere<\/strong>. Abbiamo pazientemente atteso il deposito della sentenza di appello per capire pi\u00f9 a fondo il senso, ove di senso si possa parlare, del <strong>dispositivo<\/strong> pronunciato all\u2019udienza del <strong>15.11.2016<\/strong>. Ma, ora, dopo aver valutato attentamente lo svolgimento dei primi due gradi di giudizio, durati quasi <strong>8 anni<\/strong>, come avevamo promesso, \u00e8 nostro precipuo dovere mettere a nudo i fatti e le responsabilit\u00e0 delle parti. E, lo facciamo pubblicando la richiesta da noi trasmessa, lo scorso <strong>5 aprile 2017<\/strong>, al P.G. di Salerno, quali parti civili, affinch\u00e8 impugni in cassazione la <strong><u>sentenza n. 2296\/16<\/u><\/strong>, resa dalla Corte d\u2019Appello penale di Salerno, depositata il 6.3.2017, e notificataci nei giorni scorsi (<a href=\"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/documenti\/SENTENZA-MASTROGIOVANNI.pdf\">Vedi sentenza d&#8217;appello<\/a>) .<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>E\u2019 la solita giustizia all\u2019italiana<\/strong>, \u201c<em>forte con i deboli, debole con i forti<\/em>\u201d, dove anche la pi\u00f9 atroce delle morti \u2013 [<em>s\u2019intende: quelle altrui<\/em>] \u2013 finisce a \u201c<em>tarallucci e vino<\/em>\u201d, rimettendo ognuno al proprio posto, cos\u00ec da scoraggiare ogni futura azione di vittime, associazioni e magistrati \u201c<em>fuori controllo<\/em>\u201d, onde garantire l\u2019<strong>intangibilit\u00e0<\/strong> degli equilibri di potere delle massomafie che controllano il territorio, con particolare riferimento alla sanit\u00e0 campana, ma anche a quella di aziende ospedaliere del Nord, sciolte per mafia, a partire da Napoli, Locri, Palmi, Caserta, Pavia, dove sono state riscontrate forme di condizionamento da parte delle locali organizzazioni criminali, ramificate su scala nazionale, senza si sia mai istituita una commissione di inchiesta monocamerale sulla corruzione nella sanit\u00e0, nonostante varie proposte di legge in tal senso, n\u00e9 tantomeno introdotto anche in Italia il reato di tortura, come richiesto dalle Nazioni Unite e dalla Corte Europea dei Diritti dell\u2019Uomo.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019impunit\u00e0 \u00e8 sempre odiosa<\/strong>, ma lo \u00e8 ancor di pi\u00f9 quando la morte \u00e8 provocata mediante torture, spietata indifferenza e complicit\u00e0 di coloro che dovrebbero proteggere i cittadini che fiduciosamente si affidano, prima al sistema sanatario nazionale, eppoi a quello giudiziario, nell\u2019illusione di trovare un\u2019equa riparazione agli errori medico-ospedalieri e ai torti subiti, a volte dagli stessi magistrati, come nel caso di Franco Mastrogiovanni, dove il pm d\u2019udienza Martuscelli, dopo il trasferimento dell\u2019originario titolare (pm Rotondo), il quale aveva svolto le indagini e formulato i capi d\u2019accusa, ha fatto di tutto per minimizzare le fonti di prova, circa la lampante colpevolezza degli imputati, cercando di coprire ad oltranza le gravi responsabilit\u00e0 del personale sanitario, oltrech\u00e8 delle forze dell\u2019ordine e delle Autorit\u00e0 amministrative che avevano autorizzato il T.S.O., da ultimo dichiarato illegittimo dal Tribunale di Vallo della Lucania, condannando i medici per \u201c<strong><em>sequestro di persona, morte come conseguenza di altro delitto e falso in atto pubblico<\/em><\/strong>\u201d, grazie all\u2019attivit\u00e0 di denuncia, prontamente da noi svolta unitamente alle altre Associazioni e parti civili costituite.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>In linea di principio<\/strong>, ambedue le sentenze di primo e grado hanno riconosciuto il ruolo propulsivo delle Associazioni, smentendo e censurando il pm Martuscelli, ma hanno reso giustizia solo a met\u00e0, avendo affermato la responsabilit\u00e0 penale degli imputati solo in maniera virtuale o simbolica.<\/p>\n<p>Dapprima, in quanto gli infermieri erano stati mandati assolti, in spregio ad ogni contraria evidenza, adducendo avessero agito per ordini superiori \u2013 eppoi \u2013 sebbene la Corte d\u2019Appello abbia accolto l\u2019impugnazione delle parti civili e del pm, riconoscendo come da noi sottolineato che anche il personale infermieristico \u00e8 portatore di una posizione di garanzia, ex art. 40 c.p., nei confronti dei pazienti sottoposti alla loro cura e vigilanza \u2013 in quanto le condanne inflitte sono talmente miti e insignificanti, da svuotare di qualsiasi significato l\u2019intero giudizio e il contenuto sanzionatorio delle norme penali violate, che prevedono pene severe e l\u2019interdizione dai pubblici uffici, come aveva disposto in un primo tempo il tribunale, con condanne fino a 3 anni e 6 mesi di reclusione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>In altri termini<\/strong> \u00e8 stato fatto un uso a dir poco \u201c<strong><em>improprio<\/em><\/strong>\u201d delle norme penali violate e dell\u2019istituto delle attenuanti, in quanto trattandosi di sequestro\u00a0 di persona (art. 605 c.p.), che ha causato la morte della vittima (586 c.p.), come affermato in entrambi i gradi, dovevano applicarsi le aggravanti, prevalenti sulle attenuanti, vertendosi nell\u2019ipotesi di condotte aggravate, sia ex art. 605 c. 4 c.p., sia ex art. 61 c. 1 nn. 4, 5, 9 c.p. Dal momento che, come emerge dalle telecamere di sorveglianza, l\u2019illegittima contenzione \u00e8 stata posta in essere con<strong> particolare<\/strong> <strong>crudelt\u00e0, indifferenza e sevizie<\/strong>, consistite nell\u2019assoluta mancanza di cure al paziente, lasciato languire nudo, legato mani e piedi, per oltre tre giorni consecutivi, sino a procurarne morte, <strong><u>senza cibo n\u00e9 acqua<\/u><\/strong>, e con <strong>ferite<\/strong> <strong>profonde e sanguinanti<\/strong>, privo di qualsiasi adeguata assistenza e forma di soccorso, limitandosi ad applicare una soluzione fisiologica inferiore a quella del fabbisogno, impedendo agli stessi parenti di visitare il proprio congiunto e di accertare i disumani trattamenti subiti e lo stato di assoluto abbandono.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Altro che attenuanti e benefici di legge! <\/strong>Tali gravissime condotte criminose andavano sanzionate a norma di legge, con il necessario rigore imposto in casi consimili di inaudita ferocia e disumanit\u00e0.<\/p>\n<p>Tutti gli imputati dovevano venire riconosciuti responsabili di omicidio preterintenzionale, ai sensi \u00a0dell\u2019art. 584 c.p., e, non gi\u00e0 del mero omicidio colposo, essendo la morte di Franco Mastrogiovanni diretta conseguenza di una condotta programmaticamente rivolta contro l\u2019incolumit\u00e0 individuale. Basta ricordare che il solo reato di cui all\u2019art. 476 c.p., in relazione alla falsificazione delle cartelle cliniche, in cui non \u00e8 stata riportata la contenzione, <strong>prevede la reclusione da<\/strong> <strong><u>tre a dieci anni<\/u><\/strong>. Mentre per il sequestro di persona (605 c. 2), \u00e8 prevista una pena <strong><u>fino a 10 anni<\/u><\/strong>, qualora il soggetto agente rivesta la qualit\u00e0 di pubblico ufficiale, con abuso dei poteri inerenti alle sue funzioni, come nel caso di specie, in cui vi \u00e8, altres\u00ec, l\u2019aggravante della morte della vittima. Lo stesso dicasi per quanto attiene l\u2019art. 586 c.p., dalle cui previsioni normative fanno eccezione sia i delitti di percosse (581), sia di lesioni personali (582), \u201c<strong><em>dal momento che se da tali condotte deriva la morte della vittima, si ha omicidio preterintenzionale ex art. 584 c.p.<\/em><\/strong>\u201d, norma secondo cui \u00e8 prevista una pena edittale <strong>da un minimo di 10 anni sino a 18 anni<\/strong> <strong>di reclusione<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>In buona sostanza<\/strong>, una sentenza di compromesso. Un\u2019operazione gattopardiana da terzo millennio, in chiave giudiziaria, di chi finge di adattarsi ai cambiamenti in atto, dando a vedere di apprezzarli e sostenerli, ma solo per poter conservare i privilegi delle caste, come affermava Tancredi, nipote di Don Fabrizio, principe di Salina: \u00abSe vogliamo che tutto rimanga come \u00e8, bisogna che tutto cambi\u00bb, nell\u2019illuminante romanzo storico del principe siciliano Giuseppe Tomasi Di Lampedusa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019unico pregio<\/strong> delle decisioni in esame \u00e8 quello di avere spezzato il clima persecutorio e d&#8217;odio politico nei confronti di Franco Mastrogiovanni, anche da morto, vittima dagli anni \u201990 di reiterati abusi da parte delle forze dell\u2019ordine e dello stesso pm Martuscelli, in relazione a un arresto illegale, per fatti da cui \u00e8 stato poi completamente assolto, con condanna dello Stato Italiano al risarcimento dei danni da \u00a0ingiusta detenzione. Ciononostante, i Giudici non sono stati in grado di far luce sulle ragioni di tale accanimento nei confronti della vittima e sulle oscure protezioni di cui hanno sinora goduto i suoi aguzzini e detrattori, come da noi denunciate, smascherando, tra l\u2019altro, il maldestro tentativo del pm Martuscelli di manlevare il primario da ogni responsabilit\u00e0, assecondando contro ogni diversa evidenza, immortalata dai filmati della video-sorveglianza, la versione dei fatti propinata dal Di Genio, secondo cui si sarebbe trovato in ferie, esibendo un ordine di servizio falso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La risibilit\u00e0 della motivazione<\/strong> di appello, secondo cui si tratterebbe: <strong>a)<\/strong> di \u201c<em>comportamenti diffusi<\/em>\u201d che non riguardano il solo personale sanitario di Vallo della Lucania, e <strong>b)<\/strong> di protocolli di \u201c<em>recente formazione<\/em>\u201d (2006), riferendosi alle linee guida dell\u2019Ospedale Niguarda di Milano, come abbiamo sottolineato nei motivi di impugnazione, si commenta da s\u00e9 e non merita ulteriori parole o censure, ricordando che la preziosit\u00e0 del bene della vita, il rispetto dei protocolli sanitari e delle leggi, ovvero l\u2019importanza delle cure mediche che dovrebbero essere riservate ad un paziente affidato al servizio sanatario nazionale di un paese civile e progredito, come il nostro, che si vanta di essere la \u201c<strong><em>culla del diritto<\/em><\/strong>\u201d e la settima potenza industriale del mondo, non possono venire sviliti e neutralizzati da una sofferta pronuncia di compromesso, intervenuta a distanza di quasi <strong>8 anni<\/strong> dai fatti, la quale pi\u00f9 che rendere giustizia alle vittime, affermando principi di civilt\u00e0 giuridica, si pone, invero, piuttosto,<\/p>\n<p>come \u201c<strong><em>salvacondotto<\/em><\/strong>\u201d di sostanziale impunit\u00e0 e stimolo alla reiterazione di reati analoghi da parte dei baroni e di chi opera nella sanit\u00e0 pubblica. E\u2019 lo stesso Raffaele Cantone, Presidente dell\u2019ANAC (Autorit\u00e0 Nazionale Anticorruzione), dal quale attendiamo ancora risposta alle nostre segnalazioni, a parlare di controllo della sanit\u00e0 pubblica come strumento per consolidare il potere della camorra sul territorio e che il primo scioglimento di una ASL appartiene alla Campania (da \u201c<em>I Gattopardi<\/em>\u201d).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>A nostro parere<\/strong>, fatti-reato di tale gravit\u00e0, cos\u00ec odiosi, turpi e contrastanti con ogni principio di civilt\u00e0 giuridica e di umanit\u00e0, che hanno provocato la morte atroce di un uomo sano, non possono di certo venire sanzionati mediante una condanna virtuale, a poco pi\u00f9 di un anno di reclusione, paragonabile a quelle inflitte per reati bagatellari, privi di qualsiasi offensivit\u00e0 e allarme sociale, quali la mera ricettazione di un telefono cellulare, resistenza, oltraggio o reati di natura ideologica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Tutto ci\u00f2 \u00e8 inaccettabile<\/strong> ed il Movimento per la Giustizia continuer\u00e0 fino in fondo la sua battaglia civile, se sar\u00e0 necessario portando il caso avanti la Corte EDU e ad altri organismi internazionali, non gi\u00e0 per \u201c<em>giustistialismo<\/em>\u201d, \u201c<em>vendetta<\/em>\u201d o \u201c<em>ragioni mediatiche<\/em>\u201d, come qualcuno maliziosamente potr\u00e0 affermare,\u00a0 ma per mero senso di giustizia ed affermare in concreto il principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge e di certezza della pena, anche per i cd. \u201c<em>colletti bianchi<\/em>\u201d e coloro che se ne rendono complici, aderendo ad ordini illeciti, affinch\u00e8 casi del genere non accadano pi\u00f9, introducendo il reato di tortura in Italia e ponendo fine agli abusi della psichiatria e alla coercizione per imporre trattamenti invasivi che si sono dimostrati distruttivi al di l\u00e0 di ogni ragionevole dubbio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La vita umana, il dovere di cura, di assistenza e di soccorso non possono, infatti, venire considerati alla stregua di un \u201c<strong><em>cartello stradale<\/em><\/strong>\u201d di divieto di sosta apposto nottetempo, trattandosi di violazioni <strong>inescusabili<\/strong> nella maniera pi\u00f9 ferma e rigorosa, salvo non volere ridurre il diritto e le leggi ad una applicazione <strong><em>discrezionale<\/em><\/strong>, tipica dei paesi privi di diritti certi. La morte annunciata di Francesco Mastrogiovanni \u00e8 un caso eclatante di malasanit\u00e0 e malagiustizia, che non pu\u00f2 rimanere impunita. Diversamente, il \u201cmaestro pi\u00f9 alto del mondo\u201d, come lo chiamavano affettuosamente i suoi alunni, \u00e8 morto due volte, prima togliendogli brutalmente la vita nel lager psichiatrico, nel quale implorava di non essere trasportato, eppoi nelle aule di giustizia, in un processo di irragionevole lungaggine, trascinato sino ai limiti della prescrizione, sebbene sorto col rito speciale del\u00a0 \u201c<strong><em>giudizio immediato<\/em><\/strong>\u201d, dove i suoi carnefici sono stati di fatto \u201c<strong><em>manlevati<\/em><\/strong>\u201d da ogni sostanziale responsabilit\u00e0 penale e civile, ovvero da qualsiasi concreta forma di risarcimento dei danni, senza riconoscere, neppure, una minima provvisionale in favore dei parenti e delle parti civili, sebbene richiesta e di norma per riconosciuta, quando interviene una sentenza di condanna, come a volerli \u201c<em>punire\u201d<\/em> di essere andati fino in fondo, denunciando la malasanit\u00e0 e le deviazioni del sistema giudiziario.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La stessa liquidazione delle spese legali appare come una ulteriore dimostrazione di ingiustificata benevolenza nei confronti degli imputati e\/o di prevenzione e malanimo nei confronti della vittima e delle parti civili, tenuto conto trattarsi di un processo della durata complessiva di ben quasi <strong>8 anni<\/strong>, <strong>con 37 udienze in primo grado<\/strong>, <strong>oltre<\/strong> <strong>10 in<\/strong><strong> appello<\/strong>, <strong>18 imputati<\/strong>, <strong>10 parti civili<\/strong>, <strong>numerosi testi, periti d\u2019ufficio e consulenti tecnici di parte<\/strong>, la cui imponente mole di atti da esaminare e attivit\u00e0 defensionali non possono di certo venire compensati per il giudizio di appello con soli <strong>\u20ac 1300,00 complessivi<\/strong>, in favore di ciascuna parte civile, e posti a carico solidale dei 6 medici e della ASL\u00a0 (importo di norma riconosciuto per una udienza preliminare del G.I.P. di facile e pronta soluzione). Tantomeno, con soli <strong>\u20ac 3000,00<\/strong>, per il doppio grado di giudizio (<strong>47 udienze totali<\/strong>), posti a carico solidale dei 12 infermieri e della ASL, in relazione alla posizione di questi ultimi, dapprima mandati assolti \u2013 e da ultimo virtualmente condannati a seguito dell\u2019impugnazione del pm e delle parti civili, il cui importante impegno professionale dei propri legali ha garantito che il processo non venisse da subito deviato su un binario morto, come nelle iniziali intenzioni del pm d\u2019udienza, dr. Martuscelli, il quale ha cercato di ribaltare l\u2019ineccepibile impianto accusatorio dell\u2019originario P.M. dr. Rotondo,<\/p>\n<p>che aveva richiesto ed ottenuto il rinvio a giudizio immediato, disposto con decreto del G.I.P. presso il Tribunale di Vallo della Lucania, risalente al 1 febbraio 2010.<\/p>\n<p><strong>Da qui il sospetto ben pi\u00f9 grave<\/strong> che lo spietato omicidio preterintenzionale, preannunciato dallo stesso Mastrogiovanni \u2013 \u00a0a tal punto consapevole della tremenda fine che lo attendeva da implorare: \u00ab<span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Se mi portano a Vallo non ne esco vivo<\/strong><\/span>\u00bb &#8211; possa promanare da una preordinata vendetta politica, maturata negli ambiti dell\u2019estrema destra, che forse non ha mai perdonato al maestro elementare, la morte del missino Carlo Falvella, dirigente del FUAN di Salerno, a cui era del tutto estraneo, e la sua fede anarchica che lo spingeva a continuare a ricercare la verit\u00e0 sulla strage di Piazza Fontana.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #993366;\">Il Movimento per la Giustizia e Avvocati senza Frontiere invitano perci\u00f2 la Societ\u00e0 civile e i\u00a0 media a sollecitare il Procuratore Generale di Salerno ad impugnare la sentenza di appello, contestando agli imputati l\u2019omicidio preterintenzionale, affinch\u00e9 siano comminate giuste condanne a medici ed infermieri, nonch\u00e9 a riaprire i procedimenti archiviati sulle violenze subite da Francesco Mastrogiovanni e l\u2019illegittimit\u00e0 del T.S.O., che lo ha portato alla morte.<\/span> <\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #00ccff;\"><a href=\"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Mastrogiovanni_2.png\" rel=\"prettyphoto[481]\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-483 alignleft\" src=\"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Mastrogiovanni_2-300x250.png\" alt=\"Mastrogiovanni_2\" width=\"216\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Mastrogiovanni_2-300x250.png 300w, https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Mastrogiovanni_2-150x125.png 150w, https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Mastrogiovanni_2.png 344w\" sizes=\"auto, (max-width: 216px) 100vw, 216px\" \/><\/a>Aiutateci a fare sentire la voce di chi non pu\u00f2 pi\u00f9 gridare aiuto, affinch\u00e8 possa manifestarsi anche la \u201cbanalit\u00e0 del bene\u201d<\/span> e non solo quella del male, in grado di piegare lo stato di diritto ad interessi perversi.<\/p>\n<p><span style=\"color: #993366;\"><strong>Aiutateci a mobilitare tutte le migliori risorse della Societ\u00e0 civile<\/strong> per contrastare le massomafie e la dilagante corruzione nei palazzi del potere, le cui mura trasudano &#8220;del puzzo del compromesso che si contrappone al fresco profumo della libert\u00e0&#8221;, come affermava Paolo Borsellino, prima di venire lasciato uccidere, come Falcone e tanti altri magistrati coraggiosi e fedeli servitori delle istituzioni, da quello stesso Stato a cui avevano offerto le loro vite.<\/span><\/p>\n<p><strong>Giustizia e Verit\u00e0 per Franco Mastrogiovanni! Giustizia e Verit\u00e0 per tutte le vittime di Stato!<\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">Ecco il video della tortura che ha scioccato l&#8217;Italia, ma non a tal punto i giudici di merito:<\/span><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=WFtO-VJyN9Mhttp:\/\/www.youtube.com\/watch?v=WFtO-VJyN9M\">La morte di Francesco Mastrogiovanni 1\/2<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/video.corriere.it\/agonia-mastrogiovanni-maestro-lasciato-morire-ospedale\/cae4f01e-0a30-11e2-a442-48fbd27c0e44\">L&#8217;agonia di Mastrogiovanni, il maestro lasciato morire in ospedale<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Mastrogiovanni_3.jpg\" rel=\"prettyphoto[481]\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-485\" src=\"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Mastrogiovanni_3-300x209.jpg\" alt=\"Mastrogiovanni_3\" width=\"300\" height=\"209\" srcset=\"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Mastrogiovanni_3-300x209.jpg 300w, https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Mastrogiovanni_3-150x105.jpg 150w, https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Mastrogiovanni_3.jpg 479w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>T.S.O.: cura o tortura? Assassinio Mastrogiovanni. la legge Basaglia 32 anni dopo<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/category\/malasanita\/\">Categoria Malasanit\u00e0 lavocedirobinhood.it<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In onore di Franco Mastrogiovanni, assassinato da \u201cT.S.O.\u201d. Per dire no alla tortura e alla contenzione psichiatrica! 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