{"id":464,"date":"2016-06-28T19:17:17","date_gmt":"2016-06-28T19:17:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/?p=464"},"modified":"2016-06-28T19:17:17","modified_gmt":"2016-06-28T19:17:17","slug":"la-storia-del-mugnaio-buono-ucciso-dalle-banche-e-quello-di-potsdam-salvato-dal-re","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/2016\/06\/28\/la-storia-del-mugnaio-buono-ucciso-dalle-banche-e-quello-di-potsdam-salvato-dal-re\/","title":{"rendered":"LA STORIA DEL MUGNAIO BUONO UCCISO DALLE BANCHE E QUELLO DI POTSDAM SALVATO DAL RE&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;\"><strong>Due storie parallele, molto attuali, che ci portano a riflettere sulla nuova legge sulla\u00a0responsabilit\u00e0 civile dei magistrati.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>di Pietro Palau Giovannetti<\/p>\n<p><strong>Faceva il pane in un mulino antico che non riusciva pi\u00f9 a mantenere<\/strong>.\u00a0Un uomo semplice, mani nodose di chi lavora la terra: <a href=\"http:\/\/notizie2.beppegrillo.it\/t\/799177\/808887\/4509\/1\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\">si \u00e8 suicidato<\/a>.<\/p>\n<p id=\"yui_3_16_0_1_1427384827896_4873\">Mi son detto: &#8220;<em><a href=\"http:\/\/notizie2.beppegrillo.it\/t\/799177\/808887\/4509\/2\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\">solo due realt\u00e0 possono spingerti a quel punto se si parla di crisi: le banche o Equitalia<\/a><\/em>&#8220;. E infatti&#8230;<\/p>\n<p id=\"yui_3_16_0_1_1427384827896_4839\"><a id=\"yui_3_16_0_1_1427384827896_4838\" href=\"http:\/\/notizie2.beppegrillo.it\/t\/799177\/808887\/4504\/3\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" id=\"yui_3_16_0_1_1427384827896_4837\" src=\"http:\/\/www.beppegrillo.it\/immagini\/immagini\/mugnaioucciso.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Ogni giorno mi arrivano lettere di disperazione che raccontano storie simili<\/strong>, alcune non riesco neanche a leggerle. Anche per questo continuo la <a href=\"http:\/\/notizie2.beppegrillo.it\/t\/799177\/808887\/4510\/4\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\">BATTAGLIA PER MURARE EQUITALIA: mandami la tua testimonianza<\/a>!<\/p>\n<p>Per salvare il mugnaio sarebbe bastato il <strong>Reddito di Cittadinanza<\/strong>: <a href=\"http:\/\/notizie2.beppegrillo.it\/t\/799177\/808887\/4511\/5\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\">Casaleggio oggi l&#8217;ha ricordato in un&#8217;intervista al Corriere della Sera<\/a>.<\/p>\n<p id=\"yui_3_16_0_1_1427384827896_4882\">Per finire immancabile la dose di disinformazione quotidiana: <strong>CHIEDEREMO I DANNI A LA REPUBBLICA<\/strong> se non rettificheranno il <a id=\"yui_3_16_0_1_1427384827896_4881\" href=\"http:\/\/notizie2.beppegrillo.it\/t\/799177\/808887\/4513\/6\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\">falso articolo che infama il M5S<\/a>.<\/p>\n<p id=\"yui_3_16_0_1_1427384827896_4880\"><em>Beppe Grillo<\/em><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: 'Times New Roman','serif';\"><span style=\"font-size: medium;\">SIAMO D&#8217;ACCORDO,\u00a0ma pensiamo che bisogna &#8220;murare&#8221; anche la magistratura di regime corrotta e asservita alle banche e ai poteri forti.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman','serif';\"><span style=\"font-size: medium;\">I cittadini onesti che denunciano usura e abusi vengono il pi\u00f9 delle volte archiviati senza alcuna indagine e condannati alle spese processuali e spesso, chi si ostina a denunciare, confidando nella legalit\u00e0 e nello \u00a0Stato di diritto, viene anche privato della libert\u00e0, come me, subendo innumerovoli processi e condanne a svariati anni di carcere per diffamazione, calunnia, oltraggio e resistenza. <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman','serif';\"><span style=\"font-size: medium;\">Il mugnaio buono, Silvio Paoselli, che faceva il pane nel suo antico mulino, venduto all&#8217;asta, non si sarebbe certamente suicidato se avesse potuto trovare \u201cun giudice a Berlino\u201d, come l\u2019altro pi\u00f9 noto mugnaio Arnold, citato da Brecht, che non poteva pi\u00f9 pagare il fitto \u201c<\/span><em><span style=\"font-size: medium;\">perch\u00e9 gli s&#8217;\u00e8 levata l&#8217;acqua e quindi non pu\u00f2 macinare<\/span><\/em><span style=\"font-size: medium;\">\u201d, ma che ebbe la buona sorte di vedere accolte le sue petizioni da un governante che aveva veramente a cuore la buona amministrazione della giustizia, cosa sempre pi\u00f9 rara ai nostri tempi.<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman','serif';\"><span style=\"font-size: medium;\">Ci riferiamo al processo del mugnaio di Potsdam, narrata da Emilio Broglio (1880), il quale a chi lo minacciava d\u2019espropriazione del suo mulino ad acqua, confidando nella giustizia, rispose fieramente appunto: \u201cCi saranno pure dei giudici a Berlino?\u201d. E Re Federico II, quale padre del popolo, lo rispett\u00f2, restituendogli il mulino e condannando i giudici che avevano respinto le sue istanze ad un anno di fortezza e al risarcimento del danno, affermando che \u201c<\/span><strong><em><span style=\"font-size: medium;\">un tribunale ingiusto \u00e8 pi\u00f9 pernicioso d&#8217;una banda di ladri; contro questi potete difendervi, non cos\u00ec contro quello<\/span><\/em><\/strong><span style=\"font-size: medium;\">\u201d. E li fece mettere in carrozza e portare in prigione. Pura utopia in un Paese come il nostro, asservito alle massomafie, dove la legge sulla responsabilit\u00e0 della magistratura \u00e8 destinata a rimanere lettera morta, fin quando a decidere saranno sempre e solo altri magistrati facenti parte della Casta.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman','serif';\"><span style=\"font-size: medium;\">Nella sentenza del\u00a024\/11\/2011 (causa C-379\/10), che ha visto contrapposti la Commissione europea alla Repubblica italiana, la Corte di Giustizia UE ha statuito che: \u201cLa Repubblica italiana, escludendo qualsiasi responsabilit\u00e0 dello Stato italiano per i danni arrecati ai singoli a seguito di una violazione del diritto dell\u2019Unione imputabile a un organo giurisdizionale nazionale di ultimo grado, qualora tale violazione risulti da interpretazione di norme di diritto o da valutazione di fatti e prove effettuate dall\u2019organo giurisdizionale medesimo, e limitando tale responsabilit\u00e0 ai soli casi di dolo o colpa grave,ai sensi dell\u2019art. 2, commi 1 e 2, della legge 13 aprile 1988, n.117, sul risarcimento dei danni cagionati nell\u2019esercizio delle funzioni giudiziarie e sulla responsabilit\u00e0 civile dei magistrati, \u00e8 venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza del principio generale di responsabilit\u00e0 degli Stati membri per violazione del diritto dell\u2019Unione da parte di uno dei propri organi giurisdizionali di ultimo grado\u201d.\u00a0 Sentenza che ha dato luogo alla nuova Legge sulla responsabilit\u00e0 civile della magistratura.\u00a0<\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;\">\n<h1 class=\"yt watch-title-container\"><span class=\"watch-title \"><span style=\"font-size: small;\">Video: &#8220;La storia del mugnaio Silvio Paoselli serva da esempio&#8221;<\/span> <\/span><\/h1>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;\">\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=EiiAZGZu6CA\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=EiiAZGZu6CA<\/a><\/p>\n<h2><span style=\"font-size: small;\">Leggi in calce la storia del mugnaio di Contigliano, Silvio Paoselli e del suo Mulino &#8220;Mola di mezzo&#8221;, a cui aveva dedicato tutta la sua vita, pignorato e messo all&#8217;asta dall&#8217;avida banca creditrice, di cui nessuno parla. Una storia di ordinaria ingiustizia.<\/span><\/h2>\n<p><span style=\"font-size: small;\">Firma la Petizione <\/span><a href=\"http:\/\/www.petizionepubblica.it\/PeticaoVer.aspx?pi=P2015N47488\"><span style=\"font-size: small;\">Dei Mercati Contadini in ricordo di Silvio, il mugnaio buono ucciso all&#8217;asta<\/span><\/a><\/p>\n<h1 class=\"clear pT10\" style=\"text-align: center;\">La vera storia del giudice a Berlino<\/h1>\n<p class=\"clear pT10\" align=\"center\"><strong>Raccontata nei suoi particolari, anche giuridici, da Emilio Broglio, in un libro del 1880<\/strong><\/p>\n<p class=\"clear pT10\" align=\"center\"><span class=\"t1Ib\"><strong>Una vicenda esemplare che si pu\u00f2 definire contemporanea e molto attuale che ci porta\u00a0a riflettere sulla nuova\u00a0Legge sulla responsabilit\u00e0 civile dei magistrati<\/strong>\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"clear float pleft5 t2\" align=\"justify\">La storia del mugnaio di Potsdam merita di essere\u00a0ricostruita con l&#8217;aiuto di Emilio Broglio, autore di un&#8217;opera in due volumi, Il Regno di Federico di Prussia, detto il Grande, stampata in Roma nel 1880. Volume secondo, capitolo VI: La causa del mugnaio Arnold.<\/p>\n<p class=\"clear float pleft5 t2\" align=\"justify\">Un pensiero costante di Federico, fu la bona amministrazione della giustizia, e n&#8217;era venuto, fino dal 1747, il Codex Fridericianus. Ma passati trent&#8217;anni, morto l&#8217;illustre Cocceio, sopraggiunte le gravi cure della guerra, gli abusi, per opera della gente di toga, ripullularono. E Federico daccapo a volerli rimondare, non senza molta fatica, perch\u00e9 la sullodata gente di toga, salve le rare eccezioni, \u00e8 sempre e da per tutto nemica ostinata delle riforme; vive di precedenti, di tradizioni, di regole formali, e non se ne sa, o non se ne vuole distaccare; gli abusi poi, sono per l&#8217;appunto opera sua, e se ne giova. Ma Federico, che era riuscito a tener fronte all&#8217;Europa, figuriamoci se voleva lasciarsi dettar la legge da quei signori; il 4 gennaio 1776, presiedette egli stesso, a dispetto della gotta, a un solenne dibattimento tra il Cancelliere di Slesia, von Carmer, apostolo della riforma, e il Gran Cancelliere von F\u00f9rst, accanito oppositore. Il Re diede ragione al primo, incaricandolo di compilare il novo Codice; la prima parte, Prozess-Ordnung, ossia Regolamento di Procedura, fu promulgata il 26 aprile 1784, ultimo dono del gran Re al suo paese, il resto non fu compiuto che dieci anni pi\u00f9 tardi, e sotto il nome di Codice Prussiano \u00e8 ancora in vigore (?). Questo Re, schiavo del dovere, prendeva molto sul serio anche l&#8217;alto suo ufficio di Giudice Supremo, e come si vede non aveva bisogno di sproni; ma se n&#8217;avesse avuto bisogno, appunto in questi anni accadde un fatto famoso, il processo del mugnaio Arnold, dove il Re, da ultimo, si credette in obbligo d&#8217;intervenire con sommo rigore, destando sentimenti e giudizi discrepanti in Europa; di viva ammirazione nei pi\u00f9, di severa condanna in pochi. \u00abCi sono dei Giudici a Berlino\u00bb, aveva risposto trent&#8217;anni prima, a chi lo minacciava d&#8217;espropriazione, il mugnaio di Potsdam, che non volle mai vendere il suo mulino ad acqua, sul poggio di Sans-Souci; e Federico Re lo rispett\u00f2, lui e il suo mulino, senza bisogno di giudici; oggi invece il mugnaio Arnold ebbe, contro i giudici di Berlino, bisogno del Re.<\/p>\n<p class=\"clear float pleft5 t2\" align=\"justify\">Il mulino del Gambero &#8211; Krebsm\u00fahle &#8211; era d&#8217;un conte di Schmettau, maggiore nell&#8217;esercito, ma non della famiglia inclita in guerra; affittato da parecchie generazioni agli Arnold, mugnai. Nel &#8217;70, un barone von Gersdorf volle farsi, pi\u00f9 in su del mulino, una peschiera, e devi\u00f2 parte dell&#8217;acqua; il mugnaio, impedito cos\u00ec dal macinare per una gran parte dell&#8217;anno, non ebbe pi\u00f9 modo di pagare il fitto regolarmente; il conte di Schmettau, dopo aver pazientato parecchio, da ultimo lo cit\u00f2 dinanzi al giudice feudale, Schlecker, che lo condann\u00f2 a pagare; e perch\u00e9 pagare non poteva, quando non macinava, fin\u00ec col fargli vendere all&#8217;asta nel &#8217;78 il mulino. Comprato da un esattore, Kuppisch, fu poi rivenduto da costui allo stesso barone von Gersdorf, ch&#8217;ebbe cos\u00ec l&#8217;aria d&#8217;aver meditata e compita la spogliazione. Portata la causa in appello, dinanzi alla Regierung di C\u00fastrin, la sentenza venne trovata giusta, e quindi confermata.<\/p>\n<p class=\"clear float pleft5 t2\" align=\"justify\">Il 1\u00b0 maggio del &#8217;79, Arnold, o pi\u00f9 esattamente sua moglie Rosina, una donna non pi\u00f9 giovane, intendiamoci, presenta una petizione al Re, chiedendo la nomina d&#8217;una Commissione Militare, che esamini la cosa; domanda certo molto strana per noi, avvezzi oramai alla divisione dei poteri, alle pi\u00f9 o meno savie finzioni costituzionali, e a vedere la giustizia amministrata sempre in nome del Re, da giudici nominati dal Re, senza che il Re ne sappia mai nulla; non punto strana allora, con un Re, fontana vera, non finta, d&#8217;ogni potere, e quindi anche della giustizia.<\/p>\n<p class=\"clear float pleft5 t2\" align=\"justify\">Il 4 maggio un Ordine del Re manda l&#8217;istanza Arnold al Ministero della Giustizia, perch\u00e9 esamini e riferisca; quello esamina e riferisce, che tutto \u00e8 perfettamente in regola. Pi\u00f9 tardi, nello stesso anno, il Gran Cancelliere von F\u00farst, durante il suo viaggio d&#8217;ispezione da quelle parti, riceve un altro ricorso dall&#8217;implacabile Rosina; non so quanto lo esamini, certo \u00e8 che lo respinge. Allora gli Arnold tentarono una strada nuova; il marito aveva un fratello soldato; suo colonnello era il Principe Leopoldo di Brunswick, nipote del Re, adorato dal popolo, perch\u00e9 buono, affabile, umano; tanto umano, che sei anni pi\u00f9 tardi, nell&#8217;85, s&#8217;affog\u00f2 miseramente nell&#8217;Oder, mentre si sforzava, in una barchetta, di soccorrere dei poveri inondati. Il soldato, un bravo soldato, bisogna dire, gli si raccomanda. Il Principe ne parla al Gran Cancelliere; ma F\u00farst risponde picche anche a lui. In agosto, la madre del Principe, sorella del Re, fa una lunga visita al fratello a Potsdam; cost\u00ec, Leopoldo coglie un momento favorevole e narra la lunga storia al Re, presentando una nova domanda Arnold, per una Commissione Mista, militare e civile; il giorno dopo, 22 agosto, un ordine di Gabinetto alla Corte &#8211; Regierung &#8211; di C\u00fastrin, gl&#8217;intima di nominar subito un Consigliere, affinch\u00e9 per opera sua, d&#8217;accordo col Colonnello Heucking, di guarnigione da quelle parti, sia fatta giustizia. La Corte elegge Neumann, che si mette a studiare col Colonnello, ma senza frutto; perch\u00e9 quello riferisce alla sua Corte che non c&#8217;\u00e8 nulla da fare, e la Corte presenta, il 27 settembre, rapporto analogo a Sua Maest\u00e0; il Colonnello invece s&#8217;\u00e8 convinto, che Arnold aveva ragione, in equit\u00e0, di non pagare il fitto d&#8217;un mulino che non macina, e fa il suo rapporto in questo senso.<\/p>\n<p class=\"clear float pleft5 t2\" align=\"justify\">Il Re lo trova chiaro e preciso &#8211; deutliches und ganz umst\u00e0ndliches &#8211; e lo manda al tribunale Supremo di Berlino &#8211; Kammergericht &#8211; sempre perch\u00e9 sia fatta giustizia. Invece, non lo persuade punto il rapporto della Corte di C\u00fastrin, glielo rimanda insieme alla manifestazione del suo vivo malcontento &#8211; \u00e1usserstes Misfallen &#8211; e ordina un nuovo esame. Quei signori della Corte eleggono un&#8217;altra Commissione, e questa volta ci mettono anche un idraulico, di nome Schade; la Commissione fa il suo rapporto il 28 ottobre, sempre concludendo che tutto era andato benone, bench\u00e9 lo Schade non fosse di questo parere; soltanto, per dimostrare quanta fosse la loro diligenza, scoprono un piccolo errore: che Arnold aveva lasciato del grano nel mulino, pel valore di centocinquanta o centosessanta lire: che questo era suo, e non si poteva comprendere nella vendita del mulino e ora gli si doveva restituire: ma per tutto il resto, non c&#8217;era che dire.<\/p>\n<p class=\"clear float pleft5 t2\" align=\"justify\">La Rosina, colla sua indomabile tenacit\u00e0 femminile, torna all&#8217;assalto in novembre con una nova petizione a Sua Maest\u00e0; e Sua Maest\u00e0, senz&#8217;ancora perdere la pazienza, che fu un bel fatto, la rimanda a C\u00fastrin; gli si risponde che la sentenza \u00e8 inalterabile, salvo l&#8217; intervento di un giudizio superiore.<\/p>\n<p class=\"clear float pleft5 t2\" align=\"justify\">Il Re, con Ordine 98 novembre, incarica dunque il Kammergericht di Berlino, di pronunziare il suo giudizio definitivo, e presto! mandando un espresso a C\u00fastrin a prendere l&#8217;inserto. Il Gran Cancelliere F\u00farst, ricevuto l&#8217;ordine, lo trasmette al Presidente del Kammergericht, un von Rebeur; il quale, appena arrivate le carte, il 7 dicembre, nomina subito relatore il Consigliere Rannsleben, perch\u00e9 riferisca quam primum; costui, con un lavoro indefesso diurno e notturno, \u00e8 in grado di riferire il giorno seguente. La sentenza \u00e8 giusta e va confermata. Detto fatto, la si conferma in nome dei Re. Federico riceve la notizia formale il 10, in preda a un fiero attacco di gotta; ordina al F\u00farst di venire domani al Castello coi tre Consiglieri che hanno redatto &#8211; minutirt &#8211; la sentenza. Il Rannsleben, relatore, in una sua Autobiografia inedita, racconta la scena, e questo brano, per fortuna, venne stampato.<\/p>\n<p class=\"clear float pleft5 t2\" align=\"justify\">Sentiva in aria un grosso temporale, tanto che ebbe la precauzione di non dir nulla alla moglie della sua chiamata al Castello. Entrati i tre consiglieri preceduti dal F\u00farst, trovarono il Re seduto, che voltava le spalle al foco del caminetto, coi piedi tormentati stesi sopra sgabelli, una mano nascosta in un manicotto, e l&#8217;altra che teneva la sentenza; l\u00ec presso, a un tavolino, il segretario-stenografo Stellter, che stese un processo verbale, pubblicato poi il 14 dicembre per ordine di S. M.<\/p>\n<p class=\"clear float pleft5 t2\" align=\"justify\">Il Re interrog\u00f2 i Consiglieri, senza darsi per inteso della presenza del Gran Cancelliere: \u00abUn povero villano, pu\u00f2 egli pagare il fitto, se gli portate via il carro, l&#8217;aratro, e tutti gli strumenti di lavoro? &#8211; No, Maest\u00e0\u00bb. \u2013 \u00ab\u00c8 giusto portar via il mulino a un povero mugnaio che non pu\u00f2 pagare il fitto, perch\u00e9 gli s&#8217;\u00e8 levata l&#8217;acqua e quindi non pu\u00f2 macinare? &#8211; No, Maest\u00e0\u00bb. \u2013 \u00abUn nobile vuol farsi una peschiera e dev\u00eca l&#8217;acqua dal mulino; il mugnaio Arnold \u00e8 ridotto a non poter macinare che quindici giorni in primavera e quindici in autunno; come pu\u00f2 egli pagare lo stesso fitto di prima? Eppure la Corte di C\u00fastrin gli fa vendere il suo mulino, perch\u00e9 un altro nobile intaschi l&#8217;intero fitto, e il Tribunale di Berlino&#8230;\u00bb. Il Kammergericht, Maest\u00e0, suggerisce qui, o corregge, il Gran Cancelliere, il Kammergericht&#8230; Il Re dice al segretario: Il Kammergericht; poi, volgendosi al F\u00farst, gl&#8217;intima di andarsene, aggiungendo d&#8217;avergli gi\u00e0 nominato il successore; e quello scompare senza dir verbo.<\/p>\n<p class=\"clear float pleft5 t2\" align=\"justify\">\u00ab\u00c8 una sentenza ingiusta, continua il re accendendosi vie pi\u00f9; \u00e8 contraria alle mie intenzioni di padre del popolo; e voi l&#8217;avete pronunziata in mio nome. In mio nome! Quando mai ho io oppresso il povero in favore del ricco? Quando mai ho fatto prevalere la vana forma legale all&#8217;intrinseca moralit\u00e0 della cosa? E voi siete de&#8217; giudici? E voi dispensate la giustizia in nome di Dio e del Re?&#8230;\u00bb. E pi\u00f9 che il dolor potendo l&#8217;ira, batteva la sentenza colla mano gottosa, e ripeteva: \u00abIl mio nome crudelmente abusato! &#8211; meinen Namen cruel missbraucht\u00bb &#8211;<\/p>\n<p class=\"clear float pleft5 t2\" align=\"justify\">\u00abMa io dar\u00f2 un esempio memorabile &#8211; ein nachidr\u00fackliches Exempel; &#8211; l&#8217;ultimo contadino, che dico? un mendicante. \u00e8 anch&#8217;egli un essere umano come il Re, tutti eguali dinanzi alla legge e alla giustizia; un tribunale ingiusto \u00e8 pi\u00f9 pernicioso d&#8217;una banda di ladri; contro questi potete difendervi, non cos\u00ec contro quello. Uscite. signori!\u00bb.<\/p>\n<p class=\"clear float pleft5 t2\" align=\"justify\">E li fece mettere in una carrozza e portare in prigione; ordin\u00f2 lo stesso trattamento pei loro colleghi di C\u00fastrin; incaric\u00f2 il suo ministro della giustizia, von Zedlitz, di nominare una Commissione, che li condannasse almeno a un anno di fortezza e al risarcimento del danno verso gli Arnold.<\/p>\n<p class=\"clear float pleft5 t2\" align=\"justify\">Il ministro uomo rettissimo, dichiara ne&#8217; termini pi\u00f9 rispettosi, che la sua coscienza non gli permette di pronunziare la sentenza imposta da Sua Maest\u00e0; allora il Re la pronunzia lui, il 1\u00b0 gennaio 1780: il consigliere Scheibler, della corte di C\u00fastrin, che ha votato solo contro i suoi colleghi, torni al suo posto: il Rannsleben del Kammergericht, che ha studiato la questione con grande imparzialit\u00e0, prosciolto: tutti &#8211; gli altri, destituiti, cassirt &#8211; condannati a un anno d&#8217;arresto in resto in fortezza, a Spandau, e al rifacimento del danno, liquidato poi e pagato all&#8217;Arnold in 1358 talleri, 11 groschen e 1 pfennig &#8211; poco pi\u00f9 di 5.000 lire: &#8211; Il mugnaio Arnold rimesso nel suo mulino &#8211; in integrum restituirt.<\/p>\n<p class=\"clear float pleft5 t2\" align=\"justify\">\u00abQuanto a lei, signor ministro, rispetto i suoi scrupoli di coscienza, e rimango come prima il suo affezionatissimo Re, Federico\u00bb. Infatti conserv\u00f2 il suo posto. La cosa fece, naturalmente, gran chiasso in Europa: Caterina II, amica dei filosofi, mand\u00f2 al suo Senato, come salutare esempio, copia dei processo verbale 11 dicembre 1779, fatto pubblicare il 14 dal re: in Francia lo si vendeva da tutti i librai, sotto il titolo: Balance de Fr\u00e9d\u00e9ric; e i giornali non parlavano d&#8217;altro. A Berlino invece l&#8217;alta societ\u00e0, nobile e forense, condannava Federico; trasse in folla alla casa del Gran Cancelliere destituito, in segno di condoglianza, ingombrandone la via colla fila delle carrozze, che si vedevano dalle finestre del Palazzo reale, senza che Federico, ben inteso, se ne facesse n\u00e9 in qua n\u00e9 in l\u00e0.<\/p>\n<p class=\"clear float pleft5 t2\" align=\"justify\">Si not\u00f2 il fatto, che ogni giorno gran numero di villani, fino a un centinaio, stavano sulla piazza dei Castello, sotto le finestre del Re, con petizioni in mano, chiedendo giustizia come Arnold; e ne&#8217; tribunali, le parti soccombenti gridavano, che si sarebbero appellate al Re; ecco, dicevano, le naturali e pessime conseguenze del suo dispotico intervento e dell&#8217; umiliata magistratura. Questo sentimento di disapprovazione dur\u00f2 fino alla morte di Federico; il barone von Gersdorf, chiese e ottenne dal successore un novo giudizio; fu deciso: che il barone aveva diritto all&#8217;acqua per la sua Peschiera, e che Arnold doveva restituire ai giudici il mal ottenuto compenso, e al barone, o il mulino, o il prezzo d&#8217;asta; le quali somme, per altro, furono invece sborsate dal Re Federico Guglielmo II, atto convenientissimo di regia munificenza. E s&#8217;intende che il vecchio F\u00farst, e l&#8217;altre vittime, furono richiamati ai loro posti e agli onori perduti, nella certezza, da parte del nuovo re, di cattivarsi cosi una certa popolarit\u00e0; voglio dire popolarit\u00e0 nobilesca e forense; mentre quella amb\u00ecta da Federico era molto pi\u00f9 vasta, e pi\u00f9, alta, e pi\u00f9 indipendente.<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 12pt; text-align: center;\" align=\"center\"><strong><span style=\"font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 14pt;\">La storia di Silvio Paoselli, il mugnaio di Contigliano, condannato a morte dalle banche assassine<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 12pt;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman','serif';\">Non c\u2019\u00e8 posto oggi per chi dedica la sua vita alla salvaguardia della bellezza e della semplicit\u00e0 della natura. E\u2019 questo quello che sembra volerci dire, Silvio Paoselli, mugnaio del reatino, il quale dopo vani tentativi di salvare il suo mulino, \u00e8 stato portato dalle speculazioni bancarie all\u2019estremo gesto del suicidio. Il suo corpo \u00e8 stato ritrovato nelle acque del Lago di Salto dove si \u00e8 gettato, dopo aver inviato un sms alla sua famiglia ed ai suoi amici, in cui li pregava di prendersi cura dei suo asinelli.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 12pt;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman','serif';\">Silvio faceva parte di quella parte dell\u2019agricoltura che non voleva rinunciare alla qualit\u00e0 del prodotto, utilizzando ancora oggi le tecniche di una volta e\u00a0 <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman','serif';\">macchinari agricoli antichi che con amore e sacrificio aveva raccolto nella sua \u201ccasa dell\u2019agricoltura\u201d realizzata a Mola di Mezzo, nel corso di un\u2019 intera vita spesa per dare vita al suo sogno: \u201cricostruire la memoria di pratiche colturali ed artigianali antiche per coniugarle con le moderne tecniche agronomiche finalizzate al recupero dei grani antichi espulsi dai cicli produttivi dell\u2019agroindustria, senza tuttavia perdere di vista l\u2019utente finale a cui, dedicava, con grande successo, negli spazi messi a disposizione dai mercati contadini, le sue ricerche culinarie realizzate con le materie di cui aveva curato la coltivazione e la trasformazione\u201d<\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman','serif';\">.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p style=\"margin: 1em 0px 18pt; line-height: normal;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman','serif';\"><span style=\"font-size: medium;\">L\u2019associazione km0, presieduta da Elisa Di Gennaro, spera ora almeno nel rispetto della memoria di Silvio, chiedendo \u201cche gli speculatori che hanno comprato all\u2019asta il mulino di Silvio non debbano fare del manufatto aziendale un utilizzo diverso da quello per cui Silvio ha sacrificato la sua vita, che non vengano consentiti cambi di destinazione d\u2019uso di quel manufatto\u201d e \u00a0\u201cche la triste vicenda della morte di Silvio sia dibattuto dal Consiglio comunale, da convocare con urgenza in seduta straordinaria per trovare un modo per impedire qualunque speculazione su quel manufatto\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p style=\"margin: 1em 0px 18pt; line-height: normal;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman','serif';\"><span style=\"font-size: medium;\">Ma intanto la storia desta scalpore ed arriva sui tavoli della regione Lazio e tra i banchi del Senato, dove il M5S e i responsabili del Mercato Contadino dei Castelli Romani chiedono che si offra alla famiglia di Silvio e a tutte le famiglie di imprenditori agricoli e di altri settori, che si sono tolti la vita per problematiche economiche direttamente connesse alla loro attivit\u00e0, tutto il sostegno possibile, aggiungendo tale categoria, se possibile, ai canali \u201csostegno a microimprese\u201d o \u201ccrediti di emergenza\u201d dell\u2019appena rifinanziato fondo per il microcredito della Regione Lazio. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p style=\"margin: 1em 0px 18pt; line-height: normal;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman','serif';\"><span style=\"font-size: medium;\">La possibilit\u00e0 quindi \u00a0di permettere \u00a0agli agricoltori che non riescono a ricevere credito e finanziamenti, dagli istituti bancari, di potersi appoggiare alla Regione Lazio per il sostegno, al fine di non cadere cos\u00ec nel vortice dell\u2019estorsione \u201clegale\u201d e non, che in questi tempi come non mai sfrutta l\u2019assenza dello Stato per arricchirsi a discapito della gente onesta.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p style=\"margin: 1em 0px; line-height: normal;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman','serif';\"><span style=\"font-size: medium;\">Una storia dunque gi\u00e0 sentita, in un periodo di crisi dove gli interessi economici dei grandi operatori finanziari e l\u2019applicazione di una legge che non guarda alla realt\u00e0 effettiva delle situazioni, portano sempre pi\u00f9 le persone a vedere come unica via di salvezza la morte, quasi come fosse l\u2019ultimo grido volto alla rivendicazione della determinazione del proprio destino. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p style=\"margin: 1em 0px; line-height: normal;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman','serif';\"><span style=\"font-size: medium;\">Una vicenda che ha nuovamente portato alla luce le ingiustizie sociali presenti oggi nel nostro paese, e che grazie all\u2019impegno dei movimenti sociali locali speriamo non venga relegata ancora una volta nel solito dimenticatoio.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p style=\"margin: 1em 0px;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due storie parallele, molto attuali, che ci portano a riflettere sulla nuova legge sulla\u00a0responsabilit\u00e0 civile dei magistrati. di Pietro Palau&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":466,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-464","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/464","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=464"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/464\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":465,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/464\/revisions\/465"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/466"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=464"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=464"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=464"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}