{"id":41,"date":"2008-01-05T15:45:46","date_gmt":"2008-01-05T15:45:46","guid":{"rendered":"http:\/\/lambertob.koding.io\/wordpress\/?p=41"},"modified":"2008-01-05T15:45:46","modified_gmt":"2008-01-05T15:45:46","slug":"addio-pizzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/2008\/01\/05\/addio-pizzo\/","title":{"rendered":"ADDIO PIZZO!"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><font size=\"2\">a cura di Dafne Anastasi<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><font size=\"2\">Il consumo critico di Addiopizzo: <\/font><\/strong><strong><font size=\"2\">quando l&#8217;economia va a braccetto con la legalit&agrave;.&nbsp; <\/font><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"2\">Economia, lotta alla mafia, socialit&agrave;. Segmenti apparentemente distinti possono avere un punto d&#8217;intersezione in grado di incidere sulle dinamiche di un contesto&nbsp; economicamente depresso come quello siciliano. <\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"2\">Tutto nacque da un&#8217;idea, semplice eppur rivoluzionaria: creare la circolarit&agrave; tra&nbsp; le imprese che decidono di non pagare il pizzo e le scelte dei consumatori. <\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"2\">Il mattino del 29 giugno 2004, su centinaia di piccoli adesivi listati a lutto attaccati dappertutto per le strade del centro, Palermo ha letto per la prima volta questo messaggio: UN INTERO POPOLO CHE PAGA IL PIZZO &Egrave; UN POPOLO SENZA DIGNIT&Agrave;. Nato come piccolo e fragile segno di implicita resistenza &egrave; diventato un movimento aperto, fluido e dinamico, espressamente apartitico e volutamente monotematico. Da quella notte molte cose sono state fatte e molte altre se ne faranno. <\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"2\">Addiopizzo ha creato un manifesto del cittadino-consumatore per la legalit&agrave;&nbsp; e lo sviluppo,&nbsp; conta oggi 200 nominativi di imprenditori che hanno dichiarato di non pagare il pizzo e 8844 cittadini-consumatori che li sostengono coi loro acquisti, dimostrando che&nbsp;la societ&agrave; civile &egrave; pi&ugrave; avanti della politica.&nbsp; <\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"2\">Questi ragazzi hanno capito che la responsabilit&agrave; della situazione degenerativa&nbsp; in cui i siciliani vivono non &egrave; solo dei commercianti, ma di tutta la societ&agrave; di cui anch&#8217;essi fanno parte. Parlando a viso aperto di pizzo hanno rotto un tab&ugrave;, ma hanno anche dato una possibilit&agrave; di scelta al consumatore che non vuole &quot;implicitamente&quot; finanziare&nbsp; le casse di Cosa Nostra. <\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font size=\"2\">Si chiama consumo critico ed &egrave; la capacit&agrave; di favorire la sinergia motivazionale tra standard etici e finalit&agrave; economiche. Il saggio che segue &egrave; stato presentato a Palermo al Seminario Internazionale &quot;Etica generale ed etiche applicate&quot; il 24 e&nbsp;25 novembre del 2006.&nbsp; <\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">La teoria degli <\/span><\/strong><strong><em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">stockholder <\/span><\/em><\/strong><strong><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">e le preferenze morali dei consumatori<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">in un contesto caratterizzato dall&#8217;ingerenza della criminalit&agrave; organizzata <\/span><\/strong><strong><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">nelle attivit&agrave; economiche.<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">di Lorenzo Palumbo<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">La teoria degli <\/span><em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">stockholder <\/span><\/em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">&agrave; la Friedman individua nella massimizzazione del profitto per i proprietari l&#8217;unico scopo e la sola responsabilit&agrave; dell&#8217;impresa, escludendo quindi dallo scopo dell&#8217;impresa <\/span><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">altre cause di natura sociale, ambientale o etica.Secondo tale teoria la responsabilit&agrave; etica dell&#8217;impresa &egrave; addirittura sovversiva tanto che: &quot;Il manager ha solo il dovere di amministrare le risorse della societ&agrave; per accrescere la remunerazione del capitale degli azionisti. Ma se i manager impiegano questo denaro per contribuire a cause sociali che essi ritengono moralmente pregevoli, e ci&ograve; rappresenta un costo addizionale per l&#8217;impresa, allora in effetti ci&ograve; che i manager fanno &egrave; imporre una tassazione agli <\/span><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">azionisti, senza che nessuno abbia conferito loro l&#8217;autorit&agrave; di farlo. Il compito di perseguire cause sociali moralmente pregevoli dovrebbe essere lasciato al governo e alla pubblica amministrazione che operano sulla base di un&#8217;autorit&agrave; ricevuta dall&#8217;elettorato. Quando gli azionisti assumono il manager il mandato non include la finalit&agrave; sociale cosa che invece &egrave; prevista nel caso del governo. Cos&igrave; il manager abusa del potere decisionale violando la sovranit&agrave; degli azionisti&quot; (1). La teoria non &egrave; obsoleta, posto che ancora oggi questo argomenti informa l&#8217;agire economico delle imprese a scopo di lucro. Ora &egrave; anche vero che non tutti gli economisti sono d&#8217;accordo sul fatto che tale teoria sia sostenibile, ma certamente nessun economista affermerebbe che l&#8217;impresa non debba creare valore per gli azionisti, seppur ammettendo che le modalit&agrave; di creazione di quel valore debbano attenersi ad un qualche standard etico e di responsabilit&agrave; sociale delle imprese (2). Tuttavia, nella realt&agrave;, come dice Van Parijs, non c&#8217;&egrave; alcuna armonia prestabilita tra gli standard etici e il massimo dei profitti e, nel caso ci sia <\/span><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">una seria tensione, i primi tendono a venire sacrificati al secondo (3). Ma poniamo per ipotesi che la teoria degli <\/span><em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">stockholder <\/span><\/em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">sia valida, anche se solo sul piano della razionalit&agrave; economica, e pertanto accettiamo l&#8217;assunto secondo il quale l&#8217;applicazione di standard etici all&#8217;agire delle imprese si traduce in una limitazione (la tassazione di cui parla Friedman) della legittima pretesa della propriet&agrave; alla remunerazione del capitale investito. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Se la teoria degli <\/span><em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">stockholder, <\/span><\/em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">data come valida in un contesto &quot;normale&quot;, si applica ad un contesto economico caratterizzato dalla presenza diffusa di organizzazioni criminali, l&#8217;equazione etica=tassazione perde ogni validit&agrave;.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Da una riflessione solo teorica, ma che prende spunto da un caso reale, sembrerebbe che la scelta di alcune imprese di operare secondo standard etici, non solo non equivale ad una tassazione dei proprietari, ma, al contrario, quella scelta diventa l&#8217;unico strumento per proteggere l&#8217;investimento proprietario dalla voracit&agrave; delle organizzazioni criminali, quando non &egrave; funzionale finanche alla crescita dei profitti.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Sottopongo alla riflessione la vicenda del Comitato Civico Addiopizzo che ha suscitato grande attenzione nei media e nell&#8217;opinione pubblica nei mesi scorsi. Il Comitato, dopo una serie di iniziative <\/span><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">pubbliche a cui hanno preso parte migliaia di persone presenta alla collettivit&agrave; due liste (4):<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">&#8211; <\/span><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">una prima lista di 127 attivit&agrave; imprenditoriali operanti nel territorio della provin<br \/>\ncia di Palermo che dichiarano di non essere disposti a pagare il pizzo al <\/span><em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">racket <\/span><\/em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">delle estorsioni;<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">&#8211; <\/span><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Una seconda lista di 8092 cittadini-consumatori che si impegnano con la propria firma ad acquistare prodotti e servizi da quelle 127 imprese (p<\/span><em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">izzo-free)<\/span><\/em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Ad una prima osservazione del fatto, si coglie che alcune imprese adottano una forma di resistenza al <\/span><em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">racket <\/span><\/em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">e, a fronte di questo, gli <\/span><em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">stakeholder-<\/span><\/em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">consumatori, sull&#8217;onore, offrono a quelle imprese la loro<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">preferenza morale. Ma ad un&#8217;analisi pi&ugrave; attenta della questione emergono alcune considerazioni che ci portano a conclusioni opposte a quelle della teoria degli <\/span><em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">stockholder.<\/span><\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">1) In primo luogo, una verifica empirica della <\/span><em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">performance <\/span><\/em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">delle 127 imprese in termini di aumento della redditivit&agrave; mostrerebbe che vi &egrave; stato un miglioramento in termini di aumento della redditivit&agrave; e ci&ograve;, al di l&agrave; del <em>quantum <\/em>fatturato, se non altro perch&eacute; le imprese hanno ampliato il portafoglio clienti: ai clienti abituali (senza preferenza morale), si sono aggiunti quelli con preferenza morale.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">2) Altres&igrave;, si pu&ograve; affermare che la preferenza morale accordata dai 8092 cittadini alle imprese <\/span><em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">pizzo-free <\/span><\/em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">costituisce un indicatore di fiducia per i dirigenti delle imprese in quanto, la percezione della modificazione delle scelte di consumo di tanti consumatori, li spinge a sviluppare la credenza positiva circa la modificazione degli atteggiamenti del pubblico in senso critico e morale sul fenomeno del <\/span><em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">racket<\/span><\/em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">. Ai fini di un&#8217;adesione a comportamenti socialmente responsabili e improntati alla legalit&agrave;, questa credenza rafforza le motivazioni di chi intraprende che, pur operando in vista di un guadagno, persegue fini etici di resistenza al <\/span><em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">racket <\/span><\/em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">e di adesione alle norme legali. Questo risultato si ottiene non attraverso un&#8217;adesione generica alle norme, ma attraverso il canonico meccanismo attraverso il quale l&#8217;impresa risponde al bisogno di una fetta del mercato che adotta preferenze morali nelle scelte di consumo.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">3) Infine, la scelta di sottrarsi al <\/span><em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">racket<\/span><\/em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">, pur implicando un rischio in termini di sicurezza, produce un aumento della redditivit&agrave; dell&#8217;impresa perch&eacute; viene meno la sistematica sottrazione di risorse economiche dell&#8217;impresa, che incide drasticamente sui margini di guadagno dei proprietari.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Ergo,<\/span><\/em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\"> l&#8217;opzione etica dell&#8217;impresa non solo non determina l&#8217;imposizione di una tassazione agli azionisti-proprietari, ma addirittura produce per costoro un vantaggio. Di contro senza una scelta di resistenza al <\/span><em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">racket<\/span><\/em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">, le imprese correrebbero tutti i rischi di distorsione del fine della massimizzazione del profitto in forza dei danni prodotti dall&#8217;intreccio determinato dal cedimento etico cadenzato in una sequenza progressiva e devastante di paura &#8211; pagamento del pizzo &#8211; diminuzione della redditivit&agrave; &#8211; fine dell&#8217;attivit&agrave; economica o cessione a terzi, in alcuni casi a fini di riciclaggio.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Pertanto, dato per valido che lo scopo dell&#8217;impresa &egrave; la creazione di valore per i proprietari, in un contesto di diffusa criminalit&agrave; economica, la teoria degli <\/span><em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">stockholder <\/span><\/em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">risulta infondata in quanto:<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">1) non si da in nessun caso una relazione diretta tra scelta etica dell&#8217;impresa e tassazione illegittima degli azionisti-proprietari;<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">2) l&#8217;<\/span><em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">asset <\/span><\/em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">reputazionale costruito dall&#8217;impresa in termini di scelte etiche viene premiato dalla preferenza morale dei cittadini-consumatori e questo si traduce in ricavo addizionale d&#8217;impresa e cio&egrave; di redditivit&agrave; per la propriet&agrave;.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Guardando prospetticamente la questione, se, per ipotesi, le preferenze morali dei cittadini-consumatori dovessero crescere, l&#8217;assetto allocativo delle risorse economiche dovrebbe cambiare in funzione della<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">trasformazione in senso etico delle scelte collettive dei consumatori.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Come a dire che le imprese dovrebbero necessariamente preoccuparsi di adeguare i propri processi produttivi e i propri prodotti alle preferenze morali degli <\/span><em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">stakeholder<\/span><\/em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">-consumatori che hanno un interesse anche di tipo morale nell&#8217;attivit&agrave; d&#8217;impresa. A tal punto, in ragione di ci&ograve;, l&#8217;impresa non potr&agrave; che sostenere anche con risorse economiche le scelte organizzative che hanno lo scopo di costruire un&#8217;immagine di fiducia con il pubblico, in cui gli apporti etici di credibilit&agrave; e reputazione diventano determinanti ai fini commerciali e quindi ai fini del prelievo del <\/span><em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">surplus<\/span><\/em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\"> produttivo, cio&egrave; del profitto. Di contro, nel caso in cui non sia osservabile una tendenz<br \/>\na alla crescita delle preferenze morali dei consumatori, dovremo concludere che le imprese saranno sempre pi&ugrave; esposte alle minacce della criminalit&agrave; organizzata. Come si vede l&#8217;esclusione dei fini etici dall&#8217;orizzonte dell&#8217;impresa, posta dalla teoria degli <\/span><em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">stockholder, <\/span><\/em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">&egrave; semplicemente controproducente per il perseguimento non primariamente dei fini etici (anche), ma soprattutto di quelli economici.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Per un altro aspetto vorrei sottolineare che la partita tra criminalit&agrave; organizzata, mondo delle imprese e consumatori &egrave; giocata interamente in un contesto di ragioni che fanno capo all&#8217;etica e all&#8217;economia, e quindi non prioritaritamente alla legalit&agrave;. In effetti, se la preferenza morale dei<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">consumatori &egrave; funzionale ad una maggiore capacit&agrave; dell&#8217;impresa di produrre ricchezza, &egrave; lo stesso automatismo del mercato ad imporre alle imprese di adottare strategie organizzative orientate a soddisfare quelle preferenze, e questo non primariamente per ragioni di legalit&agrave;, ma solo perch&eacute; l&#8217;agente economico allinea la sua condotta alla natura dell&#8217;impresa che &egrave; quella di generare redditivit&agrave; dagli investimenti proprietari. In effetti, le preferenze morali in economia agiscono come leva di <\/span><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">cambiamento delle scelte allocative dell&#8217;impresa per soddisfare i bisogni di consumo di un segmento di domanda critico e moralmente sensibile.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Ecco che, allora, le imprese altro non possono fare, al di l&agrave; dell&#8217;adesione alle norme di legge, che adottare standard di comportamento improntati ad una qualche idea di responsabilit&agrave; sociale. E quindi l&#8217;input &egrave; di ordine etico, la risposta corrispondente &egrave; squisitamente economica. La volont&agrave; di adempiere la legge &egrave; presente sia nella scelta dei consumatori sia nella risposta dell&#8217;impresa, ma questa non &egrave; decisiva sul piano motivazionale, e quindi la questione legale &egrave; rilevabile solo in termini di aumento<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">generalizzato dell&#8217;adesione degli operatori economici alle norme legali.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Per un altro verso, l&#8217;adozione di scopi di natura etica da parte dell&#8217;impresa non significa in alcun modo, come gi&agrave; detto, che il fine dell&#8217;impresa non &egrave; pi&ugrave; la creazione di ricchezza, ma che, in particolare in<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">alcuni contesti economici come quelli caratterizzati da una forte presenza di criminalit&agrave; organizzata, le imprese devono organizzare le loro attivit&agrave; tenendo ben presente che tra i fini economici e quelli etici vi sono, come ci ha insegnato Amartya Sen, straordinarie interdipendenze (5). <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">In tali condizioni la forza degli <em>standard<\/em> etici nelle tradizionali sfere di allocazione delle risorse dell&#8217;agire economico agisce su due versanti:<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">a) aumenta la redditivit&agrave; delle imprese, <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">b) ma nello stesso tempo migliora le prestazioni delle stesse sul piano etico e sociale. Questo significa che l&#8217;interdipendenza non &egrave; per nulla una pura illusione o peggio un danno per l&#8217;impresa, ma piuttosto un gran vantaggio; ma questo solo se l&#8217;impresa adotter&agrave; con convinzione gli standard etici evitando di <\/span><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">considerarli come mezzo per un trattamento estetico, cio&egrave; senza un&#8217;adesione consapevole (6). <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Se estendiamo l&#8217;osservazione alle altre pratiche di interferenza da parte dei gruppi malavitosi nella sfera dell&#8217;agire economico, attraverso le quali si consuma il drammatico rapporto tra economia delle imprese e criminalit&agrave; organizzata, abbiamo conclusioni analoghe al caso del <\/span><em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">racket<\/span><\/em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">. Mi riferisco in particolare a fenomeni quali il finanziamento illecito, l&#8217;usura, la corruzione, la concorrenza sleale nei confronti dei quali l&#8217;impresa, che opera in zone ad alta diffusione e densit&agrave; criminale &egrave; esposta con continuit&agrave;. In effetti, se l&#8217;impresa sana, legale, eticamente orientata assume come criterio guida di sopravvivenza o di sviluppo il dettato della massimizzazione del profitto cos&igrave; come richiesto dalla teoria degli <\/span><em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">stockholder, <\/span><\/em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">non pu&ograve;, contrariamente a quanto sostenuto da questa teoria, fare a meno di utilizzare le risorse dell&#8217;impresa per concorrere al perseguimento di finalit&agrave; etiche che nel caso specifico, come in quello precedente relativo al <\/span><em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">racket<\/span><\/em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">, non sono divergenti rispetto alle finalit&agrave; economiche e quindi non costituiscono un costo per gli azionisti, ma, al contrario, accade che l&#8217;adozione di standard etici promuove la redditivit&agrave; dell&#8217;impresa. Al riguardo, non &egrave; un difficile esercizio dimostrare che &egrave; proprio il cedimento etico dell&#8217;impresa a produrre il mancato<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">perseguimento del fine dell&#8217;impresa, proprio perch&eacute; produce una serie di distorsioni nel mercato e di danni all&#8217;imprenditorialit&agrave; legale che si possono compendiare nel modo seguente:<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">1) il finanziamento illecito delle imprese a propriet&agrave; mafiosa (riciclaggio) viola le regole delle pari opportunit&agrave; nella competizione, immettendo nel mercato imprese che non hanno costi di approvvigionamento finanziario;<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">2) la corruzione, in forza della disponibilit&agrave; di denaro e della contiguit&agrave; con alcuni ambienti politici, costituisce una forma di concorrenza sleale che mette in situazione di svantaggio le imprese non corruttrici;<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">3) il calo dei profitti dovuto alle estorsioni, che costituisce la vera tassazione alla legittima pretesa dei proprietari di avere remunerato il capitale investito, in uno con le inefficienze bancarie nelle pratiche di gestione del credito, sottopongono le scelte di finanza aziendale alla volont&agrave; della criminalit&agrave; organizzata che attraverso l&#8217;usura tende progressivamente ad acquisirne il controllo.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">In conclusione, sostengo che in via teorica si pu&ograve; affermare che l&#8217;applicazione di standard etici alle imprese, codici etici o altri standard di <\/span><em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Accountability <\/span><\/em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family\n: Verdana\">sociale, nel caso di contesti interessati dalla intrusione e dalla pervasivit&agrave; delle organizzazioni criminali nelle attivit&agrave; economiche, favorisca una sinergia motivazionale tra standard etici e fini economici (secondo uno schema stimolo-risposta) che rinforza e corrobora lo spirito imprenditoriale e tiene distante le imprese dall&#8217;interferenza criminale <\/span><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">nelle sue varie forme.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Entrando nel merito del dibattito delle idee sui sistemi di regolazione dell&#8217;agire economico, si pu&ograve; affermare che anche le imprese a scopo di lucro operanti in contesti ad alto rischio di criminalit&agrave; <\/span><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">organizzata, devono prendere in seria considerazione il tema dell&#8217;interdipendenza dei fini etici con quelli economici, posto che attraverso l&#8217;adozione di standard etico-sociali nell&#8217;impresa progettati per <\/span><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">rispondere alla preferenza morale degli <\/span><em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">stakeholder<\/span><\/em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">-consumatori, si consegue, per paradosso della teoria degli <\/span><em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">stockholder<\/span><\/em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">, una migliore redditivit&agrave; degli investimenti proprietari.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Note:<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">1. Milton Friedman, <\/span><em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">The social Responsability of business is to increase its profits <\/span><\/em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">in <\/span><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">New York Times Magazine, 13 settembre 1970.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">2. U.E.<\/span><em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Libro verde per promuovere un quadro europeo per la responsabilit&agrave; sociale <\/span><\/em><em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">delle imprese, <\/span><\/em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunit&agrave; Europee, Bruxelles <\/span><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">2001,p.7<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">3. Philippe Van Parijs, <\/span><em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Il riflettore e il microfono<\/span><\/em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">. <\/span><em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">L&#8217;impresa deve e pu&ograve; essere <\/span><\/em><em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">socialmente responsabile? <\/span><\/em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">In Quaderni di Fabrica Ethica n. 1, Centro Stampa Giunta <\/span><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">regionale, Firenze 2004, p.53<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">4. <\/span><span style=\"font-size: 10pt; color: blue; font-family: Verdana\">www.addiopizzo.org<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">5. <\/span><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Amartya Sen, <\/span><em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Etica e economia, <\/span><\/em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Laterza, Bari 2000, p.14<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">6. <\/span><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Guido Rossi, <\/span><em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Il conflitto epidemico, <\/span><\/em><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Adelphi, Milano 2003<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">Saggio presentato al Seminario Internazionale &quot;Etica generale ed etiche applicate&quot;: problemi e <\/span><span style=\"font-size: 10pt; color: black; font-family: Verdana\">prospettive svoltosi a Palermo il 24 e 25 Novembre 2006.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Dafne Anastasi Il consumo critico di Addiopizzo: quando l&#8217;economia va a braccetto con la legalit&agrave;.&nbsp; Economia, lotta&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-41","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-ecofinanza"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}