{"id":197,"date":"2013-06-21T10:45:53","date_gmt":"2013-06-21T10:45:53","guid":{"rendered":"http:\/\/lambertob.koding.io\/wordpress\/?p=197"},"modified":"2020-12-30T17:58:05","modified_gmt":"2020-12-30T17:58:05","slug":"appello-sul-web-al-p-g-di-salerno-per-dire-no-agli-assassini-di-franco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/2013\/06\/21\/appello-sul-web-al-p-g-di-salerno-per-dire-no-agli-assassini-di-franco\/","title":{"rendered":"ACCOLTO L&#8217;APPELLO AL P.G. DI SALERNO PER DIRE NO AGLI ASSASSINI DI FRANCO MASTROGIOVANNI"},"content":{"rendered":"<p><strong>LA PROCURA GENERALE DI SALERNO ACCOGLIE LE RICHIESTE DI ROBIN HOOD<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stamani la Procura Generale di Salerno ha reso noto al Movimento per la Giustizia Robin Hood \u2013 Avvocati senza Frontiere che il Procuratore e il P.M. di Vallo della Lucania, in accoglimento dell\u2019istanza presentata dalla Associazione, costituita parte civile, hanno impugnato la sentenza di primo grado che pur condannando il primario e i medici, peraltro a pene del tutto miti, aveva incongruamente assolto gli infermieri per l\u2019uso illegittimo della contenzione e trattamenti disumani assimilabili alla tortura, praticati nel <em>lager <\/em>psichiatrico di Vallo della Lucania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abSi tratta di un risultato molto importante &#8211; commenta Pietro Palau Giovannetti (Presidente della Onlus),\u00a0 che oltre a rendere giustizia a Franco, almeno da morto, evidenzia quale ruolo possano svolgere le Associazioni nei processi e la pressione della Societ\u00e0 Civile, per l\u2019affermazione della legalit\u00e0 e del principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abL\u2019impunit\u00e0 \u00e8 sempre odiosa \u2013 denunciava l\u2019Associazione alcuni giorni fa &#8211; \u00a0ma lo \u00e8 ancor di pi\u00f9 quando la morte di una persona indifesa viene provocata mediante crudeli torture e la complicit\u00e0 di chi dovrebbe rappresentare la Pubblica Accusa, come nel caso di Mastrogiovanni e il <strong>pm Martuscelli<\/strong>, che ha cercato di minimizzare le responsabilit\u00e0 degli assassini\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abCi siamo costituiti parte civile \u2013 proseguiva il comunicato &#8211; \u00a0per impedire i soliti \u201c<em>inciuci giudiziari<\/em>\u201d e affermare la libert\u00e0 di cure contro i TSO, tutelando l\u2019interesse comune di potere accedere ad una giustizia giusta e uguale per tutti, inscindibilmente connesso alla pi\u00f9 generale tutela del rispetto della persona umana, per cui nessuno pu\u00f2 essere sottoposto a torture, tanto pi\u00f9 in strutture sanitarie. Alla luce del tentativo di deviare il processo su un binario morto ci siamo posti come una spina nel fianco della Pubblica Accusa e ne abbiamo denunciato le deviazioni. Siamo cos\u00ec riusciti ad infondere coraggio e far luce sugli anomali comportamenti endoprocessuali e le frequentazioni del pm Martuscelli con taluni imputati (del caso se ne sta occupando il P.M. di Napoli)\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla luce di ci\u00f2 \u00e8 indubbio che il provvedimento del Procuratore e del pm di Vallo della Lucania costituiscano un\u2019inversione di tendenza, che accoglie in pieno le istanze della Societ\u00e0 Civile, aprendo nuove prospettive nell\u2019ambito della tutela giurisdizionale dei diritti umani sul terreno dell\u2019uso della contenzione nei reparti psichiatrici e sul rapporto tra persona umana e istituzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A riguardo, occorre ricordare, che l\u2019impugnata sentenza, pur riconoscendo il ruolo propulsivo delle Associazioni, ha reso giustizia solo a met\u00e0, anche se ha avuto il pregio di spezzare il clima persecutorio nei confronti di Franco, anche da morto, senza essere in grado di far piena luce sulle pratiche medievalistiche che coinvolgevano il personale sanitario, invece incongruamente assolto, senza tenere conto delle palesi responsabilit\u00e0 e indifferenza degli infermieri, verso l\u2019altrui atroce sofferenza, come risultanti provate dall\u2019impianto accusatorio del P.M. Rotondo e dalle video-registrazioni, elementi inchiodanti che sono state incomprensibilmente ignorati.<br \/>\nA pag. 175 della sentenza si afferma infatti assurdamente che la condotta degli infermieri possa venire ricondotta all\u2019art. 51 c. 3 c.p., ritenendo che gli imputati mandati assolti non avrebbero potuto accorgersi dell\u2019illegittimit\u00e0 dell\u2019ordine di contenzione e del suo ingiustificato prolungamento. Tale conclusione \u00e8 assolutamente paradossale poich\u00e9 si \u00e8 omesso di cogliere che anche il personale infermieristico \u00e8 portatore di una posizione di garanzia ex art. 40 c.p. nei confronti dei pazienti sottoposti alla loro cura e vigilanza e, pertanto, \u00e8 da ritenersi pacificamente responsabile ogni qualvolta violi gli obblighi di legge.<br \/>\nCi auguriamo quindi che le pene scandalosamente miti comminate \u00a0nei confronti dei medici, verranno quantificate correttamente nel grado di appello, condannando anche gli infermieri, tenendo conto della notevole gravit\u00e0 e allarme sociale dei reati consumati in danno di Franco, per cui \u00e8 configurabile il reato di \u201comicidio preterintenzionale\u201d. Nel caso di specie sussiste infatti sia il cd. \u201c<em>animus laedendi<\/em>\u201c, stante che la contenzione \u00e8 stata attuata senza cure sino alla morte sia il cd. \u201c<em>animus necandi<\/em>\u201d che significa che l\u2019agente non deve agire necessariamente con dolo di omicidio, ricadendo altrimenti nell\u2019ipotesi di cui all\u2019art. 575 c.p., bens\u00ec basta la previsione della morte, previsione di certo percepibile dal personale medico e paramedico, ben a conoscenza dei possibili esiti fatali di un regime contenitivo prolungato senza mai slegare la vittima per oltre 3 gg., lasciandolo privo di alimentazione e di idonea idratazione.<br \/>\nDa qui il sospetto ben pi\u00f9 grave che il cinico e vile omicidio preannunciato dallo stesso Franco \u2013 il quale era a tal punto consapevole della fine che lo attendeva che implor\u00f2: \u00ab<strong><em>Se mi portano a Vallo non ne esco vivo<\/em><\/strong>\u00bb \u2013 possa promanare da una preordinata \u201c<em>vendetta politica<\/em>\u201d, maturata negli ambiti dell\u2019estrema destra, che forse non ha mai perdonato al maestro elementare la morte del missino Carlo Falvella dirigente del FUAN di Salerno e la sua fede anarchica che lo spingeva a continuare a ricercare la verit\u00e0 sulla strage di Piazza Fontana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Venerd\u00ec 28 giugno, ore 17,30, a Salerno, presso il punto Einaudi, Piazzetta Barracano, adiacente Corso Vittorio Emanuele, si terr\u00e0 il dibattito su \u201cil caso Mastrogiovanni\u201d<\/strong>, promosso dal Comitato Verit\u00e0 e Giustizia per Francesco Mastrogiovanni, con la partecipazione dell\u2019Avv. Michele Capano, legale di parte civile della Onlus Movimento per la Giustizia Robin Hood, Grazia Serra, Giuseppe Galzerano e Giuseppe Tarallo, Dott. P. Sangiorgio, Direttore UOSM Asl Roma H e Luigi Manconi, Presidente della Commissione Parlamentare sui Diritti Umani del Senato della Repubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per info: Segreteria Avvocati senza Frontiere 02\/36582657 &#8211; 329\/2158780<\/p>\n<div class=\"kvgmc6g5 cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify;\">\n<div dir=\"auto\"><strong>PROCESSO D&#8217;APPELLO MASTROGIOVANNI<\/strong>.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><strong>La banalit\u00e0 del bene e del male. <\/strong><\/div>\n<div dir=\"auto\"><strong>Per dire no alla tortura e alla contenzione psichiatrica.<\/strong><\/div>\n<div dir=\"auto\">Salerno, 16 maggio 2015<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">Nel tardo pomeriggio di ieri si \u00e8 conclusa avanti la Corte d&#8217;Appello, l&#8217;udienza relativa al processo a carico di medici ed infermieri del famigerato lager psichiatrico San Luca di Vallo della Lucania.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Dopo la requisitoria del P.G. che ha richiesto la conferma della condanna del primario e dei medici con inasprimento delle pene comminate in primo grado, nonch\u00e9 la condanna anche del personale paramedico, \u00e8 stato il turno dei legali di parte civile dei parenti della vittima e delle Associazioni (da \u201cTelefono Viola\u201d al \u201cMovimento per la Giustizia Robin Hood\u201d \u2013 \u201cAvvocati senza Frontiere\u201d), che hanno pronunciato le proprie arringhe e conclusioni.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Sono intervenuti l&#8217;Avv. Caterina Mastrogiovanni, cugina della vittima, i difensori della madre e della sorella Caterina e di altro paziente oggetto di contenzione illegittima, nonch\u00e9 i legali delle Associazioni costituite parti civili che associandosi alle richieste del P.G. di pene pi\u00f9 severe per tutti gli imputati, hanno sottolineato trattarsi di vere e proprie torture e la banalit\u00e0 del male, paragonando l&#8217;atroce supplizio scientemente e barbaramente perpetrato nei confronti di Franco Mastrogiovanni e la generale indifferenza del personale medico e paramedico (in totale ben 18 imputati), ai crimini nazisti, a fronte dei quali i pi\u00f9 alti gerarchi delle SS al processo di <strong>Noriberga<\/strong>, negando ogni propria responsabilit\u00e0, si sono dichiarati \u201cnon colpevoli\u201d, affermando di avere agito per ordini superiori. Ci\u00f2 nonostante, ha fatto rilevare il legale di Avvocati senza Frontiere nella sua arringa, sono stati tutti condannati quali criminali, e altrettanto devono considerarsi tutti gli odierni imputati che hanno deliberatamente scelto di lasciare morire legato mani e piedi un paziente affidato alle loro cure, senza prestargli soccorso per oltre 4 giorni, nonostante le sue grida disperate di aiuto, perch\u00e8 ha aggiunto il legale di <strong>Telefono Viola<\/strong>, oltre alla banalit\u00e0 del male, c&#8217;\u00e8 anche la \u201cbanalit\u00e0 del bene\u201d.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Cio\u00e8, la possibilit\u00e0 e il diritto-dovere per ogni uomo di ribellarsi ad ordini ingiusti contrari al senso di umanit\u00e0 e ai principi morali e di civilt\u00e0 giuridica, come affermati dalla CEDU nella recente sentenza che ha condannato lo Stato Italiano per le torture perpetrate dalle forze dell&#8217;ordine durante il G8 di Genova.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify;\">\n<div dir=\"auto\"><strong>Hannah Arendt<\/strong> che segu\u00ec le 120 sedute del processo Eichmann (il famigerato criminale nazista), osserv\u00f2 che &#8220;le azioni erano mostruose, ma chi le fece era pressoch\u00e9 normale, ne demoniaco ne mostruoso&#8221;. La percezione dell&#8217;autrice di Eichmann sembra essere quella di un uomo comune, caratterizzato dalla sua superficialit\u00e0 e mediocrit\u00e0 che la lasciarono stupita nel considerare il male commesso da lui, che consistette nell&#8217;organizzare la deportazione di milioni di ebrei. Ci\u00f2 che la Arendt scorgeva in Eichmann non era neppure stupidit\u00e0 ma qualcosa di completamente negativo: l&#8217;incapacit\u00e0 di pensare. Proprio forse come il personale medico e paramedico di Vallo della Lucania.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify;\">\n<div dir=\"auto\">Nel caso di specie, il Tribunale vallese come noto in parziale accoglimento delle molteplici censure, istanze e richieste delle parti civili costituite, nell&#8217;ambito del procedimento per la morte di Franco Mastrogiovanni, pur assolvendo gli infermieri, per avere agito per ordini superiori, ha pronunciato sentenza di condanna nei confronti del <strong>Primario Barone Rocco<\/strong> e di 5 medici del Reparto, colpevoli dei reati ascritti, concedendo a tutti gli imputati le attenuanti generiche dichiarate equivalenti alle aggravanti contestate, unificati i reati ex art. 81 c.p. (<strong>Barone e Basso 4 anni di reclusione ciascuno, Di Genio 3 anni, mesi 6 di reclusione ciascuno, Mazza e Ruberto 3 anni di reclusione ciascuno, Della Pepa 2 anni di reclusione<\/strong>).<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify;\">\n<div dir=\"auto\">Le parti civili hanno quindi interposto atto di appello, denunciando le pene troppo miti e indulgenti nei confronti del primario e dei medici e che il Tribunale non poteva legittimamente assolvere gli infermieri, in quanto anch&#8217;essi responsabili dei reati di cui agli artt. 110, 479 c. 1 e 2, 605, 586 c.p..<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify;\">\n<div dir=\"auto\">Di tale avviso, dopo le polemiche che hanno investito il Tribunale vallese e il <strong>pm Martuscelli<\/strong>, trasferito ad altro ufficio a seguito di esposto al C.S.M., da parte di Avvocati senza Frontiere, \u00e8 stato come detto anche il P.G. di Salerno.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify;\">\n<div dir=\"auto\">Il processo si avvia quindi alle ultime battute ed \u00e8 stato rinviato al 26 giugno 2015 ore 11,00.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify;\">\n<div dir=\"auto\">Sintesi dell&#8217;arringa di Avvocati senza Frontiere che ha evidenziato come le condotte dolose poste in essere in danno di Franco Mastrogiovanni promanino con tutta probabilit\u00e0 da una vendetta persecutoria attuata da gruppi dell&#8217;estrema destra salernitani legati al <strong>F.U.A.N.<\/strong>, in grado di avvalersi di illecite connivenze presso le Autorit\u00e0 locali. A prova di ci\u00f2 ha allegato l&#8217;inquietante circostanza che Franco Mastrogiovanni nei 17 anni precedenti il ritorno nella sua citt\u00e0 natale non aveva mai avuto alcun problema n\u00e9 subito alcun trattamento sanitario obbligatorio, aggiungendo che le date dei T.S.O. disposti nei suoi confronti dal <strong>Sindaco di Pollica Vassallo<\/strong> e di Castelnuovo Cilento, dal 2002 al 2009, sono stati tutti attuati in concomitanza con l&#8217;anniversario e manifestazioni rievocative promosse per la morte di <strong>Carlo Falvella<\/strong>, ex segretario del FUAN locale, della cui accidentale morte era stato ritenuto responsabile morale Franco Mastrogiovanni, seppure lo stesso invero fosse del tutto estraneo e prosciolto da ogni accusa.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify;\">\n<div dir=\"auto\"><strong>Il legale di Avvocati senza Frontiere<\/strong> ha quindi chiesto la riapertura delle indagini denunciando i comportamenti omissivi e collusivi della Procura di Vallo della Lucania, che perseguit\u00f2 Franco Mastrogiovanni dal 1999 fino alla sua tragica morte.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify;\">\n<div dir=\"auto\"><strong>Ma vediamo i fatti e le contestazioni mosse alla mite sentenza di primo grado<\/strong>.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Nel caso di specie l\u2019ingiustificata esiguit\u00e0 delle pene comminate, denunciata anche dalla Societ\u00e0 civile e dai maggiori media, a fronte della gravit\u00e0 dei reati posti in essere in concorso tra loro dagli imputati, i quali hanno causalmente e scientemente condotto alla morte Francesco Mastrogiovanni, ha reso necessario, da parte di questa difesa, sollecitare con ripetute istanze il Procuratore Capo di Vallo e il P.G. di Salerno, affinch\u00e9 gli stessi provvedessero ad impugnare la sentenza di primo grado, eppoi ad integrare i motivi, per le ragioni in atti allegate a cui si rimanda, come da istanza ex art. 572 c.p.c. del 7.6.13, al P.M. di Vallo, istanza ex art. 570 c.p.p. al P.G. di Salerno del 7.6.13, istanza per l\u2019integrazione dei motivi di appello del pm del 01.07.13, su cui il P.G. si era riservato di decidere, come da nota del 9.7.13, a firma del dr. Fioretti.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify;\">\n<div dir=\"auto\">In tale contesto, questa difesa ha interposto rituale appello ex art. 573 c.p.p., in data 4.7.13, al fine di riformulare la sentenza di primo grado, anche per quanto attiene l&#8217;aspetto risarcitorio, tenuto conto, in tal senso, delle lacune pi\u00f9 squisitamente penalistiche che l&#8217;impugnata decisione presenta, stante la sostanziale impunit\u00e0 dei gravi reati ascritti agli imputati che impone una diversa e pi\u00f9 grave qualificazione giuridica ex art. 597 c.p.p. a carico di medici ed infermieri mandati assolti.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify;\">\n<div dir=\"auto\">Una tragedia umana annunciata che ci riporta a barbarie medievalistiche, a pratiche tipiche dei regimi dell\u2019est e della Germania nazista per colpire gli oppositori e le minoranze, oggidi, nel caso che ci occupa, mascherate da attivit\u00e0 terapeutiche, rendendo la vittima di tale feroce e spietata persecuzione psichiatrica, dove le istituzioni sanitarie sono state piegate ad interessi di stampo politico-mafioso, un vero e proprio martire della libert\u00e0, un eroe moderno, disceso negli inferi come Enea, Virgilio e Dante per illuminare la societ\u00e0 e contribuire a spianare la strada all\u2019introduzione in Italia di una legge sulla tortura, recentemente approvata dalla Camera con 244 voti favorevoli, 14 contrari e 50 astenuti, affinch\u00e9 casi del genere non avvengano mai pi\u00f9.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify;\">\n<div dir=\"auto\"><strong>L\u2019odissea giudiziaria del Prof. Francesco Mastrogiovanni<\/strong> (Franco come lo chiamavano amici, parenti e alunni), risale agli anni del terrorismo di Stato e dell\u2019eversione nera, molto radicata all\u2019epoca negli ambienti locali di questa citt\u00e0, \u00e8 la vicenda sconcertante di istituzioni politiche, amministrative, giudiziarie e sanitarie che dovevano tutelare i diritti e la salute di un uomo, peraltro sano e pienamente lucido, come ammesso nella stessa cartella clinica nella quale viene invece disposto il TSO, ed uscito morto dalla struttura ospedaliera (<em>rectius<\/em>: <strong>lager psichiatrico di Vallo<\/strong>), che doveva proteggerlo (homo homini lupus \u2026).<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify;\">\n<div dir=\"auto\">Un caso eclatante che ha smosso le coscienze e i media di tutto il mondo su come vengono gestiti i pazienti e intese le professioni mediche nel ns. Paese da coloro che dimenticano troppo facilmente di avere rinnovato il giuramento di Ippocrate e pur di fare carriera sono disposti a formare cartelle cliniche false, ad occultare i trattamenti disumani da torturatori medioevali a cui vengono di sovente sottoposti i pazienti come il Mastrogiovanni e il<strong> Mancoletti<\/strong>. Oltre 4 giorni di ininterrotta atroce agonia, ripresa dalla telecamere, legato al letto di morte, con fasce di contenzione, a piedi e mani, senza che nessun medico e infermiere in servizio prestasse interesse ai suoi disperati tentativi di liberarsi e grida di aiuto. Fatti commessi, in concorso tra medici e infermieri, attraverso la formazione di false cartelle cliniche e attestazioni mendaci all\u2019A.G., con l&#8217;aggravante di aver agito con crudelt\u00e0 e assoluto disprezzo della dignit\u00e0 umana, rifiutando ad oltranza sino all&#8217;exitus di prestare soccorso ad un paziente, legato mani e piedi, che ha continuato ad implorare aiuto, fino alla morte, cercando di liberarsi dai lacci di cuoio e plastica che lo facevano sanguinare, impedendogli di bere e alimentarsi, come risulta dalle videoregistrazioni delle telecamere a circuito chiuso, che inchiodano in modo schiacciante tutti gli imputati, nessuno escluso. Attivit\u00e0 criminogene che dovranno venire sanzionate con adeguate pene.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><strong>Forse neanche Torquemada<\/strong> avrebbe avuto tale cinica spietatezza per le torture inflitte alle vittime sospettate di falsa conversione, alle donne accusate di stregoneria e agli eretici.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify;\">\n<div dir=\"auto\">Ma la vera storia del maestro elementare \u201cpi\u00f9 alto del mondo\u201d come lo chiamavano affettuosamente i suoi alunni, i quali lo amavano indipendentemente dalla sua \u201cfede anarchica\u201d che sapeva tenere separata dall\u2019insegnamento e che lo ha condannato a morte come da lui stesso preannunciato, non \u00e8 mai stata ricostruita adeguatamente da nessuno n\u00e9 fatta oggetto di indagini da parte delle procure competenti, e merita perci\u00f2 di essere in breve ricostruita, al fine di introdurre e meglio far comprendere alla Corte i contesti e le ragioni dell\u2019accanimento persecutorio all\u2019origine della morte preannunciata di Franco M. (rectius: omicidio preterintenzionale) .<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify;\">\n<div dir=\"auto\"><strong>Mastrogiovanni era un insegnante delle elementari, amante della letteratura, un intellettuale critico e appassionato nell\u2019area libertaria. Nel luglio del 1972 diviene testimone involontario della morte del giovane missino Carlo Falvella, evento che lo segner\u00e0 per tutta la vita<\/strong>.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify;\">\n<div dir=\"auto\">Gli anni \u201870 sono quelli della contrapposizione fascisti\/antifascisti, Stato\/antiStato, del dogmatismo ideologico e delle dottrine enfatizzate e demonizzate, gli anni degli opposti estremismi.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify;\">\n<div dir=\"auto\">Ad un&#8217;aggressione si rispondeva con un&#8217;altra aggressione, dietro al terrorismo nero come a quello rosso si muovevano le strategie stragiste della P2 e dei servizi segreti deviati che alimentavano le contrapposizioni e di cui ancora oggi non sono ancora chiari i contorni.<\/div>\n<div dir=\"auto\">In quel 2.7.1972 Franco stava passeggiando con due amici, Giovanni Marini e Gennaro Scariati, esponenti anarchici, sul lungomare di Salerno. Pur simpatizzando per il movimento libertario Franco non era certamente un militante, era una persona che amava dibattere e confrontarsi con gli altri sulle questioni di natura politica, come sottolineato dai parenti. In quel periodo per\u00f2 il clima era alquanto concitato, Marini stava indagando sulla morte alquanto sospetta di cinque anarchici [travolti misteriosamente da un camion, prima di poter testimoniare sulla strage di P.zza Fontana [quella che si riveler\u00e0 poi essere Strage di Stato], e l&#8217;incontro con un gruppo di missini del F.U.A.N. coinvolse Mastrogiovanni in un&#8217;aggressione, a seguito della quale venne ferito con una coltellata a una gamba. Il Marini vedendo l&#8217;amico Franco cadere a terra in una pozza di sangue, nel disperato tentativo di difenderlo, strapp\u00f2 il coltello dalle mani dell&#8217;aggressore, che fin\u00ec nella gamba del Falvella, il quale purtroppo morir\u00e0 poi in ospedale. L&#8217;accidentale morte del Falvella acuisce le contrapposizioni e una spirale di odio e vendette nei confronti dell&#8217;incolpevole Mastrogiovanni, dipinto sino alla sua morte dal P.M. Martuscelli e dai CC, che avrebbero dovuto indagare e chiedere la punizione dei suoi carnefici, come &#8220;noto anarchico&#8221;, incuranti della sua estraneit\u00e0 ai fatti riconosciuta dalle sentenze. Incomincia da qui la vera e propria persecuzione psichiatrico-giudiziaria di Franco Mastrogiovanni, costellata da un interminabile sequenza di fermi illegali, interrogatori, ingiusta detenzione e processi, sino a giungere ai reiterati ingiustificati T.S.O., sempre autorizzati si noti bene dal Sindaco di Pollica, Vassallo, seppure territorialmente incompetente (a partire da Ordinanza n. 44 del 19\/7\/2002), in concomitanza con l&#8217;anniversario della morte del Falvella, in cui gli attivisti dell&#8217;estrema destra ogni anno promuovevano manifestazioni rievocative, promettendo e attuando vendette trasversali.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify;\">\n<div dir=\"auto\"><strong>Lo schema \u00e8 sempre lo stesso<\/strong>. Mastrogiovanni \u00e8 un noto anarchico, aggressivo, intollerante all&#8217;Autorit\u00e0, viola il Codice della Strada, oltraggia e resiste ai Carabinieri, rifiuta le \u201ccure\u201d&#8230; o per meglio dire le torture (e chi non lo farebbe?). E&#8217; affetto asseritamente da \u201cpsicosi reattiva\u201d o da \u201creazione paranoide acuta\u201d od ancora da \u201cdisturbo schizoaffettivo cronico\u201d.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Ma questo accade solo nella sua terra natale.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Nulla di ci\u00f2 \u00e8 mai accaduto in 17 anni quando Franco intorno al 1982 si era trasferito a Bergamo, dove ottenne un incarico come insegnante di ruolo e fu felice di trasferirsi, con la speranza di potere lasciare il passato alle spalle, in quanto segnato dalla vicenda umana e dalla condanna dell&#8217;amico Marini a ben 12 anni di carcere. Ma purtroppo non \u00e8 cos\u00ec. Quando torna ad insegnare a Castelnuovo Cilento c&#8217;\u00e8 chi non ha voluto dimenticare ed \u00e8 pronto a mettere in moto la macchina della vendetta sottile della persecuzione psichiatrica tramite oscure connivenze nella pubblica amministrazione locale.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Gli artefici della sua persecuzione sono sempre i CC locali e l&#8217;A.G. vallese incuranti che Franco \u00e8 stato prosciolto da ogni accusa, ricevendo addirittura un risarcimento danni di lire 25.000.000 per l&#8217;ingiusta detenzione.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Infatti, quando, dopo 17 anni, nel 1999, ritorna a vivere in provincia di Salerno, pur insegnando nelle scuole elementari della sua citt\u00e0 di origine, Castelnuovo Cilento, il tempo non sembra essersi mostrato galantuomo n\u00e9 essergli stato amico, mancando di cancellare l&#8217;odio politico e lo stigma di soggetto pericoloso che, troppo spesso, per faziosit\u00e0, arretratezza socio-culturale, ristrettezza mentale, incapacit\u00e0 di recepire i cambiamenti, porta taluni indegni rappresentanti delle istituzioni a ritenere comunque colpevole anche chi \u00e8 stato assolto e risarcito dallo Stato.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Il 5 ottobre 1999, infatti, un futile diverbio con un carabiniere degenera in una condanna a ben tre anni di carcerazione per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni, seppure il povero Franco anche in questo caso fosse completamente innocente e vittima di una montatura dei locali Carabinieri.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Ci\u00f2 nonostante, sconta un periodo in carcere e cinque mesi agli arresti domiciliari. Poi, l&#8217;assoluzione in appello a Salerno con risarcimento per ingiusta detenzione.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify;\">\n<div dir=\"auto\">I fatti del 1972 e del 1999, portano Franco a vedere nei rappresentanti delle forze dell&#8217;Ordine (forse non a torto), i suoi persecutori, sviluppando una forma di profondo terrore e una sorte di fobia per le divise, che lo induce ad evitare qualsiasi contatto, sino ad allontanarsi quando ne viene a contatto.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Le divise diventano cos\u00ec il suo tallone di Achille con cui avrebbe potuto convivere se lo avessero lasciato in pace, come fu per Sacco e Vanzetti, sino ad essere anche loro ingiustamente giustiziati, seppure innocenti, divenendo simbolo dell&#8217;ingiustizia di chi \u00e8 morto per sostenere un&#8217;idea.<\/div>\n<div dir=\"auto\">L&#8217;unica &#8220;malattia&#8221; di Franco, se proprio cos\u00ec vogliamo definirla, era l&#8217;<strong>insofferenza alle divise<\/strong>, da cui temeva &#8211; non certamente a torto visto il suo barbaro preordinato assassinio &#8211; di venire ingiustamente privato della libert\u00e0 e sottoposto a disumani trattamenti sanitari obbligatori.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Quello prima della sua morte presso il lager vallese non fu infatti il primo TSO, mai comunque anche in precedenza giustificato da particolari stati emotivi di pretesa &#8220;aggressivit\u00e0&#8221; di Franco che, ben lungi dal costituire una minaccia per s\u00e8 o per gli altri, si limitava ad evitare e\/o ad allontanarsi di fronte a chi indossava una divisa (forze dell&#8217;ordine, medici ed infermieri), nel timore che gli facessero dell&#8217;altro male.<\/div>\n<div dir=\"auto\">In un paese come Castelnuovo Cilento, il ritorno di Franco non pass\u00f2 certamente inosservato.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Da molti, in specie presso la locale procura, le forze dell\u2019ordine che avevano infondatamente sostenuto l\u2019accusa, vicini ad ambienti restii ai cambiamenti, venne percepito come il ritorno di un personaggio malvisto, ci\u00f2 che determin\u00f2 un ingiusto accanimento nei suoi confronti, fatto di insulti, angherie e false accuse costruite ad hoc dal locale Comando dei Carabinieri e sostenute contro ogni diversa evidenza testimoniale dal P.M. di Vallo Martuscelli. Persecuzioni e condanne che segnano in maniera indelebile la vita della vittima, non gi\u00e0 della sua &#8220;insofferenza alle divise&#8221;, ma bens\u00ec della ben pi\u00f9 grave e profonda insofferenza delle istituzioni alle sofferenze dei pi\u00f9 deboli.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Non vi sono mai stati infatti atteggiamenti da parte di Franco, od episodi di cui lo stesso sia stato protagonista, che abbiano in alcun modo legittimamente potuto indurre il Sindaco di Pollica, territorialmente incompetente e di Castelnuovo Cilento, per ben quattro volte, nel 2002, 2003, 2005 e 2009, sempre in occasione dell&#8217;estate (rievocazione della morte del Falvella), a firmare l&#8217;ordine di TSO, onde sottoporlo a trattamenti sanitari coattivi che infine ne provocheranno la morte.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Le cause della morte di Franco vanno quindi ricercate altrove nel passato, nell&#8217;odio politico e nel desiderio di vendetta dei gruppi dell&#8217;estrema destra ben introdotti negli apparati di potere locale. Ma la Procura di Vallo non ha inteso indagare su cosa accadde veramente il 31\/7\/09, prima dell&#8217;ultimo fatale TSO, autorizzato dal Sindaco di Pollica, che egli stesso ammise essere un provvedimento eccezionale e di averne firmati al massimo tre in tutta la sua vita (dimenticandosi forse trattarsi sempre della stessa persona&#8230;) .<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify;\">\n<div dir=\"auto\">Il 31\/7\/09 Franco stava tranquillamente trascorrendo a San Mauro Cilento alcuni giorni di vacanza in un campeggio, quando i Carabinieri vanno a prelevarlo per l&#8217;ennesima volta con la forza, circondando il suo bungalow con un inusitato spiegamento di forze, neppure si trattasse di un pericoloso latitante o di un mafioso. Seppure non avesse commesso alcun reato, alla vista delle forze dell&#8217;ordine si allontana istintivamente verso la spiaggia e si ferma a bere un caff\u00e8 e a fumare una sigaretta, mentre viene circondato da terra dai Carabinieri e dal mare dalla Guardia Costiera. Il tutto per un solo uomo pacifico e inoffensivo al fine precipuo di sottoporlo all&#8217;ultimo fatale atto persecutorio violativo della persona persona umana attuato mediante tortura pseudosanitaria denominata TSO, che lo porter\u00e0 alla morte, presso il famigerato lager-psichiatrico di Vallo, dove Franco scongiurava, senza opporre si ribadisce alcuna forma di resistenza, di non essere portato l\u00ec, certo che questa volta non ne sarebbe uscito vivo.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Quello che appare come un dispiegamento di forze per catturare un importante criminale viene giustificato da ragioni pressoch\u00e9 banali e del tutto fumose, fermamente contestate dai parenti della vittima e non confermate dai testi. Franco, la sera del 31 luglio avrebbe generato problemi guidando a forte velocit\u00e0 nel centro abitato del comune di Acciaroli, la mattina successiva la cosa si sarebbe ripetuta nel centro di Agnone Cilento, provocando si asserisce il tamponamento di una non meglio precisata vettura. Ma \u00e8 stranamente ancora una volta il Sindaco di Pollica Vassallo, ad avvisare la polizia municipale e sar\u00e0 sempre lui a sottoscrivere l&#8217;ordine di TSO.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Singolarmente, a riguardo non risulta alcuna denuncia di sinistro o tamponamento da parte di chicchessia e l&#8217;autovettura di Franco non riporta alcuna forma di danno, neppure lieve.<\/div>\n<div dir=\"auto\">E&#8217; dunque chiaro si sia trattato di una montatura preordinata a tavolino per psichiatrizzare l&#8217;inviso anarchico, ritenuto il \u201cresponsabile morale\u201d della morte del Falvella, e si \u00e8 rivelato altres\u00ec fondato il timore di Franco che se lo avessero riportato nel lager di Vallo della Lucania, questa volta non ne sarebbe uscito vivo.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Le ragioni della sua morte e dell&#8217;accanimento persecutorio costruito intorno alla sua persona vanno quindi ricercate altrove e si auspica che il P.G. di Salerno all&#8217;esito del giudizio vorr\u00e0 trasmettere gli atti alla Procura competente ex art. 11 c.p.p.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify;\">\n<div dir=\"auto\">Illegittimit\u00e0 del TSO e dell&#8217;archiviazione del parallelo giudizio di cui \u00e8 stata invano richiesta la riapertura ex art. 414 c.p.p., alla procura di Vallo. Al riguardo, non si pu\u00f2 fare a meno di ricordare che a disporre l&#8217;archiviazione del procedimento per l&#8217;illegittimit\u00e0 del TSO e a sostenere l&#8217;accusa nel 1999 \u00e8 lo stesso pm Renato Martuscelli, che chiese ed ottenne la condanna di Franco a tre anni di reclusione per pretesa resistenza a pubblico ufficiale e lesioni, seppure ben 6 testi presenti ai fatti avessero testimoniato in suo favore, denunciando che Franco era stato viceversa vittima dell&#8217;aggressione dei Carabinieri, che lo avevano preso di mira, in quanto anarchico. Condanna poi come detto integralmente riformata con illuminato coraggio e senso di giustizia da codesta Corte d&#8217;appello di Salerno, e conseguente condanna dello Stato Italiano per l&#8217;ingiusta detenzione di Franco.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">Il TSO assorbito nella legge 833\/1978, sostituisce il ricovero coatto e si dispone solo quando sono necessari trattamenti urgenti e tali da non consentire di poter adottare misure extra-ospedaliere. &#8220;Urgenza&#8221; \u00e8 questo il fattore che caratterizza l&#8217;uso di questo dispositivo medico-giuridico, significa che bisogna ricorrere ad esso solo come ultima alternativa, solo quando sono fallite tutte le possibilit\u00e0 intermedie di comunicazione con il paziente, o quando c&#8217;\u00e8 un acuirsi, un collasso, una rapida degenerazione delle condizioni di salute di una persona tale da renderlo pericoloso per se stesso e per gli altri. Da qui la previsione estrema di immobilizzarlo al letto di contenzione.<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">La dottrina psichiatrica prevede queste disposizioni particolari ma \u00e8 improntata, come Basaglia sottolineava, al dialogo, il clinico deve accertare tipo e qualit\u00e0 di adesione del paziente alle cure in modo costante e periodico, il Tso pu\u00f2 divenire imminente qualora il paziente non accetti di essere sottoposto volontariamente alle terapie. Se ripercorriamo la storia di Franco si appura, con una certa immediatezza, che nulla di tutto questo \u00e8 stato rispettato dal personale medico e di servizio, in quanto Franco era del tutto inoffensivo e collaborativo. Quando fugge in preda al panico perch\u00e9 tallonato da un inusitato spiegamento di forze dell&#8217;ordine, tenta il tutto per tutto gettandosi in mare. Rimane in acqua per un paio di ore, ma poi, al momento della resa, \u00e8 inerme, non aggredisce nessuno e si lascia praticare ben tre iniezioni. In queste condizioni il Tso non aveva ragion d&#8217;essere praticato. Non vi era la necessit\u00e0 di effettuare il trasporto coatto in ospedale, poich\u00e9 il paziente non sta rifiutando le cure e non era aggressivo, ma il personale del 118 continua ad eseguire le procedure. &#8220;Non portatemi a Vallo, li mi ammazzano&#8221;, implora Franco quando si lascia caricare nell&#8217;ambulanza. Franco pronuncia queste parole fatidiche che rivelano la sua piena consapevolezza del trattamento che gli sarebbe stato l\u00ec riservato. Il dato di fatto, \u00e8 che in quel lager Franco \u00e8 morto davvero e per tutti quella frase appare pi\u00f9 sensata e lucida di tutte le brutali e ciniche procedure a cui \u00e8 stato sottoposto.<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">Dopo essere rimasto ininterrottamente legato mani e piedi per oltre tre giorni, senza cibo n\u00e8 acqua, Franco \u00e8 morto a causa di un &#8220;edema polmonare&#8221;, soffocato dalla criminale indifferenza di chi doveva provvedere a curarlo, assisterlo, nutrirlo e ascoltare le sue grida di sofferenza.<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">Ma dal momento che entra nel lager del San Luca, il 31\/7\/09, fino al decesso avvenuto il 4 agosto, \u00e8 un&#8217;agonia in piena regola, paragonabile ad uno scenario medievale. \u00c8 solo grazie alla trasmissione &#8220;Mi Manda Raitre&#8221; che il caso viene reso pubblico, mandando in onda il video delle riprese della telecamera di sorveglianza della stanza delle torture e della morte.<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">Le immagini parlano da sole, hanno un potere di giudizio insindacabile, come emerge dagli atti.<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">Alle 12.33 nella stanza entra un uomo sulle proprie gambe, che mangia e si muove tranquillamente, dopo quasi 2 ore, alle 14.25 quella stessa persona viene legata mani e piedi al letto ed inizier\u00e0 il suo calvario di morte. I lacci della contenzione hanno in questa storia la stessa importanza di un coltello piantato in un torace. Sono s\u00ec previsti, durante un TSO, ma in casi di eccezionalit\u00e0 e per un tempo necessario ad eseguire quell&#8217;operazione che sarebbe impossibile da svolgere su un paziente ostile, tale da non riuscire fisicamente a tenerlo fermo. &#8220;Durante tutta la degenza il paziente si \u00e8 mostrato troppo aggressivo, rifiutava le terapie ed il cibo, il personale era cos\u00ec impossibilitato ad effettuare un prelievo di sangue&#8221;, queste le miserabili e false giustificazioni di medici e infermieri, dichiarazioni tutte poi inesorabilmente travolte dalla cruda verit\u00e0 emergente dal filmato. Infatti, il riscontro delle immagini ha fatto emergere ben altri barbari scenari&#8230;<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\"><strong>In spregio a ogni protocollo e senso di umanit\u00e0<\/strong>, per tutto questo tempo Franco rimane, invece, legato al suo letto di morte, troppo piccolo, tra l&#8217;altro per contenere i suoi 190 cm di altezza.<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">Il susseguirsi delle crude immagini della telecamera ci mostra tutta la sua atroce sofferenza, acuita da una morsa talmente pressante e persistente, tanto da farlo sanguinare. In un continuo disperato tentativo di liberarsi, in assenza di aiuto, si assiste all&#8217;agonia di un essere umano che cerca di divincolare il proprio corpo, intervallata da stati di cedimento, fino alla morte avvenuta intorno alle 02.00 della notte del 4 agosto. Devono passare, per\u00f2, ben sei ore, affinch\u00e9 ci\u00f2 venga constatato dall&#8217;incurante e cinico personale sanitario.<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">Alle 7.40, infatti, il video focalizza l&#8217;obbiettivo su un maldestro tentativo di rianimazione, ma, come riportato negli atti, viene prima di tutto rimossa la coercizione.<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">In questo allucinante scenario medioevale i medici e gli infermieri sembrano degli automi.<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">Nei quattro giorni di torture Franco non viene trattato da paziente n\u00e8 da essere umano. E&#8217; un uomo privato dei suoi pi\u00f9 elementari diritti. Come un manichino. Aghi, flebo, pannoloni, fasce di contenzione, cateteri, \u00e8 intorno a questi elementi che si concentrano le uniche &#8220;cure&#8221;. Quando il corpo denudato violato e sedato dell&#8217;essere umano ridotto a cosa scivola continuamente dal letto si &#8220;risolve&#8221; tutto rinforzando la contenzione. Quando compare una pozza di sangue che gli scende dal braccio \u00e8 sufficiente passare lo straccio per terra. Quando il pannolone si straccia ha poca importanza sostituirlo. Anche il sintomo del respiro affannoso che preannuncia gli ultimi rantoli di vita non assume alcuna importanza. Tutto \u00e8 irrilevante e passa inosservato.<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">La falsa cartella clinica che inchioda primario, medici e personale paramedico riassume la cinicit\u00e0 e l&#8217;ipocrisia che si respirano nel lager psichiatrico del S. Luca di Vallo della Lucania.<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">Le difese degli imputati parlano laconicamente di morte per &#8220;improvviso arresto cardiaco&#8221;, sopraggiunto alle 7.40, ma non c&#8217;\u00e8 traccia alcuna delle ingiustificate misure della contenzione, che per legge devono essere dettagliatamente descritte. Muore cos\u00ec un uomo entrato sano e sottoposto senza alcuna obiettiva ragione a trattamenti degradanti; e la sua morte per qualcuno \u00e8 normale, \u00e8 frutto di fattori naturali. Cos\u00ec muore il &#8220;pericoloso anarchico&#8221; Franco Mastrogiovanni.<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">Per altri invece \u00e8 una questione morale di interesse pubblico sull&#8217;uso della contenzione e del Tso.<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">Si accendono i riflettori su un reparto di psichiatria italiana. La sorpresa \u00e8 che in quel lager la contenzione era una pratica ordinaria e frequente.<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">In questa vicenda non si pu\u00f2 ricondurre il tutto ai soli concetti di malasanit\u00e0, negligenza o superficialit\u00e0, in questa storia c&#8217;\u00e8 ben di pi\u00f9, c&#8217;\u00e8 la morte assurda e paradossale di un uomo insofferente verso le vessazioni inflittegli dallo Stato che muore in un ospedale pubblico dello Stato, nelle mani di soggetti che di questo Stato ne sono una proiezione. Senza che si sia voluto indagare pi\u00f9 a fondo.<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">La societ\u00e0 civile e i parenti delle vittime si aspettano infatti una condanna esemplare, senza sconti e impunit\u00e0, non per giustizialismo, ma per spirito di giustizia, affinch\u00e9 mai pi\u00f9 possano verificarsi nel nostro Paese trattamenti disumani e degradanti, in danno di persone inermi. Seppure, mai, nessuna condanna e risarcimento danni potranno restituire la vita a Franco Mastrogiovanni, togliendogli le atroci sofferenze e l&#8217;inenarrabile lenta agonia che ha dovuto sopportare prima di morire, nell&#8217;indifferenza generale di un intero ospedale assuefatto a illegali pratiche coercitive.<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">Tratto da pagina fb Onlus Movimento per la Giustizia Robin Hood &#8211; Avvocati senza Frontiere<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify;\">https:\/\/www.facebook.com\/avvocatisenzafrontiere\/posts\/948695568495595\/<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA PROCURA GENERALE DI SALERNO ACCOGLIE LE RICHIESTE DI ROBIN HOOD Stamani la Procura Generale di Salerno ha reso noto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":931,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[29,2,7],"tags":[],"class_list":["post-197","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-abolire-carceri-e-t-s-o","category-cronache-dal-mondo","category-editoriale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/197","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=197"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/197\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":932,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/197\/revisions\/932"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/931"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=197"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=197"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=197"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}