{"id":177,"date":"2011-05-29T16:22:35","date_gmt":"2011-05-29T16:22:35","guid":{"rendered":"http:\/\/lambertob.koding.io\/wordpress\/?p=177"},"modified":"2011-05-29T16:22:35","modified_gmt":"2011-05-29T16:22:35","slug":"da-catania-la-citta-senza-mafia-sentenza-antiblog","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/2011\/05\/29\/da-catania-la-citta-senza-mafia-sentenza-antiblog\/","title":{"rendered":"DA CATANIA LA CITTA&#8217; SENZA MAFIA SENTENZA ANTIBLOG"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><strong>Dalla citt\u00e0 &#8220;senza mafia&#8221;, dove la magistratura ha storicamente insabbiato i maggiori scandali edilizi e intrecci politico-affaristico-mafiosi, denunciati sin dagli anni &#8217;70 dal Prof. <span style=\"color: #0000ff;\">Giuseppe D&#8217;Urso<\/span>, eminente urbanista e studioso, gli eredi di quella casta di toghe intoccabili che furono oggetto del cosiddetto &#8220;caso Catania&#8221;, portato anche sui banchi del C.S.M. dall&#8217;allora Presidente Pertini, ci propinano oggi una giurisprudenza che tanto ricorda i tempi del fascismo, prima della soppressione della libert\u00e0 di stampa e di manifestazione del pensiero. (N.d.R.)<br \/>\n<\/strong><br \/>\n<strong>Per la prima volta in Europa una Corte d&#8217;Appello condanna l&#8217;autore di un normalissimo blog, qual era &#8220;Accadeinsicilia&#8221;, per stampa clandestina. <\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">Pur trattansdosi di &#8220;giurisprudenza spazzatura&#8221;,\u00a0che si auspica sar\u00e0\u00a0appunto spazzata via dalla Corte di legittimit\u00e0, \u00a0in questo momento storico ci rivela il clima grave e pesante che l&#8217;Italia vive, in quanto pu\u00f2\u00a0costituire un pericoloso precedente\u00a0giurisprudenziale e determinare la fine di una libert\u00e0 civile che \u00e8 emblema della nostra epoca. Alla redazione di &#8220;Accadeinsicilia&#8221; sono arrivati attestati di sostegno dalla FNSI, da &#8220;Ossigeno per l&#8217;informazione&#8221; diretta da Alberto Spampinato, da Sabina Guzzanti, da numerosi giornalisti e blogger italiani.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: verdana, geneva;\"><span style=\"font-size: small;\"><strong>50 mila blog chiusi per stampa clandestina?<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p>di Enzo Di Frenna<\/p>\n<p>All&#8217;inizio di maggio una sentenza della prima sezione penale della Corte di Appello di Catania ha equiparato un blog ai giornali di carta stampata.<\/p>\n<p>Dunque commette il reato di stampa clandestina chiunque abbia un diario in Internet e non lo registra come testata giornalistica presso il tribunale competente, come prevede la legge sulla stampa n 47 del 1948.<\/p>\n<p><strong>La vicenda<\/strong><br \/>\n\u00e8 paradossale e accade in Italia. Lo storico e giornalista siciliano Carlo Ruta aveva un blog: si chiamava Accadeinsicilia e si occupava del delicato tema della corruzione politica e mafiosa. In seguito a una denuncia del procuratore della Repubblica di Ragusa, Agostino Fera, quel blog \u00e8 stato sequestrato e chiuso nel 2004 e Ruta ha subito una condanna in primo grado nel 2008. Ora la Corte di Appello di Catania, nel 2011, ritiene che quel blog andava considerato come un<br \/>\ngiornale qualsiasi &#8211; ad esempio La Repubblica, Il Corriere della Sera o Il Giornale &#8211; \u00e8 dunque doveva essere registrato presso il &#8220;registro della stampa&#8221; indicando il nome del direttore responsabile e l&#8217;editore.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: verdana, geneva; font-size: small;\">La notizia far\u00e0 discutere a lungo la blogosfera italiana: cosa succeder\u00e0 ora?<\/span><\/p>\n<p>Massimo Mantellini se la prende con Giuseppe Giulietti e Vannino Chiti per aver presentato in Parlamento la Legge 62 sull&#8217;editoria, che \u00e8 stata poi approvata, con la quale si definisce la natura di prodotto editoriale nell&#8217;epoca di Internet. Ma il vero problema, a mio avviso, \u00e8 la completa o scarsa conoscenza di cosa sia la Rete da parte di grandi pezzi dello Stato, incluso la magistratura. Migliaia di burocrati gestiscono quintali di carta e non sanno quasi nulla di cosa accade in Internet e nei social network.<br \/>\nQuesta sentenza, quindi, \u00e8 un regalo alla politica cialtrona che tenter\u00e0 ora di far chiudere i blog scomodi. Proveranno a imbavagliarci.<br \/>\nIn Italia ci sono oltre 50 mila blog. Soltanto BlogBabel ne monitorizza 31 mila. Nel mondo esistono almeno 30 milioni di blog e forse sono anche di pi\u00f9. I blog nascono come diari liberi on line, pu\u00f2 aprirne uno chiunque. Una casalinga. Uno studente. Un professore universitario. Un operaio. Un filosofo. Chiunque. Ma adesso in Italia non \u00e8 pi\u00f9 possibile e possiamo dire che inizia il Medioevo Digitale. Nel mondo arabo i blog e i social network hanno acceso il vento della democrazia, il presidente americano Barack Obama plaude il valore di Internet e la libert\u00e0 d&#8217;informazione, Wikileaks apre gli archivi segreti delle diplomazie, e noi, in Italia, in un polveroso palazzo di giustizia, celebriamo la morte dei blog.<br \/>\n<strong>Ma la vogliamo fare una rivoluzione?<\/strong><br \/>\nVogliamo scendere in piazza come gli Indignados spagnoli e inventarci qualcosa che faccia notizia in tutto il mondo?<br \/>\nVogliamo innalzare una grande scritta davanti alla Corte Costituzionale con lo slogan &#8220;Io bloggo libero, non sono clandestino!&#8221;. Eggi\u00e0: perch\u00e9 gli avvocati di Ruta faranno appello in Cassazione e a quei giudici bisogner\u00e0 far sapere che in Italia ci sono 50 mila persone libere che hanno un blog e confidano nell&#8217;articolo 21 della Costituzione, che permette la libert\u00e0 di espressione con qualunque mezzo.<\/p>\n<p>Che ne dite? Ci proviamo?<\/p>\n<p>&#8220;Il Fatto&#8221; on-line, 28 maggio 2011<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dalla citt\u00e0 &#8220;senza mafia&#8221;, dove la magistratura ha storicamente insabbiato i maggiori scandali edilizi e intrecci politico-affaristico-mafiosi, denunciati sin dagli&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":280,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-177","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-dalla-parte-della-giustizia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/177","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=177"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/177\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/280"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=177"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=177"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=177"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}