{"id":159,"date":"2010-06-27T23:25:55","date_gmt":"2010-06-27T23:25:55","guid":{"rendered":"http:\/\/lambertob.koding.io\/wordpress\/?p=159"},"modified":"2016-06-25T15:26:39","modified_gmt":"2016-06-25T15:26:39","slug":"il-tesoro-di-tanzi-e-le-complicita-della-magistratura-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/2010\/06\/27\/il-tesoro-di-tanzi-e-le-complicita-della-magistratura-2\/","title":{"rendered":"IL TESORO DI TANZI E LE COMPLICITA&#8217; DELLA MAGISTRATURA"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><strong>di Giulia Beccari<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><em>&#8220;Se per scoprire che\u00a0la Parmalat falsificava i bilanci\u00a0abbiamo dovuto attendere il crack della pi\u00f9 nota azienda alimentare italiana, per trovare nelle cantine\u00a0parmensi del suo patron parte del tesoro abbiamo dovuto attendere un&#8217;inchiesta giornalistica di Report.<\/em><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><em>Cosa\u00a0che la dice molto lunga su\u00a0quali coperture\u00a0possa tuttora contare\u00a0la famiglia Tanzi e sul perch\u00e9 la magistratura e gli organi di controllo non abbiano mai svolto alcuna tempestiva indagine per evitare\u00a0uno dei\u00a0pi\u00f9 colossali dissesti finanziari&#8221; (N.d.R.).<\/em><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Gi\u00e0 nel gennaio 2004 il legale dei Comitato creditori di Parmalat, Avv. Zauli,\u00a0denunciava pubblicamente \u00a0come i Tanzi avrebbero portato all&#8217;estero <strong>7 miliardi di dollari<\/strong>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Otto banche italiane nel giro di tre anni avrebbero accreditato i soldi su un conto della Bank of America, poi trasferito a Malta. Quel tesoro che gli investigatori <strong>non hanno mai trovato<\/strong> come del resto quelle preziose <strong>tele<\/strong>\u00a0clamorosamente scoperte da <strong>Report<\/strong> del valore di oltre 100 milioni di euro, conservate<strong> indisturbatamente<\/strong>\u00a0nella stessa citt\u00e0 deputata a svolgere le indagini.<\/p>\n<p align=\"justify\">E, segnatamente,\u00a0nelle cantine e soffitte degli stessi\u00a0parenti del cattolicissimo bancarottiere, che contava evidentemente\u00a0di restare impunito e su alte complicit\u00e0 istituzionali.<\/p>\n<p align=\"justify\">&#8220;Ci sono sette miliardi di dollari in una banca Usa&#8221;, indicando anche il\u00a0\u00a0n. di conto\u00a08660001841 della Bank of America, sede di New York, cos\u00ec\u00a0affermava al Tg finanziario di Tg. com, l&#8217;avvocato Carlo Zauli, legale del Comitato creditori di Parmalat,\u00a0nel gennaio 2004, ricostruendo con dovizia di particolari\u00a0tutti i passaggi del denaro. Dai caveaux di alcuni istituti di credito italiani (primo tra tutti la Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza, che ora fa parte del gruppo Banca Intesa) il denaro sarebbe passato, in diverse tranche, negli uffici della Bank of America di Milano. Operazioni che presero del tempo: dal 1999 al 2002. Poi con un&#8217;operazione di compensazione i soldi sarebbero stati trasferiti dalla sede italiana della Bank of America a quella di New York, che li avrebbe prontamente investiti in bond dello stato americano. Alla Federal Reserve, secondo Zauli, i sette miliardi, risulterebbero come fondi riconducibili al gruppo di Collecchio.Nell&#8217;operazione sarebbero coinvolte almeno otto banche italiane, di cui Zauli faceva i nomi. Oltre alla Cassa di Risparmio di Parma, i soldi sarebbero passati attraverso l&#8217;Unicredito (1,2 miliardi di dollari), dal San Paolo Imi (790 milioni), dal Monte Paschi di Siena (355 milioni), dal gruppo Capitalia (287 milioni). E ancora dalla Banca Monte Parma e dalla Banca di Piacenza (621 milioni) fino alla Banca Popolare Lodi (816 milioni).<\/p>\n<p align=\"justify\">Beneficiaria dei profitti generati dai 7 miliardi di bond americani depositati alla Bank of America sarebbe stata, attraverso la Central Bank of Malta, una societ\u00e0 che che faceva capo direttamente a Calisto, Stefano, Francesca e Giovanni Tanzi. E naturalmente a Fausto Tonna.<\/p>\n<p align=\"justify\">Carlo Zauli ricostruiva i passaggi di denaro avvalendosi della collaborazione di un team di esperti investigatori di diversi paesi, depositando\u00a0presso la sezione fallimentare del Tribunale di Parma un ricorso mirato ad ottenere il sequestro delle enormi somme che sembra si\u00a0trovassero negli Stati Uniti\u00a0e a Malta. <strong>Ma per ora nessuno ha pagato e nessuno \u00e8 stato risarcito.<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Anzi il figlio di Tanzi ha patteggiato sia nel processo instaurato a Milano che a Parma e grazie all&#8217;indulto non ha scontato la pena in carcere e sia lui che Tonna hanno agito in giudizio contro la nuova Parmalat per essere risarciti per gli stipendi arretrati, TFR e ferie non godute.<br \/>\n<strong>Entrambi sono stati riconosciuti creditori privilegiati cio\u00e8 soggetti che hanno diritto ad essere risarciti prima dei risparmiatori qualificati come creditori chirografari come i piccoli azionisti.<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>______________________________________________________________________<br \/>\nLA PISTA MASSONICA. ALLA RICERCA DEI TESORI SCOMPARSI di Solange Manfredi<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">(in calce)<\/p>\n<p align=\"justify\">___________________________________________________________________________<\/p>\n<p><strong>INCHIESTA GIORNALISTICA SCOPRE PARTE DEL TESORO DI TANZI<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Sono passati ben sei anni dal 17 dicembre 2003, quando venne scoperto che la societ\u00e0 per azioni Parmalat, una delle pi\u00f9 note aziende italiane del settore alimentare, era indebitata per una cifra record di 14 miliardi di euro e votata al fallimento.<br \/>\nDecorsi 5 anni dal crac, \u00e8 iniziato a Parma il pi\u00f9 importante processo europeo per bancarotta fraudolenta e associazione a delinquere in cui Tanzi e il suo braccio destro, Fausto Tonna, direttore finanziario, sono accusati di aver falsificato i bilanci e di aver sottratto capitale dalle casse dell&#8217;azienda.<br \/>\nFino ad oggi \u00e8 stata emanata una sola sentenza di 1\u00b0 grado che condanna Calisto Tanzi a 10 anni per aggiotaggio e ostacolo all&#8217;attivit\u00e0 di vigilanza, mentre quasi tutti gli altri imputati sono stati assolti.<br \/>\nGrazie per\u00f2 alla legge Cirielli, avendo compiuto il settantesimo anno di et\u00e0, l&#8217;ex patron di Collecchio pu\u00f2 stare sicuro che in carcere non ci torner\u00e0 pi\u00f9.<br \/>\nLa procura di Milano ha ricorso in appello contro la decisione di primo grado.<br \/>\nAuspicando che la corte d&#8217;appello milanese si pronunci a breve sulla questione, essendoci la possibilit\u00e0 che entrino in vigore nuove le disposizioni sul processo breve (su proposta del Popolo delle Libert\u00e0) in base alle quali il tempo massimo del processo dovr\u00e0 essere di sei anni, due per ognuno dei tre gradi di giudizio, producendo l&#8217;effetto di lasciare impuniti la maggior parte degli imputati del caso Parmalat. Poich\u00e9 visto il tempo gi\u00e0 trascorso si rischierebbe la prescrizione.<br \/>\nLa domanda pi\u00f9 ricorrente, che sembra aver trovato parzialmente risposta \u00e8: come si \u00e8 creato questo buco di 14 miliardi di euro, visto che Parmalat era una azienda multinazionale con quote di mercato in crescita? E&#8217; possibile che i fondi siano stati sottratti e occultati? I creditori e i piccoli azionisti lesi dal fallimento della societ\u00e0 se lo domandano ogni giorno.<br \/>\nAnche gli inquirenti sono convinti che esiste un tesoro della famiglia Tanzi, malgrado Calisto abbia ripetutamente negato, tanto che nel corso dell&#8217;interrogatorio in tribunale aveva recentemente affermato che: &#8220;non c&#8217;\u00e8 un euro in giro per il mondo, nascosto in conti esteri intestati a Tanzi.&#8221;<br \/>\nMa a rendere dubbia questa affermazione \u00e8 innanzitutto il viaggio di Natale con la moglie a Quito in Equador, poco prima di essere arrestato, dove \u00e8 stato raggiunto dal commercialista Corno e da Ettore Giugovaz manager della Bonatti, industria di costruzioni controllata da Calisto, che successivamente si trasferisce in Equador per gestire appalti petroliferi della Bonatti e che \u00e8 uscito dal processo patteggiando l&#8217;accusa di concorso nella bancarotta di Collecchio.<br \/>\n\u00c8 stato un viaggio di piacere come afferma il Cavaliere o \u00e8 stato nascosto qualcosa ?<br \/>\nMa ecco il colpo di scena grazie a un indagine giornalistica trasmessa da &#8220;Report &#8221; in onda sui Rai 3 il 29 novembre 2009: viene intervistato un uomo della scorta di Tanzi che afferma di essere stato testimone di un viaggio organizzato per trasportare &#8220;opere d&#8217;arte e altri oggetti di valore&#8230;fino al confine svizzero&#8221; e poi di averne perso le tracce.<br \/>\nTra le opera d&#8217;arte da lui citate vi sono Monet, Manet, Van Gogh&#8230;<br \/>\nIl 5 dicembre 2009, le fiamme gialle del nucleo tributario del capoluogo emiliano hanno ritrovato nelle cantine e soffitte di tre appartamenti parmensi e dintorni, di propriet\u00e0 dei familiari del Cavaliere, una molteplicit\u00e0 di dipinti di sommo valore per i quali, come il procuratore di Parma ha spiegato, erano gi\u00e0 in atto delle trattative di vendita. Infatti a seguito delle intercettazioni effettuate, prima delle incursioni nei rispettivi appartamenti, i pubblici ministeri Lucia Russo e Vincenzo Piciotti sono convinti che le opere sarebbero state acquistate da compratori russi.<br \/>\nE&#8217; paradossale che si debba attendere un&#8217; inchiesta di Report per far partire le indagini e che gli organi di polizia abbiano meno informazioni che i giornalisti.<br \/>\nSicuramente ci fa sperare nell&#8217;esistenza di un di giornalismo libero, indipendente e al servizio della comunit\u00e0 e non dei centri di potere.<br \/>\nMa focalizziamo l&#8217;attenzione sui risparmiatori: l&#8217;anno precedente al crollo del gruppo Parmalat, dichiarato ufficialmente il 27 dicembre 2003, le obbligazioni del gruppo di propriet\u00e0 di varie banche tra cui: Citibank, Intesa, Bnl, Capitalia, Sanpaolo Imi, Banca Popolare di Milano ( Bpm), Deutsche Bank e molte altre, per un valore di circa 200 milioni di euro, furono vendute con l&#8217;inganno ai risparmiatori che a seguito del crollo hanno perso tutti i loro risparmi.<br \/>\nIl nuovo amministratore delegato di Parmalat, Bondi, ha intrapreso un&#8217;azione legale contro le banche creditrici accusandole di aver emesso bond tossici pur essendo consapevoli delle ingenti perdite registrate nei bilanci aziendali.<br \/>\nMa per ora nessuno ha pagato e nessuno \u00e8 stato risarcito, anzi il figlio di Tanzi ha patteggiato sia nel processo instaurato a Milano che a Parma e grazie all&#8217;indulto non ha scontato la pena in carcere e sia lui che Tonna hanno agito in giudizio contro la nuova Parmalat per essere risarciti per gli stipendi arretrati, TFR e ferie non godute.<br \/>\nEntrambi sono stati riconosciuti creditori privilegiati cio\u00e8 soggetti che hanno diritto ad essere risarciti prima dei risparmiatori qualificati come creditori chirografari come i piccoli azionisti.<br \/>\nUna parte dei risparmiatori lesi, pi\u00f9 precisamente 35 mila parti civili, sono rappresentate e difese in giudizio dall&#8217; Avv. Federico Grosso, legale del comitato dei creditori Parmalat Imi San Paolo il quale afferma nell&#8217;intervista della trasmissione report che : &#8221; con le transazioni fatte, con una societ\u00e0 di revisioni Deloitte e poi con 6 banche siamo riusciti ad ottenere al momento, con soldi gi\u00e0 pagati o comunque trasazioni firmate il 25, 26% del valore nominale dei titoli.&#8221;<br \/>\nAnche qualcosa si sta incominciando a muoversi, molti sono dubbiosi che questo processo possa giungere a una conclusione, il timore proviene anche a causa della dalla proposta del Ministro Alfano di modificare l&#8217;art. 190 rendendo ammissibile la possibilit\u00e0 di richiedere testimoni senza filtro del giudice.<br \/>\nSe ci\u00f2 accadesse, solo per sentire tutti i testimoni chiamati dalla difesa si impiegherebbero anni e i processi cadrebbero in prescrizione.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Giulia Beccari <\/strong>(postato il 2.1.2010)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giulia Beccari &#8220;Se per scoprire che\u00a0la Parmalat falsificava i bilanci\u00a0abbiamo dovuto attendere il crack della pi\u00f9 nota azienda alimentare&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":326,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-159","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-giornalismo-di-inchiesta"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/159","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=159"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/159\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":444,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/159\/revisions\/444"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/326"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=159"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=159"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=159"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}