{"id":153,"date":"2009-04-30T09:44:22","date_gmt":"2009-04-30T09:44:22","guid":{"rendered":"http:\/\/lambertob.koding.io\/wordpress\/?p=153"},"modified":"2009-04-30T09:44:22","modified_gmt":"2009-04-30T09:44:22","slug":"procure-a-delinquere-da-trento-a-bologna-ununica-vergogna-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/2009\/04\/30\/procure-a-delinquere-da-trento-a-bologna-ununica-vergogna-2\/","title":{"rendered":"PROCURE A DELINQUERE. DA TRENTO A BOLOGNA UN&#8217;UNICA VERGOGNA!"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><strong>A cura dello staff di Avvocati senza Frontiere<\/strong>.<\/p>\n<p align=\"justify\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<br \/>\n<strong>Continua il viaggio nei tribunali pi\u00f9 corrotti d&#8217;Italia<\/strong>. Vi ricordate il caso eclatante del Tribunale di Treviso? Quello da noi denunciato lo scorso numero a proposito della mafia delle aste giudiziarie? &#8211; N.d.R. <em>Per chi non se lo ricordasse o non l&#8217;abbia letto:<\/em><br \/>\n<a href=\"Articolo.asp?id=142&amp;titolo=VIAGGIO%20TRA%20I%20TRIBUNALI%20PIU'%20CORROTTI%20D'ITALIA.%20TREVISO\">https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/Articolo.asp?id=142&amp;titolo=VIAGGIO%20TRA%20I%20TRIBUNALI%20PIU&#8217;%20CORROTTI%20D&#8217;ITALIA.%20TREVISO<\/a> Ebbene, nelle scorse settimane, nell&#8217;assoluta inerzia delle Procure via via adite per competenza territoriale, ex art. 11 c.p.p., da Trento, Trieste, Bologna, Ancona (oltre a Prefettura di Treviso, Ministero dell&#8217;Interno, C.S.M. e D.I.A.), l&#8217;anziana pensionata M.C., vittima di una preordinata azione estorsiva ed usuraria da parte della <strong>Banca di Credito Cooperativo Alta Marca<\/strong> e di un gruppo di speculatori locali, ben introdotti negli ambienti giudiziari trevigiani, \u00e8 stata spogliata della sua abitazione con il &#8220;<em><strong>sigillo della legge<\/strong><\/em>&#8221; e parrebbe la mediazione dello stesso neo-Presidente del Tribunale, dott. Giovanni Schiavon e di strani personaggi che sembra abbiano indotto l&#8217;anziana vittima <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">lasciata sola dallo Stato<\/span><\/strong> a rinunciare ad ogni tutela giurisdizionale.<br \/>\nA fronte di un modesto prestito per ristrutturare l&#8217;immobile, interamente restituito, la Banca chiede ed ottiene l&#8217;illegittima vendita all&#8217;asta che viene disposta in favore di un <strong>Consulente d&#8217;Ufficio<\/strong> del medesimo <strong>Tribunale di Treviso<\/strong> (tale <strong>Ing. Gottardo Visentin<\/strong>), in qualit\u00e0 di legale rappresentante di una societ\u00e0 immobiliare: la Visefin di Visentin G. e C. s.a.s. che si aggiudica l&#8217;immobile in asta deserta e a quotazione del tutto vile: soli<strong> \u20ac 123.000<\/strong> per un complesso abitativo di <strong>525 mq. <\/strong>ristrutturati, oltre ad un terreno edificabile di <strong>mq. 1100<\/strong>, del complessivo valore di almeno <strong>\u20ac 600.000<\/strong>.<br \/>\nLa vicenda che nessun quotidiano italiano ha pubblicato appare veramente sorprendente e ai limiti del reale. Della vittima del racket delle vendite giudiziarie si \u00e8 <strong>persa<\/strong> <strong>ogni traccia<\/strong>. Si sa solo che il giorno prima del rilascio con la forza pubblica, vi \u00e8 una <strong>strana riunione<\/strong> nella stanza del Presidente del Tribunale, Giovanni Schiavon, in cui M.C. (tramite l&#8217;intervento di un ex vice-sindaco di un paese limitrofo, tale I.B., che afferma di essere in buoni rapporti con il neo-Presidente del Tribunale), viene convinta ad abbandonare ogni denuncia ed opposizione esecutiva intrapresa, <strong>rinunciando ad ottenere giustizia alla luce del sole<\/strong>. Fatto molto strano ed inquietante se si considera che avviene nella stanza di Presidenza del Tribunale di Treviso e non nel retro di un bar della locride o\u00a0del mercato del pesce di Mazara del Vallo.<br \/>\nL&#8217;informale incontro avviene a <strong>porte chiuse<\/strong> e non vi partecipa alcun difensore, che <strong>non<\/strong> viene informato del contenuto degli anomali accordi <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">neppure<\/span><\/strong> nei giorni successivi, di cui per\u00f2 pare siano informati tutti i giudici denunciati, assegnatari dei procedimenti. Quello che \u00e8 certo che ad M.C. viene richiesto di tagliare i ponti con Avvocati senza Frontiere che l&#8217;ha assistita per oltre due anni e mezzo gratuitamente e di rilasciare una <strong>procura notarile in bianco<\/strong> in favore di I.B., che avvocato non \u00e8, il quale millanta per\u00f2 di essere in grado di risolvere le cose per &#8220;<em><strong>altre vie<\/strong><\/em>&#8220;, senza ricorrere alla denuncia dei giudici, da lui ritenute inopportune.<br \/>\nCi\u00f2, nonostante,\u00a0la <strong>VIII Commissione Referente del C.S.M.<\/strong>, prendendo atto della illegittimit\u00e0 delle decisioni sin qui assunte dal Tribunale di Treviso, avesse gi\u00e0 aperto <strong>pi\u00f9 procedimenti disciplinari a carico dei giudici<\/strong> della sezione esecuzioni immobiliari [in particolare dei <strong>Got Grecu<\/strong> e <strong>Cafiero<\/strong>, ai sensi dell&#8217;art. 42 sexies II c. lett. c) e III c. dell&#8217;Ordinamento Giudiziario], i quali si ricorda, nonostante la pendenza dei giudizi di merito sulle molteplici opposizioni, tuttora sub iudice, disponevano contro ogni previsione di legge che l&#8217;esecuzione nei confronti di M.C., vittima dell&#8217;usura, potesse avere luogo, addirittura, al <strong>primo accesso<\/strong> dell&#8217;Ufficiale Giudiziario, <strong>coadiuvato dal fabbro e dalla forza pubblica &#8230; !<\/strong><br \/>\nDel tutto singolarmente, in tale fantagiuridico contesto, ignorando tali autorevoli provvedimenti del C.S.M., nessuno dei giudici ricusati e indagati anche in sede penale, provvedeva ad astenersi dal giudicare la causa, dando atto del palese <strong>conflitto di interessi<\/strong> e <strong>motivi di incompatibilit\u00e0<\/strong>. Anzi, insieme al Presidente del Tribunale Giovanni Schiavon, che li invitava espressamente a non astenersi, alcuni giudici ricusati della sezione esecuzioni immobiliari, provvedevano a denunciare alla <strong>Procura di Trento<\/strong> <strong>e al Consiglio dell&#8217;Ordine Avvocati di Treviso sia il difensore aderente alla rete di Avvocati senza Frontiere sia il Presidente dell&#8217;Associazione<\/strong>.<br \/>\n<strong>Le Autorit\u00e0 competenti<\/strong>, tra cui la stessa <strong>Prefettura<\/strong>, non solo restavano del tutto inerti, lasciando la vittima dell&#8217;usura e della malagiustizia alla mercede della speculazione affaristico-giudiziaria, ma ponevano in essere una serie di comportamenti apertamente faziosi e illegittimi.<br \/>\n<strong>Il Procuratore Capo di Trento, Dr. Stefano Dragone<\/strong> incriminava sia il difensore di M.C. sia il Presidente di Avvocati senza Frontiere con l&#8217;infamante e pretestuosa accusa di &#8220;diffamazione aggravata&#8221; e dell&#8217;ancor pi\u00f9 grave e infondata ulteriore accusa di aver addirittura concorso nel reato di &#8220;calunnia&#8221;, nei confronti dei magistrati di Treviso Schiavon, Casciarri e altri, in relazione al contenuto processuale di taluni atti difensivi e denunce ad istanza della propria assistita e dell&#8217;Associazione intervenuta. Ci\u00f2, senza tenere conto che il Procuratore Capo di Trento, Dr. Dragone, risultava gi\u00e0 essere oggetto di denuncia da parte di M.C. e di Avvocati senza Frontiere per avere concorso con il <strong>P.M. Dr. Giuseppe Di Benedetto<\/strong> all&#8217;affossamento delle indagini dei pregressi connessi procedimenti a carico dei magistrati di Treviso, nei cui confronti stanno ora indagando le Procure di Trieste, Bologna e Ancona.<br \/>\n<strong>La Prefettura di Treviso<\/strong>, invece, dopo svariate settimane dal rilascio dell&#8217;immobile, giungeva a restituire laconicamente l&#8217;istanza di sospensione dell&#8217;esecuzione con la richiesta proroga di gg. 300, invocata ai sensi della Legge antiusura,\u00a0affermando inveritieramente che l&#8217;originale non sarebbe stato firmato dall&#8217;interessata.<br \/>\n<strong>Il Consiglio dell&#8217;Ordine Avvocati di Treviso<\/strong> da parte sua in pendenza dei procedimenti penali deliberava illegittimamente l&#8217;apertura di due procedimenti disciplinari, sollecitati dallo stesso Presidente del Tribunale di Treviso, Schiavon e da altri magistrati indagati. A riguardo, si evidenzia la natura strumentale dei provvedimenti del Consiglio dell&#8217;Ordine Avvocati, in palese contrasto con le proprie funzioni istituzionali, volti con tutta evidenza a paralizzare l&#8217;attivit\u00e0 defensionale del legale di Avvocati senza Frontiere, stante che per consolidata giurisprudenza della Suprema Corte di legittimit\u00e0, qualora l&#8217;addebito disciplinare abbia ad oggetto i medesimi fatti contestati in sede penale, si impone ai sensi dell&#8217;art. 295 c.p.c. la sospensione del giudizio disciplinare in pendenza di quello penale, atteso che dalla definizione di quest&#8217;ultimo pu\u00f2 dipendere la decisione del procedimento disciplinare.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Il nuovo\u00a0G.E. Dr. Antonello Fabbro<\/strong>, nominato dallo stesso\u00a0Presidente Schiavon, in sostituzione dei\u00a0giudici indagati\u00a0<strong>Don\u00e0, Valle, Casciarri,\u00a0\u00a0Bigi, Fratamico <\/strong>(queste due ultime repentinamente dimissionarie dalla magistratura), continuando a <em><strong>fare quadrato<\/strong><\/em> in difesa dei propri colleghi indagati\u00a0che lo avevano preceduto,\u00a0negava\u00a0qualsiasi provvedimento inibitorio\u00a0di sospensione della procedura esecutiva,\u00a0giungendo financo ad <strong>omettere\u00a0di\u00a0disporre Consulenza Tecnica Contabile d&#8217;Ufficio<\/strong>,\u00a0onde accertare ex art. 512 c.p.c., in sede di opposizione alla distribuzione del ricavato, l&#8217;esatta consistenza\u00a0 delle somme indebitamente\u00a0pretese dalla Banca di Credito Cooperativo Alta Marca, ovvero\u00a0se le stesse siano gravate ta tassi usurari e\/o anatocistici.<br \/>\n<strong>In conclusione<\/strong>, appare veramente sorprendente che nessuno indaghi nei confronti dei giudici di Treviso e che l&#8217;abitazione di una vittima dell&#8217;usura possa essere stata messa all&#8217;asta a valore di pura ricettazione e con procedure manifestamente fraudolente, avvallate dal Tribunale, senza che nessuna Autorit\u00e0 dello Stato e Procura adita abbiano allo stato provveduto ad esercitare l&#8217;azione penale nei confronti dei magistrati denunciati e del Presidente Giovanni Schiavon.<br \/>\n<strong>Storia veramente singolare<\/strong> se si considera che in un&#8217;intervista al quotidiano &#8220;Il Giornale&#8221; di qualche anno fa, Giovanni Schiavon afferma che i suoi guai sarebbero cominciati &#8220;<strong>quando era a capo degli 007<\/strong>&#8221; del Ministero di Giustizia, indagando anche sul <strong>giudice Baccarini<\/strong>, che si accaparr\u00f2\u00a0il fallimento della <strong>Immobiliare Europa<\/strong>, che aveva acquistato il patrimonio immobiliare della <strong>vecchia D.C.<\/strong> &#8211; &#8220;<em><strong>Ho visto cose incredibili<\/strong><\/em>&#8220;, afferma Giovanni Schiavon, dopo essere stato incaricato dall&#8217;ex <strong>Ministro Castelli<\/strong> di approfondire segnalazioni ed esposti sulle gravissime anomalie all&#8217;interno della sezione fallimentare del Tribunale di Roma (<em><strong>n.d.r.: quella del Giudice Paolo Adinolfi sparito nel nulla mentre indagava sui fallimenti pilotati<\/strong><\/em>). &#8220;<em><strong>Iniziai a lavorare e mi imbattei presto in una gestione domestica, direi allegra, delle procedure fallimentari. Vennero a galla situazione gravi, fallimenti pilotati, ho visto cose incredibili. Ci nascondevano le carte; (i giudici) non collaboravano con noi, fui costretto a protestare col Presidente del tribunale Scotti e venne fuori di tutto<\/strong><\/em>&#8220;.<\/p>\n<p align=\"justify\">&#8220;<em><strong>E&#8217; stato un fallimento pilotato non ci sono dubbi<\/strong><\/em>. <strong><em>Si sono calpestate regole e procedure<\/em><\/strong>. <strong><em>Mai visto niente del genere<\/em><\/strong>&#8220;, conclude\u00a0lapidario Schiavon (n.d.r.: <strong>dimenticando i panni ssporchi del Tribunale di Treviso!<\/strong><em>)<\/em> che poi lamenta di\u00a0essere caduto in disgrazia e\u00a0sostituito alla guida della &lt;<em>task force&gt;<\/em> degli Ispettori ministeriali che dovrebbero indagare\u00a0 sulla corruzione dei\u00a0magistrati,\u00a0\u00a0da <strong>Arcibaldo Miller<\/strong>, l&#8217;ex P.M. napoletano che ha condotto l&#8217;istruttoria disciplinare sui P.M. <strong>Gherardo Colombo e Ilda Bocassini<\/strong> nata da una denuncia di <strong>Cesare Previti<\/strong>.<br \/>\n<strong>Storia, dunque,\u00a0veramente molto strana<\/strong> quella di Giovanni Schiavon che dopo oltre 10 anni di assenza dalla sua citt\u00e0\u00a0ritorna al Tribunale di Treviso, da Presidente, senza nulla accorgersi di quanto avviene sotto i suoi occhi, che non \u00e8 certo meno grave di quanto\u00a0afferma avere lui stesso\u00a0constatato e denunciato al Tribunale di Roma.<br \/>\n<strong>Singolare coincidenza<\/strong> vuole che prima di andarsene da Treviso nel 1997 l&#8217;ex 007, venne gi\u00e0 denunciato dal Movimento per la Giustizia Robin Hood e sottoposto a procedimento disciplinare dal C.S.M., in relazione alla sua attivit\u00e0 di Presidente della sezione fallimentare e al <strong>Fallimento pilotato del Mobilificio F.lli Bernardi s.n.c.<\/strong>, il cui ingente patrimonio immobiliare venne svenduto illegalmente all&#8217;asta dai medesimi giudici del caso in esame dell&#8217;anziana\u00a0M.C., per favorire un&#8217;altra societ\u00e0 immobiliare, la <strong>Basso Costruzioni s.r.l.<\/strong>,\u00a0vicina\u00a0alla <strong>Cassa di Risparmio di Venezia S.p.A. <\/strong>e\u00a0alla giunta municipale del ricco\u00a0Comune di<strong> Castelfranco Veneto<\/strong>, in provincia\u00a0di Treviso.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Altra singolare coincidenza vuole<\/strong> anche poi che tale pregresso procedimento penale a carico\u00a0dei giudici di Treviso sia stato insabbiato dal 2005 proprio dalla Procura presso il Tribunale di Trento, che ora pretestuosamente procede per &#8220;<em>diffamazione aggravata<\/em>&#8221; e &#8220;<em>calunnia<\/em>&#8221; nei confronti di chi ha avuto il <strong>coraggio civile<\/strong> di difendere in giudizio le vittime del racket dei fallimenti e delle aste giudiziarie.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ieri come oggi la storia si ripete. Il lupo perde il pelo ma non il vizio.<br \/>\nIn tale contesto, se le istituzioni continueranno a restare latitanti e a prendersela con i pi\u00f9 deboli e di coloro\u00a0che stanno\u00a0dalla parte della Giustizia, \u00e8 lecito supporre che chi opera nell&#8217;oscuro e torbido mondo delle aste giudiziarie, come il Ctu del Tribunale di Treviso, Ing. Gottardo Visentin e i giudici che lo hanno favorito, sia munito di una vera e propria &#8220;<em><strong>procura a delinquere<\/strong><\/em>&#8220;, rilasciata in bianco dalla magistratura e dallo Stato Italiano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura dello staff di Avvocati senza Frontiere. &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211; Continua il viaggio nei tribunali pi\u00f9 corrotti d&#8217;Italia. 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