{"id":148,"date":"2008-05-10T13:59:31","date_gmt":"2008-05-10T13:59:31","guid":{"rendered":"http:\/\/lambertob.koding.io\/wordpress\/?p=148"},"modified":"2016-06-25T15:29:08","modified_gmt":"2016-06-25T15:29:08","slug":"viaggio-tra-i-tribunali-piu-corrotti-ditalia-treviso-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/2008\/05\/10\/viaggio-tra-i-tribunali-piu-corrotti-ditalia-treviso-2\/","title":{"rendered":"VIAGGIO TRA I TRIBUNALI PIU&#8217; CORROTTI D&#8217;ITALIA. TREVISO"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><em>A cura dello staff di Avvocati senza Frontiere.<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em><strong>L&#8217;impunit\u00e0 di cui sotto qualsiasi governo continuano a godere i magistrati corrotti e il silenzio di regime che avvolge gli abusi giudiziari, nei confronti dei soggetti pi\u00f9 deboli, ci ha portato ad intraprendere questo viaggio attraverso i Tribunali italiani, partendo dalla citt\u00e0\u00a0di\u00a0Treviso, punta dello sviluppo economico del ricco nord-est,\u00a0\u00a0allo scopo di renderne pubbliche le malefatte e il vuoto di giustizia che incontrano i cittadini inermi che fiduciosamente si rivolgono all&#8217;istituzione giudiziaria.<br \/>\n<\/strong><\/em>Treviso\u00a0\u00e8 protagonista di una clamorosa censura mediatica. Da oltre un mese\u00a0una quarantina di\u00a0inermi cittadini,\u00a0vittime di abusi giudiziari,\u00a0manifesta inascoltatamente, <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">tutti i giorni<\/span><\/strong>,\u00a0la propria indignazione, davanti al Tribunale, con cartelli e volantini, senza che <strong>nessun<\/strong> <strong>giornale<\/strong> o <strong>emittente<\/strong>, anche locali, ne abbia dato notizia. Trattandosi di\u00a0casi, spesso clamorosi, come quello che\u00a0ci apprestiamo a\u00a0raccontare,\u00a0il totale\u00a0silenzio mediatico che, omertosamente avvolge la tenace protesta di un gruppo di cittadini\u00a0trevigiani, nei confronti della magistratura locale,\u00a0ci appare degno di essere denunciato e portato a\u00a0conoscenza della rete, affinch\u00e8 si <strong>vergognino<\/strong> <strong>i giudici<\/strong> del loro operato, <strong>ma<\/strong> <strong>anche i giornalisti del\u00a0loro silenzio<\/strong>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Nei prossimi numeri continueremo questo viaggio scegliendo le citt\u00e0 che ogni lettore ci potr\u00e0 indicare, fornendoci le necessarie informazioni e documentazione, i cui dati con i nomi delle parti e dei magistrati denunciati verranno anche inseriti nella <strong>mappa<\/strong> della <strong>criminalit\u00e0 giudiziaria<\/strong> in Italia sul sito <a href=\"http:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/\">www.avvocatisenzafrontiere.it<\/a>. Una preziosa <strong>banca dati<\/strong> a livello nazionale in continua espansione, suddivisa per sedi giudiziarie, regione, materia e casistiche, a disposizione degli utenti, affinch\u00e9 gli abusi consumati in silenzio, nel grigiore delle aule giudiziarie, siano resi palesi, mettendo il <em><strong>re a nudo<\/strong><\/em>, come dovrebbe accadere in un qualsiasi paese civile, secondo il principio di libera informazione in libero stato.<br \/>\nLo scorso aprile, dalle pagine web di questo giornale, avevamo gi\u00e0 narrato a sommi capi alcuni casi di estorsioni legalizzate dalla magistratura milanese e trevigiana, con la compiacenza delle Procure di Brescia, Trento, Venezia, Bologna, Trieste, nonch\u00e9 del Ministero di Giustizia e del Consiglio Superiore della Magistratura che, a differenza dei casi <strong>Mastella\/De Magistris<\/strong> e <strong>D&#8217;Alema\/Forleo<\/strong>, sono rimasti, sinora, del tutto inerti, anche a fronte di macroscopici <strong>delitti<\/strong> contro <strong>l&#8217;Amministrazione della giustizia<\/strong>, commessi nell&#8217;esercizio delle funzioni giurisdizionali, da parte dei magistrati denunciati dalle colonne di questa rivista on line (&#8220;<em>Da Milano a Brescia Giustizia alla rovescia! Da Brescia a Trento solo una parola al vento<\/em>&#8221; &#8211; Cfr. n. 1\/07).<br \/>\nFatti taciuti dalla stampa di regime, in quanto talmente scomodi agli interessi di ogni schieramento politico, da essere sistematicamente censurati, nel timore che i lettori, i quali al tempo stesso sono elettori, comprendano come stiano effettivamente le cose e che nessun partito ha veramente a cuore la giustizia, n\u00e9 di affermare in concreto il principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Spiegavamo, infatti, trattarsi di un vasto sistema di malaffare, profondamente radicato nel tessuto istituzionale, e congenito al funzionamento delle istituzioni e dell&#8217;economia di mercato, in grado di produrre un vertiginoso flusso di finanziamenti illeciti, clientelismo, voto di scambio e garanzie di impunit\u00e0, dove gli interessi di politica, imprenditoria, informazione, mafia, criminalit\u00e0 organizzata, giustizia e, financo, di chiese e organizzazioni antimafia, si fondono con gli interessi dei cosiddetti &#8220;poteri forti economico-finanziari&#8221;, dietro cui si cela la <em>lunga manus<\/em> delle\u00a0logge\u00a0massoniche\u00a0che controllano capillarmente il territorio e i gangli vitali dei centri istituzionali.<br \/>\nIn tale contesto, il &#8220;<em><strong>principio di intangibilit\u00e0<\/strong><\/em>&#8221; degli affiliati alle consorterie affaristico-giudiziarie si contrappone a quello di &#8220;<em><strong>uguaglianza di fronte alla legge<\/strong><\/em>&#8220;, per cui accade che alla certezza del diritto si <strong>sovrapponga<\/strong> e <strong>prevalga<\/strong> la prassi della <strong>discrezionalit\u00e0<\/strong>, tipica delle dittature; <strong>prassi<\/strong> da cui\u00a0genera il <strong>fenomeno<\/strong> dell&#8217;<strong>illegalit\u00e0 giudiziaria<\/strong> e\u00a0l&#8217;insanabile piaga sociale della\u00a0<strong>malagiustizia<\/strong>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Come potrete leggere dai casi raccolti nel nostro viaggio attraverso i Tribunali italiani, la giustizia funziona alla rovescia in qualsiasi parte d&#8217;Italia, dove i rappresentanti dei poteri forti e delle logge massomafiose che controllano il territorio, fanno da padroni nelle aule di giustizia e riescono quasi sempre a farla franca, con il compiacente avvallo degli organi di controllo della magistratura e dei Palazzi romani, come avevano invano denunciato sin dagli anni novanta, <strong>ancor prima<\/strong> del Gip Caterina Forleo e del P.M. Luigi De Magistris, alcuni tra i migliori magistrati antimafia, tra cui Salvo Boemi, Roberto Pennisi, Agostino Cordova, Alberto Di Pisa, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e tanti altri, minacciati di morte, messi a tacere e delegittimati dagli stessi rappresentanti di quei poteri occulti che avevano inascoltatamente denunciato.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><strong>CAMPI DA GOLF, BANCHE, IMMOBILI, GIUDICI, AFFARI ED ESTORSIONI LEGALIZZATE: IL CASO COLETTI.<br \/>\n<\/strong><em>In calce, l&#8217;ennesimo atto di opposizione all&#8217;aggiudicazione dell&#8217;immobile e contestuale denuncia alla Procura di Trieste, sinora rimasti illegittimamente inesaminati<\/em>.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><strong>TRIBUNALE DI TREVISO. <\/strong>Maria Coletti, anziana pensionata,\u00a0denuncia di essere vittima di una preordinata azione estorsiva da parte della <strong>Banca di Credito Cooperativo Alta Marca<\/strong> e di un gruppo di speculatori locali, che nonostante siano stati interamente soddisfatti delle rispettive pretese creditorie, aventi tra l&#8217;altro natura usuraria, ottengono illegittimamente dal Giudice dell&#8217;Esecuzione del Tribunale di Treviso, <strong>Umberto Don\u00e0<\/strong>, che l&#8217;abitazione e un annesso terreno di notevole prestigio di sua propriet\u00e0, siano messi all&#8217;asta a valori di pura ricettazione. Denunce, ricusazioni e ogni possibile forma di opposizione non sortiscono alcun effetto se non l&#8217;avvicendamento del dr. Don\u00e0, trasferito alle funzioni di Gip, coi giudici <strong>Valle e Bigi<\/strong>, che ne seguono supinamente le orme, senza neppure peritarsi di disporre una perizia contabile sulle somme\u00a0effettivamente dovute e sull&#8217;effettivo valore dei beni pignorati n\u00e8, tantomeno, di acconsentire, pur a fronte del versamento di un acconto pari ad un quinto dell&#8217;intero importo indebitamente preteso, al pagamento rateale del residuo in 18 mensilit\u00e0,\u00a0mediante la\u00a0cosiddetta &#8220;<strong>conversione del pignoramento<\/strong>&#8220;, espressamente prevista dall&#8217;art. 495 c.p.c. Dilazione che,\u00a0alla luce delle precarie condizioni economiche di Maria Coletti e del suo <em><strong>status<\/strong><\/em> di pensionata e di vittima dell&#8217;usura non poteva quindi legittimamente non venire applicata.<br \/>\nL&#8217;immobile ha il torto di affacciarsi sui campi dell&#8217;<strong>Asolo Golf Club <\/strong>di propriet\u00e0 della<strong> famiglia Benetton <\/strong>e di fare gola ai soliti speculatori immobiliari ben introdotti nel locale tribunale che, avvalendosi del clima di complicit\u00e0 e omert\u00e0 regnante tra i magistrati di Treviso, intendono demolire tutto e costruire villette a schiera e strutture per nababbi. In buona sostanza, nessun magistrato se la sente di applicare la legge, ponendo fine a un sistema di malaffare giudiziario che, da decenni, asseconda gli illeciti interessi di un cartello di speculatori, in grado di condizionare le vendite giudiziarie e i fallimenti, attraverso la collusione di intranei ai centri di potere del Tribunale di Treviso. Non \u00e8 certo un caso che al giudice <strong>Don\u00e0<\/strong> sia stata avvicendata la dr.ssa <strong>Franca<\/strong> <strong>Bigi<\/strong>, i quali risultano <strong>entrambi gi\u00e0 indagati dalla Procura di Trento<\/strong>, per un&#8217;analoga estorsione paralegale in danno di <strong>Bernardi Nellida<\/strong>, patrocinata da Avvocati senza Frontiere. N\u00e9, tantomeno, pu\u00f2 essere un <strong>caso<\/strong> che dopo ben <strong>otto<\/strong> opposizioni ad ogni singolo atto esecutivo, in cui sono state denunciate continue <strong>sparizioni<\/strong> di atti processuali e <strong>l&#8217;omessa fissazione delle udienze<\/strong>, l&#8217;immobile della signora Coletti, di <strong>mq. 525<\/strong>, oltre a <strong>mq. 1100<\/strong> di terreno edificabile,\u00a0del\u00a0valore di almeno <strong>\u20ac 600.000,00<\/strong>, sia stato svenduto a soli <strong>\u20ac 123.000,00<\/strong>, in un&#8217;anomala gara senza incanto, all&#8217;<span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>unico offerente<\/strong><\/span>.\u00a0\u00a0Tutto ci\u00f2, in assenza di qualsiasi provvedimento di sospensione dell&#8217;esecuzione e, addirittura, della <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>stessa fissazione<\/strong><\/span> delle udienze di comparizione parti sulle predette opposizioni agli atti esecutivi, <strong>rimaste<\/strong>, tutt&#8217;oggi, <strong>inesaminate<\/strong>. Omissioni la cui pervicace impunit\u00e0 fanno venire meno il principio di legalit\u00e0 e il divieto di denegare giustizia, previsti dal nostro ordinamento, dando luogo ad un fenomeno ormai molto diffuso in tutto il Paese che potremmo definire di vero e proprio &lt;<strong>dispotismo giudiziario<\/strong>&gt;, che \u00e8 il preludio alla <strong>soppressione<\/strong> anche <strong>formale<\/strong> dei diritti dei cittadini.\u00a0A riguardo, basti dire che la povera signora Coletti e la segretaria dello studio legale che l&#8217;assiste hanno dovuto fare intervenire i<strong> Carabinieri<\/strong>, presso la cancelleria del Tribunale di Treviso,\u00a0per\u00a0potere riuscire ad esercitare il diritto\u00a0di <strong>visionare<\/strong> il fascicolo di ufficio ed <strong>estrarre copie<\/strong> degli atti, previsto\u00a0dall&#8217;art. 76 disp. att. c.p.c.\u00a0\u00a0Senza parlare della <strong>sparizione<\/strong> del verbale con le offerte pervenute alla cancelleria, dapprima misteriosamente sparito, eppoi a dire del giudice dr. Valle rinvenuto nella sua stanza, senza che, per\u00f2, tale verbale comprovante la <strong>liceit\u00e0<\/strong> della gara risulti tuttora reperibile&#8230;<br \/>\nDopo avere denunciato alla <strong>Procura Antimafia di Trieste<\/strong> l&#8217;operato dei magistrati di Treviso e l&#8217;inerzia del P.M. di Trento, <strong>Dr.<\/strong> <strong>De Benedetto<\/strong>, nei mesi scorsi i difensori della Sig.ra Coletti ottengono finalmente la sostituzione del G.E. dr.ssa Bigi, seppure ogni precedente ricusazione nei confronti dei giudici Don\u00e0, Valle e Bigi, fosse stata respinta dal Presidente del Tribunale <strong>Dr. Napolitano<\/strong>, il quale prima di andare in pensione pensa bene di denunciare il difensore della sig.ra Coletti al Consiglio dell&#8217;Ordine Avvocati. Mentre da parte sua la dr.ssa Bigi sporge denuncia per il preteso reato di &#8220;<em>calunnia&#8221; <\/em>alla Procura di Trento, sia nei confronti del legale che della parte, <strong>non<\/strong> trascurando <strong>prima<\/strong> per\u00f2 di <strong>trasferire<\/strong> <strong>la propriet\u00e0 dell&#8217;immobile<\/strong>, senza preoccuparsi della pendenza di ben sei ricorsi in opposizione alla vendita, rimasti inesaminati, e del <strong>conflitto di interessi<\/strong> grande come la <strong>casa<\/strong> che ha alienato a valore <strong>vile<\/strong>, derivante dalla posizione di <strong>persona indagata<\/strong> e a sua volta <strong>parte lesa<\/strong> per le ipotesi di pretesa &#8220;<em><strong>calunnia<\/strong><\/em>&#8221; in suo danno.<br \/>\nMa, anche con la nomina del nuovo giudice, <strong>Bruno Casciarri<\/strong>, seppur formalmente pi\u00f9 corretto, la musica sembra non cambiare. Le udienze in sospeso finalmente vengono fissate, ma seppure sia stato provata l&#8217;irrisoriet\u00e0 del prezzo di aggiudicazione e che la sig.ra Coletti aveva gi\u00e0 pagato sino all&#8217;ultimo centesimo quanto ancora indebitamente preteso dalla banca, a fronte di un&#8217;inesistente acquisto di titoli CTZ, mai richiesti, il Giudice dell&#8217;Esecuzione continua a tergiversare, senza provvedere a sospendere l&#8217;efficacia del decreto di trasferimento impugnato sin dal novembre dello scorso anno,<strong> mentre l&#8217;esecuzione di rilascio avviata dall&#8217;aggiudicatario prosegue indisturbata. <\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">In tale anomalo contesto la <strong>Procura Antimafia di Trieste<\/strong> non ha ancora assunto alcun provvedimento a tutela della querelante sig.ra Coletti, seppure il <strong>P.M. di Trento<\/strong> risulti ingiustificatamente <strong>inerte<\/strong>, anche alle stesse sollecitazioni del G.I.P. dr. <strong>La Ganga<\/strong>, il quale dal 2005 ha ripetutamente e <strong>vanamente<\/strong> chiesto suppletive indagini a carico del dr. Don\u00e0 e di altri magistrati trevigiani. Provvedimento rimasto illegittimamente ineseguito con il pretesto della pendenza di due ricorsi in Cassazione, proposti dal P.M. De Benedetto, avverso le\u00a0citate richieste di suppletive indagini avanzate dal Gip. A riguardo non si pu\u00f2 poi fare a meno di denunciare il comportamento omissivo e ostruzionistico della <strong>Procura Generale presso la Corte di Appello di Trento<\/strong>, che nonostante i ricorsi in Cassazione siano stati <strong>respinti<\/strong> da oltre due anni ha omesso di <strong>avocare le indagini<\/strong> e di esercitare l&#8217;azione disciplinare nei confronti del P.M. De Benedetto, che quale rappresentante della Pubblica Accusa non aveva alcun titolo n\u00e9 apparente interesse ad opporsi allo svolgimento delle indagini ritenute opportune dal Gip. Un&#8217;evidente inversione dei ruoli e stravolgimento delle funzioni giudiziarie, per cui ci ritroviamo a pagare lo stipendio a dei magistrati che, invece di tutelare i diritti dei pi\u00f9 deboli, appaiono pi\u00f9 protesi a proteggere\u00a0ad oltranza gli interessi del potere e di coloro che attentano ai diritti dei cittadini, facendo perdere credibilit\u00e0 all&#8217;intero sistema giudiziario e speranza di legalit\u00e0.<br \/>\nAl danno si \u00e8 <em>dulcis in fundo<\/em> aggiunta la beffa, in quanto il P.M. De Benedetto ha richiesto l&#8217;archiviazione della querela relativa al caso Coletti, sostenendo falsamente e contrariamente a qualsiasi evidenza documentale trattarsi delle &#8220;medesime questioni oggetto del caso Bernardi&#8221;, per cui a suo dire sarebbe gi\u00e0 intervenuta l&#8217;archiviazione. Cosa, invece, non corrispondente al vero, in quanto i due predetti improponibili ricorsi per Cassazione avverso le richieste di suppletive indagini avanzate dal GIP sono stati respinti, senza che in seguito siano mai state svolte le indagini a carico dei magistrati trevigiani e sia mai intervenuto alcun formale provvedimento di archiviazione, come dimostrato dall&#8217;attestazione di pendenza rilasciata dalla cancelleria del Tribunale, che \u00e8 stata allegata alla Procura Antimafia di Trieste dalla quale da vari anni si attende giustizia\u00a0e provvedimenti idonei a ripristinare la legalit\u00e0 presso il Tribunale di Treviso.<br \/>\nSenza contare che il Presidente della nostra Associazione, nelle more, \u00e8 stato rinviato a giudizio dalla Procura di Treviso, a tempi di &#8220;giustizia scandinava&#8221;, per il preteso reato di diffamazione a mezzo internet, in qualit\u00e0 di responsabile del sito di Avvocati senza Frontiere, in cui si denunciano i casi Bernardi, Coletti e altri.<br \/>\n<strong>Eppure c&#8217;\u00e8 ancora chi pensa che la mafia e la collusione dei giudici siano un fenomeno tipicamente delle regioni del\u00a0Sud Italia\u00a0e che la mafia giudiziaria non esista o non costituisca una priorit\u00e0 a cui la societ\u00e0 civile deve porre urgentemente rimedio.<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>N.B.: Il prossimo 14.5.08 alle ore 8.30, in pendenza di otto opposizioni ad ogni singolo atto esecutivo,\u00a0\u00a0avr\u00e0 luogo\u00a0l&#8217;illecito spoglio paralegale dell&#8217;immobile, in assenza di qualsiasi provvedimento del G.E. di Treviso, dr. Casciarri e della DDA di Trieste.<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Per saperne di pi\u00f9 scarica la denuncia alla Procura di Trieste.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura dello staff di Avvocati senza Frontiere. L&#8217;impunit\u00e0 di cui sotto qualsiasi governo continuano a godere i magistrati corrotti&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":387,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[17],"tags":[],"class_list":["post-148","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-pace-e-cultura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/148","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=148"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/148\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":448,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/148\/revisions\/448"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/387"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=148"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=148"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=148"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}