{"id":144,"date":"2008-04-26T11:40:30","date_gmt":"2008-04-26T11:40:30","guid":{"rendered":"http:\/\/lambertob.koding.io\/wordpress\/?p=144"},"modified":"2008-04-26T11:40:30","modified_gmt":"2008-04-26T11:40:30","slug":"peppino-impastato-difendiamo-la-liberta-di-pensiero-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/2008\/04\/26\/peppino-impastato-difendiamo-la-liberta-di-pensiero-2\/","title":{"rendered":"PEPPINO IMPASTATO. DIFENDIAMO LA LIBERTA&#8217; DI PENSIERO"},"content":{"rendered":"<p><em><span style=\"font-size: 11pt; color: #333333; font-family: Verdana;\"><strong>A<\/strong><\/span><span style=\"font-size: 11pt; color: #333333; font-family: Verdana;\"><strong>\u00a030 anni<\/strong> <strong>dal vile assassinio di mafia: la vita, il pensiero, le poesie di Peppino Impastato<\/strong>. <strong>In calce l&#8217;appello del centro siciliano di documentazione che prende il suo nome: &#8220;Difendiamo la libert\u00e0 di pensiero<\/strong>&#8220;.<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"font-size: 11pt; color: #333333; font-family: Verdana;\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><strong>A cura della Redazione di Robin Hood<\/strong><\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 11pt; color: #333333; font-family: Verdana;\">Si terr\u00e0 dal 7 all&#8217;11 maggio a Cinisi il forum antimafia dedicato al trentennale della morte di Peppino. Una tre giorni ricca di eventi, dibattiti e riflessioni sul movimento antimafia di ieri e di oggi che culminer\u00e0 in una manifestazione nazionale tra le vie della citt\u00e0 siciliana. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-size: 11pt; color: #333333; font-family: Verdana;\">La grandezza di un pensiero \u00e8 un ossimoro che contiene in s\u00e9 il futuro, il presente e il passato.\u00a0 In quel pensiero possono convivere la capacit\u00e0 di intuire prima di altri\u00a0 quello che altri non vedono o non vogliono vedere e di tracciare matrici storico- antropologiche a lunga gittata. Intorno a quel pensiero l&#8217;immobilismo. Perch\u00e9 le parole di Peppino sono di un&#8217;attualit\u00e0 gravissima,\u00a0 a cui ognuno di noi ha contribuito con la sua inerzia. L&#8217;urlo di allora \u00e8 lo stesso di oggi: mercimonio, povert\u00e0, violenza erano\u00a0 ieri e sono anche oggi. <\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-size: 11pt; color: #333333; font-family: Verdana;\">Invero, da allora alcuni passi sono\u00a0 stati fatti. Qualcuno ha cominciato a dire no, qualcuno \u00e8 riuscito nell&#8217;impossibile impresa di unire denuncia e consumo critico. L&#8217;anticorpo contro il cancro che attanaglia \u00e8 proporzionalmente cresciuto. Peccato che l&#8217;infezione non nasca da un virus e non possa essere curata solo dall&#8217;esterno, solo da chi subisce. \u00c8 piuttosto una degenerazione di un tessuto\u00a0 connettivo per la cui cura non si pu\u00f2 prescindere da una doverosa autoanalisi di chi quella degenerazione avrebbe dovuto impedire e invece si \u00e8 fatto nume tutelare. Gli uomini dello Stato che si riempiono di belle parole continuano a candidare, a silurare la legislazione antimafia, a non recidere i ponti con le metastasi. Sarebbe bello se si trattasse di pura incompetenza o di pura vigliaccheria, se la democrazia potesse rinnovarsi a prescindere da chi surrettiziamente la rappresenta. Ma cos\u00ec non \u00e8. E allora la forbice si allarga. Da un lato il\u00a0 cinismo e il tornacontismo personale, dall&#8217;altro la sovraesposizione di chi deve parlare non pi\u00f9 solo per s\u00e9 ma anche per l&#8217;altro. Il cinico, l&#8217;apatico, il cooptato. E non fa differenza quale delle tre: perch\u00e9 comunque di quel cancro \u00e8 agente permissivo e catalizzatore. <\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-size: 11pt; color: #333333; font-family: Verdana;\">Forse se Peppino fosse ancora vivo saprebbe come trasformare il veleno in medicina. Ma cos\u00ec non \u00e8. L&#8217;eco delle parole dette \u00e8 la sua eredit\u00e0 spirituale,\u00a0\u00a0\u00a0 il silenzio di quelle che non ha fatto in tempo a pronunciare il monito. <\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-size: 11pt; color: #333333; font-family: Verdana;\">Abbiamo pensato che fosse doveroso ricordare la sua vita e farne\u00a0 conoscere l&#8217;anima meno conosciuta: quella del poeta. <\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 11pt; color: #333333; font-family: Verdana;\">Peppino nasce a Cinisi il 5 gennaio 1948 da Felicia Bartolotta e Luigi Impastato. La famiglia Impastato \u00e8 bene inserita negli ambienti mafiosi locali: si noti che una sorella di Luigi ha sposato il capomafia Cesare Manzella, considerato uno dei boss che individuarono nei traffici di droga il nuovo terreno di accumulazione di denaro. Frequenta il Liceo Classico di Partinico ed appartiene a quegli anni il suo avvicinamento alla politica, particolarmente al PSIUP, formazione politica nata dopo l&#8217;ingresso del PSI nei governi di centro-sinistra. Assieme ad altri giovani fonda un giornale, &#8220;L&#8217;Idea socialista&#8221; che, dopo alcuni numeri, sar\u00e0 sequestrato: di particolare interesse un servizio di Peppino sulla &#8220;Marcia della protesta e della pace&#8221; organizzata da Danilo Dolci nel marzo del 1967: il rapporto con Danilo, sia pure episodico, lascia un notevole segno nella formazione politica di Peppino. In una breve nota biografica Peppino scrive<em>: &#8220;Arrivai alla politica nel lontano novembre del &#8217;65, su basi puramente emozionali: a partire cio\u00e8 da una mia esigenza di reagire ad una condizione familiare ormai divenuta insostenibile. Mio padre, capo del piccolo clan e membro di un clan pi\u00f9 vasto, con connotati ideologici tipici di una civilt\u00e0 tardo-contadina e preindustriale, aveva concentrato tutti i suoi sforzi, sin dalla mia nascita, nel tentativo di impormi le sue scelte e il suo codice comportamentale. E&#8217; riuscito soltanto a tagliarmi ogni canale di comunicazione affettiva e compromettere definitivamente ogni possibilit\u00e0 di espansione lineare della mia soggettivit\u00e0. Approdai al PSIUP con la rabbia e la disperazione di chi, al tempo stesso, vuole rompere tutto e cerca protezione.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-size: 11pt; color: #333333; font-family: Verdana;\">Creammo un forte nucleo giovanile, fondammo un giornale e un movimento d&#8217;opinione, finimmo in tribunale e su tutti i giornali. Lasciai il PSIUP due anni dopo, quando d&#8217;autorit\u00e0 fu sciolta la Federazione Giovanile. Erano i tempi della rivoluzione culturale e del &#8220;Che&#8221;. Il &#8217;68 mi prese quasi alla sprovvista. Partecipai disordinatamente alle lotte studentesche e alle prime occupazioni. Poi l&#8217;adesione, ancora una volta su un piano pi\u00f9 emozionale che politico, alle tesi di uno dei tanti gruppi marxisti-leninisti, la Lega. Le lotte di Punta Raisi e lo straordinario movimento di massa che si \u00e8 riusciti a costruirvi attorno. E&#8217; stato anche un periodo, delle dispute sul partito e sulla concezione e costruzione del partito: un momento di straordinario e affascinante processo di approfondimento teorico. Alla fine di quell&#8217;anno l&#8217;adesione ad uno dei due tronconi, quello maggioritario, del PCD&#8217;I ml.- il bisogno di un minimo di struttura organizzativa alle spalle (bisogno di protezione ), \u00e8 stato molto forte. Passavo, con continuit\u00e0 ininterrotta da fasi di cupa disperazione a momenti di autentica esaltazione e capacit\u00e0 creativa: la costruzione di un vastissimo movimento d&#8217;opinione a livello giovanile, il proliferare delle sedi di partito nella zona, le prime esperienze di lotta di quartiere, stavano l\u00ec a dimostrarlo. Ma io mi allontanavo sempre pi\u00f9 dalla realt\u00e0, diventava sempre pi\u00f9 difficile stabilire un rapporto lineare col mondo esterno, mi racchiudevo sempre pi\u00f9 in me stesso. Mi caratterizzava sempre pi\u00f9 una grande paura di tutto e di tutti e al tempo stesso una voglia quasi incontrollabile di aprirmi e costruire. Da un mese all&#8217;altro, da una settimana all&#8217;altra, diventava sempre pi\u00f9 difficile riconoscermi. Per giorni e giorni non parlavo con nessuno, poi ritornavo a gioire, a riproporre: vivevo in uno stato di incontrollabile schizofrenia. E mi beccai i primi ammonimenti e la prima sospensione dal partito. Fui anche trasferito in un altro posto a svolgere attivit\u00e0, ma non riuscii a resistere per pi\u00f9 di una settimana: mi fu anche proposto di trasferirmi a Palermo, al Cantiere Navale: un po&#8217;di vicinanza con la Classe mi avrebbe giovato. Avevano ragione, ma rifiutai. Mi trascinai in seguito, per qualche mese, in preda all&#8217;alcool, sino alla primavera del &#8217;72<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-size: 11pt; color: #333333; font-family: Verdana;\">\u00a0(assassinio di Feltrinelli e campagna per le&#8221; elezioni politiche anticipate ). Aderii, con l&#8217;entusiasmo che mi ha sempre caratterizzato, alla proposta del gruppo del &#8220;Manifesto&#8221;: sentivo il bisogno di garanzie istituzionali: mi beccai soltanto la cocente delusione della sconfitta elettorale. Furono mesi di delusione e disimpegno: mi trovavo, di fatto, fuori dalla politica. Autunno &#8217;72. Inizia la sua attivit\u00e0 il Circolo Ottobre a Palermo, vi aderisco e do il mio contributo. Mi avvicino a &#8220;Lotta Continua&#8221; e al suo processo di revisione critica delle precedenti posizioni spontaneistiche, particolarmente in rapporto ai consigli: una problematico che mi aveva particolarmente affascinato nelle tesi del &#8220;Manifesto&#8221; Conosco Mauro Rostagno : \u00e8 un episodio centrale nella mia vita degli ultimi anni. Aderisco a &#8220;Lotta Continua&#8221; nell&#8217;estate del &#8217;73, partecipo a quasi tutte le riunioni di scuola-quadri dell&#8217;organizzazione, stringo sempre pi\u00f9 o rapporti con Rostagno: rappresenta per me un compagno che mi d\u00e0 garanzie e sicurezza: comincio ad aprirmi alle sue posizioni libertarie, mi avvicino alla problematica renudista. Si riparte con l&#8217;iniziativa politica a Cinisi, si apre una sede e si d\u00e0 luogo a quella meravigliosa, anche se molto parziale, esperienza di organizzazione degli edili. L&#8217;inverno \u00e8 freddo, la mia disperazione \u00e8 tiepida. Parto militare: \u00e8 quel periodo, peraltro molto breve, il termometro del mio stato emozionale: vivo 110 giorni di continuo stato di angoscia e in preda alla pi\u00f9 incredibile mania di persecuzione &#8220;<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 11pt; color: #333333; font-family: Verdana;\">Nel 1975 organizza il Circolo &#8220;Musica e Cultura&#8221;, un&#8217;associazione che promuove attivit\u00e0 culturali e musicali e che diventa il principale punto di riferimento por i giovani di Cinisi. All&#8217;interno del Circolo trovano particolare spazio \u00ecl &#8220;Collettivo Femminista&#8221; e il &#8220;Collettivo Antinucleare&#8221;. Il tentativo di superare la crisi complessiva dei gruppi che si ispiravano alle idee della sinistra &#8220;rivoluzionaria&#8221;, verificatasi intorno al 1977 porta Giuseppe Impastato e il suo gruppo alla realizzazione di Radio Aut, un&#8217;emittente autofinanziata che indirizza i suoi sforzi e la sua scelta nel campo della controinformazione e soprattutto in quello della satira nei confronti della mafia e degli esponenti della politica locale. Nel 1978 partecipa con una lista che ha il simbolo di Democrazia Proletaria, alle elezioni comunali a Cinisi. Viene assassinato il 9 maggio 1978, qualche giorno prima delle elezioni e qualche giorno dopo l&#8217;esposizione di una documentata mostra fotografica sulla devastazione del territorio operata da speculatori e gruppi mafiosi: il suo corpo \u00e8 dilaniato da una carica di tritolo posta sui binari della linea ferrata Palermo-Trapani. <\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">Gli elettori di Cinisi votano comunque il suo nome riuscendo ad eleggerlo al Consiglio comunale.<span style=\"color: #333333;\"> Le indagini sono, in un primo tempo orientate sull&#8217;ipotesi di un attentato terroristico consumato dallo stesso Impastato, o, in subordine, di un suicidio &#8220;eclatante&#8221;.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 11pt; color: #333333; font-family: Verdana;\">Nel gennaio 1988 il Tribunale di Palermo invia una comunicazione giudiziaria a Badalamenti. Nel maggio del 1992 il Tribunale di Palermo decide l&#8217;archiviazione del &#8220;caso Impastato&#8221;, ribadendo la matrice mafiosa del delitto ma escludendo la possibilit\u00e0 di individuare i colpevoli e ipotizzando la possibile responsabilit\u00e0 dei mafiosi di Cinisi alleati dei &#8220;corleonesi&#8221;. Nel maggio del 1994 il Centro Impastato presenta un&#8217;istanza per la riapertura dell&#8217;inchiesta, accompagnata da una petizione popolare, chiedendo che venga interrogato sul delitto Impastato il nuovo collaboratore della giustizia Salvatore Palazzolo, affiliato alla mafia di Cinisi. Nel marzo del 1996 la madre, il fratello e il Centro Impastato presentano un esposto in cui chiedono di indagare su episodi non chiariti, riguardanti in particolare il comportamento dei carabinieri subito dopo il delitto. Nel giugno del 1996, in seguito alle dichiarazioni di Salvatore Palazzolo, che indica in Badalamenti il mandante dell&#8217;omicidio assieme al suo vice Vito Palazzolo, l&#8217;inchiesta viene formalmente riaperta. Nel novembre del 1997 viene emesso un ordine di cattura per Badalamenti, incriminato come mandante del delitto. Il 10 marzo 1999 si svolge l&#8217;udienza preliminare del processo contro Vito Palazzolo, mentre la posizione di Badalamenti viene stralciata. I familiari, il Centro Impastato, Rifondazione comunista, il Comune di Cinisi e l&#8217;Ordine dei giornalisti chiedono di costituirsi parte civile e la loro richiesta viene accolta. Il 23 novembre 1999 Gaetano Badalamenti rinuncia alla udienza preliminare e chiede il giudizio immediato. Nell&#8217;udienza del 26 gennaio 2000 la difesa di Vito Palazzolo chiede che si proceda con il rito abbreviato, mentre il processo contro Gaetano Badalamenti si svolger\u00e0 con il rito normale e in video-conferenza. Il 4 maggio, nel procedimento contro Palazzolo, e il 21 settembre, nel processo contro Badalamenti, vengono respinte le richieste di costituzione di parte civile del Centro Impastato, Rifondazione comunista e Ordine dei giornalisti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 11pt; color: #333333; font-family: Verdana;\">Nel 1998 presso la Commissione parlamentare antimafia si \u00e8 costituito un Comitato sul caso Impastato e il 6 Dicembre 2000 \u00e8 stata approvata una relazione sulle responsabilit\u00e0 di rappresentanti delle istituzioni nel depistaggio delle indagini.<br \/>\nIl 5 marzo 2001 la Corte d&#8217;assise ha riconosciuto Vito Palazzolo colpevole e lo ha condannato a 30 anni di reclusione. L&#8217;11 aprile 2002 Gaetano Badalamenti \u00e8 stato condannato all&#8217;ergastolo. Badalamenti e Palazzolo sono successivamente deceduti.<br \/>\nIl 7 dicembre 2004 \u00e8 morta Felicia Bartolotta, madre di Peppino.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<hr \/>\n<p style=\"margin-bottom: 16pt;\"><strong><em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">Peppino Impastato: il poeta oltre la paura.\u00a0 <\/span><\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 16pt;\"><em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">Un mare di gente a flutti disordinati s&#8217;\u00e8 riversato nelle piazze, nelle strade e nei sobborghi. E&#8217; tutto un gran vociare<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">che gela il sangue, come uno scricchiolio di ossarotte .Non si pu\u00f2 volere e pensare nel frastuono assordante;nell&#8217;odore di calca c&#8217;\u00e8 aria di festa. <\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 16pt;\"><em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">E venne da noi un adolescente dagli occhi trasparenti e dalle labbra carnose, alla nostra giovinezza<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">consunta nel paese e nei bordelli. Non disse una sola parola<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">n\u00e8 fece gesto alcuno:questo suo silenzio<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">e questa sua immobilit\u00e0<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">hanno aperto una ferita mortale<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">nella nostra consunta giovinezza.<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">Nessuno ci vendicher\u00e0: la nostra pena non ha testimoni.<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 16pt;\"><em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">Appartiene al tuo sorriso<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">l&#8217;ansia dell&#8217;uomo che muore,<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">al suo sguardo confuso<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">chiede un po&#8217; d&#8217;attenzione,<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">alle sue labbra di rosso corallo<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">un ingenuo abbandono,<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">vuol sentire sul petto<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">il suo respiro affannoso:\u00e8 un uomo che muore.<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 16pt;\"><em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">Fiore di campo nasce<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">dal grembo della terra nera,<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">fiore di campo cresce<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">odoroso di fresca rugiada,<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">fiore di campo muore<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">sciogliendo sulla terra<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">gli umori segreti.<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 16pt;\"><em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">E&#8217; triste non avere fame<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">di sera all&#8217;osteria<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">e vedere nel fumo<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">dei fagioli caldi<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">il suo volto smarrito.<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 16pt;\"><em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">Lunga \u00e8 la notte e senza tempo. Il cielo gonfio di pioggia non consente agli occhi di vedere le stelle. Non sar\u00e0 il gelido vento a riportare la luce, n\u00e8 il canto del gallo, n\u00e8 il pianto di un bimbo. Troppo lunga \u00e8 la notte, senza tempo,infinita. I miei occhi giacciono<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">in fondo al mare<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">nel cuore delle alghe<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">e dei coralli.<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 16pt;\"><em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">Seduto se ne stava<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">e silenzioso<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">stretto a tenaglia<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">tra il cielo e la terra<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">e gli occhi<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">fissi nell&#8217;abisso.<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">Passeggio per i campi<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">con il cuore sospeso nel sole.Il pensiero,<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">avvolto a spirale, ricerca il cuore<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">della nebbia.<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 16pt;\"><em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">Stormo d&#8217;ali contro il sole,<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">capitombolo nel vuoto.<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">Desiderio,<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">erezione,<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">masturbazione,<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">orgasmo.<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">Strade silenziose,<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">volti rassegnati:<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">la notte inghiotte la citt\u00e0.<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 16pt;\"><em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">Il cuore batte con l&#8217;orologio,<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">il cervello pulsa nella strada:<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">amore e odio<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">pianto e\u00a0\u00a0 riso.<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">Un&#8217;automobile confonde tutto:<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">vuoto assoluto.<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">Era di passaggio.<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 16pt;\"><em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">Sulla strada bagnata di pioggia<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">si riflette con grigio bagliore<\/span><\/em> <em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">la luce di una lampada stanca:e tutt&#8217;intorno \u00e8 silenzio.<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 16pt;\"><em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">Nubi di fiato rappreso s&#8217;addensano sugli occhi in uno stanco scorrere di ombre\u00a0 e di ricordi:una festa, un frusciare di gonne, uno sguardo, due occhi di rugiada, un sorriso, un nome di donna: Amore Non Ne Avremo<\/span><\/em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Georgia;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 16pt;\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">Bibliografia:<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">Felicia Bartolotta Impastato, <em>La mafia in casa mia<\/em>. Intervista a cura di Anna Puglisi e Umberto Santino, La Luna, Palermo 1986, 2000, 2003. Eu. 13,50. Da chiedere al Centro Impastato.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">Salvo Vitale, <em>Nel cuore dei coralli. Peppino Impastato, una vita contro la mafia<\/em>, Rubbettino, Soveria Mannelli 1995, 2002. In libreria.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">Umberto Santino (a cura di), <em>L&#8217;assassinio e il depistaggio. Atti relativi all&#8217;omicidio di Giuseppe Impastato<\/em>, Centro Impastato, Palermo 1998. Esaurito.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">Peppino Impastato: anatomia di un depistaggio<\/span><\/em><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">. Relazione della Commissione parlamentare antimafia presentata da Giovanni Russo Spena, Editori Riuniti, Roma 2001, 2006. Eu. 14. In libreria.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">Giuseppe Impastato, <em>Lunga \u00e8 la notte. Poesie, scritti, documenti<\/em>, a cura di U. Santino, Centro Impastato, Palermo 2002-2006. Eu. 10. Da chiedere al Centro Impastato.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">Anna Puglisi e Umberto Santino (a cura di), <em>Cara Felicia. A Felicia Bartolotta Impastato<\/em>, Centro Impastato, Palermo 2005. Eu. 10. Da chiedere al Centro Impastato.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">Mostra fotografica <em>Peppino Impastato. Ricordare per continuare<\/em>, Centro Impastato, Palermo 2006, 24 poster formato 70X100. Eu. 100 (pi\u00f9 spese di spedizione). Cartella-catalogo. Eu 10. Da chiedere al Centro Impastato o alla Casa memoria di Cinisi <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">(<\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">tel. 0918666233\u00a0&#8211; 3341689181)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">e-mail: <a href=\"mailto:giovannimpastato@gmail.com\">giovannimpastato@gmail.com<\/a><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Verdana;\"><strong>DIFENDIAMO LA LIBERTA&#8217; DI INFORMAZIONE<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">L&#8217;accoppiata informazione-querela diffamazione \u00e8 un male antico. \u00c8 in realt\u00e0 un male di cui soffrono in pochi perch\u00e9 pochi sono quelli che prendono l&#8217;informazione sul serio e sentono il dovere di non rendere &#8221; orfani&#8221; i lettori di dati, numeri, cifre sui quali costruire una libera opinione. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">Spesso per questo tipo di giornalisti si giunge persino a scomodare la scienza psichiatrica con tutte le sue belle patologie e, allora a seconda dei casi, saranno fissati, paranoici, complottisti o narcisisti.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">Talvolta, invece, viene in soccorso il mantenimento dell&#8217;ordine pubblico, della quiete pubblica &#8230;.mai che venga in mente l&#8217;interesse, quello si, pubblico. Il pubblico \u00e8 come il laccio di un cowboy arrotolato in tasca per essere usato solo quando si tratta di acchiappare la notizia trapelata e restituirla all&#8217;oblio. Tutto ci\u00f2 produce nella mente dei tanti l&#8217;atavica domanda &#8220;chi me lo fa fare&#8221;? <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">E allora se va bene si addolcisce la frase, si sottolinea un &#8220;presunto&#8221; o una formula dubitativa: <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">il lampo del pensiero, che non ha sfumature, che \u00e8 quello che \u00e8, assume contorni sfumati fino a scomparire. La verit\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 il segmento delle mitiche cinque W ma la scrematura di quello che si pu\u00f2 dire senza rischiare di pagare risarcimenti milionari. Poco importa se POI il giudice ti dar\u00e0 ragione: nel momento in cui decidi di pubblicare o far pubblicare una notizia, un pensiero, una critica dovrai necessariamente mettere in conto la possibilit\u00e0 di dare conto e ragione davanti a un tribunale o a un pubblico ludibrio. L&#8217;attenzione magicamente si sposta da quello che \u00e8 stato detto al come doveva essere detto. Ci\u00f2 naturalmente non significa esonerare il giornalista da verifiche serie e fondate su quanto ha scritto: significa solo che nell&#8217;orizzonte decisorio la paura di urtare i piedi o le tasche spesso elimina in nuce la stessa volont\u00e0 di verificare per poi scrivere creando un preventivo meccanismo vizioso di blocco. Il sistema processuale non prevede conseguenze automatiche in caso di querele &#8220;pretestuose&#8221;o &#8220;infondate&#8221;e il risultato \u00e8 che sporgere querela non costa niente, omettere di dire costa la disinformazione.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">Per fortuna, in questo quadro a tinte fosche c&#8217;\u00e8 un MA: la democrazia, schiacciata dalla censura, produce i suoi anticorpi. Gli anticorpi, talvolta decidono di dire pubblicamente quello che vedono, cercano, scoprono. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">La Redazione di Robin Hood fa proprio l&#8217;appello del documento redatto dalle associazioni antimafia in difesa della libert\u00e0 di stampa..<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">&#8220;Nel luglio 2001, in seguito a due sentenze del Tribunale civile di Palermo che condannavano Claudio Riolo e Umberto Santino a risarcire, rispettivamente, Francesco Musotto e Calogero Mannino per diffamazione, abbiamo avviato una campagna per la liberta&#8217; di stampa nella lotta contro la mafia. Abbiamo rilevato la nuova abitudine assunta da molti esponenti politici della prima o della seconda Repubblica che, coinvolti a torto o ragione in disavventure giudiziarie, cercano di far pagare il conto delle loro &#8220;sfortune&#8221; a chi esercita, per professione o per impegno antimafia, i diritti di cronaca e di critica garantiti dall&#8217;articolo 21 della Costituzione. Abbiamo denunziato l&#8217;uso distorto e strumentale del ricorso ai procedimenti civili per risarcimento danni da diffamazione a mezzo stampa, che invece di tutelare l&#8217;onorabilita&#8217; delle persone rischia d&#8217;instaurare un clima d&#8217;intimidazione nei confronti di chiunque intenda far conoscere, commentare o studiare il persistente fenomeno delle contiguita&#8217; tra politica, mafia e affari. Abbiamo rivendicato il diritto e il dovere di sottoporre l&#8217;operato di chi ricopre cariche pubbliche o ruoli rappresentativi al vaglio critico dell&#8217;opinione pubblica, con la consapevolezza che ciascun politico ha una responsabilita&#8217; aggiuntiva rispetto agli altri cittadini nella misura in cui coinvolge la credibilita&#8217; delle istituzioni.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">A distanza di due anni si sono moltiplicate le richieste di risarcimenti milionari o, addirittura, miliardari nei confronti di giornalisti, studiosi e familiari delle vittime. Sono aumentate anche le condanne emesse dai giudici, soprattutto in ambito civilistico, che risentono spesso di una concezione angusta e formalistica della tutela della reputazione individuale, poco sensibile all&#8217;esigenza di un giusto contemperamento con l&#8217;interesse pubblico all&#8217;esercizio della critica politica. In particolare la Prima Sezione Civile della Corte d&#8217;Appello di Palermo ha recentemente confermato la condanna di Claudio Riolo a risarcire Francesco Musotto per un vecchio articolo pubblicato nel &#8217;94, nel quale si commentava criticamente la decisione del Presidente della Provincia, nonche&#8217; avvocato penalista, di mantenere la difesa di un suo cliente, imputato nel processo per la strage di Capaci, mentre l&#8217;ente locale si costituiva parte civile nello stesso processo. Si tratta di una condanna molto pesante, che si e&#8217; gia&#8217; tradotta nel pignoramento di un quinto dello stipendio per l&#8217;intera vita lavorativa e, addirittura, dell&#8217;indennita&#8217; di fine rapporto fino al completamento della cifra di 140 milioni di lire, con l&#8217;aggiunta ulteriore delle spese del giudizio di secondo grado.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">Se e&#8217; lecito criticare le sentenze senza delegittimare i giudici, come ha piu&#8217; volte affermato il Consiglio Superiore della Magistratura, vorremmo esprimere il nostro disappunto e la nostra preoccupazione. Innanzitutto perche&#8217; condividiamo e facciamo nostre le critiche e le analisi contenute nell&#8217;articolo, che riteniamo fondate su fatti veri e incontestabili, espresse in forma sarcastica ma civile e finalizzate ad un obiettivo di evidente interesse pubblico, quello di sollecitare partiti e istituzioni a tenere alta la guardia contro i tentativi di condizionamento mafioso. In secondo luogo perche&#8217; temiamo che l&#8217;effetto di questa e di altre analoghe condanne possa, indipendentemente dalla volonta&#8217; dei giudici che le hanno emesse, inibire l&#8217;esercizio della liberta&#8217; di stampa e del diritto di critica politica contribuendo ad un rischioso restringimento degli spazi democratici.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">In particolare, sul terreno della lotta contro la mafia, la piena liberta&#8217; d&#8217;informazione e di opinione e&#8217; indispensabile per individuare e stigmatizzare tutti quei comportamenti che configurino delle responsabilita&#8217; politiche e morali, indipendentemente dall&#8217;accertamento di eventuali responsabilita&#8217; penali che spetta esclusivamente alla magistratura. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">Il principio di distinzione tra responsabilita&#8217; politica e responsabilita&#8217; penale, approvato dalla Commissione parlamentare antimafia nel 1993 con una larghissima e inedita maggioranza (Dc, Pds, Psi, Lega, Rc, Pri., Pli, Psdi, Verdi, Rete) ma rimasto purtroppo inapplicato, stabiliva che il Parlamento ed i partiti, sulla base di fatti accertati che non necessariamente costituiscono reato, potessero comminare delle precise sanzioni politiche, consistenti nella stigmatizzazione dell&#8217;operato e, nei casi piu&#8217; gravi, nell&#8217;allontanamento del responsabile dalle funzioni esercitate. L&#8217;applicazione rigorosa ed imparziale di questo principio, che rappresenta l&#8217;esatto opposto del cosiddetto &#8220;giustizialismo&#8221; potrebbe risolvere l&#8217;annoso conflitto tra politica e magistratura, giacche&#8217; eviterebbe di rimandare ogni giudizio politico all&#8217;esito delle decisioni penali. Se l&#8217;autorita&#8217; politica facesse autonomamente il proprio dovere non ci sarebbe alcuna delega di fatto ai giudici, che potrebbero cosi&#8217; lavorare con maggiore serenita&#8217; e indipendenza.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">E&#8217; del tutto evidente che questa fondamentale distinzione presuppone la massima liberta&#8217; di cronaca e di critica, giacche&#8217;, come ha affermato la stessa Commissione parlamentare, &#8220;il presupposto per muovere una contestazione di responsabilita&#8217; politica e&#8217; la conoscibilita&#8217; di fatti o di vicende che a quella contestazione possono dar luogo; se non si conosce, non si e&#8217; in grado di esercitare alcun controllo&#8221;. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">Se proviamo ad applicare questi principi alle attuali vicende giudiziarie che coinvolgono anche i massimi vertici del Governo siciliano, apparira&#8217; chiaro che le eventuali dimissioni del Presidente Cuffaro non dovrebbero dipendere dal fatto che abbia ricevuto o meno un avviso di garanzia, ma dalla valutazione sull&#8217;inaffidabilita&#8217; di un uomo politico che, quantomeno, ha dimostrato ripetutamente di non saper scegliere i propri collaboratori. Come chiarisce, ancora una volta, la Commissione parlamentare antimafia, &#8220;se la persona di fiducia di un uomo politico compie atti di grave scorrettezza o di rilevanza penale, l&#8217;uomo politico non risponde dei fatti commessi dalla persona di fiducia, ma risponde per aver dato prova di non saper scegliere o di non aver accertato o di aver tollerato comportamenti scorretti&#8221;. Cosi&#8217; come, per fare altri esempi, se un Ministro, un Sindaco o un Presidente di Provincia partecipa a cene elettorali, battesimi e matrimoni organizzati da personaggi mafiosi, o se nella sua casa di campagna si riuniscono boss latitanti o si nascondono armi delle cosche, le ipotesi possibili sono solo due: o ne e&#8217; consapevole e quindi complice, oppure e&#8217; inconsapevole ma inaffidabile. In ogni caso spetta esclusivamente alla magistratura stabilire se il suo comportamento abbia o meno una rilevanza penale, ma e&#8217; compito della politica valutare, senza strumentalizzazioni di parte e in nome dell&#8217;interesse generale, se il personaggio in questione sia adeguato o meno a svolgere le funzioni politiche cui e&#8217; preposto. Ed e&#8217; altrettanto evidente che spetta a tutti i cittadini, e in particolare ai giornalisti e agli studiosi, il diritto e il dovere di far conoscere, criticare e analizzare liberamente i comportamenti degli uomini pubblici, che devono essere trasparenti e sottoposti al massimo controllo democratico.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">Ci proponiamo, pertanto, di rilanciare una campagna di sensibilizzazione e di mobilitazione dell&#8217;opinione pubblica per:<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">sollecitare le forze politiche e istituzionali ad elaborare un codice di autoregolamentazione comune, che si ispiri alle proposte della commissione parlamentare antimafia del &#8217;93 sulla distinzione tra responsabilita&#8217; politica e responsabilita&#8217; penale;<br \/>\nrivendicare una nuova regolamentazione legislativa in materia di diffamazione, che ristabilisca un giusto equilibrio tra diritto di cronaca e di critica e tutela della persona, e che uniformi procedimento penale e procedimento civile per impedirne un uso distorto e strumentale;<br \/>\nriaprire la sottoscrizione, avviata nel 2001, per il fondo di solidarieta&#8217; in difesa della liberta&#8217; di stampa nell&#8217;ambito della lotta contro la mafia (il fondo, gestito dal coordinamento delle associazioni promotrici e da un comitato di garanti, composto da Rita Borsellino, Luigi Ciotti e Valentino Parlato, ha raccolto piu&#8217; di quaranta milioni di lire e viene gia&#8217; utilizzato in sostegno di Riolo).<br \/>\nPer sottoscrivere si puo&#8217; utilizzare il c\/c postale n.10690907, intestato a Centro siciliano di documentazione Giuseppe Impastato, via Villa Sperlinga 15, 90144-Palermo, specificando nella causale &#8220;Campagna per la liberta&#8217; di stampa nella lotta contro la mafia&#8221;.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">(Per informazioni: www.centroimpastato.it &#8211; tel. 091.6259789 &#8211; fax: 091.348997 &#8211; e-mail: csdgi@tin.it , libera.palermo@inwind.it).<\/span><\/p>\n<p><strong>Per chi volesse saperne di pi\u00f9 www.censurati.it<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A\u00a030 anni dal vile assassinio di mafia: la vita, il pensiero, le poesie di Peppino Impastato. 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