{"id":14,"date":"2007-04-02T13:00:55","date_gmt":"2007-04-02T13:00:55","guid":{"rendered":"http:\/\/lambertob.koding.io\/wordpress\/?p=14"},"modified":"2007-04-02T13:00:55","modified_gmt":"2007-04-02T13:00:55","slug":"una-grande-manifestazione-contro-tutte-le-mafie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/2007\/04\/02\/una-grande-manifestazione-contro-tutte-le-mafie\/","title":{"rendered":"UNA GRANDE MANIFESTAZIONE CONTRO TUTTE LE MAFIE!"},"content":{"rendered":"<p>REGGIO CALABRIA, 17 FEBBRAIO 2007<br \/>Oltre un chilometro di ragazzi provenienti da tutta Italia (pi\u00f9 di 5000 secondo le stime dei coraggiosi promotori del movimento giovanile \u2018Ammazzateci tutti\u2019) hanno dato vita alla manifestazione contro tutte le mafie del 17 febbraio scorso a Reggio Calabria. \u201cMafie: consenso negato!\u201d \u00e8 la prima mobilitazione giovanile auto-organizzata della Calabria con respiro nazionale su obbiettivi che riguardano l\u2019intera sociale civile italiana. Un evento di forte impatto sociale e istituzionale, quindi, non solo per il peculiare contesto calabrese, dove vige il principio dell\u2019intangibilit\u00e0 dei rappresentanti dei poteri criminali e delle logge massomafiose che controllano il territorio, in collusione con ampi settori delle istituzioni e dei Palazzi romani, tra cui lo stesso C.S.M., come invano denunciato da oltre dieci anni dai migliori magistrati antimafia, come Salvo Boemi, Roberto Pennisi e Agostino Cordova, minacciati di morte, messi a tacere e\/o delegittimati dagli stessi poteri che a ragion veduta accusavano inascoltati. <br \/>La voce dei giovani della Calabria, unita a quella di tanti ragazzi che sono affluiti da ogni parte di Italia, contro tutte le mafie, rappresenta quindi una grande speranza per l\u2019intero Paese e un nuovo fenomeno certamente destinato a creare le premesse della progressiva realizzazione di un mutamento socio-culturale, da lungo tempo in atto, le cui istanze di giustizia e legalit\u00e0, largamente condivise, non possono essere ormai oltremodo rinviate, risultando intollerabile che il potere politico, economico e amministrativo e le istituzioni dello Stato possano continuare a venire lasciate governate dalla criminalit\u00e0 organizzata.<br \/>Il patto perverso tra mafia, politica, Massoneria, magistratura, per spartirsi i proventi derivanti dalle attivit\u00e0 criminali in Calabria (e non solo), in cambio di impunit\u00e0, risulta storicamente documentato dagli atti di indagine degli investigatori, con particolare riferimento all\u2019operazione \u201cOlimpia\u201d della Procura Antimafia di Reggio Calabria e alle inchieste dell\u2019ex Procuratore di Palmi, dr. Cordova, sulla Massoneria, a cui l\u2019ex Presidente della Repubblica Cossiga regal\u00f2 un cavalluccio a dondolo, in segno di scherno, invitandolo ad altri \u201cgiochi\u201d, mentre le massime Autorit\u00e0 dello Stato, Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, giungevano incredibilmente ad impedire l\u2019esecuzione dell\u2019ordine di perquisizione della sede del \u201cGrande Oriente d\u2019Italia\u201d, a Roma, negando l\u2019acquisizione delle liste degli affiliati, tra cui figurano &lt;insospettati politici&gt; di ogni schieramento e grandi nomi dell\u2019imprenditoria italiana, tuttora in auge.&nbsp; <br \/>Prima di venire assassinato per avere rivelato agli inquirenti i segreti della Massoneria (simulando un finto suicidio mediante impiccagione), il notaio Pietro Marrapodi (fiduciario delle logge massoniche locali) confess\u00f2 di avere suggellato varie societ\u00e0 scellerate che \u201clegavano massoneria, \u2018ndrangheta e magistratura\u201d, consegnando all\u2019Ispettorato del Ministero di Giustizia, a Roma, un memoriale contenente le percentuali di utile da spartirsi e l\u2019elenco degli affari avviati dagli affiliati al sodalizio criminale, siglati tra rappresentanti della \u2018ndrangheta, della massoneria e quelli delle istituzioni. <br \/>Non c\u2019\u00e8 quindi molto da meravigliarsi se la manifestazione promossa dai giovani della Calabria, con l\u2019emblematico slogan \u201cammazzateci tutti\u201d, seppure investita dell\u2019Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, abbia registrato una scarsa attenzione da parte dei media, nonch\u00e9 l\u2019assenza di rappresentanti del Governo nazionale e regionale. \u201cSiamo rammaricati per l\u2019assenza del Governo\u201d hanno commentano i giovani organizzatori,&nbsp; stigmatizzando che, comunque, c\u2019erano i ragazzi, le scuole, i movimenti, la Chiesa, i sindacati, le associazioni antiracket, insomma l\u2019anima della vera societ\u00e0 civile; \u201ce questo \u00e8 quello che ci\u00f2 pi\u00f9 conta. Al Governo nazionale faremo pervenire comunque le nostre istanze, una ad una\u201d.<br \/>Riteniamo quindi che questo movimento che apre una nuova stagione nella lotta alle mafie, partendo dalle realt\u00e0 giovanili e dal degrado del tessuto sociale, potr\u00e0 risultare determinante nel cambiamento del desolante panorama politico nazionale, se sar\u00e0 in grado di saldarsi alle battaglie per la legalit\u00e0 nelle grandi metropoli del nord, spezzando ogni forma di connivenza con i poteri forti, che si annidano anche nelle stesse istituzioni antimafia e nella chiesa, senza dimenticare che le mafie non sono pi\u00f9 da molto tempo un fenomeno tipicamente locale.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; In proposito, corre ricordare le testimonianze di magistrati del calibro di Salvo Boemi e&nbsp; Roberto Pennisi, che denunciarono in alcune interviste rilasciate a Panorama e a L\u2019Espresso, gi\u00e0 pi\u00f9 di dieci anni fa, di essere stati abbandonati e boicottati dal C.S.M. e dallo Stato, in quanto ritenuti \u201crei\u201d di \u201cnon essersi accontentati di colpire il braccio militare della \u2018ndrangheta\u201d e di \u201cavere denunciato i magistrati massoni che a Reggio Calabria avevano deciso di mettere una pietra sui processi anticosche\u201d. Il Procuratore Boemi raccontava a Panorama, gi\u00e0 nel 1995, senza che nulla sia a tutt\u2019oggi cambiato:&nbsp; \u201ccome dopo lo scandalo della P2, nella massoneria fossero incominciati ad entrare i parenti stretti dei magistrati (i quali volevano evitare in tal modo un coinvolgimento diretto) e come le logge avessero sempre contrattato a Roma, chi dovessero essere i capi degli uffici giudiziari\u201d, aggiungendo, infine, di essere scampato ad un attentato alla sua vita, solo grazie alle rivelazioni di un pentito (Panorama 21.9.95 e L\u2019Espresso 16.7.98).&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br \/>Si tratta, insomma, di fare tesoro del sacrificio e dell\u2019esperienza dei tanti magistrati trucidati dalle mafie, la cui nefasta influenza si \u00e8 dimostrata essere in grado di controllare anche la vita politico-istituzionale e giudiziaria, da sud a nord del Paese, come hanno, invano, ripetutamente cercato di farci capire con accorati inascoltati appelli, quegli stessi giudici oggi celebrati come eroi, simbolo del riscatto della societ\u00e0 civile, alla ricerca di s\u00e9 stessa, a partire da Giovanni Falcone (all\u2019epoca ipocritamente accusato di protagonismo) sino a Gherardo Colombo che, pochi giorni, ha amaramente annunciato la propria decisione di dimettersi dalla magistratura, constatando che in Italia le regole continuano ad essere un optional e che preferisce dedicarsi \u201call\u2019insegnamento e all\u2019educazione delle giovani generazioni\u201d, molto pi\u00f9 ricettivi dei politici ai grandi temi della legalit\u00e0, come dimostra l\u2019imponente manifestazione di Reggio Calabria.<br \/>L\u2019epilogo di mani pulite dimostra che la lotta alle mafie e alla corruzione non pu\u00f2 pi\u00f9 quindi rimanere prerogativa di pochi magistrati coraggiosi e isolati dalla gente, che spesso di risolve in una guerra fra bande politiche rivali per accaparrarsi il controllo del territorio, come scriveva acutamente Massimo Fini. E\u2019 arrivata l\u2019ora della gente comune. Ci troviamo di fronte a una svolta epocale in cui i cittadini e le associazioni della societ\u00e0 civile sono chiamati a prendere in mano le redini del futuro del Paese, esprimendo una nuova generazione di politici, intellettuali, scienziati e uomini liberi da collari e padrini, per un armonioso sviluppo della societ\u00e0, come afferma Hannah Arendt che auspica si educhino generazioni in grado di pensare e di provare emozioni, ponendo in risalto l\u2019importanza della creativit\u00e0, intesa come capacit\u00e0 di trovare soluzioni innovative per il proprio spazio individuale e per lo spazio pubblico. <br \/>In buona sostanza, per avviare fasi di crescita economica e di sviluppo a tutto campo la societ\u00e0 contemporanea deve offrire il massimo spazio possibile ai giovani, i soli in grado di esprimere una nuova \u201cclasse politica creativa\u201d, caratterizzata da un elemento fondamentale, la creativit\u00e0, ovvero l\u2019energia che consente di introdurre elementi innovativi, di apportare idee e soluzioni<br \/>\noriginali rispetto alle tradizionali organizzazioni associative e ai consueti schemi produttivi. E\u2019 questa la \u201cricetta\u201d che ci viene suggerita anche da alcuni studiosi come Richard Florida in \u201cL\u2019ascesa della nuova classe creativa\u201d,&nbsp; ove si auspica che le persone di talento, dagli ingegneri ai musicisti, sappiano e possano dare alle altre classi delle prospettive concrete per costruire un futuro migliore, valorizzando&nbsp; la creativit\u00e0, definita concretamente come \u201cattivit\u00e0 a tutto campo, ricettivit\u00e0 intellettuale, diversit\u00e0 etnica, apertura politica\u201d.&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br \/>Pietro Palau Giovannetti (sociologo)<br \/>Clicca qui per vedere il servizio realizzato da Pino Maniaci, Letizia e staff di \u201cTelejato\u201d, la tv pi\u00f9 querelata d\u2019Italia!&nbsp; <a href=\"http:\/\/www.ammazzatecitutti.org\">www.ammazzatecitutti.org<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>REGGIO CALABRIA, 17 FEBBRAIO 2007Oltre un chilometro di ragazzi provenienti da tutta Italia (pi\u00f9 di 5000 secondo le stime dei&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-14","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-ecofinanza"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}