{"id":116,"date":"2010-09-09T17:17:29","date_gmt":"2010-09-09T17:17:29","guid":{"rendered":"http:\/\/lambertob.koding.io\/wordpress\/?p=116"},"modified":"2010-09-09T17:17:29","modified_gmt":"2010-09-09T17:17:29","slug":"la-mafia-ordinata-del-nord-est-un-sistema-di-governo-perfetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/2010\/09\/09\/la-mafia-ordinata-del-nord-est-un-sistema-di-governo-perfetto\/","title":{"rendered":"LA MAFIA ORDINATA DEL NORD EST: UN SISTEMA DI GOVERNO PERFETTO?"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">A cura di Roberto Giurastante (Ambientalista)<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\"><strong>Mafia S.p.a.: la principale impresa italiana<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">La criminalit\u00e0 organizzata in Italia \u00e8 la principale impresa del Paese. La Mafia S.p.a. che raggruppa Cosa Nostra, \u2018Ndrangheta, Camorra, Sacra Corona Unita, Stidda, ha un fatturato annuo stimato di 170 miliardi di euro (fonte Il Sole 24 ore). A questi si dovrebbero aggiungere i 250 miliardi dell&#8217;evasione fiscale spesso collegata alle mafie. Quattrocentoventi miliardi di euro. Un quarto della ricchezza prodotta ogni anno in Italia. Questi sarebbero i proventi delle attivit\u00e0 illegali nel &#8220;bel paese&#8221;. Proventi che devono essere poi reinvestiti e fatti fruttare. E qui entrano in gioco le mafie dei colletti bianchi. Quelle delle acquisizioni societarie. Cos\u00ec la Mafia S.p.a. \u00e8 riuscita negli anni ad estendere il proprio impero finanziario a livello planetario. D&#8217;altronde chi ha tanti soldi da investire non ha che da scegliere. Imprese commerciali, finanziarie, banche, organi di informazione, societ\u00e0 ad alta tecnologia, energia, edilizia. Nessun problema. I denari arrivano a cascata, e i prestanome sono sempre disponibili. Cos\u00ec fioriscono nuove figure di imprenditori &#8220;illuminati&#8221;. Quelli che spuntano dal nulla. I cosiddetti &#8220;self-made men&#8221;. Miracoli della finanza creativa e della globalizzazione. Globalizzazione mafiosa per\u00f2.<br \/>\nMa queste mafie polimorfi non si occupano solo &#8211; ed ai pi\u00f9 alti livelli &#8211; di economia. In Italia sono pure riuscite, con un&#8217;avanzata inarrestabile frutto di un&#8217;accurata pianificazione, ad infiltrarsi in ogni ganglo vitale delle istituzioni e ad occupare la stessa politica. Questa imperiosa scalata al potere \u00e8 stata eseguita con metodologia militare, mettendo sotto controllo le posizioni nevralgiche del Paese. Un sistema basato sulla corruzione sistematica ha consentito di consolidare rapidamente le conquiste. Nel libro paga della Mafia S.p.a. si trovano imprenditori, magistrati, poliziotti, giornalisti, medici, insegnanti, amministratori pubblici, politici, avvocati&#8230; Un&#8217;intera nazione sotto controllo e sotto ricatto.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Mafie del cemento a Nord Est: Trieste un &#8220;sistema perfetto&#8221;?<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Tra le pi\u00f9 conosciute ed affidabili fonti di alimentazione di questo inossidabile sistema di corruttele vi \u00e8 certamente quella che comunemente viene definita come mafia o partito del cemento. Lavori e appalti pubblici e privati sono uno dei principali collettori per le enormi masse di denaro riciclate dalla Mafia S.p.a.. E nel nostro Paese sono proprio le &#8220;ricche&#8221; regioni del Nord ad attrarre la &#8220;ricca&#8221; criminalit\u00e0 in necessit\u00e0 di investire i proventi delle attivit\u00e0 criminose. Qui infatti si pu\u00f2 operare in relativa tranquillit\u00e0 e con migliore reddittivit\u00e0 rispetto all&#8217;ormai saturo Meridione. Il colore dei soldi \u00e8 quello della ricchezza, non quello del sangue e delle sofferenze che vi sono dietro.<br \/>\nIl Nord Est \u00e8 ancora pi\u00f9 interessante di questi tempi perch\u00e9 colpito duramente dalla crisi economica. Molte imprese da rilevare facilmente quindi. Molti buoni affari da concludere nel nome dello sviluppo e delle garanzie occupazionali. Ecco cos\u00ec che il vento della rivoluzione mafiosa ha investito impetuosamente queste zone spazzando via ogni ostacolo.<br \/>\nLa piccola e degradata provincia di Trieste non fa eccezione nel deprimente panorama nazionale. Qui il partito del cemento si identifica in toto con la pubblica amministrazione ed \u00e8 rappresentato da un potente cartello dei costruttori. La citt\u00e0 giuliana \u00e8 un caso speciale quanto esemplare di come la convivenza pacifica tra Stato e criminalit\u00e0 abbia anestetizzato ogni possibile difesa della societ\u00e0 civile. Permettendo cos\u00ec la stratificazione dell&#8217;illegalit\u00e0 diffusa ad ogni livello ed entrata inconsciamente nella mentalit\u00e0 dei cittadini privati dei loro diritti e ridotti sempre di pi\u00f9 a sudditi. Una vera cultura dell&#8217;illegalit\u00e0 ora molto difficile da sradicare.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>A Trieste la mafia esiste da tempo<\/strong>, ma \u00e8 strettamente intrecciata alla <strong>potente massoneria locale<\/strong> e ai <strong>servizi segreti deviati<\/strong>. A Trieste la mafia non uccide perch\u00e9 tutti i picciotti sono inquadrati, disciplinati, obbedienti. Un sistema di governo &#8220;perfetto&#8221; quindi che ha consentito negli anni traffici di ogni tipo. Dalle armi, alla droga, ai rifiuti tossico nocivi. E il controllo completo degli appalti. Il settore prediletto dalle mafie del cemento, una delle travi portanti di questa economia criminale.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>I filtri del &#8220;sistema&#8221;: come inattivare l&#8217;autorit\u00e0 giudiziaria<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Cosa accade quando questo sistema &#8220;perfetto&#8221; viene minacciato, ovvero quando qualche rappresentante della societ\u00e0 civile ne contesta l&#8217;operato e chiede il rispetto della legalit\u00e0 fino in sede giudiziaria? Scatta l&#8217;<strong>allarme rosso<\/strong>, e tutti i componenti del sistema si attivano per bloccare l&#8217;aggressione. E chi ha osato mettere a repentaglio la &#8220;cosca&#8221; deve essere reso innocuo. E punito. La punizione pubblica in un simile sistema deviato \u00e8 necessaria per dimostrare che il potere (mafioso) costituito \u00e8 ben saldo, e che nessuno deve permettersi di contestarlo. E&#8217; una necessit\u00e0 vitale: solo facendo vivere nel terrore i sudditi se ne pu\u00f2 ottenere il rispetto. Ma la punizione da queste parti \u00e8 in genere incruenta, o meglio dolorosa ma senza spargimento di sangue diretto (solo cos\u00ec pu\u00f2 essere tollerata dalle istituzioni che del sistema fanno parte). Ed \u00e8 una punizione che, paradossalmente, pu\u00f2 anche passare indirettamente per l&#8217;autorit\u00e0 giudiziaria, il guardiano di questo &#8220;ordine&#8221;. Hai voluto denunciare gli illeciti? Ora finirai tu sotto processo come perturbatore dell&#8217;ordine (disordine) costituito. A me \u00e8 capitato. A chi, nel nostro gruppo di ambientalisti, si \u00e8 opposto a questo &#8220;sistema&#8221; \u00e8 capitato. Le accuse vanno dal classico reato d&#8217;opinione (la famosa diffamazione che vale solo per te, non per i tuoi avversari che possono avviare nei tuoi confronti campagne di intimidazione e denigrazione pubblica rimanendo impuniti), all&#8217;interruzione di servizio pubblico (ad esempio se chiedi l&#8217;accesso a documenti pubblici ti possono pure denunciare perch\u00e9 con le tue richieste hai rallentato il lavoro dell&#8217;amministrazione pubblica&#8230;), al procurato allarme (se tu segnali un inquinamento esistente possono denunciarti per allarmismo), alla manifestazione non organizzata e sediziosa (in Italia vale ancora la legge fascista che non consente ai cittadini di ritrovarsi in luogo pubblico se superano il numero di tre). E poi il massacro continua con le cause civili per risarcimento dei danni.<\/p>\n<p align=\"justify\">Alla base dell&#8217;inertizzazione delle azioni degli ambientalisti (e in generale dei gruppi organizzati che sono considerati ovviamente pi\u00f9 pericolosi rispetto ai singoli cittadini) ci deve comunque essere una &#8220;struttura&#8221; che garantisca che le denunce presentate all&#8217;autorit\u00e0 giudiziaria vengano insabbiate, ovvero non portino ad alcun risultato. Questa struttura a Trieste \u00e8 estremamente efficace e permette in tempi rapidi di risolvere casi anche complessi. Ma se le denunce degli ambientalisti sono fondate e basate su prove documentali inattaccabili come \u00e8 possibile non procedere? Semplice, si applica una giustizia che potremmo definire &#8220;creativa&#8221;. Ovvero una libera, o meglio disinvolta, interpretazione delle leggi che porta ad un unico risultato: l&#8217;archiviazione. Archiviazione che pu\u00f2 avvenire con varie motivazioni basa<br \/>\nte sempre comunque sull&#8217;infondatezza della notizia di reato. Qualche volta, se non \u00e8 sufficiente e per maggior sicurezza, si utilizza anche la formula della mancanza di legittimit\u00e0 ad agire nel caso specifico da parte dell&#8217;organizzazione non governativa e di chi la rappresenta, e non lo si avvisa quindi nemmeno della richiesta di archiviazione, che cos\u00ec passa tranquillamente senza opposizioni. Quindi se si vuole intervenire per bloccare un danno ambientale, le cui conseguenze ricadono sulla collettivit\u00e0, pur essendo portatori di interessi diffusi non si ha diritto a denunciare il reato. Solo l&#8217;amministrazione pubblica (che quasi sempre \u00e8 direttamente partecipe a quel reato) pu\u00f2 farlo. E ovviamente questo non accadr\u00e0 mai: chi sarebbe cos\u00ec stupido da autodenunciarsi?<br \/>\nMa prima di questo filtro (utilizzato spesso dal GIP che decreta cos\u00ec l&#8217;archiviazione definitiva delle inchieste) ce n&#8217;\u00e8 un altro a monte utilizzato direttamente in fase di indagine preliminare e che consiste nello svolgere le inchieste in maniera sbrigativa e superficiale gi\u00e0 indirizzandole verso l&#8217;archiviazione. Come pu\u00f2 accadere questo? Entriamo pi\u00f9 in dettaglio nei meccanismi della macchina della giustizia affrontando i casi che qui ci interessano relativi alla speculazione edilizia.<\/p>\n<p align=\"justify\">Una delle particolarit\u00e0 della Procura della Repubblica di Trieste (organo inquirente) \u00e8 di avere in organico un gruppo di P.G. (Polizia Giudiziaria) dei vigili urbani del Comune di Trieste con specifiche competenze in materia di polizia edilizia. Ed \u00e8 a questo nucleo che vengono affidate quasi tutte le inchieste in materia di urbanistica. Ma come, direbbe chiunque, indagini cos\u00ec delicate su illeciti urbanistici nei quali sono direttamente coinvolti i comuni locali, vengono affidate a dipendenti delle stesse amministrazioni? Come \u00e8 possibile questo? E l&#8217;esito \u00e8 ovviamente scontato (c&#8217;\u00e8 da dubitarne?): le denunce per illeciti urbanistici in cui siano coinvolte amministrazioni pubbliche non vanno avanti. Basterebbe questo per far sorgere legittimi dubbi sul funzionamento di un siffatto apparato di giustizia. Ma non basta. Gli stessi ufficiali di P.G. dei vigili urbani hanno potuto svolgere anche il ruolo di P.M. (pubblico ministero) nel dibattimento in procedimenti in cui una delle parti in causa era un Comune direttamente collegato a quello da cui loro dipendevano. Anche qui ovviamente non ci sono dubbi su come sia andata a finire: ha vinto il Comune&#8230;<br \/>\nQuando le inchieste devono essere archiviate ancora pi\u00f9 sbrigativamente e non \u00e8 nemmeno necessaria la &#8220;competenza&#8221; dei vigili urbani vengono affidate ai carabinieri. Stesso risultato in tempi ancora pi\u00f9 rapidi.<br \/>\n_______________________<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Chi designa la P.G.?<\/strong> Il P.M. che dovrebbe stare assai attento alle pi\u00f9 che evidenti incompatibilit\u00e0. Proprio il <strong>nuovo Procuratore della Repubblica di Trieste Michele Dalla Costa (cognato del potente avvocato &#8211; nonch\u00e9 parlamentare &#8211; Niccol\u00f2 Ghedini legale del premier Silvio Berlusconi)<\/strong> al suo insediamento aveva messo in evidenza che la P.G. doveva comportarsi con la massima correttezza. Evidentemente aveva ricevuto delle informazioni non proprio positive sull&#8217;operato di tale organo della Procura nella citt\u00e0 giuliana all&#8217;epoca della conduzione del suo predecessore, <strong>Nicola Maria Pace<\/strong>. Quest&#8217;ultimo \u00e8 relativamente noto per essere assurto all&#8217;onore delle cronache nazionali avendo ingiustamente accusato un cittadino innocente, <strong>l&#8217;ing. Elvo Zornitta<\/strong> di Pordenone, di essere il terrorista bombarolo<strong> Unabomber<\/strong> e rovinandogli l&#8217;esistenza (Pace dichiar\u00f2 &#8211; ad indagini in corso &#8211; di avere individuato il colpevole su prova certa che si rivel\u00f2 poi contraffatta dalla stessa Polizia Giudiziaria). Peccato che poi alle parole del nuovo Procuratore non siano seguiti i fatti. Dopo un lungo periodo di &#8220;rodaggio&#8221; di un anno e mezzo, si pu\u00f2 tranquillamente affermare che nulla \u00e8 cambiato sotto il cielo della Procura di Trieste. Con buona pace (in memoria del vecchio procuratore) dei poveri cittadini-peones.<br \/>\n_____________________<\/p>\n<p align=\"justify\">Ma certo il top in fatto di &#8220;sveltine&#8221; (intese come indagini rapide) \u00e8 rappresentato da quelle inchieste che si svolgono senza indagini. In questo caso il P.M. ne chiede direttamente l&#8217;archiviazione &#8220;<em>de plano&#8221;<\/em> (a vista), accampando magari motivazioni contraddittorie, spesso incomprensibili e che magari non riguardano nemmeno il procedimento in esame. E se anche si presenta opposizione il solito GIP ne decreta l&#8217;inammissibilit\u00e0 in quanto l&#8217;operato del PM \u00e8 &#8220;insindacabile&#8221;. Discorso chiuso. E il denaro che questi progetti si portano pu\u00f2 cos\u00ec riprendere a scorrere.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Come il &#8220;sistema&#8221; punisce gli oppositori<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Parlavo prima delle conseguenze per chi si espone in questa lotta contro questo &#8220;<strong>sistema mafioso<\/strong>&#8220;. Le ribellioni nel nome della legalit\u00e0 non possono infatti essere tollerate e devono quindi venire adeguatamente represse. Se i cittadini cominciassero ad associarsi in queste battaglie e la cultura della legalit\u00e0 si diffondesse il &#8220;sistema&#8221; sarebbe messo a serio rischio. E questa \u00e8 una cosa che in una dittatura seppur imperfetta quale \u00e8 l&#8217;Italia, non pu\u00f2 essere permessa. Posso riportare in merito la mia esperienza personale essendo fresco di condanna riportata per avere denunciato e provato un illecito urbanistico.<\/p>\n<p align=\"justify\">Come gi\u00e0 detto, la piccola provincia di Trieste \u00e8 stretta nella morsa della cementificazione imposta dal <strong>potente cartello dei costruttori<\/strong>. Una delle maggiori valvole di sfogo per questa colata di cemento \u00e8 rappresentata dalla gradevole, antica cittadina costiera di Muggia al confine con la Slovenia. Il Comune di Muggia vanta anche il triste primato dell&#8217;inquinamento essendo stato negli ultimi 50 anni uno dei principali recettori di quel vasto sistema di smaltimento incontrollato di rifiuti tossico nocivi che ne ha deturpato irrimediabilmente il territorio. Un Comune devastato quindi e facile preda di imprenditori senza scrupoli e delle mafie associate.<br \/>\nIn attesa che si sviluppi l&#8217;affare delle bonifiche con i lucrosi giri di finanziamenti pubblici e di riciclaggio di denaro che esse porteranno, gli interventi pi\u00f9 redditizi rimangano quelli legati all&#8217;edilizia d&#8217;assalto, che qui significa centri commerciali: il nuovo Eden dello sviluppo economico. Almeno cos\u00ec vengono presentati. Ecco che quindi che in pochi anni i centri commerciali spuntano come funghi, in un&#8217;area che non ne avrebbe proprio bisogno trovandosi a poche centinaia di metri dal confine con la Slovenia, dove esistono analoghe e pi\u00f9 convenienti strutture. E infatti una volta realizzati si riveleranno fallimentari. Ma l&#8217;importante \u00e8 fare girare denaro.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>L&#8217;unica opposizione a questi mostri di cemento \u00e8 stata quella della nostra associazione<\/strong>, all&#8217;epoca gli Amici della Terra di Trieste da me rappresentata. Nel 2003 presentavo numerosi esposti alla Procura della Repubblica di Trieste nei confronti dei due principali progetti, quello del centro commerciale Freetime e quello del centro commerciale MCC. Le violazioni erano molteplici andando dalla mancata predisposizione della Valutazione Ambientale Strategica, alla violazione dei vincoli ambientali e paesaggistici gravanti sulle aree, al mancato rispetto delle norme urbanistiche regionali. Ma tutto finiva nel nulla. Le indagini consistevano semplicemente nel chiamare a deporre i funzionari dell&#8217;ufficio tecnico del Comune di Muggia &#8211; da ritenersi quindi indagati &#8211; che confermavano che le autorizzazioni concesse erano in regola<br \/>\n; e sulla base di questa autocertificazione venivano archiviate le inchieste senza altre verifiche.<br \/>\n<strong>I centri commerciali d&#8217;altronde erano un cospicuo affare<\/strong>. Il solo Freetime della Coopsette prevedeva un&#8217;investimento di 120 milioni di euro. E i soldi comprano tutto e spazzano via ogni ostacolo. Ma non poteva finire l\u00ec. L&#8217;ambientalista che aveva messo i bastoni tra le ruote e che con le sue denunce continuava a rappresentare un pericolo per il &#8220;sistema&#8221; doveva essere messo a tacere. Bisognava dargli una dura lezione. Cos\u00ec mi venne ritorto contro il mio stesso esposto sulla clamorosa irregolarit\u00e0 urbanistica dell&#8217;altro centro commerciale realizzato dalla societ\u00e0 MCC (l&#8217;attuale centro Castorama di Muggia). L&#8217;accusa era di avere offeso la pubblica amministrazione ovvero il Comune di Muggia rappresentato dalla commissione edilizia. Venni rinviato a giudizio e condannato in primo grado al termine di un processo in cui il ruolo dell&#8217;accusa (P.M.) venne affidato dalla Procura ai vigili urbani di Trieste, cio\u00e8 a dipendenti amministrativi del sindaco Dipiazza, gi\u00e0 assuntore e amico del sindaco di Muggia (querelante) Gasperini, mentre il<strong> giudice<\/strong> risultava essere un<strong> avvocato ex candidato<\/strong> alle elezioni amministrative locali<strong> nello stesso partito dei querelanti<\/strong> (Forza Italia-Polo delle Libert\u00e0).<\/p>\n<p align=\"justify\">La condanna venne confermata in appello da un giudice monocratico, essendomi stata negata la possibilit\u00e0 di essere giudicato da un collegio come sarebbe dovuto avvenire vista l&#8217;accusa di offesa ad un corpo politico-amministrativo, nonostante riuscissi nuovamente a dimostrare l&#8217;illecito urbanistico commesso dai querelanti che era alla base della mia denuncia e origine della loro successiva querela.<br \/>\n<strong>Nel corso del processo d&#8217;appello riuscii inoltre a dimostrare<\/strong> che i querelanti avevano reso falsa testimonianza collettiva al fine di ottenere la mia condanna. Ma il giudice ed il P.M. che avrebbero dovuto esercitare l&#8217;obbligatoria azione penale non lo fecero lasciando cos\u00ec impuniti i querelanti. L&#8217;apertura del procedimento penale contro i falsi testimoni avrebbe determinato il collasso delle accuse contro di me nel processo e l&#8217;avvio di indagini effettive sulla liceit\u00e0 della realizzazione del centro commerciale, ponendolo a rischio.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Ad una verifica successiva<\/strong> emerse che la mia opposizione alla richiesta di archiviazione dell&#8217;esposto sull&#8217;illegittimit\u00e0 urbanistica del centro commerciale era stata inserita in altro fascicolo relativo ad un altro mio esposto sulle irregolarit\u00e0 di un progetto di sviluppo turistico nello stesso Comune. Tale <strong>manipolazione<\/strong> degli atti si \u00e8 rivelata poi determinante per gli sviluppi del caso. Infatti il GIP ha archiviato sia il procedimento relativo al centro commerciale in fittizia assenza di opposizione, sia quello relativo al progetto di sviluppo turistico poich\u00e9 l&#8217;opposizione in atti non riguardava quel procedimento. Risulta inoltre che gli atti erano stati ritrasmessi al P.M. che pur in presenza della contestazione del GIP non provvedeva a disporre la reintegrazione dell&#8217;atto oppositivo al fascicolo di pertinenza per sanarne l&#8217;archiviazione illegittima. Dando cos\u00ec via libera al Comune di Muggia per presentare la querela nei miei confronti. Querela che veniva immediatamente recepita dalla Procura <strong>affidando l&#8217;inchiesta allo stesso P.M. e allo stesso ufficiale di P.G. dei carabinieri &#8211; indaganti dunque su proprie indagini<\/strong> &#8211; i cui comportamenti omissivi avevano consentito sia l&#8217;archiviazione per l&#8217;illecito urbanistico, sia la presentazione della querela nei miei confronti.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>La condanna \u00e8 stata poi confermata rapidamente dalla Cassazione<\/strong> pur in presenza di elementi che avrebbero dovuto portare alla revisione dell&#8217;intero processo. La sentenza non \u00e8 stata peraltro ancora resa disponibile nonostante mia richiesta diretta motivata tra l&#8217;altro con la necessit\u00e0 di produrla quanto prima alla Corte dei Diritti dell&#8217;Uomo di Strasburgo dove ho presentato ricorso per violazione delle norme sull&#8217;equo processo, sul divieto di discriminazione, sulla libert\u00e0 di opinione e di espressione.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Per avere denunciato nel pubblico interesse un illecito urbanistico<\/strong> grave e documentato commesso in forma associativa da personaggi influenti per consentire una grossa operazione speculativa <strong>sono stato processato e condannato<\/strong> su loro denuncia calunniosa al pagamento complessivo di circa <strong>40.000 euro<\/strong>. Ecco quale \u00e8 la risposta del &#8220;sistema&#8221;.<strong> Giustizia \u00e8 fatta<\/strong>. Salvi gli interessi del partito del cemento e pubblica punizione per il contestatore che dovr\u00e0 pure pagare i danni.<\/p>\n<p align=\"justify\">Devo dire che io ho denunciato queste situazioni aberranti di malagiustizia e privazione dei diritti fondamentali del cittadino agli organi disciplinari dell&#8217;autorit\u00e0 giudiziaria. Ma questo non \u00e8 &#8220;gradito&#8221; ai magistrati. Il suddito non deve permettersi di alzare la testa e nemmeno sfiorare con lo sguardo il potente padrone. Le sentenze devono sempre essere accettate e non si discutono (le possono contestare solo i potenti, ovviamente). E&#8217; questo quello che si sente sempre ripetere il povero cittadino italiano nel corso di tutta la sua esistenza in virt\u00f9 di quel principio (ormai ammuffito) di sacralit\u00e0 delle istituzioni. Ma se lo Stato \u00e8 mafioso? Il cittadino deve subire supinamente e stare zitto? Scusate, ma io non ce la faccio. Anche se poi mi condannano.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Spesso mi sento chiedere<\/strong> (soprattutto dai giornalisti stranieri per la verit\u00e0, visto che quelli italiani sono appiattiti sul sistema che li ha generati&#8230;) come se ne esce. Ovvero come l&#8217;Italia potr\u00e0 &#8211; se potr\u00e0 &#8211; uscire da questa oppressione controllata, da questo degrado che sembra inarrestabile. La risposta non pu\u00f2 che essere una: la rivoluzione della Legalit\u00e0. Una rivoluzione che deve partire dal basso. Non saranno certo le istituzioni corrotte (i gattopardi) ad autoriformarsi. Devono essere i cittadini ad esercitare i loro diritti e a smetterla di essere sudditi. Basta con la delega (il voto) ai partiti corrotti. I cittadini devono raggrupparsi nel nome della Legalit\u00e0 e lottare per la Legalit\u00e0 ogni volta che \u00e8 necessario. E coloro che si trovano in prima fila per affermare questi diritti collettivi e che sono quindi facile bersaglio per i poteri deviati mafiosi, non possono essere abbandonati al loro destino. Attorno a loro deve essere eretto un muro insormontabile da parte dei cittadini onesti: un muro di Legalit\u00e0. La rivoluzione della Legalit\u00e0 \u00e8 la battaglia civile principale in questo nostro Paese. Ma per fare partire questa rivoluzione ognuno di noi deve trovare il coraggio dettato dalla dignit\u00e0 e vincere la paura. Nessuno allora potr\u00e0 arginare questa piena. E il nostro Paese potr\u00e0 finalmente riconquistare la sua Libert\u00e0.<\/p>\n<p align=\"justify\">Roberto Giurastante (Presidente Greenaction transnational)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura di Roberto Giurastante (Ambientalista) Mafia S.p.a.: la principale impresa italiana La criminalit\u00e0 organizzata in Italia \u00e8 la principale&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":309,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[22],"tags":[],"class_list":["post-116","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-saggi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/116","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=116"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/116\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/309"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=116"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=116"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lavocedirobinhood.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=116"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}